Scade oggi la tregua Usa-Iran dell'accordo di Islamabad: l’attesa è per i prossimi passi della trattativa. Al centro del braccio di ferro resta lo Stretto di Hormuz, su cui di recente Donald Trump ha spiegato: «Lo dichiarerò territorio Usa». Teheran ha replicato duramente che per farlo «non basta un tweet». Il governo degli ayatollah ha anche annunciato una taglia per chi cattura o uccide soldati americani. Resta collegata alla trattativa su Hormuz anche la questione mediorientale, dove pure le armi non tacciono: continuano infatti i raid di Israele in Libano contro Hezbollah, che hanno provocato 11 morti.

Hamas ha chiesto nel frattempo al Board of Peace di "costringere" Israele ad accettare un piano di pace per Gaza, dopo l'incontro del suo leader con l'inviato del presidente americano, Jared Kushner, in Egitto. Confermato da parte del partito l'impegno sul disarmo di Gaza.

11:21

Media, Houthi lanciano cinque missili verso Bab al-Mandab

Secondo quanto riportato da Al Arabiya, che cita fonti governative yemenite, gli Houthi hanno lanciato cinque missili verso lo Stretto di Bab al-Mandab, al largo delle coste dello Yemen.

10:31

Iran: "Nel memorandum con gli Usa non c'è scadenza, Washington l'ha violato"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato che il memorandum di 60 giorni firmato con gli Usa esattamente due mesi fa non ha una "scadenza" e che le discussioni con gli Usa si sono interrotte perché Washington ha violato l'intesa. "Nel testo del memorandum d'intesa non è presente alcun riferimento a una scadenza di 60 giorni. Ciò che era previsto nel memorandum era semplicemente un periodo di 60 giorni per le discussioni relative alla 'revoca delle sanzioni' e alla 'questione nucleare', che, in caso di mancato raggiungimento di un risultato, poteva essere prorogato. La flagrante violazione del memorandum da parte degli Stati Uniti ha interrotto le discussioni", ha affermato Baghaei, come riferisce Isna. 

10:01

L'Iran smentisce l'esistenza di un nuovo mediatore

L'Iran ha smentito l'esistenza di un nuovo mediatore nelle relazioni con gli Stati Uniti, dopo che ieri il sito Axios ha riportato la notizia che il presidente del Kurdistan iracheno, Barzani, ha contatto i Pasdaran per aprire un canale diretto con l'amministrazione Trump. "Il problema principale tra Teheran e Washington non è la mancanza di un mediatore", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, come riporta l'agenzia Tasnim. "Per quanto riguarda le questioni relative alle relazioni tra Iran e Stati Uniti, paesi come il Pakistan e il Qatar stanno cercando di svolgere un ruolo di mediazione", ha ricordato il portavoce, "è anche naturale che alcuni Paesi europei esprimano la propria disponibilità, ma questo non significa la formazione o l'accettazione di un nuovo mediatore nel processo di relazioni Iran-Usa". "La principale sfida tra Iran e Stati Uniti non è la questione della mediazione, ma il problema risiede nel tipo di visione, nei calcoli errati e nell'insistenza del governo americano su metodi e approcci che si sono rivelati fallimentari centinaia di volte", ha denunciato Baqaei.

09:35

Blair vola in Israele con Kushner

L'ex primo ministro britannico, Tony Blair, si unirà all'inviato americano, Jared Kushner, nella sua visita in Israele. In programma una serie di colloqui sul futuro del piano di pace per Gaza, tra cui un incontro con il primo ministro Benjamin Netanyahu. Blair è stato inserito dalla Casa Bianca in un "comitato esecutivo fondatore" incaricato di guidare gli sforzi di pace a lungo termine in Medio Oriente. L'ex primo ministro laburista ha definito il piano per Gaza, proposto dal Board of Peace di Donald Trump, un "risultato straordinario" e "qualcosa che molti ritenevano impossibile".

08:54

Iran, il viceministro degli Esteri critica Ben Gvir

Il vice ministro degli Esteri dell'Iran, Kazem Gharibabadi, ha criticato il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, per aver affermato che nella Striscia di Gaza si dovrebbero eliminare "30-40" persone a notte. In un messaggio su X, Gharibabadi ha definito Ben Gvir un "criminale sionista" che "parla allo stesso tempo sia di espulsione dei palestinesi che di colonizzazione in tutta Gaza". "Queste ammissioni devono essere registrate e conservate per il giorno del giudizio e per il processo di questi criminali", ha affermato il vice ministro iraniano.

07:57

Teheran: "Il nemico deve aspettarsi sorprese strategiche"

Un alto comandante dei Guardiani della rivoluzione islamica, il generale Yadollah Javani, ha dichiarato che l'assetto difensivo dell'Iran è pronto a trasformarsi in un assetto offensivo, ammonendo "su sorprese strategiche". "Il nemico deve sapere che non può coglierci di sorpresa - ha detto il generale in un'intervista riportata dall'emittente Press Tv - al contrario è il nemico che deve aspettarsi sorprese strategiche"

07:28

Kushner incontra Netanyahu, trattativa sul piano di pace

L'inviato americano Jared Kushner incontra oggi il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo una serie di colloqui con i leader di Hamas in Egitto, mirati a rilanciare il piano di pace per Gaza sostenuto dagli Stati Uniti e finora respinto da Israele. Hamas due settimane fa ha infatti approvato l'ultima fase del piano promosso da Trump, che Netanyahu continua a rifiutare, ribadendo che qualsiasi accordo deve garantire il "reale disarmo" del gruppo. Kushner ha incontrato il nuovo leader di Hamas, Khalil al‑Hayya, nella città egiziana di El Alamein, sul Mediterraneo, domenica. Inoltre, ha sollecitato Hamas a compiere "passi concreti e verificabili", trasmettendo il messaggio che "Gaza non potrà mai più essere una fonte di terrore per Israele", ha riferito una fonte all'Afp. Hamas ha poi ribadito il proprio impegno al piano, ha aggiunto un'altra fonte. Il gruppo ha dichiarato di aver chiesto ai mediatori e al cosiddetto Consiglio per la Pace dell'amministrazione Trump di "costringere" Israele ad "approvare la tabella di marcia" e "iniziare a stabilire un calendario per la sua attuazione".

07:25

Israele, vandalizzata la chiesa di Sant'Antonio a Tel Aviv, un arresto

Un uomo di circa 20 anni è stato arrestato per presunto vandalismo ai danni della chiesa di Sant'Antonio da Padova nel quartiere di Giaffa a Tel Aviv. Secondo quanto riferito dalla polizia, ieri mattina è stata presentata una denuncia per i danni arrecati alla chiesa, dove diverse statue sono state distrutte e numerose croci spezzate. La polizia ha dichiarato di essere riuscita a identificare il sospetto e di averlo arrestato poco fa. L'uomo è stato trasferito in commissariato per essere interrogato. Negli ultimi anni si è registrato un aumento di atti vandalici e aggressioni contro i cristiani in Israele da parte di gruppi estremisti.

07:24

Wsj: "L'Iran prepara un'escalation"

L'Iran starebbe preparando un'escalation nel conflitto con gli Usa. Secondo il Wall Street Journal Teheran lavora a "un piano segreto per intensificare la guerra". Secondo quanto riportato alcune informazioni di intelligence suggeriscono un cambiamento strategico da parte dei leader più intransigenti per aumentare i costi per gli Stati Uniti e i loro alleati regionali.

07:05

Trump vuole ridurre le esercitazioni con la Corea del Sud

Il presidente americano Donald Trump ha fatto sapere di aver ordinato al Pentagono di ridurre le esercitazioni militari con la Corea del Sud: tra le ragioni, anche il diniego di Seul di sostenerlo nello scontro con l'Iran. "Di recente ho chiesto al presidente della Corea del Sud se volesse unirsi a noi nella denuclearizzazione della Repubblica Islamica dell'Iran, e la risposta è stata: 'No, grazie!'" ha scritto su Truth. 

Trump ha anche citato il suo "ottimo rapporto" con Kim Jong Un, il dittatore nordcoreano. "Non sono contento del fatto che gli Stati Uniti abbiano accettato, molto tempo fa, di partecipare alle esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud - ha scritto Trump su Truth - queste esercitazioni non solo sono costose, con gran parte dei costi a carico degli Stati Uniti (come al solito!), ma inviano un segnale totalmente inappropriato e ostile a un Paese che, da quando Donald Trump è presidente, si è sempre dimostrato non minaccioso e rispettoso".

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