La compagnia energetica del Qatar ha segnalato incendi e ulteriori «danni considerevoli» al complesso di gas di Ras Laffan, dopo gli attacchi missilistici iraniani al sito di produzione di gas naturale liquefatto. Il sito era già stato colpito mercoledì: di fronte all’attacco israeliano al giacimento iraniano di South Pars, Teheran ha minacciato di puntare agli impianti petroliferi e di gas in tutta la regione del Golfo. 

All’attacco al sito in Qatar ha risposto il presidente Usa Donald Trump, assicurando che Israele non avrebbe più attaccato il principale giacimento di gas iraniano di South Pars, ma se l’Iran attaccasse di nuovo Doha, e in particolare l’impianto di produzione di Gnl, gli Stati Uniti reagirebbero «distruggendo completamente» l’intero sito iraniano.

Intanto Israele ha annunciato che continuerà «a dare la caccia a tutti i funzionari senior del regime», dopo l’uccisione del ministro dell’Intelligence iraniano Esmail Khatib. Azioni, come l’uccisione del segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran Ali Larijani e di altri leader del regime, che la Cina ha condannato e definito «inaccettabili».

PUNTI CHIAVE

15:20

Quali sono i punti della dichiarazione congiunta per la riapertura dello Stretto di Hormuz

14:54

Stretto di Hormuz, Londra vara piano per la riapertura: c'è l'Italia

07:56

Qatar: «Danni ingenti agli impianti di gas di Ras Laffan»

19:08

Il governatore californiano Newsom sulla proposta di aumentare il budget per la guerra in Iran  

Il governatore democratico della California Gavin Newsom - acerrimo rivale politico di Donald Trump - ha commentato criticamente la proposta, confermata dal segretario alla Guerra Hegseth, di richiedere al Congresso l'approvazione di uno stanziamento di 200 miliardi di dollari per il conflitto con l'Iran. Newsom ha scritto quindi che "200 miliardi di dollari sono sufficienti per raddoppiare la spesa annua pro capite per l'istruzione primaria e secondaria, estendere il credito d'imposta, fornire a un massimo di 2 milioni di persone i sussidi di cui hanno bisogno e prevedere uno sgravio fiscale di 3.500 dollari per la classe media". Per poi aggiungere: "Invece, lo spenderemo in una guerra illegale. Questo è solo l'inizio. Verranno sprecati altri soldi. Verranno perse altre vite".  

19:02

Kuwait, colpite unità della Compagnia Petrolifere Nazionale 

Il ministero della Difesa del Kuwait ha detto che oggi due droni iraniani hanno preso di mira alcune unità della Compagnia Petrolifera Nazionale senza causare feriti. Nelle ultime 24 ore, i sistemi di difesa aerea del Kuwait hanno rilevato 18 droni ostili nel suo spazio aereo e ne hanno distrutti 13.

18:51

Trump sugli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane

Il tycoon ha detto di aver chiesto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di "non attaccare più le strutture petrolifere e del gas in Iran, e lui mi ha detto che non lo farà più". Secondo diverse ricostruzioni di alcuni media internazionali, l'amministrazione Trump era a conoscenza dei piani di attacco israeliani a siti petroliferi strategici in Iran. 

18:42

Trump sulla dichiarazione congiunta degli alleati su Hormuz

Il tycoon - durante l'incontro nello Studio Ovale con la premier giapponese Sanae Takaichi - ha commentato la notizia della firma di una dichiarazione congiunta a Londra di sei paesi - tra cui l'Italia - per far riprendere la circolazione marittima commerciale nello Stretto di Hormuz. “Gli alleati stanno diventando più disponibili”, ha detto Trump "ma ormai è troppo tardi".  Sul viaggio in Cina, il presidente statunitense ha detto che "andrà tutto bene, è stato spostato di un mese e mezzo". 

18:37

Forze armate israeliane: "Sganciate 12mila bombe sull'Iran"

Un funzionario dell'Iaf - l'aeronautica militare israeliana - ha detto al Times of Israel che "in 18 giorni abbiamo volato tanto quanto avremmo fatto in un anno". Nello specifico, l'Idf ha sganciato dall'inizio del conflitto con l'Iran circa 12mila bombe di cui ben 3.600 su Teheran in 8.500 raid aerei. Sempre secondo l'esercito israeliano un attacco così ampio e prolungato ha eliminato l'85 per cento della difesa aerea del regime iraniano. 

18:33

Trump alla Casa Bianca: "Non abbiamo avvisato gli alleati per l'effetto a sorpresa"

Il presidente statunitense Donald Trump - durante l'incontro bilaterale con la premier giapponese Sanae Takaichi  ha detto rispetto alla dinamica dell'operazione Epic Fury in Iran che "quando entriamo in azione lo facciamo in modo deciso, e non abbiamo detto nulla a nessuno perché volevamo la sorpresa". Poi, con accanto la premier nipponica, cita Pearl Harbor. «Volevamo che fosse una sorpresa - ha detto Trump -. Chi meglio del Giappone sa come creare sorprese? Perché non mi avete parlato di Pearl Harbor?».

17:14

Trump: "Non inverò soldati in Iran"

Il presidente statunitense Donald Trump - dallo Studio Ovale - ha detto che "non invierà soldati in Iran" e che gli Stati Uniti "sono in anticipo sul programma", riferendosi alla guerra contro l'Iran. Poi ricevendo la premier conservatrice giapponese ha detto che: "Il Giappone sta facendo la sua parte sull'Iran, non come la Nato". 

 

16:21

L'ex capo dell'Antiterrorismo Joe Kent: "Trump sa che le cose non stanno andando bene" in Iran 

Joe Kent, l'ex capo dell'Antiterrorismo, ha rilasciato un'intervista all'emittente televisiva conservatrice Fox News da Tucker Carlson. “Comprendo che, per il modo in cui ho lasciato l'incarico e per aver scritto quella lettera, vi siano componenti di questa amministrazione che si sentiranno in dovere di attaccarmi e tentare di screditarmi”, ha detto Kent, riferendosi anche all'inchiesta aperta dall'Fbi su di luo. “Lo capisco - ha continuato Kent - ma credo che il presidente sia una persona che sa ascoltare, che nel profondo sappia che le cose non stanno andando bene e che debba trovare un modo per farci uscire da questa situazione”.  

16:16

Il ministro degli Esteri iraniano: "Zero moderazione in caso di nuovi attacchi"

 

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto - tramite un post su X - che “la risposta dell'Iran all'attacco di Israele contro le nostre infrastrutture ha impiegato una frazione della nostra capacità di fuoco. L'unica ragione per la moderazione è stata il rispetto per la de-escalation richiesta”. In caso di nuovi attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane, Araghchi ha avvisato che ci sarà "zero moderazione".   

16:06

La direttrice dell'intelligence: "Usa e Israele hanno obiettivi diversi in Iran"

La direttrice dell'intelligence statunitense, Tulsi Gabbard, ha affermato durante un'audizione alla Commissione intelligence della Camera che: "Gli obiettivi delineati dal presidente differiscono dagli obiettivi stabiliti dal governo israeliano”. Gabbard ha poi specificato che: "Il governo israeliano si è concentrato sul neutralizzare la leadership iraniana. Trump ha invece dichiarato che i suoi obiettivi consistono nel distruggere la capacità dell'Iran di lanciare missili balistici, la sua capacità di produzione di tali missili e la sua marina militare

15:30

Eni, l'ad Descalzi: la chiusura dello Stretto non è così impattante

L'amministratore delegato della compagnia petrolifera nazionale Eni, Claudio Descalzi, ha dettp che al momento l'impatto" del blocco dello Stretto di Hormuz "non è così grande" e "non ci sono cargo bloccati". "Dal punto di vista produttivo - ha aggiunto Descalzi - possiamo dire di avere un certo margine di manovra" con un impatto "tra il 2-3 per cento della nostra produzione. E la riduzione è forse minore in termini di cash flow e di Ebitda". 

15:20

Quali sono i punti della dichiarazione congiunta per la riapertura dello Stretto di Hormuz

Lo aveva chiesto fortemente il presidente statunitense Donald Trump: "La sicurezza marittima e la libertà di navigazione vanno a vantaggio di tutti i paesi" per questo "chiediamo a tutti gli Stati di rispettare il diritto internazionale e di sostenere i principi fondamentali della prosperità e della sicurezza internazionali". Il tycoon aveva esortato quindi i suoi alleati a impegnarsi per la riapertura dello Stretto anche se buona parte di questi avevano fatto più volte muro, anche per gli eccessivi rischi che comporterebbe tale operazione. La dichiarazione congiunta firmata a Londra tra sei paesi assume, per questo, una certa rilevanza. Ecco i punti fondamentali: 1) la condanna degli attacchi iraniani "contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi alle infrastrutture civili, comprese gli impianti petroliferi e di gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz per mano delle forze iraniane". 2) necessità di interrompere l'escalation chiedendo "all'Iran di cessare immediatamente le minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale". 3) ristabilire la libertà di navigazione in quanto principio fondamentale del diritto internazionale, anche ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Gli effetti delle azioni dell'Iran si faranno sentire su persone in ogni parte del mondo, specialmente sui più vulnerabili". 4) la richiesta di una moratoria " immediata e completa sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e di gas". 5) garantire il passaggio "sicuro attraverso lo Stretto. Accogliamo con favore l'impegno delle nazioni che stanno procedendo alla pianificazione preparatoria". 6) stabilizzazione dei mercati energetici adottando "ulteriori misure per stabilizzare i mercati energetici, compresa la collaborazione con alcune nazioni produttrici per aumentare la produzione". 7) sostegno alle nazioni maggiormente colpite da questa crisi  "anche attraverso le Nazioni Unite e le istituzioni finanziarie". 

15:12

Iran contro il piano di Londra: "Chi aiuta gli Stati Uniti è complice dell'aggressione"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi - secondo quanto riporta la Cnn -  ha ribadito che gli alleati degli Stati Uniti che aiutano Washington a riaprire lo Stretto di Hormuz si renderebbero "complici" dell'aggressione. Araghchi avrebbe sostenuto tale posizione durante una telefonata con il suo omologo giapponese Toshimitsu Motegi, sostenendo come l'attuale situazione nello Stretto è stata causata dall'attacco preventivo di Stati Uniti e Israele del 28 febbraio scorso. Il ministro iraniano ha per questo avvertito che l'eventuale partecipazione di qualsiasi Paese al tentativo di rompere il blocco iraniano si costituirebbe come "complice dell'aggressione e degli efferati crimini commessi dagli aggressori".

14:54

Stretto di Hormuz, Londra vara piano per la riapertura: c'è l'Italia

Il governo britannico ha rilasciato un comunicato in cui sei paesi - Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone - si impegnano per contribuire al ritorno della piena navigazione commerciale dello Stretto di Hormuz, chiuso parzialmente dopo l'attacco preventivo delle forze armate israeliane e statunitensi il 28 febbraio contro l'Iran. "Esprimiamo la nostra disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto" e "accogliamo con favore l'impegno delle nazioni che si stanno impegnando nella pianificazione preparatoria". Lo hanno affermato in una dichiarazione congiunta i leader dei paesi coinvolti. "In linea con la Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolineiamo che tale interferenza con la navigazione internazionale e l'interruzione delle catene di approvvigionamento energetico globali costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. A questo proposito, chiediamo una moratoria immediata e completa sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas", si legge nel comunicato.

14:11

Hegseth: "Alleati europei ingrati"

Il segretario del Dipartimento della Guerra, Pete Hegseth ha detto che: "“Il mondo, il Medio Oriente, i nostri ingrati alleati in Europa e persino parte della nostra stampa dovrebbero dire una sola cosa al presidente Trump: Grazie”. Hegseth ha rilasciato queste dichiarazioni in un punto stampa al Pentagono sul conflitto, precisando poi che “il Pentagono non ha fissato nessuna scadenza per la fine della guerra in Iran, sarà il presidente Donald Trump a decidere quando gli obiettivi saranno conseguiti”.

12:47

Il ministro degli Esteri iraniano: "Macron non ha condannato l'attacco contro Teheran"

 

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi ha attaccato il presidente francese Emmanuel Macron perché “non ha pronunciato una sola parola di condanna della guerra israelo-americana contro l'Iran”. Lo ha scritto su X, aggiungendo che: “La sua attuale 'preoccupazione' non è seguita all'attacco israeliano ai nostri impianti del gas. È seguita alla nostra rappresaglia. Che tristezza!”. Araghchi si riferisce agli attacchi israeliani alle infrastrutture energetiche condotti dall'aviazione di Tel Aviv il 7 marzo. 

12:32

Iran, l'ex ministro della Difesa Dehghan succede a Larijani 

Diversi media iraniani, come riporta Iran International, hanno confermato la nuova nomina a segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale l'ex ministro della Difesa iraniano Hossein Dehghan al posto di Ali Larijani, ucciso nei raid israeliani su Teheran. Dehghan è un'importante figura militare ed ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione islamica.

11:42

Qatar: in fiamme la raffineria Ras Laffan 

Un incendio di vaste proporzioni è divampato nella raffineria di Ras Laffan, in Qatar, dopo l'attacco iraniano di ieri sera. Lo riferisce l'agenzia iraniana Fars pubblicando anche foto satellitari della Nasa che mostrano diversi stabilimenti in fiamme.

11:06

Rutte: "Lo Stretto di Hormuz deve riaprire, trovero una via d'uscita"

Il segretario generale della Nato Mark Rutte - in un punto stampa con il presidente rumeno - ha detto che: "Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, tutti gli alleati concordano sul fatto che non può rimanere chiuso, deve riaprire il prima possibile, è fondamentale per l'economia mondiale". Per poi aggiungere che: "Gli alleati stanno discutendo intensamente tra loro, con gli Stati Uniti e tra di loro, sul modo migliore per affrontare questa enorme sfida di sicurezza. Sono fiducioso che gli alleati, come sempre, faranno tutto il possibile a sostegno del nostro interesse comune, quindi troveremo una via d'uscita".

09:31

Netblocks: «Blackout della rete in Iran da 20 giorni, mai così lungo»

L'osservatorio della rete Netblocks ha denunciato che il blocco di internet in Iran è giunto al ventesimo giorno e ha così superato per durata il periodo di restrizioni sulla rete che era stato imposto dalla Repubblica islamica in gennaio durante le proteste anti governative. "Il blackout di internet in Iran è giunto al ventesimo giorno, con la connettività internazionale non disponibile al pubblico da oltre 456 ore. L'incidente rappresenta ora il più lungo blocco di internet registrato nella storia dell'Iran, superando il blackout imposto durante le proteste di gennaio", si legge in un messaggio su X di Netblocks, che ha monitorato le restrizioni imposte sulla rete da quando sono entrate in vigore con l'inizio della guerra di Usa e Israele contro l'Iran. 

09:10

Teheran critica l'Onu per il silenzio sull'assassinio dei suoi leader

L'ambasciatore di Teheran presso le Nazioni Unite, Amir-Saeid Iravani, ha scritto una lettera al Consiglio di Sicurezza, criticandone "il persistente silenzio" sull'assassinio di alti funzionari iraniani. Lo riporta Al Jazeera citando l'agenzia iraniana Mehr. Nella lettera il diplomatico mette in luce come "l'inazione" del Consiglio abbia reso Israele "più audace" nel prendere di mira i funzionari. 

09:05

Kuwait, seconda raffineria in fiamme dopo il raid di Teheran

Il Kuwait ha dichiarato che un attacco di droni ha causato un incendio in una seconda raffineria di petrolio. L'incendio ha colpito la raffineria Mina Abdullah. La vicina raffineria di Mina Al-Ahmadi aveva preso fuoco sempre in seguito a un attacco di droni. 

08:55

Araghchi: «L'Iran non scenderà a compromessi sulla sua sicurezza»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che l'Iran non scenderà a compromessi sulla propria sicurezza in nessuna circostanza. Lo ha detto mercoledì sera durante una conversazione telefonica con la ministra degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard, che ha condannato l'esecuzione, avvenuta ieri in Iran, del cittadino svedese Kourosh Keivan, accusato di spionaggio per conto di Israele.

08:39

Colpita in Kuwait la raffineria di Mina Al-Ahmadi

Una delle più grandi raffinerie del Kuwait è stata colpita da un attacco di droni che ha provocato un incendio in una delle sue unità. Lo riportano i media statali. "La Kuwait Petroleum Corporation ha annunciato che una delle unità operative della raffineria di Mina Al-Ahmadi è stata presa di mira da un attacco di droni, causando un incendio localizzato", ha riferito l'agenzia di stampa kuwaitiana, aggiungendo che non ci sono state vittime.

07:56

Qatar: «Danni ingenti agli impianti di gas di Ras Laffan»

Le autorità del Qatar denunciano nuovamente stamani attacchi dell'Iran contro la zona industriale in cui si trovano siti importanti per la produzione e il trasporto di Gnl. Su X il ministero degli Interni ha confermato un intervento "per un incendio nella zona industriale di Ras Laffan presa di mira dall'Iran" e ha precisato che non risultano vittime.

Il ministero della Difesa ha fatto sapere che l'area, a circa 80 chilometri a nord di Doha, è stata attaccata con "missili balistici" lanciati dall'Iran e che ci sono danni. La zona era già finita nel mirino ieri sera. Conferme anche da QatarEnergy. Oltre all'attacco di ieri alla zona industriale di Ras Laffan, "con danni ingenti alla struttura Pearl Gtl", viene riferito che "diversi" impianti di Gnl "sono stati oggetto di attacchi missilistici" alle prime ore di oggi.

ANSA
ANSA
ANSA
07:42

Teheran, 12 vittime dopo attacco su una zona residenziale a Dorud 

Un attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele avrebbe colpito una zona residenziale nella contea di Dorud, nell'Iran occidentale, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim, che cita un funzionario della sicurezza locale. Per le autorità l'attacco ha causato almeno 12 morti e 116 feriti.

07:15

L'Arabia Saudita si riserva il diritto di rispondere militarmente

L'Arabia Saudita ha dichiarato giovedì di "riservarsi il diritto" di rispondere militarmente all'Iran, che regolarmente prende di mira il paese con droni e missili. "Ci riserviamo il diritto di compiere azioni militari se necessario," ha dichiarato il suo ministro degli Esteri, Faisal bin Farhan bin Abdullah, sottolineando che "il Regno non cederà alle pressioni, al contrario si rivolterà contro i suoi autori". 

07:05

Trump: «Distruggeremo il giacimento di South Pars se l'Iran attaccherà di nuovo il sito in Qatar»

Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di distruggere l'enorme giacimento di gas iraniano di South Pars se Teheran dovesse attaccare nuovamente l'importante impianto di produzione di gas naturale liquefatto (gnl) di Ras Laffan in Qatar. 

07:00

Impennata del greggio Brent, aumento di oltre il 5 per cento

Il greggio Brent ha registrato un'impennata superiore al 5% a causa dei nuovi timori relativi alle forniture energetiche dal Medio Oriente, dopo che l'Iran ha minacciato di colpire gli impianti del Golfo in rappresaglia per un attacco a uno dei suoi principali giacimenti di gas. Il contratto è salito del 5,1% a 112,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 2,5% attestandosi a 98,69 dollari nelle contrattazioni asiatiche. 

06:50

Emirati Arabi: «I raid di Teheran contro i siti del gas sono una pericolosa escalation»

Il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che l'"attacco terroristico iraniano” contro il suo impianto di gas di Habshan e il giacimento petrolifero di Bab costituisce un’“escalation pericolosa e una violazione dei principi del diritto internazionale”. Lo riporta Al Jazeera. Il ministero ha affermato che si riserva il pieno diritto di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la propria sovranità e sicurezza nazionale e per salvaguardare i propri successi nazionali. Le difese aeree degli Emirati, ha aggiunto, hanno intercettato con successo gli attacchi e che non sono state registrate vittime. Il ministero ha inoltre sottolineato che il “mirare a infrastrutture energetiche vitali rappresenta una minaccia diretta per la stabilità regionale e per i mercati energetici globali”.

06:45

Media, Trump valuta l'invio di migliaia di soldati in Medio Oriente

L'amministrazione Trump sta valutando l'invio di migliaia di soldati statunitensi in Medio Oriente. Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l'invio di forze di terra sull'isola di Kharg. Un'altra alternativa è il dispiegamento di truppe lungo le coste dell'Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz. L'amministrazione sta anche valutando la possibilità di dispiegare forze per mettere al sicuro l'uranio arricchito iraniano. 

06:30

Wp, il Pentagono punta a chiedere 200 miliardi al Congresso per la guerra in Iran

Il Pentagono ha chiesto alla Casa Bianca di approvare una richiesta al Congresso di oltre 200 miliardi di dollari per finanziare la guerra in Iran. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali l'ammontare supera i costi sostenuti finora dall'amministrazione nell'operazione contro l'Iran. Non è chiaro se la Casa Bianca alla fine chiederà al Congresso tale cifra. Secondo alcuni funzionari dell'amministrazione, la somma richiesta dal Pentagono non è realistica. 

© Riproduzione riservata