«Non era tanto che ero passata da queste parti, ma ero passata per un’altra ragione. Ho pensato che fosse doveroso. Diciamo che avevo bisogno di un po’ di sano orgoglio nazionale e, se non si trova qui, non so dove altro si potrebbe trovare».

Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il giorno dopo il suo ultimo scontro con Donald Trump, si presenta a sorpresa a Gemona del Friuli al raduno degli Alpini del Triveneto, nel 50esimo anniversario del terremoto.

Lo ha dichiarato a Telefriuli, spiegando di voler ringraziare gli alpini «anche per il lavoro straordinario che hanno fatto durante le Olimpiadi e non solamente durante le Olimpiadi. Quindi sono venuta a dire grazie a queste persone». 

«Orgoglio nazionale»

L’appuntamento non era previsto in agenda, ma sembra che il «bisogno di un po’ di sano orgoglio nazionale» sia legato alle accuse lanciate sabato da Donald Trump sul suo social Truth riguardo il consenso interno della premier «in calo». Il presidente Usa si è spinto fino alle questioni di politica interna: «Dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare a essere amica per far risalire i suoi “numeri”. No, grazie», ha scritto il presidente Usa. E ancora: «Mi ha chiesto ripetutamente di farsi una foto con me durante il vertice del G7 in Francia. La sua popolarità in Italia è in calo, forse perché ha voltato le spalle agli Stati Uniti».

Quanto alla popolarità, ha risposto Meloni, «esserti amica non mi ha certamente aiutata, né dipende dal mio rapporto con te», ma dalla «mia capacità di difendere l’interesse nazionale italiano, ed è esattamente ciò che ho sempre fatto».

L’arrivo «a sorpresa» della presidente del Consiglio al raduno degli alpini a Gemona del Friuli sembra, dunque, un messaggio identitario per rispondere a Trump e mostrare l’«orgoglio nazionale». Ma anche un messaggio rivolto verso l’interno, al generale Roberto Vannacci.

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