Il premier pachistano, Shehbaz Sharif: «Impegno costante nei negoziati. Siamo fiduciosi che questo storico accordo di pace costituirà una solida base per una pace duratura». Intanto gli Usa abbattono droni nello Stretto di Hormuz. Trump: «L’Europa è stata irrilevante»
Dopo settimane di annunci e smentite, potremmo essere davvero vicini all’accordo tra Stati Uniti e Iran, con la mediazione del Pakistan. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto che l’intesa per la fine della guerra con gli Usa riguarderà tutti i fronti – incluso quello libanese con il ritiro di Israele dalle aree occupate – e che l’accordo permetterà la riapertura dello Stretto di Hormuz, anche se il passaggio delle navi resterà sotto il controllo iraniano.
In una seconda fase dell’intesa, ma ancora da definire, Teheran e Washington inizieranno le negoziazioni per un accordo sul nucleare, che partirebbero dall’impegno iraniano a non sviluppare un’arma atomica. A questo potrebbe seguire un alleggerimento delle sanzioni americane all’Iran, incluse quelle sul petrolio e sulle transazioni bancarie.
Intanto, in tarda mattinata il premier pakistano ha confermato che il memorandum d’intesa sarà firmato «a distanza»: niente incontro a Ginevra, che in un primo momento era stato ipotizzato per domenica o lunedì. Quel momento sarà rinviato a data da destinarsi.
PUNTI CHIAVE
14:20
Araghchi: negoziato in due fasi, nucleare rinviato
13:09
Pakistan: "Accordo finalizzato entro 24 ore, la firma sarà digitale"
10:35
Trump a Netanyahu: «È ora di porre fine alla guerra»
Araghchi: negoziato in due fasi, nucleare rinviato
Il negoziato tra Iran e Stati Uniti dovrebbe svolgersi in due fasi e portare prima a un memorandum d'intesa, poi a un accordo finale, con la questione nucleare rinviata alla seconda fase. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista a Press Tv. "Questo negoziato, che dovrebbe portare alla fine della guerra, sarà condotto in due fasi", ha affermato Araghchi. "La prima prevede un memorandum d'intesa in 14 articoli tra Iran e Stati uniti. Successivamente inizieranno i negoziati per la seconda fase, che dovranno condurre a un accordo finale".
Il capo della diplomazia iraniana ha spiegato che il dossier nucleare non sarà affrontato nella prima fase. "La questione nucleare è stata rinviata alla fase dell'accordo finale perché, nelle condizioni attuali, non poteva essere affrontata e le richieste degli Stati uniti non erano accettabili", ha detto. "Di conseguenza, la questione è stata rinviata alla seconda fase, per la quale sono stati previsti 60 giorni di negoziati". Le dichiarazioni di Araghchi arrivano nelle stese ore in cui il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha affermato che Islamabad si sta preparando alla firma di un accordo di pace subito dopo la sua eventuale finalizzazione, prevista nelle prossime 24 ore, e a successivi colloqui tecnici la prossima settimana.
Pakistan: "Accordo finalizzato entro 24 ore, la firma sarà digitale"
"Siamo più vicini a un accordo di pace che mai prima d'ora. Con la finalizzazione probabilmente attesa nelle prossime 24 ore, il Pakistan si sta preparando per la firma elettronica dell'accordo di pace immediatamente dopo, seguita da colloqui a livello tecnico la prossima settimana". Lo annuncia su X il premier pachistano, Shehbaz Sharif. "Vorremmo ringraziare gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran per il loro impegno costante durante i negoziati, e porgiamo il nostro sincero apprezzamento ai nostri fratelli della regione per il loro sostegno. Siamo fiduciosi che questo storico accordo di pace costituirà una solida base per una pace duratura", aggiunge.
Media: l'accordo sarà firmato a distanza, incontro a Ginevra rinviato
Una fonte di alto livello ha riferito ad Al-Arabiya e Al-Hadath che la firma della Dichiarazione di Islamabad, nome con cui si intende il memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti per porre fine alla guerra, avverrà a distanza e che gli incontri di Ginevra, in Svizzera, saranno rinviati a data da destinarsi. In seguito si terranno riunioni a Islamabad, in Pakistan, per discutere questioni tecniche. In precedenza, una fonte di alto livello aveva riferito venerdì sera ad Al-Arabiya che la firma del memorandum avrebbe potuto avvenire a distanza domenica.
Iran, i funerali di Khamenei dal 4 luglio. Verrà sepolto a Mashhad il 9
Ali Khamenei sarà sepolto il 9 luglio a Mashhad, nel nord-est dell'Iran, secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana. I funerali di Khamenei, che ha governato l'Iran per quasi 37 anni prima di essere ucciso il 28 febbraio scorso negli attacchi israelo-americani, si svolgeranno nell'arco di sei giorni, a partire dal 4 luglio nella capitale Teheran. Seguiranno poi cerimonie nelle città sante di Qom (a nord) e a Mashhad, sua città natale, dove sarà sepolto. I funerali erano inizialmente previsti a marzo ma sono stati rinviati a causa della guerra.
Emirati: "Falso che sbloccheremo miliardi di fondi iraniani"
Gli Emirati Arabi Uniti hanno categoricamente smentito le notizie diffuse dai media internazionali riguardanti il trasferimento di fondi all'Iran, comprese le accuse relative a 3 miliardi di dollari. Lo scrivono i media emiratini. Il ministero degli Affari Esteri ha affermato che le notizie riguardanti lo sblocco di fondi iraniani congelati erano false e infondate. Ieri il sito di Reuters aveva scritto che gli Emirati Arabi Uniti aveva accettato di sbloccare miliardi di dollari per l'Iran.
Tajani: "Sono ottimista, ma aspettiamo la firma definitiva"
"Io voglio essere ottimista. Mi pare che i segnali che stanno arrivando siano tutti segnali positivi. Però aspettiamo la firma definitiva. Questo significherebbe favorire la nostra economia". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Congresso regionale di Forza Italia a Cagliari. Il capo della Farnesina ha osservato la Borsa "ha reagito positivamente di fronte ai primi segnali di una concreta possibilità di arrivare a un cessate il fuoco". "È una tregua che potrebbe portare alla libera circolazione a Hormuz e per noi è fondamentale - ha detto - per evitare un'impennata del costo del petrolio e, soprattutto, della benzina, e quindi, di tutti i carburanti. È anche preoccupante, perché deve essere rimessa in circolazione tutta la produzione di fertilizzanti, che sono fondamentali per la nostra agricoltura, ma anche per l'agricoltura di molti paesi africani, anche al fine di scongiurare nuovi flussi migratori".
Trump a Netanyahu: «È ora di porre fine alla guerra»
Secondo il giornalista di Axios Barak Ravid, giovedì sera Trump ha chiamato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per comunicargli che «prevedeva di firmare un accordo con l’Iran nel giro di pochi giorni»: Il presidente Usa l’avrebbe definita una notizia che «Bibi non voleva sentire» e avrebbe intimato a Netanyahu che «è ora di porre fine alla guerra».
Trump: «Gli alleati non hanno aiutato, potranno farlo in futuro»
In una breve intervista al Corriere della Sera, Trump ha detto che il G7 «può essere molto d’aiuto infuturo», anche se gli alleati europei «non sono stati d’aiuto adesso», Alla domanda se si aspetti degli sviluppi positivi nella collaborazione con gli alleati, il tacconi ha detto che «dipende da loro».
Governo Usa: «La fiducia all’accordo è all’80-85 per cento»
Gli Stati Uniti si aspettano di firmare un possibile quadro di accordo con l’Iran «nei prossimi giorni», ha dichiarato al New York Times un alto funzionario dell’amministrazione, sottolineando però che non è «affatto tutto concluso».
Araghchi: «La firma dell’accordo nei prossimi giorni»
«Non appena saranno completate le fasi finali dei negoziati, l’accordo verrà firmato e annunciato. La firma iniziale avverrà a distanza, in formato digitale». Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Il capo della diplomazia di Teheran ha aggiunto che la firma «potrebbe avvenire nei prossimi giorni».
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