La Francia rimane un paese con fondamentali solidi: un’economia diversificata e ancora attrattiva, conti con l’estero sostanzialmente in equilibrio e i tassi di crescita. Ma mentre le tensioni sociali esplodono, si sceglie ancora una volta di non redistribuire il carico fiscale verso i più abbienti ma di colpire i ceti più svantaggiati. Una politica inefficace e politicamente suicida, che rischia di consegnare il paese a Le Pen
Giovedì, mentre la protesta degli studenti esplodeva nei licei francesi, il primo ministro Sébastien Lecornu ha presentato la sua proposta di legge di bilancio per il 2027. Lecornu guida un governo senza maggioranza, che naviga a vista in un contesto economico e geopolitico estremamente difficile. La Francia ha un debito pubblico che cresce inesorabilmente, un disavanzo pubblico che quest’anno dovrebbe arrivare al 5,4% (in aumento rispetto al 2025), e tassi d’interesse che crescono, assorbendo u