La presidente della commissione Vigilanza ha provato a riportare il monito del capo dello Stato sullo stallo in commissione Vigilanza. Per la vicepresidente, parole non attinenti all’ordine del giorno
Una parola tolta, per il Movimento 5 stelle una censura. La presidente della commissione Vigilanza Rai – bloccata da ormai quasi due anni – ha preso la parola mercoledì mattina in aula al Senato per riportare le parole di Sergio Mattarella a questo proposito. Il presidente della Repubblica martedì pomeriggio aveva auspicato che la situazione si sbloccasse, definendo «inaccettabile» il fatto che la commissione non sia in grado di lavorare. L’intervento di Floridia è stato però interrotto sul nascere dalla vicepresidente Licia Ronzulli, che ha accusato la senatrice di aver proposto temi che non rientravano nell’ordine dei lavori.
Polemica da parte di tutte le opposizioni fino a che la seduta è stata sospesa. «È inaccettabile quello che è appena successo in Aula. Questa è violenza istituzionale» ha detto Floridia. «Volevo comunicare che avrei convocato nuovamente l'Ufficio di presidenza della commissione per audire il ministro Giorgetti - ha proseguito Floridia - il quale non si pronuncia e tiene bloccata la riforma della Rai».
Il contesto
Sembra infatti che il ministero dell’Economia, che è anche il primo azionista della Rai, abbia ricevuto una risposta dall’Unione europea per quanto riguarda la compatibilità tra il Media Freedom Act, il regolamento europeo che impone una separazione tra politica e servizio pubblico, e il paradosso in cui si troverebbe il ministero. Essendo primo azionista, ha infatti anche la responsabilità dell’indebitamento-monstre che affligge l’azienda: un contesto in cui a via XX settembre non viene vista di buon occhio la prospettiva di non poter più dire la propria sulla governance.
Non sembra ci sia però spazio per audire Giancarlo Giorgetti in commissione. Dopo una temporanea apertura della maggioranza, che da oltre un anno e mezzo fa mancare regolarmente il numero legale e impedisce così i lavori della commissione, sull’audizione dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, sembra che la destra sia tornata ai vecchi schemi. Nell’ultimo ufficio di presidenza di qualche giorno fa, infatti, le opposizioni hanno assistito a un nuovo “niet” da parte dei partiti di maggioranza: ci si avvia così verso l’ultimo anno di legislatura con una commissione bloccata e una dirigenza aziendale incompleta: la ragione del blocco è infatti la votazione a maggioranza qualificata sulla presidente in pectore, la consigliera d’area azzurra Simona Agnes, mai andata in porto.
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