Un uomo con una pila di documenti che, una volta seduto dentro un taxi, comincia a chiedere a chi guida se vuole 200mila dollari in cambio di una firma. Potrebbe essere l’inizio di un film, ma anche un episodio come tanti da derubricare a “stranezze” dentro il turbinio di grandi città. Eppure, il fatto che sia successo a Nuuk, la capitale della Groenlandia, ha fatto scattare un allarme particolare. Specie perché quell’uomo aveva un accento marcatamente americano e perché il foglio da firmare era una petizione per chiedere l’ingresso dell’isola negli Stati Uniti

Il caso

Il caso è esploso per via delle contenute dimensioni della città groenlandese. L’uomo statunitense, descritto dal tassista - che si è confidato con l’emittente Knr - come un signore di 70-80 anni, si è presentato con il nome “Cliff”, dicendosi di venire da Las Vegas. Dopo qualche convenevole, l’uomo ha chiesto direttamente al groenlandese: «Vuoi 200mila dollari?».

Il tono e l’atteggiamento dell’americano, secondo quanto riferito dai media groenlandesi, hanno subito sgombrato il campo da possibili dubbi al tassista: non stava scherzando. Dopo aver chiesto «per cosa?», mentre guidava l’auto si è visto sventolare dei fogli su cui apporre il proprio nome e la firma, per sostenere l’adesione della Groenlandia agli Stati Uniti d’America.

Al diniego del tassista e a corsa finita, “Cliff” è sceso dalla macchina accettando il no ricevuto, per poi ribadire un concetto: «Ricordati il mio nome, Cliff. Tua moglie, i tuoi figli e i tuoi genitori – tutti voi groenlandesi – riceverete ciascuno 200.000 dollari a gennaio».

La “vittima” si chiama Danny Brandt e dell’incidente ne ha scritto sul suo profilo Facebook, portando il suo post a una certa viralità in Groenlandia. E tra i commenti è spuntata un’altra persona ad ammettere di aver ricevuto una proposta simile da un uomo. Brandt ha denunciato quanto avvenuto alla polizia groenlandese, come confermato dall’emittente Knr, con le autorità che si sono mosse per indagare.

La reazione di Nielsen

Il caso è arrivato fino al capo del governo, Jens-Frederik Nielsen. Che con una nota ufficiale ha commentato: «La Groenlandia non è in vendita. Non dovrebbe essere necessario dirlo. Ma evidentemente lo è». «Un individuo straniero sta offrendo denaro in cambio di una firma per incorporare la Groenlandia in un altro paese. Questo non è solo profondamente preoccupante. È vergognoso» ha scritto Nielsen. 

Per poi aggiungere: «Non è così che si tratta un popolo. E non è così che si parla di un paese. Siamo una società democratica. Il nostro futuro non sarà negoziato in un taxi. E non sarà comprato con denaro». Knr, che ha contattato l’ambasciata americana a Copenaghen, ha ricevuto la risposta di un portavoce della sede diplomatica Usa: «La persona descritta come cittadino statunitense non è un rappresentante del governo degli Stati Uniti».

È la conferma che, nonostante il silenzio calato negli ultimi mesi riguardo l’isola del Nord, le tensioni sulla Groenlandia non sono sopite.

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