La massima corte Usa ha respinto il tentativo del presidente di far annullare il verdetto da 5 milioni con cui una giuria lo ha ritenuto responsabile di violenza sessuale ai danni della scrittrice. E poi ha stabilito che la governatrice della Federal Reserve può rimanere al suo posto
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il tentativo del presidente Donald Trump di far annullare il verdetto con cui una giuria lo ha ritenuto responsabile di violenza sessuale ai danni della scrittrice Jean Carroll che sarebbe avvenuta in un grande magazzino di New York a metà degli anni Novanta. Secondo quanto riporta Ap, la massima corte ha rifiutato di esaminare il caso con una breve ordinanza non motivata, come avviene di consueto. Non sono stati segnalati dissensi.
Gli avvocati di Trump avevano sostenuto che le accuse alla base del verdetto da 5 milioni di dollari fossero state rafforzate da decisioni probatorie «fortemente infiammatorie», comprese quelle che avevano ammesso la testimonianza di altre due donne che avevano accusato Trump di abusi sessuali decenni fa.
Carroll, a lungo autrice di una rubrica di consigli e in passato conduttrice televisiva di talk show, ha testimoniato in un processo del 2023 che il presidente Usa trasformò un incontro cordiale nella primavera del 1996 in un’aggressione violenta nel camerino di Bergdorf Goodman, un negozio di lusso dall’altra parte della strada rispetto alla Trump Tower, a Manhattan.
Una giuria ha inoltre assegnato a Carroll altri 83,3 milioni di dollari dopo un secondo processo per diffamazione. Trump sta facendo appello anche contro quella decisione, che però non è ancora davanti alla Corte Suprema.
Ma il pagamento di 5 milioni di dollari a Jean Carroll non è l’unico colpo a Trump. La Corte suprema ha anche consentito alla governatrice della Federal Reserve, Lisa Cook, di restare al suo posto, respingendo i tentativi del presidente Usa di rimuoverla. Con una decisione presa a maggioranza di 5 voti contro 4, i giudici hanno stabilito che Cook può mantenere il suo posto.
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