Per gli Emirati Arabi i raid contro le riserve di gas sono una «escalation pericolosa e una violazione dei principi del diritto internazionale». L’Arabia Saudita ha dichiarato di «riservarsi il diritto» di rispondere militarmente. Secondo il Washington Post, il Pentagono ha chiesto alla Casa Bianca di approvare una richiesta al Congresso di oltre 200 miliardi di dollari per finanziare la guerra contro Teheran
La compagnia energetica del Qatar ha segnalato incendi e ulteriori «danni considerevoli» al complesso di gas di Ras Laffan, dopo gli attacchi missilistici iraniani al sito di produzione di gas naturale liquefatto. Il sito era già stato colpito mercoledì: di fronte all’attacco israeliano al giacimento iraniano di South Pars, Teheran ha minacciato di puntare agli impianti petroliferi e di gas in tutta la regione del Golfo.
All’attacco al sito in Qatar ha risposto il presidente Usa Donald Trump, assicurando che Israele non avrebbe più attaccato il principale giacimento di gas iraniano di South Pars, ma se l’Iran attaccasse di nuovo Doha, e in particolare l’impianto di produzione di Gnl, gli Stati Uniti reagirebbero «distruggendo completamente» l’intero sito iraniano.
Intanto Israele ha annunciato che continuerà «a dare la caccia a tutti i funzionari senior del regime», dopo l’uccisione del ministro dell’Intelligence iraniano Esmail Khatib. Azioni, come l’uccisione del segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran Ali Larijani e di altri leader del regime, che la Cina ha condannato e definito «inaccettabili».
PUNTI CHIAVE
07:56
Qatar: «Danni ingenti agli impianti di gas di Ras Laffan»
07:42
Teheran, 12 vittime dopo attacco su una zona residenziale a Dorud
06:30
Wp, il Pentagono punta a chiedere 200 miliardi al Congresso per la guerra in Iran
Il ministro degli Esteri iraniano: "Macron non ha condannato l'attacco contro Teheran"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi ha attaccato il presidente francese Emmanuel Macron perché “non ha pronunciato una sola parola di condanna della guerra israelo-americana contro l'Iran”. Lo ha scritto su X, aggiungendo che: “La sua attuale 'preoccupazione' non è seguita all'attacco israeliano ai nostri impianti del gas. È seguita alla nostra rappresaglia. Che tristezza!”. Araghchi si riferisce agli attacchi israeliani alle infrastrutture energetiche condotti dall'aviazione di Tel Aviv il 7 marzo.
Iran, l'ex ministro della Difesa Dehghan succede a Larijani
Diversi media iraniani, come riporta Iran International, hanno confermato la nuova nomina a segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale l'ex ministro della Difesa iraniano Hossein Dehghan al posto di Ali Larijani, ucciso nei raid israeliani su Teheran. Dehghan è un'importante figura militare ed ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione islamica.
Qatar: in fiamme la raffineria Ras Laffan
Un incendio di vaste proporzioni è divampato nella raffineria di Ras Laffan, in Qatar, dopo l'attacco iraniano di ieri sera. Lo riferisce l'agenzia iraniana Fars pubblicando anche foto satellitari della Nasa che mostrano diversi stabilimenti in fiamme.
Rutte: "Lo Stretto di Hormuz deve riaprire, trovero una via d'uscita"
Il segretario generale della Nato Mark Rutte - in un punto stampa con il presidente rumeno - ha detto che: "Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, tutti gli alleati concordano sul fatto che non può rimanere chiuso, deve riaprire il prima possibile, è fondamentale per l'economia mondiale". Per poi aggiungere che: "Gli alleati stanno discutendo intensamente tra loro, con gli Stati Uniti e tra di loro, sul modo migliore per affrontare questa enorme sfida di sicurezza. Sono fiducioso che gli alleati, come sempre, faranno tutto il possibile a sostegno del nostro interesse comune, quindi troveremo una via d'uscita".
Netblocks: «Blackout della rete in Iran da 20 giorni, mai così lungo»
L'osservatorio della rete Netblocks ha denunciato che il blocco di internet in Iran è giunto al ventesimo giorno e ha così superato per durata il periodo di restrizioni sulla rete che era stato imposto dalla Repubblica islamica in gennaio durante le proteste anti governative. "Il blackout di internet in Iran è giunto al ventesimo giorno, con la connettività internazionale non disponibile al pubblico da oltre 456 ore. L'incidente rappresenta ora il più lungo blocco di internet registrato nella storia dell'Iran, superando il blackout imposto durante le proteste di gennaio", si legge in un messaggio su X di Netblocks, che ha monitorato le restrizioni imposte sulla rete da quando sono entrate in vigore con l'inizio della guerra di Usa e Israele contro l'Iran.
Teheran critica l'Onu per il silenzio sull'assassinio dei suoi leader
L'ambasciatore di Teheran presso le Nazioni Unite, Amir-Saeid Iravani, ha scritto una lettera al Consiglio di Sicurezza, criticandone "il persistente silenzio" sull'assassinio di alti funzionari iraniani. Lo riporta Al Jazeera citando l'agenzia iraniana Mehr. Nella lettera il diplomatico mette in luce come "l'inazione" del Consiglio abbia reso Israele "più audace" nel prendere di mira i funzionari.
Kuwait, seconda raffineria in fiamme dopo il raid di Teheran
Il Kuwait ha dichiarato che un attacco di droni ha causato un incendio in una seconda raffineria di petrolio. L'incendio ha colpito la raffineria Mina Abdullah. La vicina raffineria di Mina Al-Ahmadi aveva preso fuoco sempre in seguito a un attacco di droni.
Araghchi: «L'Iran non scenderà a compromessi sulla sua sicurezza»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che l'Iran non scenderà a compromessi sulla propria sicurezza in nessuna circostanza. Lo ha detto mercoledì sera durante una conversazione telefonica con la ministra degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard, che ha condannato l'esecuzione, avvenuta ieri in Iran, del cittadino svedese Kourosh Keivan, accusato di spionaggio per conto di Israele.
Colpita in Kuwait la raffineria di Mina Al-Ahmadi
Una delle più grandi raffinerie del Kuwait è stata colpita da un attacco di droni che ha provocato un incendio in una delle sue unità. Lo riportano i media statali. "La Kuwait Petroleum Corporation ha annunciato che una delle unità operative della raffineria di Mina Al-Ahmadi è stata presa di mira da un attacco di droni, causando un incendio localizzato", ha riferito l'agenzia di stampa kuwaitiana, aggiungendo che non ci sono state vittime.
Qatar: «Danni ingenti agli impianti di gas di Ras Laffan»
Le autorità del Qatar denunciano nuovamente stamani attacchi dell'Iran contro la zona industriale in cui si trovano siti importanti per la produzione e il trasporto di Gnl. Su X il ministero degli Interni ha confermato un intervento "per un incendio nella zona industriale di Ras Laffan presa di mira dall'Iran" e ha precisato che non risultano vittime.
Il ministero della Difesa ha fatto sapere che l'area, a circa 80 chilometri a nord di Doha, è stata attaccata con "missili balistici" lanciati dall'Iran e che ci sono danni. La zona era già finita nel mirino ieri sera. Conferme anche da QatarEnergy. Oltre all'attacco di ieri alla zona industriale di Ras Laffan, "con danni ingenti alla struttura Pearl Gtl", viene riferito che "diversi" impianti di Gnl "sono stati oggetto di attacchi missilistici" alle prime ore di oggi.
Teheran, 12 vittime dopo attacco su una zona residenziale a Dorud
Un attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele avrebbe colpito una zona residenziale nella contea di Dorud, nell'Iran occidentale, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim, che cita un funzionario della sicurezza locale. Per le autorità l'attacco ha causato almeno 12 morti e 116 feriti.
L'Arabia Saudita si riserva il diritto di rispondere militarmente
L'Arabia Saudita ha dichiarato giovedì di "riservarsi il diritto" di rispondere militarmente all'Iran, che regolarmente prende di mira il paese con droni e missili. "Ci riserviamo il diritto di compiere azioni militari se necessario," ha dichiarato il suo ministro degli Esteri, Faisal bin Farhan bin Abdullah, sottolineando che "il Regno non cederà alle pressioni, al contrario si rivolterà contro i suoi autori".
Trump: «Distruggeremo il giacimento di South Pars se l'Iran attaccherà di nuovo il sito in Qatar»
Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di distruggere l'enorme giacimento di gas iraniano di South Pars se Teheran dovesse attaccare nuovamente l'importante impianto di produzione di gas naturale liquefatto (gnl) di Ras Laffan in Qatar.
Impennata del greggio Brent, aumento di oltre il 5 per cento
Il greggio Brent ha registrato un'impennata superiore al 5% a causa dei nuovi timori relativi alle forniture energetiche dal Medio Oriente, dopo che l'Iran ha minacciato di colpire gli impianti del Golfo in rappresaglia per un attacco a uno dei suoi principali giacimenti di gas. Il contratto è salito del 5,1% a 112,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 2,5% attestandosi a 98,69 dollari nelle contrattazioni asiatiche.
Emirati Arabi: «I raid di Teheran contro i siti del gas sono una pericolosa escalation»
Il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che l'"attacco terroristico iraniano” contro il suo impianto di gas di Habshan e il giacimento petrolifero di Bab costituisce un’“escalation pericolosa e una violazione dei principi del diritto internazionale”. Lo riporta Al Jazeera. Il ministero ha affermato che si riserva il pieno diritto di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la propria sovranità e sicurezza nazionale e per salvaguardare i propri successi nazionali. Le difese aeree degli Emirati, ha aggiunto, hanno intercettato con successo gli attacchi e che non sono state registrate vittime. Il ministero ha inoltre sottolineato che il “mirare a infrastrutture energetiche vitali rappresenta una minaccia diretta per la stabilità regionale e per i mercati energetici globali”.
Media, Trump valuta l'invio di migliaia di soldati in Medio Oriente
L'amministrazione Trump sta valutando l'invio di migliaia di soldati statunitensi in Medio Oriente. Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l'invio di forze di terra sull'isola di Kharg. Un'altra alternativa è il dispiegamento di truppe lungo le coste dell'Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz. L'amministrazione sta anche valutando la possibilità di dispiegare forze per mettere al sicuro l'uranio arricchito iraniano.
Wp, il Pentagono punta a chiedere 200 miliardi al Congresso per la guerra in Iran
Il Pentagono ha chiesto alla Casa Bianca di approvare una richiesta al Congresso di oltre 200 miliardi di dollari per finanziare la guerra in Iran. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali l'ammontare supera i costi sostenuti finora dall'amministrazione nell'operazione contro l'Iran. Non è chiaro se la Casa Bianca alla fine chiederà al Congresso tale cifra. Secondo alcuni funzionari dell'amministrazione, la somma richiesta dal Pentagono non è realistica.
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