Cinquanta persone sono morte nelle acque del Mediterraneo centrale. Se uno dei naufraghi non fosse stato soccorso dalla motonave Star, che lo ha sbarcato a Malta, probabilmente quelle persone partite dalla Tunisia sarebbero scomparse nel nulla: sarebbe stato un naufragio fantasma. «Le autorità hanno confermato che un sopravvissuto è stato portato a Malta», scrive Alarm Phone, l’organizzazione che si occupa di raccogliere e diffondere le richieste di soccorso delle persone in movimento, mettendo a disposizione una linea telefonica. 

Il sopravvissuto ha raccontato che almeno 50 persone hanno perso la vita, dopo essere partite dalle coste della Tunisia e aver navigato in mare per 24 ore. 

Alarm Phone, da giorni, segnalava di non avere più notizie delle persone partite dalla Tunisia a bordo di tre diverse imbarcazioni. Circa 150 persone. «A causa del maltempo, sono in grave pericolo», aveva avvertito l’organizzazione, lanciando l’allarme di non avere alcun collegamento telefonico con loro: «Nessuna risposta dal loro telefono». 

Dalla sera di venerdì anche la Capitaneria di porto di Lampedusa ha perlustrato l’area, dove sarebbe avvenuto il naufragio, senza però alcun esito. Il ciclone Harry che ha colpito l’area potrebbe aver coinvolto otto barche partite dalla Tunisia negli ultimi dieci giorni con a bordo almeno 380 persone, ha segnalato la guardia costiera italiana, lanciando l’allerta questa mattina a tutte le navi. 

«Un messaggio Inmarsat diffuso da IT Mrcc di Roma (il centro di coordinamento del soccorso marittimo, ndr) segnala almeno otto imbarcazioni salpate dal porto tunisino di Sfax nella settimana tra il 14 e il 21 gennaio», scrive Mediterranea Saving Humans, organizzazione della flotta civile. Si sono trovate sulla rotta nel pieno della tempesta Harry, «con venti di oltre cento chilometri orari e onde superiori ai 7 metri». 

«La scorsa notte la Sea-Watch 5 ha soccorso 18 persone a bordo di un barchino in difficoltà», ha poi fatto sapere l’ong, precisando che tra loro ci sono «due bambini piccoli. Il porto assegnato è Catania, dove arriveremo domani». Altre due bambine, gemelle di pochi mesi, sono state inghiottite dal mare: erano a bordo di un’imbarcazione di ferro arrivata a Lampedusa il 22 gennaio, con una persona già deceduta a bordo.

«Temiamo di essere di fronte a una tragedia di grandi proporzioni», avverte Mediterranea, chiedendo che le autorità di Malta e Italia mettano in campo tutti gli sforzi possibili per la ricerca di possibili superstiti.

I dati dell’Oim

Ad oggi, l’Organizzazione mondiale per le migrazioni ha registrato almeno 14 persone disperse nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno. Nel 2025, secondo i dati dell’agenzia Onu, i morti o dispersi sono stati almeno 1.873 e, dal 2014, ne ha contati 33.362. Sono però numeri al ribasso, che non tengono conto delle tante imbarcazioni che partono dalle coste della Tunisia e della Libia e scompaiono nel nulla. 

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