Nel giorno in cui scade la tregua prevista dall’accordo di Islamabad ripartono le trattative. Secondo i media americani, Teheran starebbe lavorando a un piano per un’escalation. Kushner incontra Netanyahu
Scade oggi la tregua Usa-Iran dell'accordo di Islamabad: l’attesa è per i prossimi passi della trattativa. Al centro del braccio di ferro resta lo Stretto di Hormuz, su cui di recente Donald Trump ha spiegato: «Lo dichiarerò territorio Usa». Teheran ha replicato duramente che per farlo «non basta un tweet». Il governo degli ayatollah ha anche annunciato una taglia per chi cattura o uccide soldati americani. Resta collegata alla trattativa su Hormuz anche la questione mediorientale, dove pure le armi non tacciono: continuano infatti i raid di Israele in Libano contro Hezbollah, che hanno provocato 11 morti.
Hamas ha chiesto nel frattempo al Board of Peace di "costringere" Israele ad accettare un piano di pace per Gaza, dopo l'incontro del suo leader con l'inviato del presidente americano, Jared Kushner, in Egitto. Confermato da parte del partito l'impegno sul disarmo di Gaza.
PUNTI CHIAVE
16:28
Netanyahu a Kushner: "No cessate fuoco a Gaza, problema elezioni"
15:44
Pasdaran smentiscono Trump: "Nessun colloquio in corso con gli Usa"
12:26
L'Iran ha raggiunto accordo per lo Stretto di Hormuz con Oman
Netanyahu a Kushner: "No cessate fuoco a Gaza, problema elezioni"
Dopo quattro ore di colloqui fra il premier israeliano Netanyahu e l'inviato di Donald Trump Jared Kushner, la Cnn riporta che il primo avrebbe negato un'apertura ad una cessazione delle operazioni militari nella Striscia di Gaza. Kushner ha invece sollecitato di proseguire con il piano, proposto da Trump, e a "non creare ostacoli", secondo quanto riferito da una fonte israeliana informata. Netanyahu avrebbe respinto il piano del cessate il fuoco perché preoccupato dalle imminenti elezioni politiche in Israele. Il timore sarebbe quello di perdere l'elettorato di destra radicale, cedendo sul conflitto palestinese.
Pasdaran smentiscono Trump: "Nessun colloquio in corso con gli Usa"
''Solo un'illusione''. Così il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, Hossein Mohebi, ha smentito il presidente americano Donald Trump, che a Fox News aveva detto di avere un ''canale aperto'' con i Pasdaran. "L'affermazione di Trump riguardo a colloqui riservati con le Guardie Rivoluzionarie è un'illusione nata dal fallimento'', ha dichiarato Mohebi all'agenzia di stampa Tasnim. "Non ci sono colloqui tra funzionari delle Guardie Rivoluzionarie e americani. Questa menzogna di Trump è semplicemente una fantasia frutto delle illusioni e degli incubi causati dalla sconfitta e dalla disperazione in guerra", ha aggiunto Mohebi. "Le fantasie mentali di Trump non lo aiuteranno sul campo", ha proseguito Mohebi, secondo il quale il presidente americano sta cercando di controllare il prezzo del petrolio e dell'energia nel mondo con queste dichiarazioni. Ma l'unica vera via d'uscita, ha affermato, ''è quella di accettare la sconfitta e attuare le condizioni poste dall'Iran'', quindi ''prima gli americani accetteranno la sconfitta e più salveranno il loro Paese da perdite sempre maggiori''.
Trump: "Sarebbe meglio se Israele non attaccasse Gaza"
Donald Trump ha chiesto ad Israele di fermare gli attacchi a Gaza. "Sarebbe meglio se gli israeliani non attaccassero Gaza", ha dichiarato il presidente americano in un'intervista a Fox news assicurando che "Hamas ha accettato di deporre le armi".
Media: "Iran intensificherà attacchi a Hormuz e nella regione se diplomazia con Usa fallirà"
L'Iran intensificherà le tensioni nello Stretto di Hormuz e nell'intera regione se la diplomazia con gli Stati Uniti fallirà. Lo ha dichiarato a Reuters un alto funzionario iraniano, sottolineando un cambio di strategia iraniana che si orienterà verso l'offensiva piuttosto che la difesa. Lo riporta Sky News. Il funzionario ha aggiunto che l'Iran ha fissato una scadenza di poche settimane per la piena attuazione del memorandum d'intesa con Washington. La tempistica sarà comunicata agli Stati Uniti e ai paesi della regione tramite mediatori, secondo il funzionario citato da Reuters.
Trump: "Canale aperto con i Pasdaran, non ho fretta di far finire guerra"
Donald Trump conferma di avere un canale di comunicazione diretto e riservato con le Guardie Rivoluzionarie iraniane e afferma di non avere fretta di porre fine alla guerra. Lo dce lo stesso presidente Usa in una intervista a Fox News. "Sono bravi giocatori di poker, ma stanno morendo", ha detto Trump a Fox News riferendosi ai Pasdaran. "Non ho una scadenza. Non ho fretta", ha aggiunto.
Trump: "Munizioni utilizzate finora sono noccioline"
A Fox News, il presidente Usa ha detto che nel conflitto con l'Iran sono state usate per ora poche munizioni, "noccioline" rispetto alle scorte a disposizione. Gli Stati Uniti dispongono ancora di "molte armi di medio livello".
L'Iran ha raggiunto accordo per lo Stretto di Hormuz con Oman
Il portavoce del ministro degli Esteri di Teheran ha detto di aver raggiunto un accordo con l'Oman su un piano per il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Le parti stanno ora lavorando per definire i dettagli di una dichiarazione congiunta. Secondo le informazioni emerse in precedenza, l'accordo riaprirebbe lo stretto, consentendo alle navi di entrare attraverso una rotta vicina all'Iran e di uscire attraverso una rotta vicina all'Oman. Le navi transiterebbero senza pagare tasse o pedaggi durante il periodo transitorio.
Il Papa riceverà giovedì il presidente libanese Aoun
Giovedì prossimo, 20 agosto, papa Leone XIV riceverà in udienza in Vaticano il presidente della Repubblica del Libano, Joseph Aoun. Lo rende noto la Sala stampa della Santa Sede. L'appuntamento a Palazzo Apostolico è per le ore 9.30. Papa Leone e il presidente Aoun si erano già incontrati a Beirut lo scorso 30 novembre durante il viaggio apostolico del Pontefice in Libano.
Media, Houthi lanciano cinque missili verso Bab al-Mandab
Secondo quanto riportato da Al Arabiya, che cita fonti governative yemenite, gli Houthi hanno lanciato cinque missili verso lo Stretto di Bab al-Mandab, al largo delle coste dello Yemen.
Iran: "Nel memorandum con gli Usa non c'è scadenza, Washington l'ha violato"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato che il memorandum di 60 giorni firmato con gli Usa esattamente due mesi fa non ha una "scadenza" e che le discussioni con gli Usa si sono interrotte perché Washington ha violato l'intesa. "Nel testo del memorandum d'intesa non è presente alcun riferimento a una scadenza di 60 giorni. Ciò che era previsto nel memorandum era semplicemente un periodo di 60 giorni per le discussioni relative alla 'revoca delle sanzioni' e alla 'questione nucleare', che, in caso di mancato raggiungimento di un risultato, poteva essere prorogato. La flagrante violazione del memorandum da parte degli Stati Uniti ha interrotto le discussioni", ha affermato Baghaei, come riferisce Isna.
L'Iran smentisce l'esistenza di un nuovo mediatore
L'Iran ha smentito l'esistenza di un nuovo mediatore nelle relazioni con gli Stati Uniti, dopo che ieri il sito Axios ha riportato la notizia che il presidente del Kurdistan iracheno, Barzani, ha contatto i Pasdaran per aprire un canale diretto con l'amministrazione Trump. "Il problema principale tra Teheran e Washington non è la mancanza di un mediatore", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, come riporta l'agenzia Tasnim. "Per quanto riguarda le questioni relative alle relazioni tra Iran e Stati Uniti, paesi come il Pakistan e il Qatar stanno cercando di svolgere un ruolo di mediazione", ha ricordato il portavoce, "è anche naturale che alcuni Paesi europei esprimano la propria disponibilità, ma questo non significa la formazione o l'accettazione di un nuovo mediatore nel processo di relazioni Iran-Usa". "La principale sfida tra Iran e Stati Uniti non è la questione della mediazione, ma il problema risiede nel tipo di visione, nei calcoli errati e nell'insistenza del governo americano su metodi e approcci che si sono rivelati fallimentari centinaia di volte", ha denunciato Baqaei.
Iran, il viceministro degli Esteri critica Ben Gvir
Il vice ministro degli Esteri dell'Iran, Kazem Gharibabadi, ha criticato il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, per aver affermato che nella Striscia di Gaza si dovrebbero eliminare "30-40" persone a notte. In un messaggio su X, Gharibabadi ha definito Ben Gvir un "criminale sionista" che "parla allo stesso tempo sia di espulsione dei palestinesi che di colonizzazione in tutta Gaza". "Queste ammissioni devono essere registrate e conservate per il giorno del giudizio e per il processo di questi criminali", ha affermato il vice ministro iraniano.
Teheran: "Il nemico deve aspettarsi sorprese strategiche"
Un alto comandante dei Guardiani della rivoluzione islamica, il generale Yadollah Javani, ha dichiarato che l'assetto difensivo dell'Iran è pronto a trasformarsi in un assetto offensivo, ammonendo "su sorprese strategiche". "Il nemico deve sapere che non può coglierci di sorpresa - ha detto il generale in un'intervista riportata dall'emittente Press Tv - al contrario è il nemico che deve aspettarsi sorprese strategiche"
Kushner incontra Netanyahu, trattativa sul piano di pace
L'inviato americano Jared Kushner incontra oggi il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo una serie di colloqui con i leader di Hamas in Egitto, mirati a rilanciare il piano di pace per Gaza sostenuto dagli Stati Uniti e finora respinto da Israele. Hamas due settimane fa ha infatti approvato l'ultima fase del piano promosso da Trump, che Netanyahu continua a rifiutare, ribadendo che qualsiasi accordo deve garantire il "reale disarmo" del gruppo. Kushner ha incontrato il nuovo leader di Hamas, Khalil al‑Hayya, nella città egiziana di El Alamein, sul Mediterraneo, domenica. Inoltre, ha sollecitato Hamas a compiere "passi concreti e verificabili", trasmettendo il messaggio che "Gaza non potrà mai più essere una fonte di terrore per Israele", ha riferito una fonte all'Afp. Hamas ha poi ribadito il proprio impegno al piano, ha aggiunto un'altra fonte. Il gruppo ha dichiarato di aver chiesto ai mediatori e al cosiddetto Consiglio per la Pace dell'amministrazione Trump di "costringere" Israele ad "approvare la tabella di marcia" e "iniziare a stabilire un calendario per la sua attuazione".
Israele, vandalizzata la chiesa di Sant'Antonio a Tel Aviv, un arresto
Un uomo di circa 20 anni è stato arrestato per presunto vandalismo ai danni della chiesa di Sant'Antonio da Padova nel quartiere di Giaffa a Tel Aviv. Secondo quanto riferito dalla polizia, ieri mattina è stata presentata una denuncia per i danni arrecati alla chiesa, dove diverse statue sono state distrutte e numerose croci spezzate. La polizia ha dichiarato di essere riuscita a identificare il sospetto e di averlo arrestato poco fa. L'uomo è stato trasferito in commissariato per essere interrogato. Negli ultimi anni si è registrato un aumento di atti vandalici e aggressioni contro i cristiani in Israele da parte di gruppi estremisti.
Wsj: "L'Iran prepara un'escalation"
L'Iran starebbe preparando un'escalation nel conflitto con gli Usa. Secondo il Wall Street Journal Teheran lavora a "un piano segreto per intensificare la guerra". Secondo quanto riportato alcune informazioni di intelligence suggeriscono un cambiamento strategico da parte dei leader più intransigenti per aumentare i costi per gli Stati Uniti e i loro alleati regionali.
Trump vuole ridurre le esercitazioni con la Corea del Sud
Il presidente americano Donald Trump ha fatto sapere di aver ordinato al Pentagono di ridurre le esercitazioni militari con la Corea del Sud: tra le ragioni, anche il diniego di Seul di sostenerlo nello scontro con l'Iran. "Di recente ho chiesto al presidente della Corea del Sud se volesse unirsi a noi nella denuclearizzazione della Repubblica Islamica dell'Iran, e la risposta è stata: 'No, grazie!'" ha scritto su Truth.
Trump ha anche citato il suo "ottimo rapporto" con Kim Jong Un, il dittatore nordcoreano. "Non sono contento del fatto che gli Stati Uniti abbiano accettato, molto tempo fa, di partecipare alle esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud - ha scritto Trump su Truth - queste esercitazioni non solo sono costose, con gran parte dei costi a carico degli Stati Uniti (come al solito!), ma inviano un segnale totalmente inappropriato e ostile a un Paese che, da quando Donald Trump è presidente, si è sempre dimostrato non minaccioso e rispettoso".
© Riproduzione riservata