L’Oman ha annunciato di aver soccorso nelle ultime ore l’equipaggio di una nave attaccata nei pressi dello Stretto di Hormuz. Si tratta del secondo attacco in poco tempo dopo che nella giornata del 6 ottobre un’altra nave, battente bandiera indiana, è stata colpita nel passaggio marittimo. Gli attacchi si sono intensificati pochi giorni dopo la pubblicazione della notizia dell’aumento delle esportazioni petrolifere da Hormuz, facendo rialzare nuovamente i prezzi del petrolio.

Prosegue lo scontro armato tra gli Houthi e l’esercito saudita. Il gruppo sciita filo iraniano ha annunciato di aver lanciato un missile balistico contro l’aeroporto di Riad e di aver colpito anche l’area dell’aeroporto di Aden, dove ha sede il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale e con cui gli Houthi sono in aperto conflitto.

Turki al-Maliki, portavoce saudita della coalizione anti Houthi, ha fatto sapere che il missile è stato intercettato e che la piattaforma di lancio sarebbe anche stata distrutta. 

PUNTI CHIAVE

13:22

Iran: «Attacchi del 7 ottobre hanno accelerato il declino di Israele»

11:36

Meloni ricorda il 7 ottobre: «Nessuna causa può giustificare il massacro di innocenti»

11:27

Mattarella sugli attacchi del 7 ottobre: «Resteranno un monito contro ogni forma di odio su base etnica e religiosa»

14:28

Hamas: «Dopo il 7 ottobre aprire ulteriori fronti contro Israele»

L'attacco del 7 ottobre 2023 è stato un importante successo militare che ha infranto la dottrina di sicurezza di Israele. Lo ha detto, in una dichiarazione diffusa da Quds News Network e su Telegram, il portavoce dell'ala militare di Hamas Abu Obeida, chiedendo l'apertura di ulteriori fronti contro Israele. Il portavoce del gruppo islamista ha elogiato la pianificazione e l'esecuzione dell'attacco, attribuendone il successo a quello che ha definito «un abile inganno strategico» e allo sfruttamento di minacce e opportunità. «Non c'è più alcun deterrente, risolutezza o avvertimento, grazie a Dio Onnipotente», ha affermato, descrivendo l'attacco come un punto di svolta nel conflitto e un «miracolo militare». Ha inoltre citato il «narcisismo, l'arroganza e il disprezzo per gli oppositori» del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu come fattori che hanno contribuito al successo dell'attacco. Rivolgendosi agli abitanti di Gaza, Abu Obeida ha riconosciuto che «il prezzo pagato durante la guerra è stato alto», elogiando i palestinesi e coloro che li hanno sostenuti. Ha inoltre citato gli attacchi lanciati contro Israele dallo Yemen, dal Libano, dall'Iraq e dall'Iran, affermando che dimostrano il potenziale di pressione dall'esterno di Gaza. 

13:22

Iran: «Attacchi del 7 ottobre hanno accelerato il declino di Israele»

L'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 ha accelerato il declino di Israele. A sostenerlo è il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane mentre in Israele si commemora il terzo anniversario degli attacchi. «Il Fronte della Resistenza ha trasformato la sua strategia difensiva in una strategia offensiva per la legittima difesa del popolo palestinese e della sua terra, accelerando il declino del regime sionista», ha affermato Ali Abdollahi in una dichiarazione.

12:32

Schlein: «L'orrore del 7 ottobre non ne giustifica un altro e i crimini di Netanyahu»

«Tre anni fa, il 7 ottobre, Israele ha subito l'attacco terroristico più sanguinoso della sua storia, con la barbara uccisione da parte di Hamas di oltre 1.200 civili. Un orrore che ancora addolora e che non può essere dimenticato, insieme alle vittime innocenti». Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein. «Abbiamo sempre detto che quell'orrore non ne giustifica altro. E dobbiamo tenere alta l'attenzione sul fatto che a Gaza i palestinesi continuano a morire sotto le armi dell'esercito israeliano e per mancanza di aiuti umanitari. In Cisgiordania il diritto internazionale viene calpestato quotidianamente dalle violenze dei coloni e dall'allargamento degli insiediamenti illegali. I crimini compiuti dal governo di Netanyahu non possono rimanere impuniti. La comunità internazionale deve fare ogni sforzo perché si raggiunga la pace, con la soluzione a due popoli e due Stati che hanno entrambi diritto a esistere, e a vivere in pace e in sicurezza».

12:06

Merz: «Il 7 ottobre 2023 segna una profonda frattura, dobbiamo affrontare l'antisemitismo con più determinazione»

«L'attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023 segna una profonda frattura. Commemoriamo le vittime, condividiamo il loro dolore. Dobbiamo affrontare l'antisemitismo con ancora maggiore determinazione. Le donne e gli uomini ebrei devono poter vivere qui senza paura». Così il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X nel terzo anniversario del 7 ottobre.

11:47

Macron ricorda vittime del 7 ottobre: «Combattere antisemitismo e terrorismo, lavorare per pace»

«Combattere l’antisemitismo e il terrorismo, ovunque e sempre, lavorare per la pace e la sicurezza di tutti: questo è l’impegno della Francia». Così in un post su X il presidente francese Emmanuel Macron a tre anni dagli attacchi del 7 ottobre 2023 in Israele. «Sette ottobre. Tre anni da quando gli attacchi terroristici di Hamas sono costati la vita a oltre 1.200 persone, tra le quali 51 nostri connazionali. Tre anni che condividiamo il dolore dello Stato di Israele e delle famiglie colpite dal lutto. Tre anni dopo non dimentichiamo né nomi, né volti: quelli di Maya, di Ohad, di Valentin e di tanti altri».

11:36

Meloni ricorda il 7 ottobre: «Nessuna causa può giustificare il massacro di innocenti»

«Tre anni fa, il 7 ottobre 2023, gli attacchi terroristici di Hamas massacravano uomini, donne e bambini, aggredivano giovani riuniti per ascoltare musica, strappavano persone innocenti alle loro famiglie per trascinarle nella prigionia. Oggi ricordiamo le vittime di quella barbarie e rinnoviamo la nostra vicinanza ai loro cari, a chi ha subito l’orrore del sequestro e al popolo israeliano». Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una nota di Palazzo Chigi nel terzo anniversario del 7 ottobre. «Il tempo trascorso non attenua la gravità di quei crimini. Nessuna causa può giustificare il massacro deliberato di innocenti. Ricordarlo significa anche rinnovare l’impegno contro ogni forma di antisemitismo»

11:27

Mattarella sugli attacchi del 7 ottobre: «Resteranno un monito contro ogni forma di odio su base etnica e religiosa»

«La data odierna segna la tragica ricorrenza dell'ignobile attacco perpetrato da Hamas contro numerosi civili israeliani. Molti giovani, anche di altre nazionalità, vilmente colpiti, tratti in ostaggio o privati della vita mentre si trovavano riuniti per un'occasione di festa. Altri brutalmente uccisi o rapiti nelle loro case, senza nessuna pietà per bambini e anziani. Gli atti di terrorismo non potranno mai essere giustificati né archiviati. Resteranno, per tutti i popoli, un doloroso monito affinché siano per sempre condannate e respinte con fermezza, in Medio Oriente e nel mondo intero, le piaghe barbare e incivili del terrorismo, dell'antisemitismo e di ogni forma di odio su base etnica e religiosa». Ad affermarlo è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio per commemorare le vittime degli attacchi a Israele da parte di Hamas del 7 ottobre 2023. «Gli atti ripugnanti che, con estrema e disumana crudeltà, furono commessi il 7 ottobre 2023 hanno riaperto nella regione una drammatica fase di instabilità e violenze. Alle atroci sofferenze causate si aggiungono quelle che, ancor più da allora, gravano su moltitudini di palestinesi. Le operazioni militari condotte dalle forze israeliane a Gaza hanno provocato una devastazione umana e materiale di intollerabile gravità. Allo stesso tempo è inaccettabile il processo di erosione di territori attribuiti all'Autorità Nazionale Palestinese. La spirale di inaudita violenza va fermata, ricreando invece i presupposti, oggi profondamente compromessi, della convivenza tra israeliani e palestinesi nella prospettiva "Due Popoli, Due Stati", per poter vivere pacificamente, fianco a fianco. In questa circostanza desidero rinnovare la vicinanza della Repubblica Italiana al popolo di Israele, alle famiglie delle vittime e a coloro che portano ancora le ferite di quella terribile giornata, auspicando che si rafforzi la determinazione di tutta la comunità internazionale a costruire condizioni durature perché vi sia pace e sicurezza per quelle terre e quei popoli martoriati»

08:31

Petrolio: Brent torna a salire sopra i 101 dollari al barile

Torna a salire il prezzo del greggio dopo i nuovi attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita, e quelli nello Stretto di Hormuz a danno di mercantili e petroliere. Il future sul Brent sale dello 0,63 per cento a 101,20 dollari al barile e il Wti dello 0,56 per cento a 89,94 dollari. In un'intervista a Reuters, il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance ha detto che Teheran ha colpito alcune navi, ma non abbastanza da fermare il flusso di petrolio e gas.

07:50

Houthi: "Abbiamo preso di mira l'aeroporto di Riad e l'area di Aden"

Gli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno dichiarato di aver preso di mira l'aeroporto di Riad, dopo che l'Arabia Saudita ha riferito di aver intercettato un missile a nord della capitale. "Le nostre forze armate hanno colpito l'aeroporto King Khalid di Riad con un missile balistico", ha affermato il portavoce militare del movimento, Yahya Saree, segnalando inoltre un attacco nello Yemen contro l'area circostante l'aeroporto di Aden, sede del governo riconosciuto a livello internazionale.

07:32

Teheran: "Supportiamo l'integrità e la sovranità nazionale del Libano"

"La posizione di principio dell'Iran conferma il sostegno all'integrità territoriale e alla sovranità nazionale del Libano". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante un incontro con Jean Arnault, Coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Libano, in visita nel Paese. Secondo l'agenzia Tasnim, Araghchi ha inoltre sollecitato un "intensificarsi degli sforzi e delle iniziative dell'Onu per porre fine all'aggressione e all'occupazione da parte del regime sionista in Libano" e ha espresso la disponibilità dell'Iran a collaborare con le Nazioni Unite e i Paesi della regione per favorire la stabilità e la sicurezza nel Paese. 

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