Si è concluso l’incontro tra la premier e il segretario di Stato americano a palazzo Chigi. Quanto al ritiro delle truppe, «decide il presidente. Si tratta di un problema che va approfondito». Poi Rubio ha incontrato il ministro degli Esteri
La premier Giorgia Meloni ha incontrato a palazzo Chigi il segretario di Stato americano, Marco Rubio in un colloquio durato circa un’ora e mezza. Ieri, Rubio si era recato in Vaticano per un incontro con papa Leone, che avrebbe dovuto essere pacificatore dopo gli attacchi di Donald Trump al Pontefice.
Il colloquio si è svolto davanti a una tazzina di caffè e a qualche biscotto da tè ed è stato definito da fonti governative una visita di cortesia, con ovviamente sullo sfondo le ultime dure esternazioni di Trump nei confronti dell’Italia.
«Non abbiamo discusso argomenti specifici» come il ritiro delle truppe americane dall'Europa, ha detto Rubio, «è una decisione che deve prendere il presidente, ma io ho sempre detto pubblicamente di essere un forte sostenitore della Nato. Uno dei motivi principali per cui gli Stati Uniti fanno parte della Nato è la possibilità di disporre di forze schierate in Europa che possiamo impiegare in altre situazioni di emergenza. Ora però non è più così, almeno per quanto riguarda alcuni membri della Nato. Si tratta di un problema che va approfondito».
Quanto alla situazione iraniana: «Considerando le condizioni dei negoziati con l'Iran, dovremmo saperne qualcosa oggi. Aspettiamo la loro risposta, vedremo cosa comporta e si spera che possa portare a un processo negoziale serio. Abbiamo visto che l'Iran ha cercato di stabilire ieri una sorta di agenzia per controllare il traffico nello stretto. Ovviamente questo è illegale e inaccettabile».
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