«Naturalmente le norme internazionali saranno rispettate. Ma tutti devono sapere che la gestione dello Stretto non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra», ha fatto sapere - riportano i media locali - il capo negoziatore iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, a conclusione dei colloqui tecnici tra Stati Uniti e Iran che si sono svolti a Lucerna, in Svizzera. Ghalibaf ha anche ribadito che è stato raggiunto un accordo con gli Usa per sbloccare 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati mentre il presidente americano Donald Trump, dopo aver annunciato un allentamento delle sanzioni sul petrolio, ha detto che Teheran consentirà le ispezioni internazionali sul nucleare. Puntuale la smentita del ministero degli Esteri iraniano: «l'Aiea non potrà visitare i siti atomici bombardati».

Alla conclusione dei colloqui, sempre secondo quanto riportano le testate iraniane, inoltre, sarebbero stati istituiti quattro gruppi di lavoro focalizzati sul nucleare e sulle sanzioni, con l’obiettivo di mantenere la pace: «È stato deciso di istituire quattro gruppi di lavoro incentrati sull'allentamento delle sanzioni, le armi nucleari, la ricostruzione e lo sviluppo economico dell'Iran, nonché un gruppo di monitoraggio», ha dichiarato, infatti, all'agenzia di stampa Irna Kazem Gharibabadi, vice ministro degli Esteri iraniano ed esperto legale.

PUNTI CHIAVE

11:44

Torna il fuoco israeliano nel Sud del Libano: due morti e due feriti

11:38

Netanyahu: "Costruiremo un nostro sistema autonomo di armamenti. Con l'Iran non è finita"

11:01

Nuovi assalti di coloni israeliani in Cisgiordania, con la protezione delle forze armate dello Stato ebraico

12:55

Pezeshkian e Araghchi sono arrivati in Pakistan

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, sono arrivati a Islamabad, in Pakistan. SI tratta di una visita ufficiale, lo riporta l'emittente iraniana Irib. Araghchi, dopo una visita a Muscat, in Oman, è stato accolto a Islamabad dal suo omologo pakistano, Ishaq Dar, e da altri funzionari pakistani.

11:44

Torna il fuoco israeliano nel Sud del Libano: due morti e due feriti

Nella città del Libano meridionale Nabatieh al-Fawqa, le truppe dell'Idf hanno sparato e ucciso due persone, e ferito altre due, dopo 24 ore di tregua apparentemente rispettata. L'agenzia libanese Nna riporta che i feriti sono stati trasferiti all'Ospedale di Nabatieh e che l'Idf avrebbe aperto il fuoco contro alcuni residenti alla periferia della città di Hadatha mentre si recavano a completare una sepoltura nel cimitero cittadino, scortati dall'esercito libanese. Nei pressi del cimitero della città di Haddatha sono stati avvistati anche tre carri armati Merkava e un bulldozer. 

11:38

Netanyahu: "Costruiremo un nostro sistema autonomo di armamenti. Con l'Iran non è finita"

Durante un incontro con gli ufficiali di riserva in servizio a Gush Etzion, in Cisgiordania, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto: "Apprezzo molto il sostegno che abbiamo ricevuto dai nostri amici americani, ma dobbiamo liberarci dalla dipendenza e costruire un nostro sistema autonomo di armamenti. Voglio l'autonomia negli armamenti. Ora ci troviamo di fronte all'Iran e ai suoi alleati. Li abbiamo colpiti, ma non è ancora finita. Dove saremo tra 30 anni dipende dalla nostra forza. Per questo ciò che stiamo facendo ora è costruire una forza ancora maggiore".

11:01

Nuovi assalti di coloni israeliani in Cisgiordania, con la protezione delle forze armate dello Stato ebraico

Secondo quanto riportato dall'agenzia palestinese Wafa - e rilanciato da Al Jazeera - i coloni israeliani hanno attaccato diverse aree dei territori palestinesi occupati in Cisgiordania, sotto la protezione delle forze armate di Tel Aviv. Decine di coloni hanno condotto attacchi all'interno dell'area del sito archeologico della città di Sebastia, a nord-ovest di Nablus. In un altro episodio,  alcuni coloni avrebbero vandalizzato due veicoli nel villaggio di Burqa, a est di Ramallah, per poi fuggire. Wafa ha inoltre riferito che nella mattina del 23 giugno le forze israeliane hanno fatto irruzione in un’abitazione nel villaggio di Kafr Qalil, a sud di Nablus. I soldati sono entrati nel villaggio all’alba, hanno trattenuto i membri della famiglia all’interno della casa per diverse ore e hanno saccheggiato l’abitazione prima di ritirarsi. 

10:27

Teheran: "Non permetteremo agli ispettori Aiea di visitare i siti atomici bombardati"

Il ministero degli Esteri dell'Iran ha fatto sapere che l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, ente dell'Onu, non avrà l'autorizzazione per ispezionare i suoi siti bombardati
da Israele e dagli Stati Unit.

10:02

Kallas, "Ue al lavoro per una nuova missione in Libano"

"In Libano, Israele e Hezbollah sono intrappolati in un pericoloso ciclo di attacchi, contrattacchi e fragili cessate il fuoco". Lo afferma sui social l'Alta rappresentante dell'Ue per la politica estera Kaja Kallas. "Con il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi ho esaminato il sostegno dell'Ue alle Forze armate libanesi e il lavoro per l'istituzione di una nuova missione Ue nel Paese", aggiunge. Kallas, dopo la visita ad Amman per colloqui con i rappresentanti della Lega Araba, riferisce anche di aver parlato con il ministro degli Esteri giordano, Ayman Safadi, "dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran e di come l'attuale tregua possa trasformarsi in una pace più duratura".

La Giordania, ha sottolineato, "è un pilastro di stabilità e uno dei partner più stretti e fidati dell'Ue in Medio Oriente". Sul fronte della sicurezza marittima, Kallas ha indicato che l'operazione navale europea Operazione Aspides "svolge un ruolo vitale nella protezione della navigazione nella regione". Con il ministro degli Esteri di Gibuti, Abdoulkader Houssain Omar, ha discusso di "sicurezza marittima" e "dell'importanza della libertà di navigazione". Con il ministro degli Esteri siriano, Asaad al-Shaibani, Kallas segnala dunque di aver avuto "uno scambio di vedute sulla sicurezza regionale e sul percorso del Paese verso una transizione politica inclusiva". Quanto al ministro degli Esteri algerino, Ahmed Attaf, l'Alta rappresentante afferma di aver esaminato "l'approfondimento delle relazioni bilaterali" e la "traiettoria positiva" della cooperazione tra Ue e Algeria.

09:48

Iran: "Interazioni con Aiea nel rispetto delle normative vigenti"

Il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha dichiarato che qualsiasi interazione con l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) avverrà nel rispetto delle "normative vigenti", stabilite dal Parlamento iraniano e dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale (Snsc) in merito alla limitazione delle ispezioni dell'Aiea. "L'Iran non ha assunto nuovi impegni in merito alle sue attività nucleari e alle ispezioni dell'agenzia durante i colloqui con gli Stati Uniti in Svizzera lunedì", ha aggiunto Baghaei, citato dalla televisione di Stato, in risposta alla dichiarazione del vicepresidente statunitense JD Vance, il quale aveva affermato che l'Iran aveva consentito agli ispettori dell'Aiea di rientrare nel Paese durante i colloqui in Svizzera.

09:28

La Cina auspica la prosecuzione dei colloqui di pace nonostante le potenziali battute d'arresto

Dopo gli accordi raggiunti in Svizzera su più punti, la Cina auspica la prosecuzione dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran nonostante le potenziali battute d'arresto. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi durante un incontro con il capo della sicurezza egiziana, Youssef Alaa El-Deen, in India. "Il Memorandum d'intesa firmato tra Stati Uniti e Iran, in cui si impegnano a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale reciproche, ad astenersi da azioni militari e a evitare interferenze negli affari interni dell'altro Paese, ha inviato un segnale positivo al mondo che dovrebbe essere congiuntamente sostenuto e attuato", ha dichiarato Wang, secondo un comunicato stampa diffuso oggi dal ministero degli Esteri cinese. Il ministro degli Esteri ha auspicato la prosecuzione del dialogo per porre fine alla guerra in Medio Oriente, pur riconoscendo che è "improbabile" che il processo proceda senza intoppi. 

09:09

Smotrich: "Finché Hezbollah esisterà in Libano non ci sarà il ritiro"

Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha dichiarato che Israele non ritirerà le sue forze militari dal Libano meridionale "finché Hezbollah esisterà in Libano" e finché questo governo rimarrà al potere. "Semplicemente non accadrà", ha dichiarato alla radio dell'esercito. "Non ci sarà alcun ritiro israeliano dalla zona di sicurezza in Libano, compresa la rocca di Beaufort, finché Hezbollah esisterà in Libano".

09:07

Iran: "Nessun obbligo ad acquistare prodotti Usa. Ma se conviene lo faremo"

Il governatore della Banca Centrale iraniana Abdolnasser Hemmati ha dichiarato che Teheran non ha alcun obbligo, in base all'accordo già firmato con gli Stati Uniti, di acquistare prodotti agricoli o materie prime da quel paese. "Tuttavia, non c'è alcun problema ad acquistare dagli americani, se il prezzo e la qualità dei loro prodotti sono più convenienti rispetto a quelli di altri paesi. Anche negli anni passati li abbiamo importati da grandi paesi, America ed Europa", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.
Le dichiarazioni di Hemmati giungono un giorno dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che qualsiasi bene iraniano rilasciato in base a futuri accordi sarebbe utilizzato da Teheran esclusivamente per acquistare prodotti alimentari dagli Stati Uniti.

08:51

Libano: "Hezbollah è in stato di massima allerta pronto a fronteggiare qualsiasi violazione"

Mahmoud Qamati, vice capo del consiglio politico di Hezbollah, ha nuovamente avvertito che il gruppo libanese risponderà a qualsiasi violazione del cessate il fuoco da parte di Israele. Lo scrive Al-Jazeera, citando l'iraniana Press Tv. Qamati ha affermato che la rappresaglia di Hezbollah sarà "della stessa natura", aggiungendo che non ci sarà un "ritorno alla situazione prebellica", quando le forze israeliane lanciavano attacchi quasi quotidiani contro il Libano, mentre i combattenti del gruppo si astenevano dal sparare.
"Hezbollah rimane in stato di massima allerta, con il dito sul grilletto, pronto a fronteggiare qualsiasi violazione da parte del regime israeliano", ha dichiarato.

08:35

Pezeshkian: "Dobbiamo impegnarci affinché Israele non abbia più il diritto di bombardare Libano e Palestina"

"Dobbiamo tutti impegnarci affinché il Libano sia incluso nel processo di pace tra Iran e Stati Uniti e che Israele non abbia più il diritto di bombardare il Libano e la Palestina", ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan ieri sera. Secondo l'agenzia iraniana Irna, Erdogan, da parte sua, ha elogiato il saggio approccio dell'Iran nei confronti degli attacchi israeliani in Libano durante i colloqui Iran-Usa e ha espresso la speranza che l'Iran continui su questa strada "contro coloro che si oppongono ai colloqui". "L'inclusione del Libano in questo accordo ha avuto un risultato molto positivo", ha aggiunto. 

08:31

Media: "Sbloccati 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati"

Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. La notizia è riportata da Al-Jazeera e da altri media della regione. I fondi sarebbero suddivisi in due tranche da 6 miliardi.

08:27

Pezeshkian: "L'efficacia dei colloqui dal rispetto degli obblighi concordati".

"L'efficacia dei colloqui dipende dal pieno impegno verso gli obblighi concordati e dalla loro precisa attuazione". Così ha scritto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un post su X di commento ai negoziati con gli Stati Uniti: "I progressi in questo senso saranno misurati dal rispetto concreto delle responsabilità assunte. Dichiarazioni al di fuori del testo concordato non contribuiscono al progresso dei negoziati", ha aggiunto il presidente iraniano, senza fornire ulteriori dettagli. 


Nelle scorse ore, il presidente Donald Trump ha rilasciato diverse dichiarazioni che i funzionari iraniani hanno contestato. Tra queste, l'affermazione che l'Iran abbia accettato di consentire ispezioni nucleari e che gli eventuali fondi iraniani sbloccati saranno utilizzati per acquistare prodotti agricoli statunitensi.

08:13

Colloqui Usa-Iran: al termine dei negoziati sono stati istituiti quattro gruppi di lavoro

Le discussioni tecniche in Svizzera, nell'ambito dei colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti, si sono concluse con la costituzione di gruppi di lavoro incentrati su armi nucleari e allentamento delle sanzioni. Lo riportano i media statali iraniani. A
seguito delle consultazioni, "è stato deciso di istituire quattro gruppi di lavoro incentrati sull'allentamento delle sanzioni, le armi nucleari, la ricostruzione e lo sviluppo economico dell'Iran, nonché un gruppo di monitoraggio", ha dichiarato all'agenzia di stampa Irna Kazem Gharibabadi, vice ministro degli Esteri iraniano ed esperto legale.

08:10

Herzog al Corriere: "L'accordo con il Libano potrebbe essere firmato domani ma è Hezbollah a mettere il veto"

"L'accordo con il Libano potrebbe essere firmato domani, non ci sono dispute territoriali. Eppure devo continuare a ripetere alla comunità internazionale: è Hezbollah, un'organizzazione terroristica, a mettere il veto e rendere l'Iran parte della questione Libano-Israele è un errore enorme". Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, il presidente israeliano Isaac Herzog. "È una delle preoccupazioni che abbiamo sull'intesa in discussione - aggiunge - e che abbiamo espresso agli americani. Il problema principale: come garantire che Teheran non si precipiti a realizzare la bomba atomica?". "Alcune nazioni occidentali - prosegue Herzog - sono troppo ingenue. Che cosa succederà con l'enorme quantità di denaro che verrà elargita al regime? La userà per sfamare e aiutare la gente? O spenderà quei miliardi per armare gli alleati e nel terrorismo? Torno al Libano: chi renderà Hezbollah inoffensivo?

07:53

L'Oman garantisce il traffico di Hormuz senza pedaggio

Il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Al Busaidi, ha ribadito l'impegno del suo Paese a rispettare il diritto internazionale e a garantire il passaggio sicuro e senza pedaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il capo della diplomazia del Sultanato a seguito degli incontri con alti funzionari iraniani. Nelle scorse ore il capo negoziatore iraniano Ghalibaf e il ministro degli Esteri Araghchi si sono recati in Oman per discutere della gestione dello Stretto di Hormuz. I due hanno affrontato la questione del consolidamento degli accordi per la gestione dello stretto e del rafforzamento del coordinamento bilaterale, ha scritto Ghalibaf su Telegram

07:31

Ghalibaf: "Con la diplomazia si consolida la vittoria militare"

Il capo della delegazione negoziale dell'Iran ai negoziati con gli Usa ha affermato che "senza la diplomazia, gli sforzi sul campo non daranno frutti". Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente dell'Assemblea consultiva islamica e capo della delegazione negoziale, ha riferito all'agenzia Tasnim alcuni dettagli dei colloqui quadrilaterali tenuti in Svizzera e ha commentato i risultati ottenuti. "Alcuni amici ritengono che il campo della diplomazia sia in conflitto con quello militare, ma questa è un'idea errata", ha affermato Ghalibaf. "In ambito militare, qualsiasi successo si ottenga, se ne possono constatare i risultati solo quando la vittoria viene registrata e consolidata a livello politico e legale", ha argomentato. 

00:54

Onu: "Primo giorno senza ostilità in Libano"

Nel Libano meridionale per la prima volta dalla ripresa delle ostilità, il 2 marzo, i caschi Blu dell'Onu non hanno rilevato scontri tra Israele e Hezbollah. Lo ha detto il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, incontrando i giornalisti. "Accogliamo con favore questa riduzione delle ostilità e auspichiamo vivamente che questa tendenza continui, nell'interesse delle popolazioni coinvolte", ha aggiunto.

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