L’Iran ha respinto una soluzione temporanea, come il cessate il fuoco, e ha trasmesso al paese mediatore una «risposta alla proposta Usa per porre fine alla guerra», in modo permanente, che si svilupperebbe in dieci punti. È stato ucciso in un raid, rivendicato da Israele, il capo dell’intelligence dei pasdaran
«Dopo due settimane di approfondite valutazioni ai massimi livelli del sistema, l'Iran ha trasmesso al Pakistan la propria risposta alla proposta Usa per porre fine alla guerra». Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Irna, aggiungendo che Teheran «ha inviato una proposta per porre fine alla guerra», rifiutando quindi l’idea di un cessate il fuoco temporaneo.
Il Pakistan è fra i paesi che stanno tentando una mediazione tra le due potenze, dopo che domenica il presidente Usa Donald Trump, con un post criptico sul suo social Truth, senza specificare che si trattasse dell’ultimatum a Teheran, aveva fissato una scadenza «martedì, alle 8 pm Eastern Time». In un post precedente Trump aveva minacciato di nuovo l’Iran: «Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all'inferno - Vedrete! Sia lode ad Allah».
L’Iran non riaprirà lo Stretto di Hormuz in cambio di una «tregua temporanea», ha detto un alto funzionario iraniano citato da Reuters, chiedendo l’anonimato. Il funzionario ha poi confermato che l’Iran sta esaminando la proposta ricevuta dal Pakistan ma, ha aggiunto, Teheran non accetta di essere messa sotto pressione per prendere una decisione.
Il comando navale delle Guardie rivoluzionarie ha poi ribadito che la circolazione nello Stretto di Hormuz non tornerà mai più «al suo stato precedente, soprattutto per l’America e Israele», ha riportato l’agenzia di stampa Isna.
PUNTI CHIAVE
18:25
Pasdaran: «Vendicheremo l'uccisione del capo dell'intelligence»
18:09
Trump: «Martedì scadenza definitiva per accordo con l'Iran»
18:08
Trump: «La proposta di Teheran è un grande passo ma non è sufficiente»
Erdogan: «Israele mina gli sforzi per la pace»
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato Israele di minare tutti gli sforzi per fermare la guerra, ma ha assicurato che Ankara continuerà a perseguire ogni opportunità, per quanto piccola, per promuovere un cessate il fuoco. "Il governo israeliano ha continuato a minare tutte le iniziative volte a porre fine alla guerra", ha dichiarato il leader turco, dopo una riunione settimanale del governo. "Se c'è anche la minima possibilità di far tacere le armi e aprire uno spazio per i negoziati, ci stiamo impegnando sinceramente per coglierla", ha aggiunto.
Trump: «Colpire centrali un crimine di guerra? Non sono preoccupato»
Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato di "non essere preoccupato" quando gli è stato chiesto se eventuali attacchi Usa contro centrali elettriche e altre infrastrutture critiche in Iran possano costituire un crimine di guerra. Lo riporta la Cnn. "Non sono preoccupato per questo", ha detto Trump ai giornalisti durante l’Easter Egg Roll alla Casa Bianca, parole che giungono dopo che il presidente Usa ha minacciato di attaccare ponti e centrali elettriche se l'Iran non rispetterà l'ultimatum da lui imposto. "Sapete cos’è un crimine di guerra? Il crimine di guerra è permettere all’Iran di possedere un’arma nucleare", ha dichiarato Trump.
Pasdaran: «Vendicheremo l'uccisione del capo dell'intelligence»
I Guardiani della rivoluzione islamica iraniani hanno giurato di vendicare la morte del loro capo dell'intelligence, Majid Khademi, ucciso in mattinata da un attacco israeliano. "Il nemico malvagio e disperato sappia che un'importante rappresaglia da parte dell'Organizzazione di Intelligence delle Guardie Rivoluzionarie, nell'ambito dell'Operazione 'Vendetta Schiacciante', attende i pianificatori e gli esecutori di questo crimine", si legge in una nota dei Pasdaran.
Trump: «Martedì scadenza definitiva per accordo con l'Iran»
La scadenza fissata per martedì alle 20 ora della costa est Usa per un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz è definitiva. È quanto ha detto il presidente Usa, Donald Trump, che alla domanda posta da un giornalista, che durante l’Easter Egg Roll alla Casa Bianca ha chiesto appunto se sia definitiva la scadenza da lui fissata, ha risposto "sì".
Trump: «La proposta di Teheran è un grande passo ma non è sufficiente»
"Hanno fatto una proposta, ed è una proposta significativa. È un passo significativo. Non è abbastanza, ma è un passo molto significativo". Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca delle ultime proposte emerse per porre fine al conflitto in Iran. "Vedremo che cosa succederà", ha aggiunto Trump, che per le 19 ora italiana ha in programma una conferenza stampa.
I commenti di Trump sono arrivati in occasione dell’annuale Easter Egg Roll alla Casa Bianca, dove ha anche ribadito che la leadership iraniana è ora "molto più ragionevole". "Il primo regime è stato eliminato, il secondo regime è stato eliminato. Ora il terzo gruppo di persone con cui abbiamo a che fare non è così radicalizzato, e pensiamo che in realtà siano molto più intelligenti", ha detto Trump.
Teheran consegna a Pakistan risposta su proposta tregua
Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Irna, l'Iran ha presentato al Pakistan la sua risposta in merito alla proposta statunitense di porre fine alla guerra.
Un protocollo per il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz e la revoca delle sanzioni. Questi, secondo quanto riportato da Irna, alcuni dei punti della proposta che Teheran ha consegnato al Pakistan per una possibile cessazione delle ostiilità. Secondo l'agenzia l'Iran non acconsente a una cessate il fuoco ma sottolinea la "necessità di una fine permanente della guerra, nel rispetto delle considerazioni dell'Iran".
La proposta in dieci punti include una serie di richieste, tra cui la fine dei conflitti nella regione, un protocollo per il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, la ricostruzione e la revoca delle sanzioni.
La fonte Usa, sentita da Axios, ha definito la risposta "massimalista" e non è chiaro se consentirà di procedere verso una soluzione diplomatica.
Esercito iraniano: «Possiamo continuare la guerra finché necessario»
Il portavoce dell'esercito iraniano, Mohammad Akraminia, ha affermato oggi che l'esercito è in grado di continuare e gestire a lungo termine l'attuale guerra con gli Stati Uniti e Israele, "finché i funzionari politici e di alto rango lo riterranno necessario". "Il nemico deve essere punito e deve pentirsi amaramente delle sue azioni, perché dopo la guerra dobbiamo raggiungere un livello di sicurezza tale da non doverne affrontare un'altra", ha aggiunto, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato iraniana.
Le Idf annunciano raid su vasta scala, colpiti 3 aeroporti
L'esercito israeliano afferma di aver condotto attacchi "su vasta scala" in tutto l'Iran e di avere colpiti vari obiettivi, compresi 3 aeroporti. Gli aeroporti colpiti dalle Idf sono quello di Bahram, di Mehrabad e Azmayesh.
Telefonata tra i ministri degli Esteri di Turchia e Iran, sforzi di de-escalation
I ministri degli Esteri di Turchia e Iran, Hakan Fidan e Abbas Araghchi, hanno discusso oggi la guerra in Medio Oriente e gli sforzi in corso per fermare il conflitto. Lo riferiscono fonti diplomatiche citate dall'agenzia di stampa statale turca Anadolu, secondo cui Fidan e Araghchi ne hanno discusso nel corso di una conversazione telefonica.
Il cessate il fuoco di 45 giorni è solo una delle idee in discussione
Un cessate il fuoco di 45 giorni fra Iran e Stati Uniti è "una delle idee" di cui si sta discutendo al momento. Lo riporta Axios citando un funzionario della Casa Bianca, secondo il quale l'operazione Epic Fury per il momento continua.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, "non ha ancora approvato" la proposta di una tregua di 45 giorni con l'Iran e sta continuando la guerra, ha riferito ad Afp un funzionario della Casa Bianca. "Questa è una delle tante idee e il presidente non l'ha ancora approvata", ha detto un funzionario, il quale ha ricordato che Trump parlerà in modo più approfondito del conflitto in una conferenza stampa prevista per le 19, ora italiana.
Iran, secondo complesso petrolchimico colpito
Un impianto petrolchimico situato vicino a Shiraz, nel centro-sud dell'Iran, è stato preso di mira da raid: lo affermano autorità locali. "Nel punto dell'attacco al complesso petrolchimico di Marvdasht l'incendio è stato domato", hanno dichiarato i responsabili di questa località in un comunicato citato dall'agenzia Fars, in cui si parla di "danni minori". Non ci sono state vittime e l'attività del complesso è ripresa regolarmente, ha riferito l'ufficio del governatore della città di Marvdasht. In precedenza anche il complesso petrolchimico di South Pars ad Asaluyeh era stato colpito.
Grossi (Aiea): «Stop agli attacchi a Bushehr, grave rischio radioattivo»
Il direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha dichiarato su X che gli attacchi sferrati da Usa e Israele a soli 75 metri dal perimetro dell'impianto nucleare iraniano di Bushehr "costituiscono un pericolo reale" e "devono cessare". Gli attacchi nei pressi dell'impianto "potrebbero causare un grave incidente radioattivo con conseguenze dannose per la popolazione e l'ambiente in Iran e altrove", ha affermato Grossi, in seguito al bombardamento avvenuto sabato scorso.
Idf: «Ucciso il capo unità sotto copertura dei pasdaran»
L'esercito israeliano ha affermato di aver ucciso il capo dell'unità sotto copertura della Guardia Rivoluzionaria, parte della Forza Quds. Il tenente colonnello Nadav Shoshani, portavoce militare, ha confermato l'uccisione di Asghar Bakeri in una conferenza stampa. Bakeri, ha detto, aveva pianificato attacchi contro obiettivi israeliani e americani, nonché operazioni in Israele, Siria e Libano.
L'Aiea conferma gli attacchi vicino all'impianto nucleare Bushehr
L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) ha confermato che sono stati registrati attacchi nelle vicinanze della centrale nucleare iraniana di Bushehr. Un ordigno è caduto a soli 75 metri dal perimetro dell'impianto. L'agenzia Onu ha riferito in un post sui social che, secondo le proprie analisi, la centrale non ha subito danni fino a domenica. Il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, ha chiesto di fermare tali attacchi, sottolineando che causano "un pericolo molto reale per la sicurezza nucleare".
Israele conferma l'attacco all'impianto petrolchimico di South Pars
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha confermato che Israele ha attaccato l'impianto petrolchimico di South Pars ad Asaluyeh. La dichiarazione è arrivata dopo che l'Iran ha riferito che la struttura era stata attaccata. Katz ha affermato che Israele ha "appena sferrato un potente attacco contro il più grande impianto petrolchimico dell'Iran, situato ad Asaluyeh, un obiettivo centrale responsabile di circa il 50% della produzione petrolchimica del Paese". Un attacco israeliano a marzo contro gli impianti di South Pars ha scatenato importanti attacchi iraniani contro le infrastrutture petrolifere e del gas in tutti gli Stati arabi del Golfo.
Il prezzo del petrolio riduce le perdite (-1%) dopo no dell'Iran al cessate il fuoco
Il prezzo del petrolio riduce le perdite sui mercati dopo il no dell'Iran alla proposta di cessate il fuoco. Il greggio Wti del Texas, che era arrivato a cedere il 2% in mattinata, segna ora un ribasso dell'1,1%, risalendo sopra la soglia dei 110 dollari al barile. Il Brent ora perde lo 0,82% a 108,6 dollari al barile.
Media iraniani, esplosioni al complesso petrolchimico di South Pars
L'agenzia di stampa iraniana Fars riferisce che un attacco ha preso di mira l'impianto petrolchimico di South Pars ad Asaluyeh. "Pochi minuti fa si sono sentite diverse esplosioni provenienti dal complesso petrolchimico di South Pars ad Asaluyeh", scrive l'agenzia.
Idf avverte di nuova raffica di missili dall'Iran
L'esercito israeliano ha messo in guardia la popolazione da un'altra raffica di missili provenienti dall'Iran. Si tratta del quinto allarme di questo tipo della giornata.
Teheran: «Presentata la risposta ai mediatori, il piano Usa è inaccettabile»
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che è stata redatta una risposta ai mediatori impegnati a porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e l'Iran. Lo riferisce la Bbc.
Esmail Baghaei, citato dall'agenzia di stampa statale Irna, ha affermato che il piano in 15 punti condiviso dagli Stati Uniti tramite intermediari "non era in alcun modo accettabile per noi". I negoziati per porre fine al conflitto sono "incompatibili con ultimatum e minacce di commettere crimini di guerra". L'Iran ha stilato una serie di richieste "basate sui nostri interessi e sulle nostre considerazioni".
Cinque morti nel sud del Libano, si continua a scavare tra le macerie
Questa mattina gli abitanti dell'area di Jnah, nel sud del Libano, hanno assistito al passaggio di un bulldozer che ha spazzato via un'enorme massa di macerie dopo un attacco israeliano che ha ucciso cinque persone e ne ha ferite altre 50. Scarpe da bambino, libri di preghiera e posate di metallo erano visibili tra i blocchi di cemento. Tra le vittime, secondo il ministero della Salute libanese, ci sono due cittadini sudanesi e una ragazza di 15 anni. Il quartiere, densamente popolato, ospita molti lavoratori migranti sudanesi fuggiti dalla brutale guerra civile del loro Paese.
«Sono fuggiti dal Sudan a causa della guerra, solo per essere uccisi in un'altra guerra. Immaginate», ha detto Mohammed Awad, 29 anni, che vive da sei anni nello stesso edificio dei due giovani sudanesi uccisi, «non abbiamo davvero nessun altro posto dove andare». L'esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira un militante di Hezbollah nella zona, senza fornire ulteriori dettagli.
Prezzo del petrolio in calo sulle attese per il cessate il fuoco
Prezzo del petrolio in deciso calo sui mercati sulle attese di un cessate il fuoco fra Iran e Usa a poche ore della scadenza dell'ultimatum del presidente Trump. Il greggio Wti del Texas cede 1,98 per cento a 109,2 dollari al barile mentre il Brent del Mare del Nord perde 1,8 per cento a 106,9 dollari.
Recuperati i corpi delle quattro vittime nell'attacco ad Haifa
Quattro persone hanno perso la vita in un attacco missilistico iraniano su Haifa, riferisce Ynet. I corpi delle vittime sono stati tutti recuperati dalle macerie. A perdere la vita sono stati una coppia di anziani e il loro figlio quarantenne e la sua compagna, uno straniero. Probabilmente i quattro non sono riusciti a raggiungere il rifugio, per la difficoltà dei genitori ottantenni a muoversi, e hanno tentato di ripararsi nella tromba delle scale del palazzo.
Costa (Ue): «Gli attacchi alle infrastrutture civili in Iran sono illegali»
«Dopo cinque settimane di guerra in Medio Oriente, è chiaro che solo una soluzione diplomatica potrà risolvere le cause profonde del conflitto. Qualsiasi attacco alle infrastrutture civili, in particolare agli impianti energetici, è illegale e inaccettabile. Questo vale per la guerra della Russia in Ucraina e vale ovunque. La popolazione civile iraniana è la principale vittima del regime iraniano: sarebbe anche la principale vittima di un'escalation della campagna militare». Lo scrive su X il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.
Teheran: «I negoziati non sono compatibili con l'ultimatum»
Non si può trattare sotto la spada di Damocle di un ultimatum. A chiarirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani, nel pieno del tentativo del Pakistan di far arrivare le parti a un accordo per un cessate il fuoco di 45 giorni.
«I negoziati non sono in alcun modo compatibili con un ultimatum», ha detto, «in questi trentotto giorni» Stati Uniti e Israele «hanno commesso atrocità che farebbero vergognare i più grandi criminali della storia, atrocità senza precedenti persino per Hitler». Non solo. Baqaei, ha accusato gli Stati Uniti di non avere più alcuna credibilità nel negoziare.
«In meno di nove mesi, gli Stati Uniti hanno distrutto il canale diplomatico nel peggiore dei modi», ha insistito, «il mondo vede con i propri occhi che le parole dell'America non hanno alcuna relazione con i fatti. Con le sue azioni terroristiche in Iran, hanno di fatto eliminato la diplomazia dalla loro agenda».
Ankara, una terza petroliera turca ha attraversato lo Stretto di Hormuz
Un'altra nave di proprietà turca, la terza, ha attraversato lo stretto di Homruz. Lo ha riferito su X il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. «La Ocean Thunder, diretta in Malesia con a bordo petrolio greggio caricato in Iraq, ha attraversato in sicurezza lo Stretto di Hormuz la scorsa notte e ha completato la sua uscita dal Golfo», ha scritto. Dunque tutte e «tre le navi che erano rimaste in attesa nel Golfo dall'inizio della guerra hanno potuto poterono lasciare in sicurezza lo Stretto», ha aggiunto.
Il ministero degli Esteri pakistano: «Il processo di pace è in corso»
Il portavoce del ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi, ha rifiutato di confermare o smentire le notizie secondo cui Islamabad avrebbe proposto un quadro per porre fine alla guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Parlando all'emittente panaraba satellitare di proprietà qatariota Al Jazeera, Andrabi ha menzionato le notizie pubblicate dai media internazionali su un'offerta di cessate il fuoco di 45 giorni e su un accordo in 15 punti. «Non commentiamo questi singoli episodi specifici. Il nostro punto è che il processo di pace è in corso», ha dichiarato il portavoce del dicastero pakistano.
Iran, preparate le risposte alle proposte dei mediatori
L'Iran ha preparato una risposta alle proposte avanzate dai mediatori per un cessate il fuoco con gli Stati uniti e la renderà nota «al momento opportuno». Lo ha riferito oggi l'agenzia iraniana Irna, citando il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei. «Abbiamo preparato la nostra risposta», ha detto Baghaei, secondo quanto riportato dall'agenzia ufficiale iraniana.
Il portavoce ha aggiunto che Teheran non esita a dichiarare le proprie «legittime richieste» e che il fatto di poter esprimere rapidamente il proprio punto di vista sulle proposte ricevute non può essere considerato un segnale del fatto che l'Iran possa «essere spaventato». Baghaei non ha fornito ulteriori dettagli sul contenuto della risposta iraniana, limitandosi a ribadire che sarà comunicata nei tempi ritenuti appropriati da Teheran.
Iran: «Non riapriremo Hormuz in cambio di una tregua temporanea»
L'Iran non riaprirà lo Stretto di Hormuz in cambio di una «tregua temporanea»: lo ha detto un alto funzionario iraniano citato da Reuters online, chiedendo l'anonimato e aggiungendo che Teheran ritiene che Washington non sia pronta per una tregua permanente. Il funzionario ha poi confermato che l'Iran ha ricevuto la proposta del Pakistan per un cessate il fuoco immediato e la sta esaminando, aggiungendo che Teheran non accetta di essere messa sotto pressione per accettare scadenze e prendere una decisione.
Teheran: «Gli attacchi alle infrastrutture civili sono crimini di guerra»
«Le minacce del presidente Donald Trump di attaccare infrastrutture non militari dell'Iran costituiscono crimini di guerra», ha affermato oggi il viceministro degli Esteri per gli affari giuridici e internazionali Kazem Gharibabadi, citato dall'Irna, sottolineando che «l'Iran darà una risposta decisa, immediata e dolorosa all'aggressione e consigliamo agli Stati Uniti di porre fine alle loro minacce».
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha ribadito il messaggio in una telefonata con l'omologo francese, Jean-Noel Barrot, sostenendo che qualsiasi attacco statunitense alle infrastrutture in Iran riceverà una potente risposta da parte delle forze armate della Repubblica Islamica. Lo riportano l'emittente iraniana con sede all'estero Iran International e l'agenzia Irna.
«Le conseguenze di tali misure non saranno limitate solo all'Iran e alla regione, ma avranno anche effetti distruttivi sull'energia e sull'economia mondiale», ha sottolineato. Secondo l'Irna, Barrot, da parte sua, ha sottolineato la necessità di porre fine alla guerra e risolvere il conflitto attraverso la diplomazia.
Israele rivendica l'uccisione del capo dell'intelligence dei Pasdaran
Israele ha rivendicato l'uccisione del capo dell'intelligence dei Pasdaran, Seyed Majid Khademi. Il corpo delle Guardie della rivoluzione aveva annunciato la sua morte in un comunicato citato dai media iraniani.
Media, almeno 9 morti nei nuovi raid israeliani in Libano
Almeno nove persone sono morte in attacchi sul Libano delle ultime ore attribuiti alle forze armate israeliane: lo riferiscono i media della regione. Secondo l'agenzia libanese Nna, tre persone sono state uccise in un raid a Burj Rahal, nel sud, mentre altre due vittime, secondo un bilancio preliminare, sono state registrate a Mashghara, circa 85 chilometri a nordest. In entrambi i casi, si contano anche diversi feriti. Al Jazeera, invece, riferisce di un attacco mirato su un'auto a Kfar Rumman, nel distretto di Nabatieh, in cui sono state uccise quattro persone.
Iran, il capo dell'intelligence dei Pasdaran ucciso in un raid
Il capo dell'intelligence dei Pasdaran, Seyed Majid Khademi, è stato ucciso in un raid attribuito a Usa e Israele: è quanto reso noto dal corpo delle Guardie della rivoluzione stesso, in un comunicato citato dai media iraniani.
Reuters: «Usa e Iran hanno ricevuto il piano di Islamabad per la fine della guerra»
"L'Iran e gli Stati Uniti hanno ricevuto un piano per porre fine alle ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz": lo riferisce Reuters online citando fonti anonime informate. L'accordo quadro "è stato elaborato dal Pakistan e scambiato con l'Iran e gli Stati Uniti nel corso della notte", ha affermato la fonte, "delineando un approccio in due fasi con un cessate il fuoco immediato seguito da un accordo globale". L'intesa, provvisoriamente denominata "Accordo di Islamabad", prevedrebbe la riapertura di Hormuz "entro 15-20 giorni", con i colloqui finali in presenza a Islamabad.
Media, almeno 34 morti in Iran dopo gli ultimi raid Usa-Israele
Sale a 34 morti il bilancio delle vittime degli ultimi attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran: lo scrive al Jazeera, precisando che i raid notturni e del mattino hanno causato almeno 23 morti, tra cui sei bambini, nella provincia di Teheran, cinque in una zona residenziale della città di Qom, a sud di Teheran, e sei morti nella città meridionale di Bandar-e Lengeh.
Teheran, attacco a siti Usa in Emirati e Kuwait
L'Iran ha sferrato un nuovo attacco a siti americani negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait. Lo ha riferito l'agenzia ufficiale Fars.
Iran, oltre 25 morti nei raid di Israele e Usa
Israele e gli Stati Uniti hanno sferrato una serie di attacchi contro l'Iran che hanno causato la morte di oltre 25 persone. Teheran ha risposto lanciando missili contro Israele e i Paesi arabi del Golfo. Le esplosioni sono risuonate nella notte a Teheran e per ore si sono sentiti i rumori dei jet a bassa quota mentre la capitale iraniana veniva presa di mira. Un denso fumo nero si è alzato vicino a Piazza Azadi, dopo che un attacco aereo ha colpito il campus dell'Università tecnica Sharif.
Iran, un ferito ad Abu Dabhi per schegge di droni
Una persona è rimasta ferita dalle schegge di droni intercettati in una zona industriale di Abu Dhabi. Lo ha riferito il servizio stampa delle autorità di Abu Dhabi. A essere colpito, nell'area di Musaffah, è stato un cittadino ghanese. Nell'emirato di Fujairah, è stato preso di mira un edificio della società di telecomunicazioni Du.
Media Iran: «Axios mezzo comunicazione del Mossad, nessuna tregua»
L'agenzia iraniana Tasnim, affiliata ai Pasdaran, bolla le ultime rivelazioni di Axios - definito "il mezzo di comunicazione del Mossad per le operazioni psicologiche" - su una presunta mediazione per un cessate il fuoco come un tentativo di mescolare le carte, e preparare "l'ennesimo passo indietro di Donald Trump".
Il presidente Usa "consapevole della ferma determinazione dell'Iran a rispondere a qualsiasi follia riguardante le centrali elettriche e altre infrastrutture, sta probabilmente cercando di ritirarsi da questa minaccia per la terza volta, e questo tipo di notizie viene forse diffuso per prepararsi a questa eventualità". L'Iran, sottolinea l'agenzia, "ha ripetutamente affermato di non accettare cessate il fuoco temporanei" senza un accordo sulla fine del conflitto. "I nemici americano-sionisti, che sono sotto la pressione della guerra e confusi, intendono sfruttare l'opportunità di cessate il fuoco per uscire dalla crisi delle munizioni e dalla situazione strategica difficile".
Pasdaran: «Hormuz mai più come prima. Pronto nuovo ordine»
La circolazione nello stretto di Hormuz non tornerà mai più come prima. A chiarirlo è stato il comando navale delle Guardie Rivoluzionari. "Lo stretto di Hormuz non tornerà mai più al suo stato precedente, soprattutto per l'America e Israele", si legge in una nota riportata dall'agenzia Isna. "La Marina delle Guardie Rivoluzionarie sta completando i preparativi operativi per il piano" che stabilisce "il nuovo ordine del Golfo Persico", hanno annunciato i Pasdaran.
Media, sei bambini sotto i 10 anni uccisi nella provincia di Teheran
«Ieri sera, 6 bambini sono stati martirizzati nella provincia di Teheran». Lo scrive l'agenzia iraniana Fars, vicina ai pasdaran. «A seguito degli attacchi americano-sionisti di ieri sera nella provincia di Teheran, purtroppo un gruppo di civili, tra cui 4 bambine e 2 bambini di età inferiore ai 10 anni, sono stati martirizzati», afferma l'agenzia.
Recuperati due corpi dalle macerie del palazzo colpito a Haifa
Due corpi senza vita sono stati estratti dalle macerie del palazzo di sei piani colpito da un missile iraniano a Haifa, nel nord di Israele. Lo hanno riferito i media israeliani. I vigili del fuoco e le squadre di soccorso proseguono le ricerche per gli altri due dispersi.
Teheran: «Risposte devastanti se colpite obiettivi civili»
Il comando militare centrale iraniano ha avvertito che le ritorsioni contro i nemici saranno "molto più devastanti" se Israele e Stati Unti colpiranno obiettivi civili. "Se gli attacchi contro obiettivi civili si ripeteranno", ha dichiarato un portavoce del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya all'emittente statale Irib, "le prossime fasi delle nostre operazioni offensive e di rappresaglia saranno molto più devastanti e diffuse".
Media Iran, 'raid Usa-Israele vicino Teheran, almeno 13 morti
L'agenzia di stampa iraniana Fars, ripresa dai media internazionali, riferisce che le forze statunitensi e israeliane hanno bombardato due unità abitative nella città di Qaleh Mir, nella contea del Baharestan, uccidendo almeno 13 persone. La contea è un'area densamente popolata nella provincia di Teheran. Il governatore del Baharestan ha dichiarato alla Fars che le operazioni di rimozione delle macerie e di ricerca per soccorrere eventuali persone intrappolate sotto le macerie sono ancora in corso.
Media Iran, attaccata l'università Sharif
L'attacco ha colpito alcune zone di Teheran in seguito a un attacco a un'università, secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana. L'attacco "ha colpito la stazione di servizio dell'Università Sharif e stiamo affrontando un'interruzione temporanea della fornitura di gas nel quartiere di Sharif", ha dichiarato il capo del distretto 9 di Teheran, secondo quanto riportato dalla televisione di stato Irib.
Axios: «In corso mediazione per cessate il fuoco di 45 giorni»
Secondo quattro fonti statunitensi, israeliane e regionali a conoscenza dei colloqui, gli Stati Uniti, l'Iran e un gruppo di mediatori regionali stanno discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni che potrebbe portare a una fine definitiva della guerra. È quanto scrive Axios.
Secondo le fonti, scrive ancora Axios, i mediatori stanno discutendo con le parti i termini di un accordo in due fasi: la prima fase prevederebbe un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni, durante il quale si negozierebbe la fine definitiva della guerra. Il cessate il fuoco potrebbe essere esteso se fosse necessario più tempo per i colloqui, ha affermato una delle fonti. La seconda fase consisterebbe in un accordo per porre fine alla guerra.
Le fonti affermano che le possibilità di raggiungere un accordo parziale nelle prossime 48 ore sono scarse. Tuttavia, questo ultimo tentativo è l'unica possibilità per evitare una drammatica escalation del conflitto. Due fonti hanno affermato che il piano operativo per una massiccia campagna di bombardamenti israelo-americana contro gli impianti energetici iraniani è pronto, ma hanno sottolineato che la proroga della scadenza fissata da Trump mirava a dare un'ultima possibilità di raggiungere un accordo.
I negoziati si starebbero svolgendo tramite mediatori pakistani, egiziani e turchi, nonché tramite messaggi di testo scambiati tra l'inviato di Trump Steve Witkoff, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Un funzionario statunitense ha dichiarato che l'amministrazione Trump ha presentato all'Iran diverse proposte negli ultimi giorni, ma finora i funzionari iraniani non le hanno accettate.
Le fonti hanno aggiunto che i mediatori ritengono che la riapertura completa dello Stretto di Hormuz e una soluzione per l'uranio altamente arricchito iraniano - sia attraverso la sua rimozione dal paese che tramite diluizione - possano essere il risultato di un accordo finale. I mediatori stanno lavorando su misure di rafforzamento della fiducia che l'Iran potrebbe adottare in merito alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alle sue scorte di uranio, hanno riferito le fonti.
Queste due questioni rappresentano le principali carte da giocare dell'Iran nei negoziati e gli iraniani non accetteranno di rinunciarvi completamente per soli 45 giorni di cessate il fuoco, hanno affermato due delle fonti. I mediatori vogliono verificare se l'Iran possa fare passi parziali su entrambe le questioni nella prima fase dell'accordo.
Stanno anche lavorando su misure che l'amministrazione Trump potrebbe adottare per dare all'Iran garanzie che il cessate il fuoco non sarà temporaneo e che la guerra non riprenderà. I funzionari iraniani hanno chiarito ai mediatori di non voler trovarsi in una situazione simile a quella di Gaza o del Libano, dove esiste un cessate il fuoco sulla carta, ma gli Stati Uniti e Israele possono attaccare di nuovo quando lo desiderano. I mediatori stanno anche lavorando su altre misure di rafforzamento della fiducia che gli Stati Uniti potrebbero adottare per rispondere ad alcune delle richieste iraniane.
La Casa Bianca ha rifiutato di commentare. I mediatori hanno detto ai funzionari iraniani che non c'è tempo per ulteriori tattiche negoziali e hanno sottolineato che le prossime 48 ore rappresentano l'ultima opportunità per raggiungere un accordo e prevenire una distruzione di massa per il Paese. I funzionari iraniani, almeno pubblicamente, continuano a mantenere una linea estremamente dura e a respingere qualsiasi concessione.
Portavoce Teheran: «Decine di università e scuole danneggiate da Usa-Israele»
Decine di università, scuole e centri di ricerca sono stati danneggiati dagli attacchi aerei statunitensi e israeliani, ha dichiarato un portavoce del governo iraniano. Il canale televisivo iraniano in lingua inglese Press TV, ripreso da Iran International, ha citato Fatemeh Mohajerani, la quale ha affermato che, complessivamente, oltre 100.000 siti civili sono stati colpiti in tutto il paese dall'inizio della guerra, il 28 febbraio. "Il nemico non può tollerare i successi dell'Iran", ha dichiarato Mohajerani, secondo quanto riportato da Press TV.
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