Una violenta tempesta di sabbia si è abbattuta sulla Striscia di Gaza, danneggiando le tende in cui vivono migliaia di sfollati che da mesi hanno perso le loro case a causa dell’offensiva dell’esercito israeliano.

Secondo quanto riferito da fonti locali, le tende sono state colpite da forti raffiche di vento e da una fitta coltre di polvere, che ha reso l’aria difficile da respirare. Le previsioni indicano che il tempo resterà caldo, polveroso e parzialmente nuvoloso per tutta la giornata.

L’agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che gli sfollati «vivono in tende fatiscenti che non offrono alcuna protezione dal freddo intenso dell’inverno o dal caldo torrido dell’estate». La stessa fonte aggiunge che la tempesta «ha distrutto i campi di tende dove le famiglie sfollate cercano di sopravvivere in rifugi di fortuna».

Nonostante l’escalation del conflitto con Iran e Libano, Israele mantiene la propria presenza in oltre il 50 per cento della Striscia di Gaza. L’esercito israeliano continua inoltre a tenere chiuso il valico di Rafah, impedendo le evacuazioni mediche verso paesi terzi, tra cui Gerusalemme e la Cisgiordania, dalla Striscia, che conta circa due milioni di abitanti palestinesi.

Raid nelle ultime 24 ore

Nel frattempo la Protezione civile della Striscia di Gaza ha annunciato che sei persone sono state uccise nei raid aerei israeliani nelle ultime 24 ore. In un attacco avvenuto prima dell’alba di oggi, due agenti di polizia e un civile sono morti nella città meridionale di Khan Younis, secondo l’organizzazione di primo soccorso che opera sotto l’autorità del movimento islamista palestinese Hamas.

Un altro raid condotto la sera di venerdì 13 marzo contro un gruppo di civili nella parte orientale di Gaza City, nel nord della Striscia, ha provocato tre morti. I corpi sono stati trasportati all’ospedale Al-Shifa, la principale struttura medica del territorio.

Accuse reciproche sul cessate il fuoco

Israele e Hamas si accusano reciprocamente di aver violato il fragile cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre 2025, dopo due anni di guerra. Le violenze continuano mentre l’esercito israeliano prosegue la sua operazione militare contro l’Iran, iniziata il 28 febbraio.

Secondo il ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas e considerato attendibile dalle Nazioni Unite, almeno 658 palestinesi sono stati uccisi dal 10 ottobre. L’esercito israeliano ha riferito della morte di cinque soldati dall’inizio della tregua.

A causa delle restrizioni imposte ai media nella Striscia di Gaza e delle difficoltà di accesso al territorio, non esistono verifiche indipendenti delle informazioni fornite dalle diverse parti.

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