Gina Hinojosa, la candidata democratica che ha sconfitto repubblicano in carica Greg Abbott, non sarà la prima governatrice del Texas: prima di lei c’erano già state Ann Richards negli anni Novanta e Miriam A. Ferguson addirittura negli anni Venti e Trenta del secolo scorso. Ma quella della 52enne della valle del Rio Grande è comunque una prima volta: è la prima latina a servire in questa carica. 

Non è però stato, come ha segnalato il New York Times, uno dei temi su cui Hinojosa ha puntato la sua campagna elettorale, come invece sarebbe stato quattro o otto anni fa: le questioni razziali e di genere sono state molto meno centrali nella sua comunicazione rispetto invece a quelle economiche. 

Scuola e data center 

Hinojosa ha rivendicato questa strategia: «Penso che questa debba essere la strada per il futuro dei democratici, concentrarsi sulle questioni economiche e non cadere nella trappola delle guerre culturali», ha detto a Politico lo scorso settembre. 

E infatti i temi forti della sua campagna sono stati il carovita, il supporto alla scuola pubblica (Hinojosa ha detto che abolirà il programma di voucher introdotto da Abbott che usa fondi pubblici per le scuole private) e l’opposizione alla costruzione dei data center, un problema particolarmente sentito da cittadini texani. 

Classe 1973, nata a McAllen da una famiglia di origini messicane, Hinojosa è figlia del politico Gilberto Hinojosa, già leader del partito democratico texano. Prima di entrare in politica – Hinojosa è stata eletta nel 2017 alla Camera dei rappresentati del Texas – era un’avvocata esperta di diritto del lavoro e diritti civili: ha lavorato per la non profit della chiesa cattolica americana Catholic Charities Usa e per Texas Rural Aid.

Sposata e madre di due figli, è stata presidente del consiglio scolastico di Austin: il suo impegno politico è quindi stato fin dall’inizio particolarmente legato al tema dell’educazione.  

Hinojosa, che ha vinto il voto delle zone di frontiera del Texas, ha attaccato le politiche migratorie di Donald Trump e i raid dell’Ice. In uno stato dove il governatore uscente Abbott ha firmato una delle leggi più restrittive del paese sull’interruzione di gravidanza, da deputata statale e da candidata Hinojosa ha difeso il diritto all’aborto promettendo di abolire la legge introdotta dai repubblicani.

In uno degli spot più personali della sua campagna la neoeletta governatrice, che è dichiaratamente cattolica e pro choice, ha raccontato di aver scelto di portare a termine la gravidanza di una figlia con gravi problemi genetici, che non è sopravvissuta: un video in cui non si menziona apertamente la parola aborto, ma che insiste sulla possibilità di scegliere. 

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