Un cratere di venti metri, tre persone ferite e quattro appartamenti distrutti. Nella città russa di Belgorod, al confine con l’Ucraina orientale, non è la prima volta che piovono missili da quando è iniziata la guerra lo scorso 24 febbraio. È la prima volta, però, che la città è stata colpita dall’esercito di Mosca. Dopo le indagini interne, il ministro della Difesa russo ha detto che è stato un incidente. Un caccia Su-34 ha bombardato la città di confine per sbaglio.

Condurre una guerra è complicato e gli errori strategici o umani sono diffusi, indipendentemente dagli eserciti in campo. Tuttavia, i russi si sono dimostrati più impreparati di quanto si poteva pensare e ciò che è accaduto a Belgorod è soltanto l’esempio più esplicito delle falle interne alle forze armate russe.

I fatti

Disorganizzazione logistica, mancanza di leadership, mezzi militari arretrati per condurre una guerra lampo come quella prevista inizialmente dal Cremlino, soldati che comunicano tramite strumenti facilmente intercettabili dai servizi di sicurezza di Kiev, prime leve mandati in guerra senza un’adeguata preparazione, sono solo alcuni dei passi falsi compiuti in un anno di guerra dai russi.

Errori strategici che sono emersi non solo da inchieste giornalistiche indipendenti ma annunciati anche dal capo del gruppo paramilitare Wagner che assiste l’esercito russo e da mesi lamenta una mancanza di munizioni per i suoi uomini. Una situazione che ha portato a sentimenti di sfiducia e scoraggiamento tra le truppe.

Agli errori sono seguiti i cambi dei vertici militari. Dopo mesi in cui era assente un comandante in capo dell’operazione militare russa, lo scorso 8 ottobre il ministro della Difesa Serghei Shoigu ha nominato il generale Sergej Surovikin – che aveva una lunga esperienza nella guerra civile siriana – come factotum della guerra. La nomina, però, dura pochi mesi e a inizio gennaio Surovikin viene declassato a vice comandante del capo di Stato Maggiore russo Valery Gerasimov. Anche se cambiano gli interpreti le difficoltà sul terreno rimangono le stesse.

Gli attacchi in territorio russo

Il primo grande abbaglio è stato il piano di invasione iniziale con il quale il Cremlino pensava di portare Kiev alla resa in poco tempo. Il fallimento della battaglia all’aeroporto di Hostomel vicino la capitale ha portato a una riorganizzazione militare che ha mostrato una sottovalutazione dei rischi sul territorio della federazione, non così impenetrabile. Il 1º aprile del 2022 due elicotteri ucraini hanno compiuto il primo attacco oltre il confine, colpendo proprio a Belgorod un deposito di carburante usato dall’esercito russo.

Nel mese di dicembre, due aeroporti militari russi (Engels-2 e Dyagilevo) sono finiti nel mirino di attacchi ucraini che tramite droni hanno distrutto diversi caccia da guerra e ucciso tre soldati russi. A ottobre un camion-bomba ha invece fatto saltare in aria, contro ogni aspettativa, il ponte di Kerch che collega la Crimea alla Russia. Secondo il Nyt l’attacco sarebbe stato condotto dai servizi di intelligence ucraini.

Confessioni

Per l’esercito russo il 2023 è iniziato con l’ammissione di aver ricevuto l’attacco più pesante dall’inizio della guerra. Nella città di Makiivka (nell’area di Donetsk), gli ucraini hanno bombardato un edificio usato dalle truppe di Mosca come una base temporanea con un missile Himars causando almeno 89 vittime. Per gli ucraini, in realtà, il numero delle vittime sarebbe molto più alto: 400 vittime e 300 soldati uccisi.

Inizialmente il ministero della Difesa ha negato l’attacco, e in un secondo momento ha fornito una spiegazione dell’accaduto. Secondo il ministero, gli ucraini sono riusciti a individuare a causa «dell’utilizzo massiccio» di telefoni cellulari privati da parte dei soldati presenti all’interno dell’edificio. Una pratica vietata dato che rischia di segnalare ai nemici un alto concentramento di truppe in un unico punto.

Tra le perdite pesanti ci sono anche l’affondamento dell’incrociatore missilistico Moskwa colpito con dei missili Neptune nel cuore del Mar Nero e la fregata militare Admiral Makarov. Anche qui, i russi, hanno inizialmente riferito di incendi divampati a bordo delle due navi da guerra e negato in un primo momento che siano state colpite.

Agli eccellenti attacchi compiuti dall’esercito ucraino, grazie all’aiuto anche all’aiuto dell’intelligence occidentale e delle armi consegnate dagli alleati Nato, si sommano gli errori tattici di una guerra che rischia di durare anni e impantanare la Russia. Ne è consapevole anche il presidente russo Vladimir Putin che a dicembre aveva ammesso alcuni errori seguiti alla mobilitazione parziale dello scorso autunno. «Tutti gli errori devono essere corretti e impediti in futuro», aveva detto il leader russo in un discorso televisivo. Un messaggio rivolto anche ai suoi uomini.

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