I dem si rivolgono all’authority per sollecitare un intervento sul programma di Nicola Porro, dove la presidente del Consiglio è intervenuta per mezz’ora senza contraddittorio. La richiesta finirà nell’ordine del giorno di mercoledì e la rete rischia un ordine di riequilibrio. Le regole sull’equa presenza del Sì e del No e le possibili conseguenze
Il Pd chiede all’Agcom di ordinare a Rete4 di riequilibrare il suo palinsesto in vista del referendum dopo l’intervista di Giorgia Meloni a Quarta repubblica andata in onda lunedì sera. «Abbiamo inviato all'Agcom la richiesta di una sanzione esemplare a questa vergogna, anche in ragione del fatto che la trasmissione "Quarta Repubblica" ha violato ripetutamente la par condicio, proponendo in queste settimane una narrazione e un vero e proprio processo anti-magistratura» scrivono i parlamentari di maggioranza in una nota. «Chiediamo inoltre che si agisca subito a riequilibrare su Rete4, ospitando per pari tempo, con analoga audience e con la stessa tipologia di format leader in favore del No».
L’intervista è durata mezz’ora e ora il caso sarà inserito nell’ordine del giorno della riunione dell’autorità in programma per mercoledì e Rete4 potrebbe rischiare davvero un cosiddetto “ordine di riequilibrio”. Si tratta di uno degli strumenti a disposizione dell’Agcom per sorvegliare l’equilibrio delle posizioni rappresentate: per ottemperare, la rete di qui a domenica – quindi soprattutto nei programmi di Bianca Berlinguer e Tommaso Labate – dovrà dare ampio spazio al No. È la stessa situazione – ma speculare – in cui si è trovata La7 due settimane fa e a cui ha posto rimedio.
Le conseguenze
Se Rete4 non dovesse ottemperare all’ordine, va incontro a una multa che va da 10mila a 250mila euro. È però tendenzialmente improbabile che un’eventuale sanzione vada oltre i 20mila euro, spiega chi conosce bene i dossier. Resta il fatto che il riequilibrio avviene per fasce ponderate: tradotto, la prima serata non vale quanto il palinsesto notturno, e per compensare pochi minuti di prime time in altre fasce orarie si rischia di dover allocare anche molto tempo.
Oltre alla sanzione al canale, c’è la possibilità che venga valutato l’atteggiamento del conduttore, che rischia di essere giudicato “non equilibrato”. Altro caso che si è già verificato a settembre 2022, quando Agcom sanzionò Marco Damilano de Il cavallo e la torre. Anche questa fattispecie però si risolve in maniera molto blanda: basta infatti che il conduttore contestato faccia ammenda con un comunicato letto nella trasmissione successiva.
Insomma, non solo Porro ha scaricato sui colleghi l’incombenza di riequilibrare la sua esposizione verso il Sì ma, anche se la sua conduzione finisse per essere giudicata “non equilibrata”, la punizione si limiterebbe alla lettura di un comunicato.
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