«La madre di tutte le bombe non è nucleare. Non userei il nucleare» in Iran. A dirlo è Donald Trump in un’intervista rilasciata a Newsmax rispondendo alle notizie di stampa secondo cui il presidente Usa starebbe pensando di utilizzare «la madre di tutte le bombe» nella sua guerra contro il regime di Teheran.

Il tycoon ha anche affermato che non ha intenzione di inviare truppe via terra, per il momento. Il Pentagono sta lavorando a diversi piani per riprendere il conflitto, con le trattative diplomatiche che proseguono anche se senza ottenere alcun tipo di risultato. Secondo quanto riferito dallo stesso Trump, l’attacco potrebbe avvenire dopo le elezioni di midterm di inizio novembre.

Il presidente Usa è intervenuto anche sul suo rapporto con Benjamin Netanyahu: «Ho avuto un ottimo rapporto, abbiamo ottenuto buoni risultati insieme», ha detto. Quando il conduttore Rob Finnerty gli ha chiesto direttamente se si fidasse di Netanyahu, Trump ha risposto: «A dire il vero, non mi fido di nessuno». «Io non mi fido di nessuno -, ha ribadito Trump -, nel mondo della politica, non mi fido di nessuno».

10:12

Russia-Iran, lunedì Lavrov in visita a Teheran

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov si recherà in visita di lavoro a Teheran lunedì 19 ottobre per colloqui con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha reso noto la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. "Il 19 ottobre, il ministro degli Esteri russo Lavrov si recherà a Teheran per una visita di lavoro. Avrà dei colloqui con il ministro degli Esteri iraniano", ha dichiarato la Zakharova alle agenzie di stampa russe.

09:54

Missili e droni iraniani hanno colpito le infrastrutture del Golfo almeno 135 volte

Dall'inizio della guerra, il 28 febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno avviato la campagna di bombardamenti contro l'Iran, Teheran e i gruppi alleati, in primis gli Houthi dello Yemen, hanno condotto almeno 135 attacchi con droni e missili contro almeno 84 siti infrastrutturali del Golfo. Lo rivela un'inchiesta di Reuters, secondo cui gli obiettivi sono stati colpiti in modo mirato, spesso su apparecchiature essenziali, con effetti a catena sull'economia della regione. Tra i bersagli ci sono il porto di Fujairah, negli Emirati, i sistemi di raffreddamento dell'impianto di gas naturale liquefatto di Ras Laffan, in Qatar, aeroporti in almeno quattro Paesi e le stazioni di pompaggio dell'oleodotto Est-Ovest saudita. Secondo Reuters, i governi del Golfo hanno spesso minimizzato i danni, attribuendoli ai detriti degli intercettamenti riusciti, mentre vari esperti del settore e analisti interpellati dall'agenzia hanno giudicato "molto improbabile" che i guasti a impianti vitali fossero causati soprattutto da frammenti caduti dal cielo. L'inchiesta, frutto di un lungo lavoro giornalistico, si basa su 36 interviste e sull'analisi di immagini e video degli attacchi e di dati satellitari. Il quadro mostra una campagna sistematica: l'inchiesta conta almeno 19 colpi a Fujairah, il porto che consentiva agli Emirati di aggirare il blocco iraniano dello Stretto di Hormuz, e due "cold box" distrutte a Ras Laffan, apparecchiature che raffreddano il gas per liquefarlo e richiedono mesi per essere ricostruite. Un ex coordinatore di attacchi aerei dei Marines, Ryan Stevens, ha parlato di "precisione, competenza nel selezionare gli obiettivi e pazienza".

09:14

Iraq: Usa sanzionano banca Idb per legami finanziari con Iran

Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato la Banca internazionale per lo sviluppo e la finanza (Idb), con sede in Iraq, per aver presumibilmente fornito all'Iran accesso a dollari statunitensi e per aver mantenuto legami con entità governative iraniane e milizie filo-iraniane. "La Banca internazionale per lo sviluppo e la finanza (Idb) fornisce servizi di facilitazione finanziaria e accesso ai dollari statunitensi all'Iran", ha riferito il dipartimento Usa, sottolineando che l'Idb "ha abusato del suo accesso all'asta di bonifici in dollari statunitensi, ora sciolta, e mantiene legami con entità governative iraniane e gruppi di miliziani filo-iraniani in Iraq". Le sanzioni fanno parte della vasta campagna di pressione economica statunitense lanciata il 24 agosto scorso. L'operazione prende di mira le reti che Washington ritiene che l'Iran utilizzi per vendere petrolio, eludere le sanzioni, trasferire fondi e finanziare le sue attività regionali.

07:51

Petrolio, prezzi in leggero calo ma Brent a 105 dollari (-0,7 per cento)

Prezzi del petrolio in leggero calo questa mattina, mentre gli investitori valutavano i rischi legati al Medio Oriente e le possibili misure statunitensi volte ad allentare le restrizioni sulla "flotta ombra" mondiale di petroliere. Il Brent con consegna a dicembre scende dello 0,68 per cento a 105 dollari mentre il Wti con consegna a novembre scende dello 0,69% a 97,29 al barile.

07:32

Pechino chiede accesso umanitario a Gaza e stop agli insediamenti

La Cina chiede la piena apertura degli accessi alla Striscia di Gaza per consentire l'ingresso degli aiuti umanitari e sollecita Israele a fermare e revocare la creazione forzata di insediamenti in Cisgiordania. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi incontrando il presidente israeliano Isaac Herzog a Baku, a margine del vertice della Conferenza sulle misure di interazione e rafforzamento della fiducia in Asia (Cica). Secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri cinese, Wang ha definito la soluzione dei due Stati la via corretta per risolvere la questione palestinese, sottolineando che circa due milioni di civili a Gaza non possono continuare a vivere in condizioni di estrema precarietà e che la crisi umanitaria non deve aggravarsi ulteriormente. Il capo della diplomazia cinese ha ribadito che la promozione della pace e della riconciliazione regionale costituisce un pilastro della politica di Pechino in Medio Oriente, invitando le parti a tornare al dialogo e a cercare una soluzione politica dei conflitti.

07:24

Usa-Israele, Trump: Netanyahu? Io non mi fido di nessuno

Con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu "ho avuto un ottimo rapporto, abbiamo ottenuto buoni risultati insieme". Lo ha affermato ieri sera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un'intervista al canale via cavo di informazione Newsmax.

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