L’incontro chiarificatore non ha quietato gli animi e venerdì lo sciopero bianco sarà partecipato. Floridia convoca Rossi in Vigilanza, e l’ad andrà forse prima di Sanremo
«Stiamo affondando». Il commento a fine giornata è di una figura di primo piano della governance Rai: «Il percepito è più importante del reale – dice il dirigente – ma il percepito che attualmente mette in scena il servizio pubblico è preoccupante». Le questioni sul tavolo sono tante, l’ultima è la perdita dei diritti tv per il pacchetto di otto match delle Atp Finals, che invece ha conquistato Mediaset.
Si tratta più di una questione di metodo (comunicativo) che di merito, raccontano in azienda: l’offerta della Rai era oltre il doppio della cifra che è stata offerta nell’ultima gara, mentre la concorrenza è arrivata a offrire quattro volte tanto, racconta chi ha seguito la trattativa. C’è effettivamente un elemento oggettivo: privati e pay-tv possono compensare la spesa con altre entrate, come abbonamenti e pubblicità, dove la Rai è arginata dallo storico tetto. «Certo, bisognava dirle subito queste cose» sospira il dirigente.
D’altra parte, il valore del tennis è esploso con il fenomeno Sinner: all’ultima gara, il giocatore altoatesino stava appena sbocciando. Resta però il fatto che «diffondere e incoraggiare lo sport» figura addirittura tra gli obiettivi del contratto di servizio. La fiducia che il principio venga rispettato sembra ormai scarsa anche dentro l’azienda: «Dopo la serie A di basket, il 6 Nazioni di rugby, numerose classiche di ciclismo come la Freccia Vallone e il Giro delle Fiandre, oltre alla Coppa Italia di calcio, un altro pezzo di offerta sportiva che scompare dal servizio pubblico» si legge in una nota diffusa martedì sera da Usigrai e dal cdr di Rai sport.
Le risposte
Ma al settimo piano, che da viale Mazzini si è trasferito identico a via Severo, a provocare parecchia più tensione è la convocazione dell’ad in commissione Vigilanza Rai annunciata ieri mattina dalla presidente Barbara Floridia. Dopo l’ennesima convocazione a vuoto per il voto di conferma sulla presidente designata, le opposizioni hanno chiesto la convocazione di Giampaolo Rossi: la presidente ha dato seguito, e ora la palla è nel campo della governance della tv pubblica. La questione è che l’ad aveva dato la propria disponibilità solo pochi giorni fa, durante un’audizione in commissione Cultura alla Camera: pare a questo punto inevitabile che Rossi si presenti finalmente di fronte alla Vigilanza, bloccata da oltre un anno dalla destra. La maggioranza, oltre a rendere praticabile l’audizione, avrebbe anche deciso di accelerare sulla riforma della governance Rai, per cui è stato annunciato l’approdo in aula al Senato per la settimana del 3 marzo. Meno di un mese per avere il via libera dalla commissione Bilancio, formulare e discutere gli emendamenti e votare un testo, tempi strettissimi per un provvedimento così delicato, per altro con le opposizioni per una volta unite e pronte a dare del filo da torcere alla maggioranza.
Nel frattempo, in azienda si continua a respirare una certa irrequietezza dopo i casi Petrecca e Pucci. A buttare un sasso nello stagno è stata di buonora l’Usigrai, che ha proclamato uno sciopero bianco di solidarietà alla redazione di Rai sport, ancora in subbuglio per la disastrosa telecronaca delle Olimpiadi finita anche sulla stampa internazionale e per la gestione morbida delle responsabilità del direttore da parte dei vertici. Le adesioni saranno parecchie, almeno a giudicare dalla solidarietà ampissima che hanno ricevuto i cronisti sportivi.
A partecipare sarà con grande probabilità anche la redazione del Tg1, dove da giorni è in corso un’agitazione come non si vedeva da tempo: inizialmente, il cdr – formato a maggioranza da croniste vicine a Unirai, il sindacato voluto dalla governance meloniana – non aveva infatti raggiunto l’accordo su un comunicato di solidarietà, tanto che la terza giornalista ne aveva formulato uno a nome proprio. Ieri poi, una nota in cui si auspicava che la redazione di Rai sport ritrovasse «tutta la serenità necessaria». Una formulazione che ha lasciato di sasso i colleghi, che hanno chiesto immediatamente la convocazione di un’assemblea.
Unirai appare a questo punto spaccata tra chi vuole coprire in toto la gestione Petrecca-Rossi per ragioni politiche e chi invece – come la redazione stessa di Rai sport – attacca il direttore per la sua oggettiva impreparazione. A spuntarla, almeno in superficie, la linea realista. In serata il sindacato ha diramato una nota in cui spiega che «preso atto che l'azienda si è attivata con un confronto diretto per individuare soluzioni concrete alle problematiche editoriali che hanno travolto la redazione di Raisport». E ancora: «Riteniamo che non sia questo il momento per strumentalizzazioni, né per proclamare agitazioni o ritirare le firme, mentre la Rai sta raccontando al mondo Olimpiadi seguitissime, con punte di ascolto straordinarie». Non disturbare il manovratore.
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