Roberto Vannacci tra i relatori di un seminario formativo dedicato alle forze dell’ordine in programma. L’invito a partecipare, rivolto a tutte le forze di polizia nell’ambito dell’aggiornamento professionale previsto ogni anno, è arrivato direttamente dalla questura torinese.

Immediata la polemica. Il sindacato Silp Cgil Piemonte ha chiesto formalmente la revoca del provvedimento: accanto ai saluti di apertura del questore, la partecipazione di Vannacci a un evento di natura tecnico-scientifica avrebbe minato l’imparzialità di un’attività formativa che dovrebbe avere neutralità politica.

Poche ore e il Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell’Interno è intervenuto precisando che l’iniziativa non sarebbe stata valida come aggiornamento professionale e che il questore torinese, Massimo Gambino, non avrebbe partecipato.

Caso chiuso? Per ora. L’evento, previsto per il 18 settembre, è intitolato “Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori”. Tra i relatori anche l’ex vicepresidente del Consiglio regionale piemontese Francesco Toselli, a lungo esponente di Forza Italia, che già a febbraio aveva fatto sapere di essere pronto a lavorare con Vannacci e che a fine agosto è stato confermato come uno dei referenti regionali di Futuro nazionale dal coordinatore piemontese Emanuele Pozzolo. Insieme a Toselli, indicato come imprenditore nel volantino di invito diffuso dalla Questura, il condirettore di Libero Pietro Senaldi.

La locandina dell'evento di autoformazione della polizia
La locandina dell'evento di autoformazione della polizia
La locandina dell'evento di autoformazione della polizia

Le regole

L’autoformazione per le forze dell’ordine è prevista nell’ambito delle tematiche che fanno parte del programma di aggiornamento professionale della polizia e può essere autorizzata dal questore quando è di carattere tecnico-scientifico, ovvero quando intervengono esperti riconosciuti.

Per Nicola Rossiello, segretario generale piemontese del sindacato dei lavoratori di polizia Silp Cgil, la presenza di un rappresentante politico è altamente problematica: «La polizia ha l’obbligo di terzietà e non può farsi tirare la giacchetta da una parte politica o dall’altra. Questo perché deve garantire che il suo intervento sia terzo nei confronti dei cittadini e di chiunque. Ci sono delle norme ferree da questo punto di vista e pertanto, se il questore autorizza un evento di questo tipo, si fa carico di una serie di responsabilità che vanno chiarite».

Sarebbero inoltre almeno due i principi dei codici di comportamento violati. Da una parte il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, che estende al personale di polizia obblighi di condotta improntati all’imparzialità anche fuori dal servizio quando è coinvolta l’immagine dell’amministrazione; e dall’altra il Codice di comportamento del personale della Polizia di Stato, che richiama il dovere di estraneità rispetto a iniziative con connotazione politico-partitica.

La smentita del Dipartimento di sicurezza ha sicuramente placato le polemiche. Ma, dopo l’esposto presentato alla procura militare che dovrà ora verificare eventuali violazioni legate alla presenza di militari nelle file di Futuro nazionale, questa vicenda accende un nuovo fare sulla vicinanza di certi ambienti al partito di Vannacci.

Un caso di recidiva?

Peraltro i nomi, compresi quelli del generale e di Senaldi, sono gli stessi di un altro convegno organizzato sempre a Torino a novembre 2025 dallo stesso sindacato Fsp. In quell’occasione, il titolo era “L’impatto del disagio sociale delle periferie torinesi sul sistema sicurezza” e Vannacci aveva puntato il dito sull’immigrazione e sulla crisi dei valori occidentali come responsabili dei problemi di sicurezza, proponendo la riapertura dei riformatori contro le cosiddette baby gang e di chiudere i porti per fermare gli arrivi. In quell’occasione non erano mancati i saluti istituzionali, con l’intervento dell’ex questore della città Paolo Sirna.

«Se quell’incontro fosse stato autorizzato come autoformazione dalla questura, sarebbe ulteriormente grave quello che sta capitando, perché saremmo davanti a un vero e proprio caso di recidiva nella violazione correlata al contenuto di norme che dovrebbero assicurare l’imparzialità delle forze dell’ordine, e non la loro partecipazione a eventi di campagna elettorale», commenta ancora a Domani il segretario Rossiello, secondo cui le attività di formazione autorizzate dal questore esprimono un interesse degli organizzatori a pubblicizzare l’iniziativa e a raccogliere una partecipazione maggiore rispetto ad altri eventi non autorizzati.

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