Il presidente Usa è tornato a minacciare Teheran: «Ormai sono finiti; possono stringere un accordo oppure verranno annientati». Ma poi apre a uno stop di 20 anni sul nucleare iraniano. Pechino chiede il cessate il fuoco e la riapertura delle rotte commerciali
L’appoggio statunitense a Taiwan vacilla. Concluso il vertice a Pechino con l’omologo cinese, in un’intervista a Fox News, il presidente Donald Trump ha detto chiaro e tondo: “Non voglio che Taiwan dichiari l'indipendenza: si scatenerebbe una guerra”. E ha specificato che l’affare Taipei è una questione cruciale per la Cina. Troppo cruciale: “Non vogliamo che qualcuno si senta autorizzato a dire: 'Dichiariamo l'indipendenza, tanto gli Stati Uniti ci coprono le spalle”, ha aggiunto.
Donald Trump ha anche riferito che lui e il presidente cinese Xi Jinping hanno discusso dell’Iran durante il loro vertice a Pechino. «La pensiamo in modo molto simile su come vogliamo che finisca. Non vogliamo che abbiano un’arma nucleare», ha detto il presidente Usa. Poi, in riferimento allo Stretto di Hormuz che l’Iran ha di fatto chiuso, il presidente Usa ha detto: «Vogliamo che lo Stretto sia aperto».
Da parte sua, invece, la Cina ha chiesto il cessate il fuoco e la riapertura delle rotte commerciali. Il ministero degli Esteri ha sottolineato che sulla crisi iraniana il dialogo e il negoziato sono «la strada giusta», mentre le soluzioni militari «non portano da nessuna parte».
Ma il rischio della ripresa del conflitto è molto alto e prosegue il tira e molla delle dichiarazioni di Trump, che alterna aperture a minacce esplicite. Ai cronisti dell'Air Force One, ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero intervenire di nuovo in Iran per fare "un po’ di pulizie". In un’intervista rilasciata a Fox News, poi il tycoon ha parlato della possibilità di colpire i siti nucleari iraniani. «Ormai sono finiti; possono stringere un accordo oppure verranno annientati», ha aggiunto Trump, che poi, parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, ha però anche detto: “20 anni sono sufficienti per uno stop dell’attività nucleare iraniana”. Tutto il contrario di tutto.
PUNTI CHIAVE
18:07
Trump avverte: "Non voglio che Taiwan dichiari l'indipendenza: si scatenerebbe una guerra"
16:01
Araghchi sull'uranio arricchito: "Situazione di stallo, insieme agli americani abbiamo deciso di rimandarlo"
15:00
Trump: “Potremmo intervenire di nuovo in Iran per fare un po' di pulizia”
South China Morning Post: Putin da Xi Jinping il 20 maggio
A cinque giorni dalla partenza di Trump dalla Cina, il presidente di Pechino, Xi Jinping, è pronto ad accogliere un altro leader: Vladimir Putin. Lo riporta il South China Morning Post, dando conto di una mossa che va a confermare il ruolo centrale di Pechino nei rapporti tra grandi potenze e il legame stretto del leader cinese con quello russo. Stando alle fonti della testata, si tratterebbe di un visita di un solo giorno.
Trump avverte: "Non voglio che Taiwan dichiari l'indipendenza: si scatenerebbe una guerra"
Il presidente Usa Donald Trump scompiglia di nuovo le carte. In un'intervista a Fox News, ha detto: "Non voglio che qualcuno dichiari l'indipendenza e che gli Usa debbano percorrere 15mila kilometri per andare in guerra". Il tycoon ha specificato che le sorti di Taipei sono un tema cruciale per Pechino: "Non vuole vedere una lotta per l'indipendenza". E ha poi aggiunto: "Non vogliamo scatenare guerre. Se si mantenesse lo status quo, credo che la Cina non avrebbe nulla da obiettare. Ma non vogliamo che qualcuno si senta autorizzato a dire: 'Dichiariamo l'indipendenza, tanto gli Stati Uniti ci coprono le spalle".
L'accusa dell'Iran: gli Emirati avrebbero bloccato la dichiarazione finale dei Brics
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, davanti ai giornalisti, ha accusato gli Emirati Arabi Uniti di aver "bloccato" la dichiarazione finale della riunione ministeriale dei paesi Brics, a Nuova Delhi. Il ministro ha definito la situazione "molto spiacevole" e ha evitato di fare direttamente il nome del paese sotto accusa, parlando di "uno Stato membro che ha rapporti speciali con Israele". Ha poi aggiunto: "L'unico motivo per cui hanno bloccato la dichiarazione finale è stato il loro sostegno a Israele e agli Stati Uniti nella loro aggressione contro l'Iran".
Araghchi sull'uranio arricchito: "Situazione di stallo, insieme agli americani abbiamo deciso di rimandarlo"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, nel corso di una conferenza stampa nella capitale indiana, ha fatto il punto sul tema dell'arricchimento dell'uranio, su cui Stati Uniti e Iran rimangono fortemente distanti: Siamo giunti alla conclusione, insieme agli americani, che, poiché è molto difficile e ci troviamo quasi in una situazione di stallo su questo punto specifico, è opportuno rimandarlo alle fasi successive dei colloqui". Lo riporta l'agenzia russa Tass.
Israele ha ordinato nuove evacuazioni nel sud del Libano
Come riporta Al Jazeera, il portavoce di lingua araba dell'Idf ha scritto su X che gli abitanti di cinque città devono abbandonare le loro case immediatamente: Ain Baal, al-Khrayeb, al-Zarariyeh, Arab Salim and Arab al-Jal. L'alternativa, specifica il post, è la morte. Il cessate in fuoco in vigore tra Israele e Hezbollah non sta impedendo a Tel Aviv di espandersi nelle zone di confine nel sud del Libano, con sistemiche demolizioni di abitazioni.
Trump: “Potremmo intervenire di nuovo in Iran per fare un po' di pulizia”
Ai cronisti dell'Air Force One, il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero intervenire di nuovo in Iran per fare "un po’ di pulizie".
Merz al telefono con Trump: al centro Iran, Ucraina e Nato
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz l'ha definita "una buona conversazione". La chiamata tra i due leader, stando alle parole di Merz su X, ha portato ad alcuni punti chiave concordi: "l'Iran deve sedersi al tavolo dei negoziati ora. Deve riaprire lo Stretto di Hormuz. Non si deve permettere a Teheran di possedere armi nucleari". Nella telefonata i due capi di Stato avrebbero poi discusso "di una soluzione pacifica per l'Ucraina e coordinato le nostre posizioni in vista del vertice Nato di Ankara".
Trump, bene stop di 20 anni a programma nucleare se impegno Iran reale
Donald Trump si dice aperto a una sospensione ventennale del programma nucleare iraniano se l'impegno di Teheran è "reale". Lo scrive AlJazeera citando Reuters.
Araghchi, "pronti ad accogliere con favore lo sforzo della Cina per la pace"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran accoglierà con favore qualsiasi possibile sforzo cinese volto ad allentare la situazione.
"Qualsiasi cosa la Cina farà per migliorare la situazione sarà ben accetta dall'Iran", ha dichiarato Araghchi, come scrive Iran International.
Araghchi ha aggiunto che il processo di mediazione avviato dal Pakistan non è fallito ma sta incontrando delle difficoltà.
Trump, posso dire con convinzione che l'Iran non avrà mai l'arma nucleare
"Quello che posso dire con convizione è che l'Iran non avrà mai un'arma nucleare". Così Donald Trump a bordo dell'Air Force One nel viaggio di rientro dopo l'incontro con Xi Jinping a Pechino.
Trump, "con Xi abbiamo parlato a lungo di Taiwan"
Donald Trump, parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One al rientro dalla missione in Cina, afferma che lui e Xi "hanno parlato a lungo di Taiwan" a Pechino.
Farnesina, nuovo stanziamento di emergenza di 15 milioni per il Libano
Il vice presidente del consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha presieduto oggi la seconda riunione dell'anno del Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo, nel corso della quale è stata approvata la Programmazione 2026 della Cooperazione italiana, che prevede interventi a dono e a credito d'aiuto per 1,7 miliardi di euro. Lo rende noto la Farnesina.
Gli interventi - spiega la Farnesina - tengono conto della necessità di rispondere alle crisi umanitarie e sfide della ricostruzione, in particolare a Gaza, Libano, Siria Ucraina, Afghanistan e Sudan.
In questo ambito, il ministro Tajani ha annunciato un nuovo pacchetto di assistenza in favore della popolazione libanese di 15 milioni di euro, che fa seguito ai 10 milioni già deliberati ad aprile.
Media, atteso annuncio Usa sulla proroga della tregua in Libano
Il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, riporta che gli Stati Uniti dovrebbero rilasciare oggi una dichiarazione che riassuma i due cicli di negoziati finora tenuti tra Israele e Libano e che annunci una proroga del cessate il fuoco, insieme a una "dichiarazione d'intenti" sulla prosecuzione dei colloqui. Lo scrive Times of Israel.
Secondo il quotidiano, la dichiarazione si concentrerà su una graduale fine della presenza israeliana in Libano, unitamente a un impegno totale del Libano per il disarmo di Hezbollah. Il quotidiano afferma inoltre che gli Stati Uniti hanno discusso con Israele di quelli che definiscono i "linee guida generali di un piano concreto" da attuare con il Libano, nel contesto degli sforzi per separare la questione libanese da un possibile accordo con l'Iran.
Media Israele, il capo dell'Idf Zamir ha visitato gli Emirati durante la guerra
Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, il tenente generale Eyal Zamir, avrebbe visitato gli Emirati Arabi Uniti durante la guerra con l'Iran.
Secondo l'emittente pubblica Kan, Zamir era accompagnato da altri ufficiali militari.
Durante la visita, Zamir ha incontrato funzionari emiratini, tra cui il presidente Sheikh Mohammed bin Zayed, riferisce l'emittente.
La notizia arriva dopo che il premier israeliano Netanyahu ha dichiarato mercoledì di aver visitato gli Emirati Arabi Uniti anche durante la guerra con l'Iran, affermazione smentita dagli Emirati Arabi Uniti. È stato inoltre riferito che i capi dello Shin Bet e del Mossad hanno visitato la nazione del Golfo durante la guerra.
Russia, Lavrov: India può diventare mediatore tra Iran e Paesi arabi
L'India potrebbe diventare un mediatore nel processo di normalizzazione delle relazioni tra l'Iran e i Paesi arabi. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov. "L'India presiede i Brics. Dipende direttamente dalle forniture di petrolio, anche da questa regione. Perché non offrire i suoi buoni uffici come Paese presidente dei Brics, invitare anzitutto l'Iran e gli Emirati Arabi Uniti a dialogare e prevenire le ostilità?", ha dichiarato Lavrov ai giornalisti, dopo la sua visita in India e la partecipazione al Consiglio dei ministri degli Esteri dei Brics. Uno degli obiettivi dell'aggressione statunitense e israeliana contro l'Iran è impedire a Teheran di normalizzare le relazioni con altre nazioni arabe, ha affermato il capo della diplomazia russa. "Il conflitto è stato avviato con un pretesto molto specifico, cioè mettere fine ai 47 anni durante i quali l'Iran avrebbe 'terrorizzato' tutti i suoi vicini e il mondo intero, proprio come fu creato il pretesto del coinvolgimento nel traffico di droga per rapire il presidente del Venezuela", ha aggiunto Lavrov.
Trump: "Con l'Iran non avrò molta più pazienza"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un'intervista nottura al programma 'Hannity' di Fox News, ha affermato che la sua pazienza nei confronti dell'Iran si sta esaurendo, dopo aver discusso ieri con il presidente cinese Xi Jinping proprio sulla guerra tra Usa e Teheran. "Dovrebbero trovare un accordo", ha aggiunto il tycoon riferendosi ai dissidi dentro i vari poteri iraniani. Sulla questione cruciale delle scorte nascoste di uranio arricchito dell'Iran, Trump ha minimizzato. "In realtà mi sentirei meglio se le ottenessi. Ma penso che sia più una questione di pubbliche relazioni che altro, però", ha affermato.
Iran, Araghchi incontra il ministro degli Esteri indiano
Il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar ha discusso della situazione in Medio Oriente con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, a margine della riunione dei ministri degli Esteri dei Brics a New Delhi. "Ho avuto questa mattina a Delhi una conversazione dettagliata con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi", ha scritto Jaishankar su X. "Abbiamo discusso della situazione in Asia occidentale e delle sue implicazioni". Il ministro indiano ha aggiunto che le due parti hanno avuto anche uno scambio di vedute su "questioni bilaterali di reciproco interesse". La riunione dei ministri degli Esteri dei Brics si svolge a New Delhi il 14 e 15 maggio.
Trump termina la visita in Cina e riparte a bordo dell'Air Force
Si è conclusa la visita di Donald Trump in Cina, durata 3 giorni. Dopo il pranzo a porte chiuse con Xi Jinping nel complesso presidenziale di Zhongnanhai a Pechino, il presidente Usa si è recato in aeroporto per imbarcarsi sull'Air Force One per il suo volo di ritorno, che è decollato dalla pista dopo una breve cerimonia di saluto.
La Cina: negoziato strada giusta, guerra non porta da nessuna parte
La Cina ha ribadito che sulla crisi iraniana il dialogo e il negoziato sono "la strada giusta", mentre le soluzioni militari "non portano da nessuna parte". Lo ha affermato il ministero degli Esteri di Pechino in una nota nel secondo giorno di colloqui a Pechino tra il presidente Xi Jinping e il presidente Usa Donald Trump. "Ora che la porta del dialogo si è aperta, non dovrebbe essere chiusa di nuovo", si legge nella dichiarazione. La diplomazia di Pechino ha sottolineato che "lo slancio verso la de-escalation deve essere mantenuto" e che le soluzioni alle preoccupazioni di tutte le parti, incluso il dossier nucleare iraniano, devono essere raggiunte attraverso "dialogo e consultazione". Il ministero ha inoltre rinnovato l'appello a una rapida riapertura dello Stretto di Hormuz, per salvaguardare la stabilità e la fluidità delle catene di approvvigionamento globali.
Trump: "Se Teheran non stringerà accordo verrà annientata"
L'Iran può stringere un accordo o "verrà annientato". Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un'intervista concessa all'emittente "Fox News". "Ormai sono finiti; possono stringere un accordo oppure verranno annientati", ha detto, ribadendo che Washington non può permettere a Teheran di dotarsi di un'arma nucleare. Il capo della Casa Bianca ha aggiunto che la Marina iraniana è stata "neutralizzata" e che il Paese non dispone più né di un'aviazione né di capacità antiaeree.
Cina, cessate il fuoco e riapertura rotte subito
La Cina ha chiesto venerdì la riapertura dello Stretto di Hormuz il prima possibile e che la "porta al dialogo" sull'Iran rimanga aperta, dopo che il presidente cinese Xi Jinping e il presidente statunitense Donald Trump hanno affrontato la situazione in Medio Oriente durante il loro incontro a Pechino giovedì. "La porta al dialogo, una volta aperta, non deve essere richiusa", ha dichiarato un portavoce del Ministero degli Esteri cinese in un comunicato, sostenendo che le parti devono consolidare l'attuale "tendenza alla distensione" e mantenere la strada verso una soluzione politica. "Questa guerra, che non sarebbe mai dovuta scoppiare, non ha bisogno di continuare", ha dichiarato il Ministero degli Esteri, aggiungendo che trovare una soluzione avvantaggia sia gli Stati Uniti che l'Iran.
Iran: Trump e l'uranio di Teheran, "lo useremo per l'ottica"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha suggerito che la caccia all'uranio arricchito iraniano fosse principalmente una questione di immagine politica, dopo che Israele l'aveva indicata come obiettivo. "In realtà mi sentirei meglio se lo ottenessi, ma credo che sia più una questione di pubbliche relazioni che altro", ha detto Trump al conduttore di Fox News Sean Hannity in un'intervista dalla Cina trasmessa giovedì sera negli Stati Uniti. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che insieme a Trump ha ordinato l'attacco all'Iran a partire dal 28 febbraio, ha dichiarato in una recente intervista che la guerra "non è finita" perché il materiale nucleare sensibile "deve essere portato fuori" dal paese.
Nyt, attacchi diretti all'Iran di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti
In risposta agli attacchi iraniani sul proprio territorio, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti avrebbero attaccato direttamente obiettivi in Iran nel corso il conflitto in Medio Oriente. Lo riporta il New York Times, secondo cui si tratterebbe della prima volta di un'azione del genere da parte dei due Paesi arabi contro Teheran, in base a quanto riferito da alti funzionari americani in carica e in pensione. Non sono stati forniti dettagli sulla tempistica o sugli obiettivi degli attacchi, che sarebbero stati condotti in modo indipendente. Né l'Arabia Saudita né gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato le ricostruzioni. L'Iran ha ripetutamente attaccato obiettivi in entrambi i Paesi, in risposta all'azione militare di Usa e Israele, causando danni significativi. Le forze armate americane mantengono basi sia in Arabia Saudita sia negli Emirati Arabi Uniti. Arabia Saudita e Iran si contendono da tempo il predominio nella regione. La rivalità è alimentata anche dal conflitto tra l'Islam sunnita in Arabia Saudita e l'Islam sciita in Iran. Anche le relazioni tra gli Emirati Arabi Uniti e l'Iran sono tese. Il Paese arabo è un importante alleato Usa e ha recentemente normalizzato le sue relazioni con Israele, acerrimo nemico dell'Iran
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