Il successore di Maurizio Imbriale alla direzione dei Palinsesti Rai sarà Marcello Ciannamea. La decisione dovrebbe essere ufficializzata alla prossima riunione del consiglio d’amministrazione della tv pubblica, in programma per il 19 marzo.

Il ruolo è critico perché si tratta di decidere come giocarsi le frecce all’arco della Rai nel migliore dei modi, anche per evitare problemi come quello che si è venuto a creare l’estate scorsa quando i vertici Rai avevamo sottovalutato la rediviva Ruota della fortuna di Gerry Scotti tornata su Canale 5, poi diventata cruccio quotidiano di Stefano De Martino e dei suoi Affari tuoi.

Imbriale ha raggiunto la pensione e anche il momento in cui iniziare a smaltire le ferie. «I palinsesti estivi sono al palo e lui ha staccato il telefono» racconta un dirigente Rai. Un ruolo così delicato va riempito in fretta, anche per dare il sostegno necessario alla nuova prima serata di Approfondimento che è già slittata a fine maggio: a complicare le cose ci sarebbero tensioni sulla conduzione. L’ultimo nome su cui avevano puntato i meloniani in Rai, Roberto Inciocchi, non sarebbe convinto del progetto. 

Ciannamea è già stato direttore del Prime time in un periodo in cui era considerato gradito alla Lega. Le cose sono progressivamente cambiate e, a torto o a ragione, il direttore si è guadagnato la fama di un braccio operativo che dà seguito alle richieste del partito. Il direttore, tuttavia, può contare sull’occhio di riguardo del presidente FF (facente funzione), Antonio Marano, con cui ha lavorato già in passato. E allora eccolo tornare in pista come contrappeso di Stefano Coletta, coordinatore dei generi, che ormai si sarebbe guadagnato l’orecchio dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi. A sentire i dirigenti più in linea con la linea leghista – curiosamente per altro quasi tutti di scuola bossiana, anche se il responsabile editoria resta Alessandro Morelli, sempre vicinissimo a Matteo Salvini – rientra in pista più in quota tecnica che politica.

Resta l’impressione che, nonostante i buoni rapporti personali, politica e approccio al lavoro potrebbe portare i due neocolleghi a una «convivenza infelice», come la mette giù un dirigente di destra. Ma la sua nomina cade in un consiglio d’amministrazione che promette già di essere bollente. A pochi giorni dal referendum – il consigliere d’area Avs Roberto Natale ha già polemizzato sul racconto «squilibrato» della consultazione da parte della tv di stato – nella riunione potrebbe emergere il malessere di Forza Italia che cova da tempo.

Prospettiva San Macuto

Oltre al peccato originale della mancata elezione della consigliera d’amministrazione Simona Agnes in commissione Vigilanza, gli azzurri si sono sentiti poco considerati negli ultimi giri di nomine. Ora all’ordine del giorno ci sono da assegnare la direzione Affari internazionali e quella dei Rapporti istituzionali, due posti che a FI non dispiacerebbero.

La riunione del 19 cade anche a pochi giorni dal 25 marzo, che a via Asiago è cerchiato in rosso: è la data in cui alla fine l’ad Rossi si presenterà per la prima volta a quasi due anni dalla sua elezione alla commissione di Vigilanza. La data è stata concordata dopo lo slittamento dell’appuntamento dell’11, rinviato per il voto sulle comunicazioni della presidente del Consiglio sulla guerra in Iran: stavolta a votare a favore è stata anche la maggioranza, ragion per cui c’è un sentimento di fiducia diffusa sul fatto che, finalmente, l’audizione si farà. Non che sia garanzia di una ripresa ordinata dei lavori. La sintesi più tagliente è di un dirigente di destra: «Tanto, dopo l’audizione Dio vede e provvede». 

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