Almeno sei navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo che il ministro degli Esteri iraniano ne ha annunciato la riapertura. Ma il via libera di Teheran è durato poco: dopo poche ore lo Stretto è tornato al suo «stato precedente» per la decisione degli Usa di mantenere il blocco navale
Passaggio riaperto e subito richiuso. Almeno sei navi, tra cui petroliere e navi da carico, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Si tratta delle prime imbarcazioni ad attraversare lo Stretto da quando il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, venerdì pomeriggio, ne ha annunciato la riapertura.
Sabato mattina è però arrivata la retromarcia iraniana. Le forze armate di Teheran hanno annunciato che lo Stretto tornerà al suo «stato precedente», dopo che gli Stati Uniti hanno deciso di mantenere il blocco navale nell’importante rotta marittima.
PUNTI CHIAVE
18:03
Parigi: «Due dei tre caschi blu francesi feriti sono gravi»
17:50
Iran, per attraversare Hormuz devono pagare le tasse
17:29
Delhi, spari a Hormuz coinvolgono navi indiane
Idf, eliminata cellula di Hezbollah nel sud
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno annunciato di aver ucciso diversi membri di Hezbollah che «hanno violato gli accordi di cessate il fuoco» e rappresentavano una minaccia per le truppe di stanza nel Libano meridionale. In una nota le Idf hanno spiegato che le truppe della 401ª Brigata Corazzata hanno identificato «una cellula terroristica che ha violato gli accordi di cessate il fuoco e si è avvicinata alle forze in modo da rappresentare una minaccia immediata, durante le loro attività nel Libano meridionale»
Parigi: «Due dei tre caschi blu francesi feriti sono gravi»
Due dei tre peacekeeper francesi feriti nell'attacco contro l'Unifil oggi in Libano sono in condizioni gravi. Lo ha reso noto un portavoce del ministero degli Esteri francese, riferendosi all'attacco in cui è rimasto ucciso il sergente maggiore Florian Montorio.
Iran, per attraversare Hormuz devono pagare le tasse
«Le navi devono pagare tasse per la sicurezza e la protezione ambientale per poter attraversare lo Stretto di Hormuz». Lo dichiara il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, secondo quanto riportato su X dal canale della tv di stato della Repubblica islamica dell'Iran
Wsj, "Usa pronti ad abbordare le petroliere legate all'Iran"
Le forze armate americane si stanno preparando ad abbordare petroliere legate all'Iran e a sequestrare navi commerciali nelle acque internazionali nei prossimi giorni, ampliando la sua stretta navale oltre il Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti.
Teheran, stiamo esaminando nuove proposte Usa
Il capo dell'esercito pakistano che sta mediando tra i due Paesi, si legge sull'agenzia Irna, ha presentato le "nuove proposte" durante la sua visita a Teheran.
«L'Iran le sta esaminando e non ha ancora risposto», ha affermato il Consiglio di Sicurezza. La delegazione negoziale iraniana «non farà la minima concessione» e «difenderà gli interessi della nazione iraniana con tutte le sue forze», avverte il Consiglio
Hezbollah, non siamo responsabili di attacco a Unifil
Hezbollah nega qualsiasi collegamento con l'incidente avvenuto con le forze Unifil nella zona di Ghandouriyeh-Bint Jbeil e invita alla cautela nel formulare giudizi e nell'attribuire responsabilita' in merito all'accaduto, in attesa delle indagini dell'esercito libanese per accertare le circostanze complete dell'incidente", ha dichiarato il gruppo in un comunicato che replica alle accuse di Parigi, che ha attribuito l'attacco al movimento sciita.
Teheran, «cercheremo di avere il controllo di Hormuz con i negoziati o con la forza»
L'Iran cercherà di ottenere il controllo dello Stretto di Hormuz attraverso negoziati o con la forza: lo dichiara il vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref. Lo riporta Iran International.
«L'Iran difenderà il suo diritto a gestire lo Stretto di Hormuz, sia al tavolo delle trattative che sul campo», ha detto Aref.
Iran: Trump, hanno fatto un po' i furbi ma i colloqui vanno molto bene
Con l'Iran «stiamo adottando una posizione ferma». I colloqui stanno «procedendo molto bene. Hanno fatto un po' i furbi, come fanno ormai da 47 anni. Non hanno una marina, non hanno un'aeronautica, non hanno leader. Stiamo parlando con loro, volevano chiudere di nuovo lo stretto» di Hormuz, ma «non possono ricattarci». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Lula contro Trump, no a presidente che minaccia il mondo
«Non possiamo svegliarci ogni mattina e andare a letto ogni sera con un tweet di un presidente che minaccia il mondo e dichiara guerre». Cosi' il presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, riferendosi al suo omologo statunitense Donald Trump, durante il suo intervento al vertice dei leader progressisti a Barcellona. Il presidente brasiliano ha poi invitato i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu a cambiare rotta riguardo al fallimento nel fermare il conflitto in Medio Oriente.
Berri, alleato di Hezbollah, condanna attacco ad Unifil
Il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, alleato di Hezbollah, ha condannato l'attacco contro i caschi blu francesi delle Nazioni Unite, attribuito proprio al movimento sciita. Berri ha «elogiato i sacrifici compiuti dalle forze Unifil nel corso dei decenni, in particolare dal contingente francese» e ha contattato il comandante della Forza Unifil, generale Diodato Abagnara, per porgere le sue condoglianze.
Libano, il presidente Aoun condanna attacco Unifil
Il presidente libanese, Joseph Aoun, ha condannato "fermamente" l'«attacco contro il contingente francese» della forza di pace delle Nazioni Unite che ha causato un morto e tre feriti. Nella sua conversazione telefonica con il suo omologo francese, Emmanuel Macron, Aoun ha assicurato che «il Libano non avrà alcuna clemenza nel perseguire i responsabili», si legge in una nota della presidenza. I caschi blu dell'Unifil, aggiunge Aoun, «stavano svolgendo la loro missione in territorio libanese al servizio della pace e della stabilità». Il comando dell'esercito di Beirut ha indicato in un comunicato che l'incidente è stato il risultato di «uno scambio di colpi con individui armati»
Parigi, "casco blu francese ucciso in Libano è stato vittima di un'imboscata"
Il sergente maggiore Florian Montorio, casco blu francese ucciso in Libano, è rimasto vittima «di un'imboscata» ed è morto a causa di «un colpo diretto». Ad annunciarlo è la ministra della Difesa francese, Catherine Vautrin, in un post sul proprio account X. Montorio «era in missione per aprire una strada verso una postazione Unifil isolata da diversi giorni a causa dei combattimenti nella zona», spiega Vautrin. Poi «è stato vittima di un'imboscata da parte di un gruppo armato a distanza molto ravvicinata, venendo colpito da un proiettile proveniente da un'arma leggera». «Nonostante i suoi compagni l'abbiano soccorso, non sono riusciti a rianimarlo», conclude la ministra.
Iran, portacontainer colpita da un proiettile
L'Agenzia britannica per il trasporto marittimo (Ukmto) afferma di aver ricevuto una segnalazione di una nave portacontainer colpita da un proiettile di provenienza ignota e che ha provato danni ad alcuni container. Non sono stati segnalati incendi o sversamenti in mare
Unifil, "pattuglia colpita durante sminamento, pensiamo a Hezbollah"
«Questa mattina una pattuglia dell'Unifil che stava sgombrando munizioni esplosive lungo una strada nel villaggio di Ghanduriyah per ristabilire i collegamenti con le posizioni isolate» della missione «è stata colpita da fuoco di armi leggere». Lo rende noto su X la missione Onu in Libano, aggiungendo che è stata avviata «un'indagine per accertare le circostanze" e la "valutazione iniziale indica attori non statali (presumibilmente Hezbollah)». Unifil «condanna questo attacco deliberato ai danni dei caschi blu», «il lavoro delle squadre di disinnesco degli ordigni esplosivi è vitale nell'area»
Macron: ucciso un casco blu francese nel sud del Libano
Un soldato francese, impegnato nella missione Unifil in Libano, è stato ucciso nel sud del Paese. Lo rende noto il presidente Emmanuel Macron secondo cui la responsabilità è del gruppo armato libanese Hezbollah.
"Il sergente capo Florian Montorio del 17esimo reggimento del genio paracadutista di Montauban è caduto questa mattina nel sud-Libano durante un attacco contro l'Unifil", scrive su X il capo dell'Eliseo. "Tre dei suoi fratelli d'arme sono feriti e sono stati evacuati. La Nazione si inchina con rispetto e rivolge il suo sostegno alle famiglie dei nostri soldati e a tutti i nostri militari impegnati per la pace in Libano. Tutto lascia pensare che la responsabilità di questo attacco ricada su Hezbollah. La Francia esige dalle autorità libanesi che arrestino immediatamente i colpevoli e assumano le loro responsabilità al fianco dell'Unifil", aggiunge.
Libano, attaccati caschi blu francesi nel sud del Paese
«Condanno l'aggressione perpetrata oggi contro alcuni membri del battaglione francese dell'Unifil». Lo dichiara il primo ministro Libanese, Nawaf Salam, in un post pubblicato sul proprio account X. «Ho impartito istruzioni precise affinché venga aperta un'indagine per chiarire le circostanze di tale aggressione e assicurare i responsabili alla giustizia". «È evidente» - conclude Salam - «che questo comportamento irresponsabile arreca grave danno al Libano e alle sue relazioni con i paesi amici che lo sostengono a livello internazionale».
Un portavoce dell'Unifil ha confermato che un incidente che ha coinvolto i loro caschi blu si è verificato a Ghandouriyeh, nel sud del Libano, affermando che stanno indagando sull'accaduto senza fornire ulteriori dettagli sulla natura dell'attacco o sul numero di vittime.
Idf, primi raid contro Hezbollah dopo il cessate il fuoco in Libano
L'Idf conferma di aver condotto nelle ultime 24 ore diversi raid nel Libano meridionale contro militanti di Hezbollah che «hanno violato gli accordi di cessate il fuoco». A riportarlo è The Times of Israel, specificando che si tratta della prima violazione di questo tipo dall'entrata in vigore della tregua nel Paese.
Secondo quanto riferito dall'esercito israeliano, le truppe che operano a sud della "Linea Gialla" stabilita dall'Idf "hanno identificato terroristi che hanno violato i patti per il cessate il fuoco e si sono avvicinati alle forze di Tel Aviv da nord della Linea, rappresentando una minaccia immediata"
Mojtaba Khamenei, marina Iran pronta a infliggere amare sconfitte
Sui profili social ufficiali dell'ayatollah Mojtaba Khamenei è apparso un messaggio in cui la nuova Guida Suprema iraniana, nel ventinovesimo anniversario della fondazione dell'esercito della Repubblica Islamica, loda "l'epopea" creata dalle forze armate di Teheran «affrontando i sinistri piani degli Usa, dei discendenti del tiranno Pahlavi e dei separatisti che desiderano un Iran diviso». «L'esercito della Repubblica Islamica dell'Iran sta ora coraggiosamente difendendo la terra, l'acqua e la bandiera che gli appartengono», ha aggiunto Mojtaba Khamenei, che dalla sua elezione lo scorso 8 marzo, in sostituzione del defunto padre Ali, non è mai apparso in pubblico. Secondo alcune ricostruzioni mediatiche, Mojtaba Khamenei sarebbe rimasto mutilato e sfigurato nello stesso bombardamento israelo-statunitense nel quale ha trovato la morte il padre. «Così come i droni dell'Esercito iraniano colpiscono gli Stati Uniti e gli assassini sionisti come un fulmine, anche la sua valorosa marina è pronta a infliggere nuove amare sconfitte ai suoi nemici».
Teheran, Trump parla troppo, non capiamo bene che dica
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, «parla troppo» e non si capisce «esattamente cosa voglia dire». Lo ha dichiarato ad Al Jazeera il viceministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, interpellato in merito alla recente minaccia di Trump di «tornare a bombardare di nuovo se non sarà raggiunto alcun accordo». Trump, secondo il viceministro, «dice cose contraddittorie all'interno della stessa frase». «La guerra non porta a nulla di positivo», ha concluso Khatibzadeh, avvertendo che però, nel caso, "combatteremo fino all'ultimo soldato israeliano»
Iran, Pasdaran: Hormuz tornato al precedente status
A qualsiasi "violazione" da parte degli Stati Uniti corrisponderà una "risposta appropriata". È l'avvertimento lanciato dalla Marina dei Pasdaran, che ribadisce che lo Stretto di Hormuz è tornato al suo precedente status, vale a dire chiuso e sotto il suo controllo. «Finché il movimento di navi da e verso l'Iran sarà sotto minaccia, lo status dello Stretto di Hormuz rimarrà quello precedente - fa sapere il comando navale su X
Qualsiasi violazione degli impegni da parte degli Stati Uniti riceverà una risposta appropriata»
Iran: Egitto, al lavoro con Pakistan per accordo definitivo «nei prossimi giorni»
Il ministro degli Esteri egiziano ha dichiarato di «lavorare instancabilmente» insieme al Pakistan per raggiungere un «accordo definitivo» tra Stati Uniti e Iran «nel più breve tempo possibile». "Stiamo lavorando instancabilmente in collaborazione con il Pakistan per promuovere la de-escalation e raggiungere un accordo definitivo tra Stati Uniti e Iran. Speriamo di riuscirci nel più breve tempo possibile», ha affermato il ministro Badr Abdelatty durante un forum diplomatico ad Antalya, nel sud della Turchia.
Intanto, secondo quanto scrive l'agenzia di stampa Tasnim citando "fonti autorevoli", l'Iran non ha ancora dato il suo via libera a un nuovo round di negoziati con gli Stati Uniti mentre prosegue il blocco navale dei porti e a causa delle «eccessive richieste degli americani nei negoziati», che continuano a emergere dai recenti scambi di messaggi. Secondo Tasnim, tutto questo è stato segnalato agli Stati Uniti attraverso i mediatori pachistani.
Pasdaran, «Iran mantiene il controllo su Hormuz se gli Usa non interrompono il blocco»
«Lo Stretto di Hormuz rimarrà sotto il controllo iraniano se gli Stati Uniti non garantiranno la piena libertà di navigazione per le navi in viaggio da e verso l'Iran». Lo dichiara il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, come riportato da Haaretz
Libano, Idf: una linea gialla per impedire il ritorno dei residenti
Israele istituirà in Libano una "linea gialla" per impedire ai residenti di tornare nelle aree occupate dall'esercito israeliano, un metodo già utilizzato per dividere Gaza, dove la cosiddetta "linea gialla" delimita un'area occupata dall'esercito israeliano nell'ambito dell'accordo di cessate il fuoco ed è inaccessibile ai residenti. «Il modello della 'linea gialla' adottato a Gaza verrà replicato anche in Libano, e le Forze di Difesa Israeliane hanno già definito una 'linea gialla' entro la quale le forze israeliane stanno attualmente operando», hanno dichiarato alti funzionari delle Idf ai giornalisti durante un briefing.
Secondo quanto dichiarato dal'Idf, agli abitanti non sarà consentito tornare nei 55 villaggi libanesi situati all'interno dell'area. «Le Forze di difesa israeliane sono autorizzate a continuare a distruggere le infrastrutture terroristiche in quella zona anche durante il cessate il fuoco», hanno aggiunto. Ieri, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che le «Idf continueranno a mantenere il controllo di tutti i territori che hanno bonificato e conquistato».
Media Iran, Teheran per ora non ha dato l'ok a nuovo round negoziale
L'Iran non ha per ora acconsentito a tenere un nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti, il primo dei quali si è tenuto a Islamabad la scorsa settimana, «a causa dell'annuncio del presidente Donald Trump sul blocco marittimo statunitense e delle richieste eccessive avanzate dagli americani, sia durante i recenti colloqui che nei loro messaggi all'Iran» ha dichiarato sabato l'agenzia Tasnim, affiliata alla Guardia Rivoluzionaria, citando «le rispettive organizzazioni»
L’Iran: «Chiudiamo di nuovo Hormuz»
Il comando centrale militare iraniano afferma di aver nuovamente chiuso Hormuz a causa del blocco degli Stati Uniti, che mantengono il blocco navale nello Stretto. «Purtroppo gli americani continuano a commettere atti di banditismo e pirateria con il pretesto di un cosiddetto blocco», si legge in una nota citata dall’agenzia Tasnim. Per questo motivo «il controllo dello Stretto è tornato al suo stato precedente».
Teheran: «No a trasferimento dell’uranio arricchito»
L’Iran ha respinto l’ipotesi di trasferire all’estero il proprio uranio arricchito. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, citato dall’agenzia Mehr: «L’opzione di trasferire l’uranio arricchito fuori dal Paese è respinta».
L’Iran riapre parzialmente lo spazio aereo
L’Organizzazione per l’aviazione civile iraniana ha annunciato la riapertura di parte dello spazio aereo del Paese. È stato comunicato che le rotte orientali sono aperte ai voli internazionali e che le operazioni aeroportuali riprenderanno gradualmente. Lo riporta Iran International. Lo spazio aereo era chiuso dal 28 febbraio, giorno in cui usa e Israele hanno iniziato gli attacchi contro l’Iran.
Trump: «Xi molto contento per la riapertura di Hormuz»
In un post su Truth, Trump ha scritto che il presidente cinese Xi Jinping è «molto contento che lo Stretto di Hormuz sia aperto o si stia aprendo rapidamente». Il tycoon ha aggiunto che il loro incontro in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio, «sarà speciale e potenzialmente storico».
Trump: «Senza accordo con Teheran il blocco dei porti resta»
Dopo l’annuncio dell’Iran di aver riaperto lo Stretto di Hormuz alle navi commerciali, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il blocco americano «rimarrà in vigore a pieno regime» fino a quando Teheran non raggiungerà un accordo con gli Usa, anche sul suo programma nucleare. In precedenza Trump aveva celebrato l’annuncio iraniano, dicendo che lo Stretto era «aperto e pronto per il transito».
Teheran, no nuovi colloqui: da Usa richieste eccessive
L'Iran non ha accettato per il momento una nuova tornata di negoziati con gli Stati Uniti, denunciando "richieste eccessive" da parte di Washington e il perdurare del blocco navale contro il Paese. Lo riferisce l'agenzia Tasnim citando una fonte iraniana. Secondo la fonte, Teheran ha chiarito che l'assenza di condizioni ritenute inaccettabili è un prerequisito per proseguire il dialogo. «In caso contrario, non è disposta a perdere tempo in negoziati prolungati e infruttuosi», ha affermato. Il messaggio sarebbe stato trasmesso agli Stati Uniti attraverso il Pakistan, che svolge un ruolo di mediazione.
La decisione arriva dopo che il presidente americano Donald Trump ha ribadito che il blocco contro i porti iraniani resterà in vigore, nonostante Teheran avesse annunciato la riapertura dello stretto di Hormuz. Trump ha inoltre evocato la possibilità di intervenire in Iran per recuperare l'uranio arricchito, ipotesi respinta dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqae
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