Le Guardie rivoluzionarie iraniane minacciano Netanyahu e rivendicano attacchi contro Israele e basi Usa in Iraq e Kuwait. Nella notte droni e missili intercettati tra Arabia Saudita e Giordania
Nuova escalation nella notte tra Medio Oriente e Golfo. Le Guardie rivoluzionarie iraniane dichiarano di voler «braccare e uccidere» il premier israeliano Benjamin Netanyahu e affermano di aver colpito Israele e tre basi statunitensi in Iraq e Kuwait con missili e droni. Nella regione droni sono stati intercettati nell’est dell’Arabia Saudita e missili sopra la Giordania. Intanto Donald Trump, in un’intervista alla Nbc, afferma che «la maggior parte dell’isola di Kharg è distrutta» e dice che potrebbe essere colpita ancora «anche solo per divertimento», aggiungendo di non essere pronto a un accordo con l’Iran perché «le condizioni non sono buone»
PUNTI CHIAVE
13:58
Israele si prepara ad almeno altre tre settimane di guerra
13:10
Schegge di missile sull'edificio dove risiede il console Usa a Gerusalemme
11:30
Trump, "Vogliono un accordo, io ancora no"
Israele si prepara ad almeno altre tre settimane di guerra
L'esercito israeliano si starebbe preparando ad almeno altre tre settimane di guerra contro l'Iran, con "migliaia di obiettivi" ancora da colpire. Lo ha detto il portavoce delle Idf, generale Effie Defrin, alla Cnn: "Siamo pronti, in coordinamento, con i nostri alleati americani, con piani che coprono almeno fino alla festività ebraica della Pasqua ebraica, tra circa tre settimane. E abbiamo piani più più dettagliati anche per le tre settimane successive, abbiamo migliaia di obiettivi". "Non lavoriamo in base a un cronometro o a un calendario, ma piuttosto per raggiungere i nostri obiettivi", ha affermato, sostenendo che l'obiettivo di Israele è quello di "indebolire gravemente il regime iraniano".
Schegge di missile sull'edificio dove risiede il console Usa a Gerusalemme
L'edificio in cui risiede il console degli Stati Uniti a Gerusalemme è stato colpito ieri da frammenti di missili lanciati dall'Iran. Lo riferiscono i media israeliani.
Teheran, attaccate centrali di polizia in Israel
L'esercito iraniano ha affermato di aver attaccato con droni "centri di sicurezza e quartier generali di polizia del regime sionista", tra cui l'unita' speciale Lahav 433 a Tel Aviv e un centro di comunicazioni satellitari. Lo riferisce l'agenzia Irna.
Libano: Saar, non previsti negoziati diretti con Israele
Non sono previsti negoziati diretti tra Israele e Libano per porre fine alla guerra, iniziata il 2 marzo in seguito all'attacco di Hezbollah seguito ai raid aerei israelo-americani sull'Iran. "La risposta e' no", ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ai giornalisti riguardo alla possibilita' di un dialogo tra Israele e Libano. Una fonte libanese aveva affermato sabato che i negoziati erano "in programma" e che i preparativi per la formazione di una delegazione erano "in corso", ma aveva specificato che era necessario "un impegno israeliano per una tregua o un cessate il fuoco"
Trump, "Vogliono un accordo, io ancora no"
"L'Iran vuole fare un accordo e io non voglio farlo perché i termini non sono ancora abbastanza buoni". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Nbc news, senza entrare nel merito di cosa intenda per termini non sufficientemente buoni.
Israele approva bilancio emergenza di 827 milioni dollari
Il governo israeliano ha approvato uno stanziamento di 827 milioni di dollari per acquisti militari "di emergenza", secondo quanto riportato domenica dalla stampa israeliana, a piu' di due settimane dall'inizio della guerra israelo-americana contro l'Iran. Questo pacchetto di 2,6 miliardi di shekel e' stato deciso dai ministri durante una teleconferenza nella tarda serata di venerdi' e sara' utilizzato per "acquisti di sicurezza" e per far fronte a "esigenze urgenti", secondo quanto riportato dal quotidiano Haaretz, che non ha fornito ulteriori dettagli.
Sirene d'allarme e forti boati nel centro di Tel Aviv
Le sirene d'allarme sono scattate a Tel Aviv e nel centro di Israele per un lancio di missili dall'Iran. Si sentono forti boati nel centro della città, come constata l'ANSA sul posto
Araghchi, Mojtaba Khamenei 'non ha problemi
Mojtaba Khamenei, "non ha problemi" e "svolgerà i suoi doveri di nuova Guida Suprema iraniana. Lo ha dichiarato in un'intervista televisiva il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi. Mojtaba Khamenei non è stato visto in pubblico dal raid che uccise il padre Ali Khamenei è il suo primo messaggio alla nazione di venerdì è stata una semplice dichiarazione letta dai media. Il presidente Usa, Donald Trump, ha affermato di non sapere nemmeno se l'ayatollah sia vivo; il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha dichiarato che il cinquantaseienne è "ferito e forse sfigurato"
Teheran denuncia attacco a zona residenziale Shiraz
Le forze israelo-statunitensi hanno attaccato un'area residenziale di Shiraz. Lo riporta l'agenzia iraniana Tasnim, vicina ai pasdaran, che parla di "attacco terrorista e antiumano". "L'intensita' di questo attacco e' stata tale che i complessi residenziali nel mirino sono stati distrutti al 100% e sono stati causati pesanti danni economici ai residenti", aggiunge il dispaccio, che non fa menzione di feriti, lasciando intendere che l'area possa essere stata evacuata in precedenza.
Raid con droni e missili contro Arabia Saudita, Emirati e Bahrein
L'Iran continua a colpire anche i Paesi del Golfo in rappresaglia per l'attacco di Usa e Israele. Esplosioni sono state registrate a Manama, capitale del Bahrein, alle prime ore del giorno, scrive l'agenzia di stampa francese Afp. Nel Bahrein si trovano basi militari americane. Dall'inizio della guerra, sono stati intercettati 125 missili e 203 droni e due persone sono morte. Il ministero della Difesa dell'Arabia saudita ha reso nota la distruzione di dieci droni nell'est del Paese e nella regione di Riad. Gli Emirati arabi uniti hanno intercettato missili e droni diretti contro il Paese. In tutti i Paesi del Golfo, ci sono stati dallo scorso 28 febbraio 24 morti.
Pasdaran, "braccheremo e uccideremo Netanyahu"
"L'incertezza sul destino del criminale Primo Ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l'instabilità degli sionisti. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze". Lo scrivono le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato, riportato dall'agenzia Fars. l dipartimento di pubbliche relazioni delle Guardie Rivoluzionarie lo ha sottolineato in un comunicato, che recita tra l'altro "Gli obiettivi dei criminali terroristi sionisti americani nel primo round di ingiusta vendetta di sangue per i martiri iraniani sono stati distrutti con forza e intensità nelle posizioni nei territori occupati e in 3 basi americane nella regione da un'operazione congiunta delle forze delle Guardie Rivoluzionarie". "Il suono continuo delle sirene delle ambulanze e l'ammissione da parte delle istituzioni sioniste del crescente numero di morti e feriti a seguito di questa efficace operazione iraniana - scrivono ancora i pasdaran - hanno rivelato la profondità dell'impatto dei missili pesanti delle Guardie Rivoluzionarie sui settori industriali di Tel Aviv. Anche i settori industriali e il centro di raduno delle forze americane presso le basi aeree di Harir a Erbil e le basi di Ali Salem e Arifjan sono stati distrutti da potenti missili e droni iraniani"
Pasdaran rivendicano attacchi su Israele, Kuwait e Iraq
L'Iran rivendica gli attacchi contro Israele e le basi statunitensi in Iraq e Kuwait. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) afferma di aver preso di mira Israele e tre basi statunitensi in Iraq e Kuwait.
"Il suono continuo delle sirene delle ambulanze" in Israele e l'ammissione da parte delle autorita' israeliane del "numero crescente di morti e feriti" rivelano la "profondita' dell'impatto dei missili pesanti" delle Guardie Rivoluzionarie nei settori industriali di Tel Aviv, si legge in una dichiarazione riportata da Al Jazeera. L'Iran inoltre afferma che la base aerea di Harir a Erbil, in Iraq, cosi' come le basi di Ali Al Salem e Arifjan che ospitano truppe statunitensi in Kuwait, sono state "distrutte da potenti missili e droni iraniani". Anche Hezbollah rivendica un altro attacco alle truppe israeliane: e' stata lanciata una "grande raffica di razzi" contro i soldati israeliani nella zona di Khallat al-Mahafir, vicino alla citta' di confine di Odaisseh, nel Libano meridionale. In precedenza, Hezbollah aveva rivendicato un altro attacco contro i soldati israeliani nella caserma Avivim
Media, '14 morti in Libano per attacchi Idf, 4 sono bambini'
Il Ministero della Salute libanese ha segnalato vittime a seguito di due distinte ondate di attacchi israeliani nel Libano meridionale. Lo riporta Al-Jazeera. Il Ministero ha riferito che sette persone sono state uccise e otto ferite in due raid israeliani che hanno preso di mira le città meridionali di Sidone e al-Qatrani.
Altre sette persone sono state uccise in un attacco israeliano contro il quartiere di Nuns nella città meridionale di Nabatieh. Tra le vittime, quattro bambini.
In precedenza, il Ministero aveva comunicato che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani dal 28 febbraio era salito a 826, mentre il numero degli sfollati aveva superato gli 831.000
Trump, "sanzioni sul petrolio russo ripristinate a crisi finita"
La sospensione di alcune sanzioni sul petrolio russo, in un contesto di balzo dei prezzi del greggio, è dovuta al fatto che "voglio ci sia petrolio per il mondo. Voglio che ci sia petrolio". Le sanzioni del 2022, imposte dopo l'invasione di Mosca dell'Ucraina, "saranno ripristinate non appena la crisi sarà terminata". Sulle critiche alla mossa di alcuni leader stranieri, il tycoon, in un'intervista telefonica alla Nbc, non ha risposto direttamente, ma ha riversato la sua ira sul presidente ucraino: "Sono sorpreso che Zelensky non voglia raggiungere un accordo. Dite a Zelensky di trovare un accordo, perché Putin è disposto a farlo"
Trump, diversi paesi impegnati per sicurezza Stretto Hormuz
Donald Trump ha chiesto a "numerosi Paesi colpiti dalle prepotenze dell'Iran" di contribuire alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, un vitale passaggio marittimo per le petroliere, mentre i prezzi del greggio hanno avuto un balzo. Il presidente Usa ha riferito che diversi Paesi si sono impegnati a contribuire alla sicurezza dello Stretto, pur rifiutandosi di fare nomi. "Non solo si sono impegnati, ma ritengono si tratti di un'ottima iniziativa", ha detto in un'intervista telefonica alla Nbc. "Non voglio dire nulla" anche se "è possibile", ha replicato alla domanda se la Marina Usa avrebbe cominciato a scortare le navi.
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