La premier nelle prossime settimane andrà in Azerbaijan. «Non siamo stati fortunati in questa stagione politica, con l'instabilità che sta diventando la nuova normalità. Mentre venivamo qui, l'Iran ha annunciato di voler nuovamente chiudere lo stretto di Hormuz»
«Affrontiamo la più difficile congiuntura degli ultimi anni, però penso che dobbiamo farlo con una consapevolezza che noi anche in questo contesto possiamo dimostrare di che pasta siamo fatti, la nostra storia parla per noi. Nelle fasi più complicate, per paradosso spesso abbiamo dato il meglio di noi stessi», ha detto la premier Giorgia Meloni, in un intervento all'Assemblea di Federalberghi.
La presidente del consiglio ha parlato del contesto internazionale e della complessa situazione economica e ha anticipato che «tra un paio di settimane» sarà in Azerbaijan, dopo Algeria, e i Paesi del Golfo.
Ha anche parlato del vertice di Parigi, «con altri importanti leader europei, collegati con circa 50 paesi che stanno lavorando per immaginare condizioni con le quali, quando sarà possibile, all'indomani della solidificazione di un cessate il fuoco, di una fine della conflittualità, si possa insieme lavorare proprio per tornare a garantire la libertà di navigazione in un quadrante che è di estrema importanza non solamente per noi ma per molti paesi al mondo in un domino che parte dall'energia, petrolio, gas, arriva ai fertilizzanti e quindi può produrre anche una crisi di carattere alimentare».
L’obiettivo dichiarato di Meloni, dunque, è di abbassare il costo dell’energia e trovare altri canali per ottenerla in questa difficile congiuntura economica: «Non siamo stati fortunati in questa stagione politica, con l'instabilità che sta diventando la nuova normalità. Mentre venivamo qui, l'Iran ha annunciato di voler nuovamente chiudere lo stretto di Hormuz rispondendo all'indisponibilità degli Usa: il quadro cambia continuamente e noi siamo al lavoro ogni minuto per la stabilizzazione».
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