Il vicepresidente Usa conferma i progressi nelle trattative. Incontro tra il ministro degli Esteri del Pakistan e il Segretario Marco Rubio
Ancora «un paio di punti» da discutere e poi l’accordo tra Iran e Stati Uniti sarà formalizzato. Queste le parole del vicepresidente JD Vance il quale ha affermato che le due delegazioni stanno facendo importanti progressi, confermando l’ottimismo delle ultime ore.
«Stiamo discutendo su un paio di punti relativi alla formulazione. Abbiamo fatto molti progressi», ha spiegato Vance sostenendo che gli iraniani stanno negoziando, «almeno finora, in buona fede» e che le parti vogliono riaprire lo Stretto di Hormuz, ma c’è ancora disaccordo sulle scorte di uranio arricchito dell'Iran. «Speriamo di continuare a fare progressi e che il presidente sia in grado di approvare l'accordo, ma ovviamente questo è ancora da definire».
Secondo quanto riportato da Axios, infatti, le parti avrebbero raggiunto una posizione comune in un Memorandum d’intesa e ora Trump si è preso qualche giorno per dare una risposta definitiva. Fonti Usa hanno affermato che l’accordo, in caso, darebbe inizio ad altri 60 giorni di negoziati sul programma nucleare di Teheran.
Per accelerare le mediazioni il ministro degli Esteri del Pakistan, paese mediatore principale, sarà a Washington per incontrare il suo omologo Marco Rubio.
Intanto si intensifica, ancora una volta, il conflitto a Gaza. Negli ultimi giorni sono aumentati i raid e il numero delle vittime. Almeno tre persone sono morte in un attacco con droni lanciato dalle forze israeliane contro una postazione di sicurezza nella zona di al-Mawasi, vicino alla città di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.
PUNTI CHIAVE
15:19
Netanyahu, "truppe hanno attraversato il fiume Litani e conquistato le alture"
12:35
Teheran alza la voce: "Controlliamo noi Hormuz: Trump arriva, prende batoste e torna indietro"
09:35
Iran: "La Cina potrebbe essere il garante dell'intesa con gli Usa"
Araghchi sente ministro Oman, "discussa la futura gestione di Hormuz"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha sentito il collega omanita Badr Albusaidi per esprimere "la solidarietà dell'Iran di fronte a ogni minaccia".
Nei giorni scorsi gli Stati Uniti hanno messo in guardia l'Oman dal concordare con Teheran la gestione congiunta del passaggio marittimo dello Stretto di Hormuz, come previsto dalla bozza "iraniana" di accordo fatta trapelare nei giorni scorsi dai media iraniani.
"Abbiamo discusso di Hormuz e della sua futura amministrazione, nel rispetto delle nostre responsabilità sovrane e del diritto internazionale. Accogliamo con favore la consultazione con tutti gli Stati confinanti", ha insistito Araghchi su X.
Netanyahu, "truppe hanno attraversato il fiume Litani e conquistato le alture"
"Ci sono risultati molto impressionanti, le nostre truppe hanno attraversato il fiume Litani, hanno conquistato le alture dominanti. Operiamo anche a Beirut, nella Beqaa, lungo tutto il fronte, e stiamo infliggendo duri colpi a Hezbollah". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in visita alla Divisione 36 dell'Idf al confine settentrionale insieme al ministro della Difesa Israel Katz e al vice capo di stato maggiore Tamir Yadai. Lo riferisce l'Ufficio del primo ministro.
Ghalibaf, "non otteniamo concessioni con il dialogo, ma con i missili"
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha affermato in un post su X che Teheran "non ottiene concessioni con il dialogo, ma tramite i missili", in riferimento ai colloqui con Washington per porre fine alla guerra.
Il capo delegazione della Repubblica Islamica per i negoziati ha inoltre dichiarato che l'Iran "non si fida di garanzie o parole, perché contano solo i fatti", annunciando che "non sarà intrapresa alcuna azione prima che gli Stati Uniti agiscano". Secondo Ghalibaf "il vincitore di qualsiasi trattativa è colui che è meglio preparato alla guerra fin dal giorno successivo all'accordo".
Capo Idf, "le truppe stanno avanzando in Libano"
"La manovra (in Libano) verso nuove aree, continua a respingere il nemico, distruggendone le capacità e colpendolo sistematicamente, anche in questo momento le truppe stanno avanzando. Ogni colpo contro Hezbollah è anche un colpo contro l'asse iraniano e contro l'investimento iraniano nella regione. Siamo pronti a qualsiasi sviluppo e manteniamo un alto livello di preparazione anche nei confronti dell'Iran". Lo ha detto in visita alla truppe il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir.
"Oltre 7.500 miliziani sono stati eliminati dall'inizio della guerra, di cui 2.500 dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone'. Continueremo a colpire il nemico", ha aggiunto. "La minaccia dei droni rappresenta una sfida, ma la supereremo", ha detto.
Axios, Trump aspetta per vedere come l'accordo è accolto in casa
Donald Trump sta aspettando per la firma dell'accordo dell'Iran per assicurarsi che l'Iran non torni indietro e vuole inoltre vedere come l'intesa viene accolta negli Stati Uniti. Lo ha detto Barak Ravid, il giornalista di Axios su Cnn, sottolineando che in "un giorno o due potrebbe decidere".
New York Times: "Nella bozza dell'accordo anche 300 miliardi di dollari per la ricostruzione post-conflitto"
Nella bozza del memorandum, secondo il New York Times, sarebbe inclusa anche una proposta su un "fondo d'investimento" destinato alla ricostruzione post-conflitto dell'Iran. La testata cita un funzionario iraniano e un diplomatico coinvolto nei negoziati. La cifra ammonterebbe a 300 miliardi di dollari.
Teheran alza la voce: "Controlliamo noi Hormuz: Trump arriva, prende batoste e torna indietro"
Il portavoce della commissione per la Sicurezza nazionale e la politica estera. Ebrahim Rezae, su X ha scritto che "il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz è consolidato a livello mondiale. Per questo i paesi chiedono il permesso, pagano i pedaggi e, con la guida della Marina dei Pasdaran, fanno passare le loro navi". Ha poi aggiunto, gettando benzina sui fragili rapporti tra Iran e Usa in vista del possibile accordo di pace, che 'lunica persona che non ci crede o non vuole crederci è Trump, che ogni tanto manda il suo esercito ad aprire lo stretto. Arrivano, prendono una batosta e tornano indietro".
Teheran: Usa complici dei raid mortali di Israele in Libano
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha denunciato gli attacchi "brutali" di Israele, che continuano a mietere vittime in Libano. Ha poi affermato che gli Stati Uniti sono "complici" di ciò che sta accadendo a Beirut, della crisi in Palestina e dell'intera instabilità del Medio Oriente.
L'emiro del Qatar sente Trump
L'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, ha chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di "dare priorità alle soluzioni politiche e diplomatiche" in Medio Oriente, nel contesto delle negoziazioni tra Washington e Teheran per un possibile accordo. La richiesta è arrivata nel corso di una telefonata tra i due leader, durante la quale sono stati affrontati gli sforzi internazionali per ridurre le tensioni nella regione. Lo riferisce l'agenzia statale qatariota Qna. Al Thani ha sottolineato "la necessità di dare priorità alle soluzioni politiche e diplomatiche, così come al dialogo tra tutte le parti, per consolidare la sicurezza e la stabilità regionale ed evitare ulteriori tensioni ed escalation". Washington ha intanto confermato un principio di accordo con l'IRAN per estendere la tregua di 60 giorni e garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz, ma l'intesa resta in attesa dell'approvazione di Trump e non è stata ancora confermata da Teheran.
Iran: "La Cina potrebbe essere il garante dell'intesa con gli Usa"
La Cina "potrebbe essere il garante di una possibile intesa" tra Teheran e Washington. Lo ha dichiarato Jalal Dehghani Firouzabadi, segretario del Consiglio strategico per le relazioni estere della Repubblica islamica, in un'intervista all'agenzia Isna, parlando dei negoziati in corso tra Iran e Stati Uniti sul dossier nucleare. Secondo l'esponente iraniano, il presidente americano Donald Trump "preferisce un'intesa rispetto a un'ulteriore escalation", pur in un contesto di colloqui che ha definito "molto difficili" e caratterizzati da questioni "ampie e complesse". Firouzabadi ha inoltre evidenziato che le condizioni attuali impongono all'Iran di "affermare la propria autorità sullo Stretto di Hormuz", definendo il passaggio marittimo "un nuovo strumento strategico" e "uno degli elementi del potere dell'Iran". L'alto funzionario ha aggiunto che Teheran deve "bilanciare la sicurezza nazionale con la libertà della navigazione internazionale nello Stretto di Hormuz" e che saranno Iran e Oman a determinarne "il futuro giuridico".
Borsa: Asia da record, fiducia su tregua in Iran, Tokyo +2,53 per cento
Si portano su nuovi record le principali borse di Asia e Pacifico sulla scia dei progressi verso un accordo di massima per una tregua tra Usa e Iran, su cui però si deve ancora esprimere il presidente americano Donald Trump. Tokyo (+2,53%) aggiorna il recente record di due giorni fa portandosi sopra quota 66mila punti. In forte rialzo anche Taiwan (+2,51%), Seul (+3,55%) e Sidney (+1,62%). Ancora aperte Hong Kong (+0,96%), Shanghai (-0,64%), Mumbai (+0,07%) e Singapore (+0,91%). Positivi i future sull'Europa e su Wall Street dopo l'inatteso rialzo della produzione industriale giapponese in aprile (+0,8%) e in attesa di numerosi dati macroeconomici. Dalla Francia arrivano il Pil e l'inflazione di aprile, diffusa anche in Italia e in Germania, dove sono attesi pure i dati sulla disoccupazione. In arrivo dagli Usa le scorte al dettaglio e all'ingrosso e l'indice della fiducia dei direttori agli acquisti di Chicago. In ulteriore calo il greggio Usa ben sotto i 90 dollari (Wti -1,48% a 87,49 dollari al barile), mentre il Brent (-1,34% a 92,45 dollari al barile) viaggia ancora sopra quella soglia. Si porta sotto i 47 euro segnati in apertura il gas naturale ad Amsterdam (-0,14% a 46,91 euro al MWh). Balza l'oro (+3,03% a 4.516,1 dollari l'oncia) mentre non si muovono i cambi tra le valute, con l'euro 1,16 dollari e la sterlina a 1,34 . In rialzo a 71,8 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in crescita di 0,1 punti al 3,68% e quello tedesco invariato al 2,96%. Sulla piazza di Tokyo brillanti i tecnologici Murata Manufacturing (+16,21%), Taiyo Yuden (+15,26%) e Tdk (+8,27%). Bene gli automobilistici Suzuki (+3,3,6%) e Mazda (+2,21%), mentre scivola Mitsubishi (-8,99%). Brillanti i bancari Nomura (+3,96%), Mizhuo (+2,41%) e Chiba Bank (+2%).
Libano: ministero Sanità, tre morti e 15 feriti nel raid israeliano sulla periferia di Beirut
Il raid delle Forze di difesa israeliane (Idf) che ha colpito ieri la periferia sud di Beirut, a Shueyfat, ha ucciso tre persone e ne ha ferite 15. Lo ha riferito il Centro operativo per le emergenze sanitarie del ministero della Salute libanese, precisando che le vittime sono una donna, sua figlia e un minore di nazionalità siriana, e che tra i feriti ci sono tre minori e cinque donne. In precedenza, le Idf avevano fatto sapere che l'obiettivo del raid era Ali al Husni, capo della forza missilistica della divisione Imam Hossein, una milizia iraniana che opera a fianco del movimento sciita libanese Hezbollah.
Libano, esercito israeliano ordina evacuazione villaggio sud
L'esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione per il villaggio di Ain Qana, nel sud del Libano, invitando i residenti ad allontanarsi di almeno un chilometro dall'area indicata come obiettivo. Il portavoce in lingua araba dell'Idf, colonnello Avichay Adraee, ha scritto su X che "chiunque si trovi vicino a elementi di Hezbollah, alle sue strutture e ai suoi mezzi di combattimento espone la propria vita al pericolo". L'avviso rientra nella serie di ordini di evacuazione diffusi negli ultimi giorni dall'esercito israeliano per diverse località del sud del Libano, prima di attacchi contro obiettivi indicati da Israele come collegati a Hezbollah.
Iran: nessuna intenzione di trasferire uranio all'estero
L'Iran non ha alcuna intenzione di trasferire fuori dal Paese, in Cina o in Russia, il proprio uranio arricchito. Lo ha detto ai media russi Ebrahim Azizi, presidente della commissione Sicurezza nazionale e politica estera del Parlamento iraniano. "Non abbiamo alcun piano per portare l'uranio arricchito fuori dal Paese", ha affermato Azizi. "Francamente, non capisco nemmeno la logica di queste domande. Non abbiamo intenzione di trasferire il nostro uranio arricchito a Paesi terzi, intermediari o altrove", ha aggiunto.
Iran: Pezeshkian Malesia e Pakistan, "impegnati nella diplomazia"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ringraziato la Malesia per la sua "posizione umanitaria" e il Pakistan per "l'iniziativa e gli sforzi efficaci" volti a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra tra il suo Paese, gli Stati Uniti e Israele. In un messaggio pubblicato sulla piattaforma sociale X, Pezeshkian ha affermato di aver ribadito, durante colloqui con i primi ministri di Malesia e Pakistan, "l'impegno dell'Iran verso la diplomazia". Il presidente iraniano ha inoltre dichiarato che la politica di Teheran consiste "nell'espandere la cooperazione con i Paesi musulmani e vicini in tutti i settori".
Vance: "Stiamo facendo molti progressi"
"È difficile dire esattamente quando o se il presidente Trump firmera' il memorandum d'intesa". Lo ha detto il vice presidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, che sta svolgendo un ruolo chiave nei negoziati con l'Iran. "Stiamo discutendo su un paio di punti relativi alla formulazione. Abbiamo fatto molti progressi", ha spiegato Vance sostenendo che gli iraniani stanno negoziando, "almeno finora, in buona fede" e che entrambe le parti vogliono riaprire lo Stretto di Hormuz, ma c'e' ancora disaccordo sulle scorte di uranio arricchito dell'Iran. "Speriamo di continuare a fare progressi e che il presidente sia in grado di approvare l'accordo, ma ovviamente questo e' ancora da definire", ha aggiunto
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