Nuova escalation nella notte tra Medio Oriente e Golfo. Durante la mattina del 15 marzo la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita mezzi e militari americani e italiani, è stata attaccata con un drone: nessuno è rimasto ferito. Mentre le Guardie rivoluzionarie iraniane dichiarano di voler «braccare e uccidere» il premier israeliano Benjamin Netanyahu e affermano di aver colpito Israele e tre basi statunitensi in Iraq e Kuwait con missili e droni. Nella regione droni sono stati intercettati nell’est dell’Arabia Saudita e missili sopra la Giordania. Intanto Donald Trump, in un’intervista alla Nbc, afferma che «la maggior parte dell’isola di Kharg è distrutta» e dice che potrebbe essere colpita ancora «anche solo per divertimento», aggiungendo di non essere pronto a un accordo con l’Iran perché «le condizioni non sono buone». 

PUNTI CHIAVE

19:05

Iran: Crosetto, perdita velivolo non ha riflessi su sicurezza 

18:54

Libano, Unifil, spari su caschi blu da "gruppi non statali". Nessun italiano coinvolto

18:15

Usa, "Trump vuole neutralizzare le capacità nucleari di Teheran"

19:47

Trump contro Herzog, "è un debole, io sto con Netanyahu"

Il presidente Usa Donald Trump ha nuovamente attaccato con parole dure l'omologo israeliano Isaac Herzog, 'colpevole' di rifiutarsi di graziare il premier Benjamin Netanyahu, sotto accusa per corruzione, frode e abuso di fiducia. "Il vostro presidente è un uomo debole. Il presidente di Israele è un uomo debole e inefficace che sta usando la grazia come ricatto contro Bibi. Non avreste nemmeno Israele adesso se lui non fosse il primo ministro. Io sono dalla parte di Bibi", ha detto il capo della Casa Bianca in un'intervista in esclusiva all'emittente israeliana Channel 14.

19:05

Iran: Crosetto, perdita velivolo non ha riflessi su sicurezza 

Nella base Al Salem in Kuwait "gia' nei giorni scorsi il personale militare era stato ridotto, lasciando nella base esclusivamente quello essenziale" e "la perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell'area": lo ha riferito il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una nota sull'attacco in cui e' stato distrutto un Predator italiano.
"Questa mattina in Kuwait, presso la base di Al Salem, e' stato colpito uno shelter al cui interno era ricoverato un velivolo da ricognizione a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana", ha spiegato Crosetto, "tutto il personale militare italiano presente nella base era al sicuro e non e' stato coinvolto nell'attacco". "Dell'evento", ha aggiunto, "ho immediatamente informato il Presidente del Consiglio dei Ministri, i Vice Presidenti del Consiglio e tutti i leader delle forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione, al fine di garantire la massima trasparenza e condivisione della situazione".
"Insieme al Presidente del Consiglio e a tutto il Governo seguo con la massima attenzione l'evoluzione del quadro di sicurezza nell'area, in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) e direttamente con i comandanti sul campo", ha precisato il ministro, "la Difesa italiana svolge in quell'area un'importante attivita' di collaborazione con il Kuwait e, piu' in generale, con i Paesi del Golfo amici dell'Italia, nella missione nota come Italian National Contingent Command Air - Task Force Air Kuwait avviata gia' nel 2014 (un pilastro fondamentale del contributo italiano nell'ambito dell'operazione internazionale Prima Parthica/Inherent Resolve contro il DAESH) e in questo momento sta profondendo i massimi sforzi per favorire una de-escalation della situazione in atto".

18:55

Iran: cinque feriti in attacco su aeroporto Baghdad

Cinque persone sono rimaste ferite nell'attacco con razzi e droni su una base militare all'interno dell'aeroporto di Baghdad. Lo hanno riferito le autorità irachene.

18:54

Libano, Unifil, spari su caschi blu da "gruppi non statali". Nessun italiano coinvolto

L'Unifil ha riferito che i caschi blu sono stati presi di mira con colpi d'arma da fuoco tre volte "probabilmente da gruppi armati non statali" mentre svolgevano pattugliamenti intorno alle loro basi di Yatar, Dayr Kifa e Qallawiyah. "A Yatar, i colpi sono arrivati a soli cinque metri" dai militari Onu, si legge nella nota che precisa come "nessun militare sia rimasto ferito". "Due pattuglie hanno risposto al fuoco per autodifesa e, dopo un breve scambio di colpi, hanno ripreso le attivita' previste".
La missione Onu ha sottolineato come "la presenza di armi al di fuori del controllo statale nell'area di operazioni dell'Unifil costituisce una violazione della risoluzione 1701". definendo "inaccettabili" gli attacchi contro i caschi blu. "Ricordiamo con forza a tutti gli attori coinvolti i loro obblighi, ai sensi del diritto internazionale, di garantire la sicurezza del personale delle Nazioni Unite in ogni momento e di adottare tutte le misure necessarie per prevenire danni ai civili.
Qualsiasi attacco contro i caschi blu dell'Unifil costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 e puo' configurarsi come crimine di guerra", ha aggiunto. Nessun militare italiano sarebbe coinvolto negli attacchi ad alcuni pattugliamenti dei caschi blu di Unifil nel Libano meridionale. Lo si apprende da fonti informate.

18:35

Iran: Araghchi, contattati da più paesi per passaggio Hormuz

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che diversi paesi si sono rivolti a Teheran per negoziare il passaggio sicuro di navi petrolifere e del gas attraverso lo Stretto di Hormuz. "Siamo aperti al dialogo con i paesi che desiderano discutere del passaggio sicuro delle loro navi", ha detto Araghchi in un'intervista a "Face the Nation" della CBS. "Siamo stati contattati da diversi paesi che desiderano un passaggio sicuro per le loro imbarcazioni", ha affermato senza nominarli.
"La decisione spetta alle nostre forze armate, che hanno gia' deciso di consentire il passaggio sicuro a un gruppo di navi appartenenti a diversi paesi", ha sottolineato Araghchi, ribadendo le affermazioni di funzionari iraniani secondo cui ad alcuni paesi e' stato permesso di attraversare lo stretto.
Secondo il capo della diplomazia iraniana, alcuni di questi paesi, per scelta, "non transitano a causa dell'insicurezza che regna, dovuta all'aggressione degli Stati Uniti".
Il Financial Times ha riportato che Francia e Italia si sono rivolte all'Iran per cercare di ottenere il passaggio delle loro navi.

18:15

Usa, "Trump vuole neutralizzare le capacità nucleari di Teheran"

L'ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha assicutato che il conflitto in Iran "non sarà un altro Iraq del 2003", assicurando che tutte le opzioni sono aperte. Waltz, in un'intervista a Fox News, ha aggiunto che l'obiettivo del presidente americano Donald Trump di neutralizzare le capacità nucleari dell'Iran rappresenta "un punto programmatico fondamentale", ribadito in ciascuna delle sue tre campagne elettorali, nonché "una promessa che egli intende mantenere per tutti gli americani"

17:00

Iran, "uranio sotto le macerie, nessun piano per recuperarlo"

 I 440 chili di uranio arricchito che Teheran possiede, come certificato anche dall'Agenzia internaziona per l'energia atomica, sono "sotto le macerie e per il momento non c'è alcun piano per recuperarli". Lo ha detto in un'intervista alla Cbs il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, parlando del programma nucleare di Teheran, che sarebbe tra le giustificazioni degli attacchi di Israele e Stati Uniti.

"I nostri impianti nucleari sono stati attaccati e tutto è sepolto sotto le macerie - sostiene - Naturalmente, sapete che esiste la possibilità di recuperarli, ma sotto la supervisione dell'agenzia. Se un giorno dovessimo decidere di farlo, sarebbe sotto la supervisione dell'agenzia. Ma per il momento non abbiamo alcun programma. Non abbiamo alcuna intenzione di recuperarli dalle macerie".

16:55

Iran: Araghchi,"colpiamo solo obiettivi Usa come rappresaglia"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha assicurato che le forze di Teheran colpiscono solo obiettivi Usa nella regione, mentre nello Stretto di Hormuz e' garantito il passaggio sicuro alle navi di altre nazioni.
"Questi sono i Paesi che hanno ceduto il loro territorio alle forze americane per attaccarci. Quindi cosa possiamo fare? Stare a guardare mentre le forze americane ci attaccano dal loro territorio? ... Stiamo prendendo di mira solo obiettivi, installazioni e basi militari americane. Tutto appartiene agli americani", ha dichiarato il capo della diplomazia iraniana. In linea con questa affermazione, ha sottolineato che gli attacchi missilistici e con droni da parte di Teheran ai paesi della regione sono una rappresaglia per l'utilizzo del loro territorio da parte degli Stati Uniti.
Araghchi ha poi affermato che le forze iraniane hanno garantito il passaggio sicuro alle navi di altre nazioni e che lo Stretto di Hormuz non e' completamente chiuso, ma l'insicurezza deriva dall'aggressione statunitense. "Garantiamo loro la sicurezza del passaggio perche' non abbiamo chiuso questo stretto. Non vengono di propria iniziativa a causa dell'insicurezza che vi regna, a causa dell'aggressione degli Stati Uniti", ha sottolineato.

16:45

Iran: Araghchi, "mai chiesto cessate il fuoco e negoziati"

L'Iran non ha mai chiesto un cessate il fuoco ne' l'avvio di negoziati con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una risposta diretta alle ultime dichiarazioni di Donald Trump, secondo cui Teheran sembrava pronta a raggiungere un accordo a condizioni sgradite a Washington. "No, non abbiamo mai chiesto un cessate il fuoco e non abbiamo mai chiesto nemmeno di negoziare. Siamo pronti a difenderci finche' sara' necessario", ha affermato Araghchi in un'intervista a "Face the Nation" della CBS. Il capo della diplomazia iraniana ha respinto inoltre l'affermazione secondo cui si tratterebbe di "una guerra di sopravvivenza" per l'Iran, dichiarando che il Paese e' "stabile e sufficientemente forte. Stiamo solo difendendo il nostro popolo da questo atto di aggressione"

16:30

Tajani: “Navi a Hormuz? Non siamo coinvolti in operazioni militari”

 

"Non (non, rpt) siamo coinvolti in operazioni militari su Hormuz". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4 Diario della domenica, in merito alla richiesta di Donald Trump ad altri Paesi perché inviino navi militari per sbloccare il traffico di navi nello Stretto di Hormuz. "Nessun Paese europeo ha dato disponibilità militare per forzare Hormuz", ha aggiunto.

16:23

Media, ministri Ue discuteranno estensione missione Aspides

 

Domani i ministri degli Esteri dell'Ue riuniti al Consiglio affari esteri discuteranno della possibile estensione della missione navale europea Aspides allo Stretto di Hormuz, stando a quanto dichiarato al Financial Times da un funzionario a conoscenza delle discussioni in corso. La missione, avviata nel 2024 e attualmente composta da tre navi inviate da Francia, Grecia e Italia, è in gran parte limitata a fornire protezione dagli attacchi degli Houthi alle navi commerciali nello Stretto di Bab el-Mandeb, al largo delle coste dello Yemen: l'estensione del suo mandato a Hormuz richiederebbe un nuovo mandato.

Parlando con la testata britannica, la fonte ha precisato che l'opzione "più probabile" rimane l'avvio di una missione navale congiunta Ue-Onu per garantire il libero transito, rispetto a un approccio bilaterale dei Paesi europei nei confronti dell'Iran.

Venerdì un alto funzionario Ue aveva spiegato che non era stata presa nessuna decisione riguardo la possibile modifica del mandato della missione Aspides, specificando che ad oggi coprirebbe lo Stretto di Hormuz, ma in una dimensione "non esecutiva" e dunque insufficiente a fornire protezione fisica ai mercantili in passaggio. Poche ore dopo, altre fonti avevano detto che la modifica del mandato non era un'opzione sul tavolo.
 

16:00

Tajani, le nostre missioni continuano, non ci facciamo intimidire

"Non ci facciamo intimidire, le missioni italiane continuano". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4 Diario della domenica, riferendo dell'attacco alla base italiana in Kuwait. La base colpita - ha spiegato - "è una base che è stata attaccata già più volte e infatti era stato ridotto anche il numero del personale presente, è una base dell'aeronautica militare in un aeroporto importante e adesso quest'altro attacco ha colpito un grande drone italiano". "Non è che arriva un drone e allora molliamo le nostre postazioni", ha spiegato.

15:25

Beirut: "850 persone uccise in attacchi di Israele da inizio guerra"

Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che gli attacchi israeliani hanno ucciso 850 persone nel Paese nel corso delle due settimane di guerra tra Israele e Hezbollah, avviata in sincrono rispetto agli attacchi di Israele e Usa contro l'Iran. Il comunicato del ministero ha precisato che il bilancio include 66 donne, 107 bambini e 32 operatori sanitari, più altre 2.105 persone rimaste ferite

15:01

 Attacco con un drone a base italiana in Kuwait, nessun ferito

Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita mezzi e militari americani e italiani, è stata attaccata con un drone che ha colpito un capannone dove si trovava un 'velivolo a pilotaggio remoto' della Task force air italiana, che è stato distrutto. Al momento dell'attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Lo si apprende dallo Stato Maggiore della Difesa. Il velivolo a pilotaggio remoto distrutto nell'attacco avvenuto alla base di Al Salem in Kuwait, dove ci sono anche i militari italiani, "costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni". A comunicarlo su X è il capo si di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano. "Il dispositivo italiano della Task force air - ha aggiunto - era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell'ambito delle misure adottate in relazione all'evoluzione del quadro di sicurezza nell'area. Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione".

14:48

Papa: cessate il fuoco in Medio Oriente

Da due settimane - ha esordito Leone nel post Angelus - i popoli del Medio Oriente soffrono l'atroce violenza della guerra, migliaia di persone innocenti sono state uccise e moltissime altre costrette ad abbandonare le proprie case".
"Rinnovo la mia vicinanza orante - ha proseguito - a tutti coloro che hanno perso i propri cari negli attacchi che hanno colpito scuole, ospedali e centri abitati". "E' motivo di grande preoccupazione - ha detto quindi - la situazione in Libano: auspico cammini di dialogo che possano sostenere le autorità del Paese nell' implementare soluzioni durature alla grave crisi in corso per il bene comune di tutti i libanesi"

13:58

Israele si prepara ad almeno altre tre settimane di guerra

 L'esercito israeliano si starebbe preparando ad almeno altre tre settimane di guerra contro l'Iran, con "migliaia di obiettivi" ancora da colpire. Lo ha detto il portavoce delle Idf, generale Effie Defrin, alla Cnn: "Siamo pronti, in coordinamento, con i nostri alleati americani, con piani che coprono almeno fino alla festività ebraica della Pasqua ebraica, tra circa tre settimane. E abbiamo piani più più dettagliati anche per le tre settimane successive, abbiamo migliaia di obiettivi". "Non lavoriamo in base a un cronometro o a un calendario, ma piuttosto per raggiungere i nostri obiettivi", ha affermato, sostenendo che l'obiettivo di Israele è quello di "indebolire gravemente il regime iraniano".

13:10

Schegge di missile sull'edificio dove risiede il console Usa a Gerusalemme

 L'edificio in cui risiede il console degli Stati Uniti a Gerusalemme è stato colpito ieri da frammenti di missili lanciati dall'Iran. Lo riferiscono i media israeliani. 

12:56

 Teheran, attaccate centrali di polizia in Israel

L'esercito iraniano ha affermato di aver attaccato con droni "centri di sicurezza e quartier generali di polizia del regime sionista", tra cui l'unita' speciale Lahav 433 a Tel Aviv e un centro di comunicazioni satellitari. Lo riferisce l'agenzia Irna. 

12:30

Libano: Saar, non previsti negoziati diretti con Israele

Non sono previsti negoziati diretti tra Israele e Libano per porre fine alla guerra, iniziata il 2 marzo in seguito all'attacco di Hezbollah seguito ai raid aerei israelo-americani sull'Iran. "La risposta e' no", ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ai giornalisti riguardo alla possibilita' di un dialogo tra Israele e Libano. Una fonte libanese aveva affermato sabato che i negoziati erano "in programma" e che i preparativi per la formazione di una delegazione erano "in corso", ma aveva specificato che era necessario "un impegno israeliano per una tregua o un cessate il fuoco"

11:30

Trump, "Vogliono un accordo, io ancora no"

"L'Iran vuole fare un accordo e io non voglio farlo perché i termini non sono ancora abbastanza buoni". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Nbc news, senza entrare nel merito di cosa intenda per termini non sufficientemente buoni.

11:30

 Israele approva bilancio emergenza di 827 milioni dollari 

 Il governo israeliano ha approvato uno stanziamento di 827 milioni di dollari per acquisti militari "di emergenza", secondo quanto riportato domenica dalla stampa israeliana, a piu' di due settimane dall'inizio della guerra israelo-americana contro l'Iran. Questo pacchetto di 2,6 miliardi di shekel e' stato deciso dai ministri durante una teleconferenza nella tarda serata di venerdi' e sara' utilizzato per "acquisti di sicurezza" e per far fronte a "esigenze urgenti", secondo quanto riportato dal quotidiano Haaretz, che non ha fornito ulteriori dettagli.

11:22

Sirene d'allarme e forti boati nel centro di Tel Aviv

 Le sirene d'allarme sono scattate a Tel Aviv e nel centro di Israele per un lancio di missili dall'Iran. Si sentono forti boati nel centro della città, come constata l'ANSA sul posto

10:20

Araghchi, Mojtaba Khamenei 'non ha problemi

Mojtaba Khamenei, "non ha problemi" e "svolgerà i suoi doveri di nuova Guida Suprema iraniana. Lo ha dichiarato in un'intervista televisiva il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi. Mojtaba Khamenei non è stato visto in pubblico dal raid che uccise il padre Ali Khamenei è il suo primo messaggio alla nazione di venerdì è stata una semplice dichiarazione letta dai media. Il presidente Usa, Donald Trump, ha affermato di non sapere nemmeno se l'ayatollah sia vivo; il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha dichiarato che il cinquantaseienne è "ferito e forse sfigurato"

08:41

Teheran denuncia attacco a zona residenziale Shiraz 

Le forze israelo-statunitensi hanno attaccato un'area residenziale di Shiraz. Lo riporta l'agenzia iraniana Tasnim, vicina ai pasdaran, che parla di "attacco terrorista e antiumano". "L'intensita' di questo attacco e' stata tale che i complessi residenziali nel mirino sono stati distrutti al 100% e sono stati causati pesanti danni economici ai residenti", aggiunge il dispaccio, che non fa menzione di feriti, lasciando intendere che l'area possa essere stata evacuata in precedenza.

08:38

Raid con droni e missili contro Arabia Saudita, Emirati e Bahrein

L'Iran continua a colpire anche i Paesi del Golfo in rappresaglia per l'attacco di Usa e Israele. Esplosioni sono state registrate a Manama, capitale del Bahrein, alle prime ore del giorno, scrive l'agenzia di stampa francese Afp. Nel Bahrein si trovano basi militari americane. Dall'inizio della guerra, sono stati intercettati 125 missili e 203 droni e due persone sono morte. Il ministero della Difesa dell'Arabia saudita ha reso nota la distruzione di dieci droni nell'est del Paese e nella regione di Riad. Gli Emirati arabi uniti hanno intercettato missili e droni diretti contro il Paese. In tutti i Paesi del Golfo, ci sono stati dallo scorso 28 febbraio 24 morti.

06:20

Pasdaran, "braccheremo e uccideremo Netanyahu"

"L'incertezza sul destino del criminale Primo Ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l'instabilità degli sionisti. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze". Lo scrivono le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato, riportato dall'agenzia Fars. l dipartimento di pubbliche relazioni delle Guardie Rivoluzionarie lo ha sottolineato in un comunicato, che recita tra l'altro "Gli obiettivi dei criminali terroristi sionisti americani nel primo round di ingiusta vendetta di sangue per i martiri iraniani sono stati distrutti con forza e intensità nelle posizioni nei territori occupati e in 3 basi americane nella regione da un'operazione congiunta delle forze delle Guardie Rivoluzionarie". "Il suono continuo delle sirene delle ambulanze e l'ammissione da parte delle istituzioni sioniste del crescente numero di morti e feriti a seguito di questa efficace operazione iraniana - scrivono ancora i pasdaran - hanno rivelato la profondità dell'impatto dei missili pesanti delle Guardie Rivoluzionarie sui settori industriali di Tel Aviv. Anche i settori industriali e il centro di raduno delle forze americane presso le basi aeree di Harir a Erbil e le basi di Ali Salem e Arifjan sono stati distrutti da potenti missili e droni iraniani"

05:44

Pasdaran rivendicano attacchi su Israele, Kuwait e Iraq

L'Iran rivendica gli attacchi contro Israele e le basi statunitensi in Iraq e Kuwait. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) afferma di aver preso di mira Israele e tre basi statunitensi in Iraq e Kuwait.
"Il suono continuo delle sirene delle ambulanze" in Israele e l'ammissione da parte delle autorita' israeliane del "numero crescente di morti e feriti" rivelano la "profondita' dell'impatto dei missili pesanti" delle Guardie Rivoluzionarie nei settori industriali di Tel Aviv, si legge in una dichiarazione riportata da Al Jazeera. L'Iran inoltre afferma che la base aerea di Harir a Erbil, in Iraq, cosi' come le basi di Ali Al Salem e Arifjan che ospitano truppe statunitensi in Kuwait, sono state "distrutte da potenti missili e droni iraniani". Anche Hezbollah rivendica un altro attacco alle truppe israeliane: e' stata lanciata una "grande raffica di razzi" contro i soldati israeliani nella zona di Khallat al-Mahafir, vicino alla citta' di confine di Odaisseh, nel Libano meridionale. In precedenza, Hezbollah aveva rivendicato un altro attacco contro i soldati israeliani nella caserma Avivim

03:45

Media, '14 morti in Libano per attacchi Idf, 4 sono bambini'

 Il Ministero della Salute libanese ha segnalato vittime a seguito di due distinte ondate di attacchi israeliani nel Libano meridionale. Lo riporta Al-Jazeera. Il Ministero ha riferito che sette persone sono state uccise e otto ferite in due raid israeliani che hanno preso di mira le città meridionali di Sidone e al-Qatrani.
Altre sette persone sono state uccise in un attacco israeliano contro il quartiere di Nuns nella città meridionale di Nabatieh. Tra le vittime, quattro bambini.
In precedenza, il Ministero aveva comunicato che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani dal 28 febbraio era salito a 826, mentre il numero degli sfollati aveva superato gli 831.000

02:20

Trump, "sanzioni sul petrolio russo ripristinate a crisi finita"

La sospensione di alcune sanzioni sul petrolio russo, in un contesto di balzo dei prezzi del greggio, è dovuta al fatto che "voglio ci sia petrolio per il mondo. Voglio che ci sia petrolio". Le sanzioni del 2022, imposte dopo l'invasione di Mosca dell'Ucraina, "saranno ripristinate non appena la crisi sarà terminata". Sulle critiche alla mossa di alcuni leader stranieri, il tycoon, in un'intervista telefonica alla Nbc, non ha risposto direttamente, ma ha riversato la sua ira sul presidente ucraino: "Sono sorpreso che Zelensky non voglia raggiungere un accordo. Dite a Zelensky di trovare un accordo, perché Putin è disposto a farlo"

01:46

Trump, diversi paesi impegnati per sicurezza Stretto Hormuz

Donald Trump ha chiesto a "numerosi Paesi colpiti dalle prepotenze dell'Iran" di contribuire alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, un vitale passaggio marittimo per le petroliere, mentre i prezzi del greggio hanno avuto un balzo. Il presidente Usa ha riferito che diversi Paesi si sono impegnati a contribuire alla sicurezza dello Stretto, pur rifiutandosi di fare nomi. "Non solo si sono impegnati, ma ritengono si tratti di un'ottima iniziativa", ha detto in un'intervista telefonica alla Nbc. "Non voglio dire nulla" anche se "è possibile", ha replicato alla domanda se la Marina Usa avrebbe cominciato a scortare le navi.

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