L’Arabia Saudita ha annunciato di aver intercettato missili balistici lanciati dallo Yemen. Gli Houthi rivendicano attacchi contro l'aeroporto della capitale e una base militare. Il presidente americano non esclude un intervento. A Taiz peggiora la crisi umanitaria
Prosegue l’escalation tra gli Houthi e l'Arabia Saudita. Nella notte tra lunedì 12 e martedì 13 ottobre, la coalizione guidata da Riad ha annunciato di aver intercettato nuovi missili balistici lanciati dal movimento yemenita sostenuto dall'Iran. Gli Houthi hanno rivendicato un attacco contro l'aeroporto internazionale King Khalid della capitale saudita e un'operazione con droni contro una base militare a Khamis Mushait, nel sud-ovest del paese. Le autorità saudite hanno segnalato nuove allerte e dichiarato cessato il pericolo.
L'aeroporto di Riad resterà chiuso almeno fino al 17 ottobre, mentre le compagnie aeree continuano a cancellare i collegamenti. Le autorità saudite stanno indagando sulle falle nei sistemi di difesa che hanno consentito ai missili e ai droni Houthi di raggiungere lo scalo nei giorni precedenti.
A Washington, Donald Trump mantiene aperta la possibilità di un intervento militare americano. Dopo aver confermato lunedì un colloquio con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il presidente ha accusato gli Houthi di comportarsi «molto male». Interrogato sulla possibilità che gli Stati Uniti intervengano in difesa dell'Arabia Saudita, ha risposto: «Lo saprete presto».
Nello Yemen, intanto, si aggrava la situazione di Taiz, la terza città del paese, quasi completamente circondata dagli Houthi. Un reportage pubblicato martedì dall'Associated Press racconta la fuga di numerose famiglie e le crescenti difficoltà di approvvigionamento per oltre un milione di abitanti. Scarseggiano carburante, medicinali e generi alimentari, mentre gli ospedali rischiano di interrompere i servizi essenziali.
PUNTI CHIAVE
11:27
Teheran sta rafforzando le sue difese, e si prepara all'escalation
10:55
L'allarme della Croce Rossa: è necessaria una de-escalation in Medio Oriente
09:29
L'Arabia Saudita dice no all'intervento di Israele in Yemen
L'Iran ringrazia Putin per il suo ruolo nella guerra
L'Iran si dichiara grato al presidente russo Vladimir Putin per il suo ruolo nella fine della guerra con gli Stati Uniti. A dichiararlo è il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. Putin avrebbe infatti comunicato al presidente statunitense Donald Trump la proposta del presidente iraniano Masoud Pezeshkian per la soluzione del conflitto. Inoltre aveva espresso la disponibilità di Mosca a contribuire alla risoluzione della situazione in Medio Oriente. "La Russia ha sempre affermato chiaramente la sua posizione, ovvero che questo conflitto scatenato dagli Stati Uniti debba finire, che questa aggressione debba cessare, e ha sempre anche dichiarato la sua disponibilità a impegnarsi per raggiungere la pace. Siamo grati che il presidente russo abbia espresso la sua disponibilità in questa questione", è la dichiarazione del vice capo della diplomazia iraniana.
Teheran sta rafforzando le sue difese, e si prepara all'escalation
L'Iran sta rafforzando le sue misure di protezione intorno ai siti nucleari e di alcuni bunker, sfruttando la breve pausa nelle ostilità per ricostruire il suo arsenale. Già a settembre l'Iran ha posizionato cumuli di terra intorno ai siti di Pickaxe Mountain e Natanz per impedire, o ostacolare, possibili attacchi di forze di terra. "Sia a parole che nei fatti la Repubblica islamica si sta preparando in modo attivo alla prossima guerra" ha osservato Ben Taleblu, responsabile del programma Iran presso la Foundation for Defense of Democracies. L'Iran rafforza le difese e raduna i lealisti, mentre si prepara a possibili nuove operazioni americane minacciando però una risposta più incisiva e più ampia a Stati Uniti e alleati nel Golfo. Funzionari iraniani hanno avvertito che la Repubblica islamica reagirebbe con un'ulteriore escalation in tutto il Medio Oriente se gli Usa dovessero avviare nuove operazioni.
L'allarme della Croce Rossa: è necessaria una de-escalation in Medio Oriente
In Medio Oriente serve urgentemente una de-escalation: è quando emerge dall'allarme lanciato dalla presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Icrc), Mirjana Spoljaric, che sottolinea il prezzo inaccettabile pagato dai civili della regione a causa dei combattimenti. "Un'ulteriore intensificazione delle ostilità sarebbe disastrosa per decine di milioni di persone. È necessario compiere sforzi urgenti per ridurre la tensione e proteggere i civili da ulteriori danni" sottolinea Spoljaric.
Grazie alle politiche del Paese, il Qatar sta "reggendo" dichiara l'Emiro Al Thani
"Il Qatar e la regione hanno affrontato eventi eccezionali che hanno dimostrato ancora una volta la coesione delle istituzioni statali". La chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni all'impianto energetico di Ras Laffan hanno causato l'interruzione di gran parte delle esportazioni del Paese. Il Qatar però ha adottato politiche in grado di assorbirne le ripercussioni fino a questo momento. Questo è quando ha dichiarato l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, nel suo discorso al Consiglio della Shura, l'organo legislativo del Paese. "Il Qatar rappresenta quasi un quinto del commercio globale di gas naturale liquefatto; qualsiasi evento che lo riguardi si ripercuote sui mercati e sui consumatori". L'emiro ha denunciato gli attacchi dall'Iran, definendoli una "palese violazione della sovranità" del Paese. Ha inoltre parlato dai pericoli per gli attacchi dei coloni israeliani contro i palestinesi in Cisgiordania. "La sicurezza degli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo e la salvaguardia della loro sovranità sono questioni imprescindibili". L'Emiro ha continuato dicendo che "il Qatar ha sempre preferito risolvere le controversie attraverso negoziati e mezzi diplomatici e pacifici". Ma "il nostro ricorso al dialogo e a soluzioni pacifiche non implica alcuna indulgenza nella difesa del nostro Paese". Ha infine concluso: "Occorre raddoppiare gli sforzi per garantire la sicurezza della navigazione nel Golfo e nello Stretto di Hormuz, nonché per proteggere gli impianti energetici e le infrastrutture civili".
L'Arabia Saudita dice no all'intervento di Israele in Yemen
Il governo Israeliano sta cercando di intervenire militarmente nel conflitto contro gli houthi, nello Yemen, facendo pressioni sugli Stati Uniti, ma l'Arabia saudita si oppone. Lo riferiscono fonti di stampa israeliana. Ieri, il governo israeliano sul proprio account X ha scritto che Riad "è un alleato. Difenderemo questo bellissimo Paese".
Tuttavia, secondo la testata Haaretz che cita fonti diplomatiche, il principe Mohammed Bin Salman si è opposto al tentativo di Tel Aviv di avviare una cooperazione militare, volta a combattere contro i ribelli filo-iraniani.
Reuters: Riad ha smesso di diramare allarmi prima degli attacchi mortali all'aeroporto
L'Arabia Saudita ha smesso di emettere avvisi pubblici di imminenti attacchi militari pochi giorni prima di una serie di attacchi mortali all'aeroporto di Riad che hanno ucciso almeno 18 persone e ne hanno ferite più di 300. Il governo non ha spiegato perché non siano stati diramati avvisi alla popolazione prima dei quattro attentati di Riad avvenuti la scorsa settimana. Lo scrive Reuters sul suo sito.
Arabia Saudita: "Intercettati tre missili balistici lanciati contro Riad"
La coalizione militare a guida saudita, che sostiene il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, ha intercettato tre missili balistici lanciati contro Riad e un'altra città saudita dai ribelli sciiti Houthi, a seguito di una serie di attacchi letali che hanno causato vittime in entrambi i Paesi.
Media, 5 morti e 17 feriti negli attacchi houthi a Taiz
La Rete yemenita per i diritti e le libertà afferma di aver documentato 43 violazioni commesse dalle forze Houthi nel governatorato di Taiz nelle ultime 24 ore, che hanno causato la morte di cinque civili e il ferimento di altri 17. In un rapporto diffuso dall'agenzia di stampa governativa yemenita Saba, il gruppo per i diritti umani ha affermato che tra le vittime risulta anche una bambina di cinque anni morta in seguito a un bombardamento che ha colpito la casa della sua famiglia nel distretto di al-Misrakh.
Houthi: "Abbattuto un drone saudita nel nord"
Le forze Houthi hanno abbattuto un drone da ricognizione armato Saudi Wing Loong II sopra il governatorato di Saada, nel nord dello Yemen. Lo ha riferito Yahya Saree, portavoce militare dei ribelli yemeniti, aggiungendo che il velivolo stava svolgendo "missioni ostili" quando è stato colpito con quella che ha definito un'"arma appropriata".
Etihad cancella voli per Riad, Dammam e Gedda
Etihad Airways ha annunciato la cancellazione dei voli tra Abu Dhabi e le citta' saudite di Riad, Gedda e Dammam a causa di "disagi nella regione", mentre gli Houthi continuano a sferrare attacchi contro il regno saudita. Tutti i voli tra Abu Dhabi e Riad sono stati cancellati fino al 19 ottobre. Anche Qatar Airways ha annunciato di aver temporaneamente sospeso i voli da e per Riad e Dammam a causa della "situazione attuale".
Trump: "Ho parlato con bin Salman degli houthi"
Donald Trump ha parlato con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman degli attacchi degli Houthi contro l'aeroporto di Riad. Lo ha detto lo stesso presidente americano parlando con i giornalisti alla Casa Bianca
© Riproduzione riservata