Il caso sollevato da Domani sugli studenti bloccati a Gaza perché non hanno la certificazione linguistica dell’italiano è arrivato in parlamento. La senatrice Cecilia D’Elia, capogruppo del Partito democratico in commissione Cultura, ha presentato un’interrogazione al ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla questione. «Al governo chiediamo quali azioni intenda intraprendere per garantire che questi studenti ancora bloccati a Gaza possano raggiungere le università italiane prima dell'inizio dell'anno accademico», ha detto Elia.

«Apprendiamo dalla stampa – spiega la senatrice del Pd – che 60 studenti gazawi sono stati bloccati con la richiesta della certificazione di lingua italiana B2, una richiesta mai avanzata ai 230 studenti già accolti in precedenza negli atenei italiani. Si tratta di studenti vincitori di borse di studio, che attualmente si trovavano esposti ai bombardamenti israeliani in zone di guerra e che riceverebbero adeguata formazione sulla lingua italiana al loro arrivo nelle università del nostro paese. Al ministro degli Esteri chiediamo se il governo non ritenga doveroso adottare con urgenza un'eccezione esplicita al requisito linguistico, previsto da una circolare Maeci/Miur, per gli studenti provenienti da Gaza, analogamente a quanto già fatto per gli studenti ucraini, in considerazione della loro condizione di rifugiati di guerra».

La capogruppo è anche intervenuta sulle chiamate eseguite nelle ultime due settimane, senza preavviso, dai funzionari italiani agli studenti gazawi. «Vogliamo anche sapere per quali motivi l’ambasciata italiana a Gerusalemme abbia svolto colloqui telefonici interamente in italiano con studenti gazawi che non parlano la nostra lingua e se tale prassi possa essere considerata compatibile con i principi di correttezza e buona fede nei rapporti tra la pubblica amministrazione e i cittadini stranieri beneficiari di programmi ufficiali del governo italiano».

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