Secondo Axios i due avrebbero avuto una telefonata dai toni accesi a causa dell’escalation militare israeliana in Libano che rischia di mettere a repentaglio i negoziati tra Usa e Iran
Animi tesi tra il presidente Donald Trump e il premier Benjamin Netanyahu. Secondo quanto riportato da Axios, nell’ultimo colloquio telefonico avuto tra i due il presidente Usa avrebbe detto al premier israeliano: «Sei completamente pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me. Ti sto salvando il c***. Ora tutti ti odiano. Tutti odiano Israele per questo motivo». A scatenare la polemica è stata l’escalation israeliana in Libano che rischia di far saltare i negoziati di pace tra Usa e Iran. Dopo la chiamata, l’esercito israeliano ha sospeso per il momento la sua offensiva militare.
Intanto la proposta di pace tra Usa e Iran è allo studio delle autorità di Teheran, secondo quanto riportano fonti stampa del regime. Per la Casa Bianca si può raggiungere un accordo in settimana.
Intanto sul fronte libanese sono ripresi i colloqui a Washington tra le delegazioni, in vista di raggiungere un accordo di pace di lungo periodo.
PUNTI CHIAVE
12:29
Hormuz: pasdaran, 24 navi hanno attraversato lo Stretto nelle ultime 24 ore
11:35
Libano: Berri garantirà adesione Hezbollah a cessate-il-fuoco
09:01
Capo uscente Mossad: cambio regime in Iran "è realizzabile"
Madrid: "L'escalation di violenza nel sud del Libano non ha giustificazione"
"L'escalation di violenza nel sud del Libano non ha giustificazione. Viola la sovranità e l'integrità territoriale del paese, ostacola i colloqui diretti in corso, aggrava la crisi umanitaria ed erode gli sforzi internazionali per consolidare il cessate il fuoco". Lo ha scritto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, in un messaggio su X. "Esigiamo alle parti il pieno rispetto del cessate il fuoco del 16 aprile", aggiunge Albares in un post successivo, in cui segnala che "la Spagna sostiene le iniziative internazionali per la de-escalation e il governo libanese nei suoi sforzi per restaurare il monopolio statale dell'uso della forza in tutto il paese".
Libano: bilancio attacchi Israele da 2 marzo sale a 3.468 morti
Il bilancio degli attacchi israeliani contro il Libano dal 2 marzo è salito a 3.468 morti e 10.577 feriti. Lo indica un aggiornamento pubblicato dal Centro per le operazioni di emergenza sanitaria del ministero della Salute libanese e ripreso dall'Nna.
Iran, Fars: fermi da giorni scambi messaggi tra Teheran e Washington
Secondo l'agenzia di stampa iraniana Fars, che cita una "fonte informata", gli scambi di messaggi tra Teheran e Washington sono sospesi da diversi giorni. L'agenzia Tasnim aveva annunciato il giorno precedente la sospensione dei negoziati con gli Stati Uniti a causa del proseguimento dell'offensiva israeliana contro Hezbollah. "Mentre Donald Trump affermava ieri sera che i colloqui con l'Iran stavano procedendo rapidamente, questa fonte informata ha precisato che l'ultimo messaggio della Repubblica Islamica dell'Iran a Washington è stato un messaggio chiaro riguardante il Libano, che ha avuto una vasta eco internazionale", ha scritto Fars, senza fornire ulteriori dettagli.
Libano: presidente Aoun, per fine guerra non c'è alternativa ai negoziati
Per porre fine alla guerra in Libano "non c'è alternativa ai negoziati". Lo ha affermato il presidente libanese Joseph Aoun nel corso di un incontro istituzionale con i rappresentanti degli ordini professionali nazionali. Aoun ha evidenziato la determinazione dello Stato "a preservare la pace civile e la stabilità interna e a prevenire le discordie che potrebbero minacciare l'esistenza del Libano, poiché chiunque le alimenta rende un servizio a Israele". Secondo il presidente libanese, "la spina dorsale e la base per prevenire le discordie sono l'esercito e gli apparati di sicurezza, che a volte subiscono critiche e attacchi mentre continuano a offrire il massimo grado di sacrifici e martiri sull'altare della patria, e svolgono il loro dovere nel modo migliore nonostante la dura crisi economica". Il Libano, ha ricordato il capo dello Stato, "ha avuto più di 3.000 martiri, più di un milione di sfollati, migliaia di case distrutte". "Era mio dovere, in quanto presidente della Repubblica, fare ciò che la mia coscienza e il mio dovere verso il Paese e il popolo mi impongono. Spetta allo Stato prendersi cura dei suoi cittadini e non c'è altra via se non il negoziato", ha affermato Aoun, sottolineando che "la forza non sta nel condurre la guerra, ma nell'avere il coraggio e la saggezza di porre fine a un conflitto attraverso il negoziato nell'interesse del Paese, che rimane la base sopra ogni considerazione".
Libano: 4 morti e 127 feriti per raid Israele a Tiro di ieri
Gli attacchi israeliani di ieri sulla città di Tiro, nel sud del Libano, hanno provocato la morte di quattro persone e ne hanno ferite altre 127, tra cui 39 membri del personale di un ospedale. Lo ha annunciato il ministero della Salute libanese. Gli attacchi hanno gravemente danneggiato l'ospedale Jabal Amel, uno dei principali della città, ha indicato il ministero in una nota. "Quattro medici, 27 infermieri e otto membri del personale sono rimasti feriti, quattro dei quali sono in terapia intensiva in condizioni critiche", ha precisato.
Libano: Berri garantirà adesione Hezbollah a cessate-il-fuoco
Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, che svolge un ruolo di intermediario tra Hezbollah e gli Stati Uniti, garantirà l'adesione del movimento filo-iraniano a un "cessate-il-fuoco globale" con Israele. Lo ha dichiarato il suo consigliere alla France Presse. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato ieri sera che Israele gli ha promesso di non colpire la periferia sud di Beirut e che, in cambio, Hezbollah avrebbe "cessato completamente il fuoco". Nessuna delle due parti ha confermato ufficialmente. "La principale richiesta del presidente Berri è un cessate- il-fuoco globale. Se sarà raggiunto un accordo per un cessate-il-fuoco globale, ne garantirà il rispetto da parte di Hezbollah", ha dichiarato alla France Presse il suo consigliere, Ali Hamdan. Nabih Berri è il leader del movimento sciita Amal Movement, alleato di Hezbollah, che non intrattiene contatti diretti con gli Stati Uniti. Il suo consigliere ha precisato che per "cessate il fuoco globale" si intende la cessazione degli attacchi aerei, terrestri e navali, oltre che l'interruzione delle operazioni di demolizione o distruzione nel Libano meridionale, dove Israele è accusato di radere al suolo intere località.
Netanyahu: "Il regime iraniano non tornerà più quello di prima e alla fine crollerà"
"Chiunque sia impegnato in attività contro Israele sappia che i suoi piani falliranno e il prezzo che pagherà sarà altissimo. L'Iran ha già pagato un prezzo molto alto. Le fondamenta del regime del terrore in Iran sono crollate. Non tornerà più quello di prima e, ve lo dico, alla fine crollerà''. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu durante la cerimonia di commiato per il capo del Mossad David (Dedi) Barnea ieri sera, come riferisce l'ufficio del premier in una nota.
Iran: vertici esercito, ripresa guerra con Usa è "inevitabile"
Una ripresa della guerra contro gli Stati Uniti è "inevitabile". Lo ha affermato un alto funzionario militare iraniano, in un momento in cui i colloqui tra Teheran e Washington per porre fine in modo definitivo alle ostilità in Medio Oriente sembrano essere in una fase di stallo. "Gli Stati Uniti chiedono la nostra completa resa, e la nazione iraniana non si arrenderà mai", ha dichiarato Mohammad Jafar Assadi, vice comandante del Comando congiunto Khatam al-Anbiya. "Senza resa, la guerra è inevitabile. Quindi stiamo aspettando, e la guerra non ci spaventa", ha aggiunto Assadi, secondo quanto riportato dalla televisione di stato.
Libano: Barrot, niente può giustificare un prolungamento dell'occupazione di Israele
Niente può giustificare un prolungamento dell'occupazione di Israele in Libano. Lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, intervenendo all'emittente televisiva "France 2". "È fuori questione che il Libano sia in qualche modo un capro espiatorio di un accordo che fatica a concludersi tra l'Iran e gli Stati Uniti", ha detto il titolare della diplomazia francese. Barrot ha poi fatto sapere di aver avuto dei colloqui ieri sera con il segretario di Stato statunitense, Marco Rubio. "Quello che vogliamo è che le discussioni che sono previste questa settimana tra il governo israeliano e il governo libanese possano tenersi nelle miglior condizioni", ha detto il ministro.
Capo uscente Mossad: cambio regime in Iran "è realizzabile"
Il capo uscente del Mossad, David Barnea, ha dichiarato durante la sua cerimonia di commiato che "l'Iran non avrà mai armi nucleari" e ha auspicato il completamento della campagna per un cambio di regime a Teheran. Lo riporta il quotidiano israeliano Haaretz. Secondo Barnea, il regime è "più debole, più vulnerabile e in difficoltà", e una sua sostituzione è "un obiettivo fattibile e realizzabile". Barnea ha aggiunto che questa missione "deve rimanere in cima alle nostre priorità". A Barnea succederà il generale di divisione Roman Gofman, nominato dal primo ministro Benjamin Netanyahu. Gofman, che era il segretario militare di Netanyahu, è stato oggetto di un'indagine per il suo ruolo nell'uso illegale da parte dell'esercito di un minore israeliano in un'operazione di intelligence militare. A dicembre, Haaretz ha riportato che Gofman avrebbe mentito durante un'indagine sulla questione.
Iran: media, Teheran studia testo definitivo per accordo tregua
I funzionari di Teheran stanno ancora studiando e discutendo il testo definitivo della bozza del memorandum d'intesa per estendere il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, ha riferito l'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr, citando una fonte. Secondo l'agenzia, la risposta agli Stati Uniti non è ancora stata inviata.
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