Secondo Axios i due avrebbero avuto una telefonata dai toni accesi a causa dell’escalation militare israeliana in Libano che rischia di mettere a repentaglio i negoziati tra Usa e Iran
Animi tesi tra il presidente Donald Trump e il premier Benjamin Netanyahu. Secondo quanto riportato da Axios, nell’ultimo colloquio telefonico avuto tra i due il presidente Usa avrebbe detto al premier israeliano: «Sei completamente pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me. Ti sto salvando il c***. Ora tutti ti odiano. Tutti odiano Israele per questo motivo». A scatenare la polemica è stata l’escalation israeliana in Libano che rischia di far saltare i negoziati di pace tra Usa e Iran. Dopo la chiamata, l’esercito israeliano ha sospeso per il momento la sua offensiva militare.
Intanto la proposta di pace tra Usa e Iran è allo studio delle autorità di Teheran, secondo quanto riportano fonti stampa del regime. Per la Casa Bianca si può raggiungere un accordo in settimana.
PUNTI CHIAVE
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Hormuz: pasdaran, 24 navi hanno attraversato lo Stretto nelle ultime 24 ore
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Libano: Berri garantirà adesione Hezbollah a cessate-il-fuoco
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Capo uscente Mossad: cambio regime in Iran "è realizzabile"
Libano: Berri garantirà adesione Hezbollah a cessate-il-fuoco
Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, che svolge un ruolo di intermediario tra Hezbollah e gli Stati Uniti, garantirà l'adesione del movimento filo-iraniano a un "cessate-il-fuoco globale" con Israele. Lo ha dichiarato il suo consigliere alla France Presse. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato ieri sera che Israele gli ha promesso di non colpire la periferia sud di Beirut e che, in cambio, Hezbollah avrebbe "cessato completamente il fuoco". Nessuna delle due parti ha confermato ufficialmente. "La principale richiesta del presidente Berri è un cessate- il-fuoco globale. Se sarà raggiunto un accordo per un cessate-il-fuoco globale, ne garantirà il rispetto da parte di Hezbollah", ha dichiarato alla France Presse il suo consigliere, Ali Hamdan. Nabih Berri è il leader del movimento sciita Amal Movement, alleato di Hezbollah, che non intrattiene contatti diretti con gli Stati Uniti. Il suo consigliere ha precisato che per "cessate il fuoco globale" si intende la cessazione degli attacchi aerei, terrestri e navali, oltre che l'interruzione delle operazioni di demolizione o distruzione nel Libano meridionale, dove Israele è accusato di radere al suolo intere località.
Netanyahu: "Il regime iraniano non tornerà più quello di prima e alla fine crollerà"
"Chiunque sia impegnato in attività contro Israele sappia che i suoi piani falliranno e il prezzo che pagherà sarà altissimo. L'Iran ha già pagato un prezzo molto alto. Le fondamenta del regime del terrore in Iran sono crollate. Non tornerà più quello di prima e, ve lo dico, alla fine crollerà''. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu durante la cerimonia di commiato per il capo del Mossad David (Dedi) Barnea ieri sera, come riferisce l'ufficio del premier in una nota.
Iran: vertici esercito, ripresa guerra con Usa è "inevitabile"
Una ripresa della guerra contro gli Stati Uniti è "inevitabile". Lo ha affermato un alto funzionario militare iraniano, in un momento in cui i colloqui tra Teheran e Washington per porre fine in modo definitivo alle ostilità in Medio Oriente sembrano essere in una fase di stallo. "Gli Stati Uniti chiedono la nostra completa resa, e la nazione iraniana non si arrenderà mai", ha dichiarato Mohammad Jafar Assadi, vice comandante del Comando congiunto Khatam al-Anbiya. "Senza resa, la guerra è inevitabile. Quindi stiamo aspettando, e la guerra non ci spaventa", ha aggiunto Assadi, secondo quanto riportato dalla televisione di stato.
Libano: Barrot, niente può giustificare un prolungamento dell'occupazione di Israele
Niente può giustificare un prolungamento dell'occupazione di Israele in Libano. Lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, intervenendo all'emittente televisiva "France 2". "È fuori questione che il Libano sia in qualche modo un capro espiatorio di un accordo che fatica a concludersi tra l'Iran e gli Stati Uniti", ha detto il titolare della diplomazia francese. Barrot ha poi fatto sapere di aver avuto dei colloqui ieri sera con il segretario di Stato statunitense, Marco Rubio. "Quello che vogliamo è che le discussioni che sono previste questa settimana tra il governo israeliano e il governo libanese possano tenersi nelle miglior condizioni", ha detto il ministro.
Capo uscente Mossad: cambio regime in Iran "è realizzabile"
Il capo uscente del Mossad, David Barnea, ha dichiarato durante la sua cerimonia di commiato che "l'Iran non avrà mai armi nucleari" e ha auspicato il completamento della campagna per un cambio di regime a Teheran. Lo riporta il quotidiano israeliano Haaretz. Secondo Barnea, il regime è "più debole, più vulnerabile e in difficoltà", e una sua sostituzione è "un obiettivo fattibile e realizzabile". Barnea ha aggiunto che questa missione "deve rimanere in cima alle nostre priorità". A Barnea succederà il generale di divisione Roman Gofman, nominato dal primo ministro Benjamin Netanyahu. Gofman, che era il segretario militare di Netanyahu, è stato oggetto di un'indagine per il suo ruolo nell'uso illegale da parte dell'esercito di un minore israeliano in un'operazione di intelligence militare. A dicembre, Haaretz ha riportato che Gofman avrebbe mentito durante un'indagine sulla questione.
Iran: media, Teheran studia testo definitivo per accordo tregua
I funzionari di Teheran stanno ancora studiando e discutendo il testo definitivo della bozza del memorandum d'intesa per estendere il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, ha riferito l'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr, citando una fonte. Secondo l'agenzia, la risposta agli Stati Uniti non è ancora stata inviata.
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