Rimpatri, costruzione di hub lungo le rotte migratorie, revisione dei visti, uso dell’intelligenza artificiale e il nuovo Patto Ue sull’Asilo e la migrazione. Questi sono i pilastri della strategia che la Commissione europea adotterà per i prossimi cinque anni in tema migratorio.

Una strategia che rafforza le già attuali politiche securitarie e ha l’obiettivo di fermare i flussi migratori in un momento in cui gli arrivi in Europa continuano a diminuire anche per via degli accordi e partenariati – ce ne saranno altri – con i paesi di partenza come l’Egitto, la Libia e la Tunisia. Secondo i dati di Frontex, infatti, gli ingressi di persone migranti nel territorio europeo sono diminuiti di oltre il 25 per cento nel 2025, con la rotta più battuta si conferma quella del Mediterraneo centrale.

Durante la presentazione della strategia quinquennale, la Commissione Ue ha fatto sapere di volere «sostenere i rimpatri dai paesi terzi per ridurre la pressione sui partner e proteggerli dagli abusi dei trafficanti». Per questo motivo apre alla realizzazione di «centri polivalenti lungo le rotte» che «possono offrire modalità innovative per gestire la migrazione con i partner». Il tutto si inserisce anche in un sistema di controllo delle frontiere che farà ricorso a un sempre più incisivo uso di sistemi di intelligenza artificiale per i riconoscimenti.

I visti come leva di scambio

La Commissione Ue ha presentato anche la sua prima strategia sui visti che verranno usate come leva nei confronti dei paesi extra Ue qualora non collaborino in materia di rimpatri e della gestione dei flussi migratori.

Se la Commissione ritiene che la cooperazione di uno o più stati in materia di riammissione sia insufficiente, allora propone al Consiglio misure mirate in materia di visti. Le misure possono includere la sospensione del rilascio di visti per ingressi multipli, tempi di elaborazione più lunghi o un aumento dei diritti per i visti.

«Il 2025 è stato un anno piuttosto intenso con molte riforme. Abbiamo mantenuto le nostre promesse legislative, in realtà, e siamo anche sulla buona strada quest'anno per mantenere gli impegni presi, per consegnarli nel 2026 per quanto riguarda i rimpatri, ad esempio. Per quanto riguarda l'attuazione del Patto, ma anche per quanto riguarda il sistema di ingresso/uscita. Il sistema di ingresso/uscita è qualcosa di davvero importante. I numeri sono piuttosto impressionanti, oltre 20 milioni di registrazioni già nelle prime otto settimane, e anche 15.000 rifiuti», ha detto il commissario Ue alla Migrazione, Magnus Brunner.

Il nuovo Patto Ue sull’Asilo e la migrazione dovrà essere implementato entro i prossimi sei mesi ma l’obiettivo al momento sembra irrealistico, diversi stati membri non sono ancora preparati nonostante paesi come l’Italia stia eseguendo pressioni per accelerare l’entrata in efficacia delle nuove norme.

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