I danni causati dal ciclone Harry che ha colpito il Mediterraneo e le coste di Sicilia e Calabria rischiano di essere più gravi di quelli registrati finora. Secondo quanto riporta la ong Mediterranea Saving Humans, infatti, «potrebbero essere mille le persone disperse in mare durante il ciclone Harry». Un’ipotesi che si basa sulle nuove testimonianze raccolte da Refugees in Libia e Tunisia. «Si stanno delineando i contorni della più grande tragedia degli ultimi anni lungo le rotte del Mediterraneo centrale e i governi di Italia e Malta tacciono e non muovono un dito», denuncia la presidente Laura Marmorale.

Al 24 gennaio si contano 380 persone disperse in mare, ma «le testimonianze raccolte dai Refugees tra le comunità presenti in Tunisia a fornire un quadro molto più ampio e allarmante», con decine di imbarcazioni che sarebbero partite da Sfax nei giorni del ciclone e sparite nel nulla. Ci sono centinaia di persone che «si sapeva essere partite e che ora risultano irraggiungibili, senza chiamate dalla Libia, senza contatti dai centri di detenzione, senza conferma della morte e senza tracce dal deserto algerino», fa sapere Marmorale che il 31 gennaio scorso ha recuperato il corpo di una donna nel Canale di Sicilia.

«Intanto le autorità maltesi hanno recuperato decine di corpi in mare. Il 30 gennaio il corpo di una donna è stato recuperato dalla nave di soccorso civile Ocean Viking nella zona di ricerca e soccorso maltese e sbarcato sabato a Siracusa. Le informazioni restano frammentarie e talvolta contradditorie, ma un dato è certo: la portata di quanto è accaduto supera di gran lunga le uniche notizie ufficiali finora diffuse. Resta il fatto che centinaia di famiglie, parenti e amici dei dispersi sono disperati».

«Di fronte a questo - conclude la presidente di Mediterranea Saving Humans - il silenzio e l'inazione dei governi di Malta e Italia sono agghiaccianti: di chi ha perso la vita in mare non si deve parlare, soprattutto quando queste morti mostrano il fallimento delle politiche migratorie e della collaborazione con Libia e Tunisia, mentre si stanno preparando nuovi brutali provvedimenti contro le persone migranti e la solidarietà»

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