Prosegue il conflitto in Medio Oriente quasi un mese dall'inizio dell'operazione militare statunitense Epic Fury. Nonostante le dichiarazioni del presidente Donald Trump , anche nella notte di ieri ci sono stati lanci di missili e droni da parte dell'Iran verso le regioni del Golfo e Israele . Non solo, secondo quanto riporta il New York Times il Pentagono ha confermato l'invio di altri duemila paracadutisti in Medio Oriente, che saranno impiegati in caso di un'operazione militare via terra circoscritta.

I paesi mediatori, Egitto , Turchia  e Pakistan, spingono per incontrare le delegazioni di Usa e Iran entro le prossime 48 ore. Ma gli stati del Golfo chiedono cautela nelle trattative. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal per il momento le richieste avanzate dall'Iran sarebbero irricevibili e irrealistiche. Da Teheran, tuttavia, un portavoce militare deride la Casa Bianca: «Siete così nei guai che negoziate con voi stessi».

PUNTI CHIAVE

17:30

I cinque punti proposti dall'Iran agli Usa per cessare il conflitto

17:22

La Camera di commercio internazionale: "Rischio crisi energetica più grave degli shock petroliferi degli anni Settanta"

16:14

Media: "Teheran respinge la proposta degli Usa"

19:24

Il presidente del parlamento iraniano: "I nemici si preparano a occupare una delle isole iraniane"

 

"Secondo alcune fonti, i nemici dell'Iran, con il supporto di uno dei paesi della regione, si starebbero preparando a un'operazione per occupare una delle isole iraniane. Tutti i movimenti del nemico sono sotto la supervisione delle nostre Forze armate. Qualora dovessero compiere qualsiasi passo, tutte le infrastrutture vitali di quel paese della regione diventerebbero bersaglio di attacchi incessanti e senza alcuna restrizione". Lo ha scritto su X il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf.

19:04

Casa Bianca: "Siamo vicini a raggiungere gli obiettivi"

Lo ha dichiarato in conferenza stampa la portavoce Karoline Leavitt, spiegando che Washington è in "anticipo di 20 giorni sulla tabella di marcia". "L'Iran vuole parlare e Donald Trump è disposto ad ascoltare", ha aggiunto.

18:40

Netanyahu: "La guerra continua"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che la guerra contro l'Iran "continua a pieno ritmo, nonostante quanto riportato dai media". Lo rende noto Times of Israel.

17:30

I cinque punti proposti dall'Iran agli Usa per cessare il conflitto

Dopo aver respinto la proposta degli Usa, Teheran diffonde i cinque punti necessari per porre fine al conflitto. Lo rende noto la tv di stato iraniana.

Tra questi: 1- "uno stop completo ad aggressione e uccisioni; 2- "l'istituzione di meccanismi concreti per garantire che una guerra non sia nuovamente imposta alla Repubblica islamica"; 3- "il pagamento garantito e chiaramente definito dei danni e delle riparazioni di guerra"; 4- "la conclusione della guerra su tutti i fronti e di tutti i gruppi di resistenza coinvolti in tutta la regione"; 5- "il riconoscimento internazionale e garanzie in merito al diritto sovrano dell'Iran di esercitare l'autorità sullo stretto di Hormuz".

17:22

La Camera di commercio internazionale: "Rischio crisi energetica più grave degli shock petroliferi degli anni Settanta"

Lo ha affermato John Denton, capo della Camera di Commercio Internazionale. "Dal punto di vista aziendale, riteniamo che questa potrebbe diventare la peggiore crisi industriale a memoria d'uomo, non solo a causa dell'impennata dei prezzi dell'energia, ma anche perché la produzione industriale stessa viene interrotta e destabilizzata dalla carenza di gas e di altri fattori produttivi essenziali", ha aggiunto.

17:11

Egitto: "Pronti a ospitare incontri relativi alla guerra"

Lo ha affermato il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty in una conferenza stampa, sottolineando che l'obiettivo è la de-escalation.

16:14

Media: "Teheran respinge la proposta degli Usa"

Alcune fonti iraniane hanno riferito al portale Al Mayadeen che Teheran avrebbe comunicato al Pakistan di non poter accettare la proposta statunitense in 15 punti per cessare il conflitto. "L’Iran non accetta un cessate il fuoco. In linea di principio, entrare in un processo di questo tipo con coloro che hanno violato gli accordi non è logico", ha affermato la fonte. Anche Al Jazeera fa riferimento a una fonte diplomatica di alto livello, la quale avrebbe riferito che l'Iran avrebbe definito la proposta di Trump "irragionevole". La fonte ha aggiunto, inoltre, che Teheran - a differenza degli Stati Uniti che "cambiano continuamente le carte in tavola" - avrebbe un'idea precisa di ciò che vuole e ciò che ha intenzione di respingere.

15:15

Media turchi, svolta nei negoziati nelle prossime 48 ore 

Fonti pakistane hanno riferito all'agenzia turca Anadolu che entro le prossime 48 ore potrebbe esserci una svolta nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Anche se Teheran continua a negare, i media riportano che il regime iraniano sarebbe disposto a un accordo solo se dovesse garantire la continuazione del progetto missilistico, garanzie e un risarcimento. 

15:13

Iran, i pasdaran annunciano di aver lanciato un missile contro la Lincoln

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato di avere lanciato un missile contro la portaerei statunitensi Abraham Lincoln. "Un missile da crociera terra-mare della Marina iraniana ha preso di mira la Uss Abraham Lincoln", si legge in una nota diffusa dai media iraniani che hanno diffuso anche le immagini del lancio del missile. 

13:03

Aumenta l'esposizione diplomatica della Turchia nel conflitto

Secondo fonti a conoscenza dei fatti a Bloomberg, la Turchia sta conducendo intensi sforzi diplomatici per cercare di impedire ai paesi arabi del Golfo di unirsi alla guerra israelo-statunitense contro l'Iran.

12:42

L'Iran elogia la posizione di Erdogan su Israele 

 Il presidente iraniano Pezeshkian ha elogiato la "ferma posizione" del presidente turco Erdogan contro il "regime sionista aggressivo", definendola "lodevole" e affermando che Ankara svolge un "ruolo importante" nella solidarietà con il mondo islamico. Lo riporta Al Jazeera. 

12:10

Israele: "Sganciate 15mila bombe sull'Iran"

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che l'esercito israeliano ha "superato la soglia delle 15.000 munizioni" in Iran dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Si tratta di un numero quattro volte superiore rispetto alla guerra dei 12 giorni di ostilità del giugno dello scorso anno, ha aggiunto il ministro. Nel corso di un briefing congiunto con Eyal Zamir, capo di stato maggiore dell'esercito israeliano, Katz ha dichiarato che Tel Aviv ha approvato una nuova serie di obiettivi per gli attacchi in Iran e Libano. Lo riporta Al Jazeera. 

11:43

Il ministero degli Esteri canadese condanna i piani di occupazione in Libano 

"Il Canada condanna fermamente i piani di Israele di occupare territori nel Libano meridionale. La sovranità e l'integrità territoriale del Libano non devono essere violate. Gli attacchi di Hezbollah contro Israele devono cessare e Hezbollah deve deporre le armi", si legge nella dichiarazione. Per poi aggiungere: "Il Canada ribadisce la sua solidarietà al governo e al popolo libanese. Esortiamo tutte le parti a proteggere i civili, ad astenersi da attacchi contro le infrastrutture, gli operatori sanitari e le forze di pace e ad agire in conformità con il diritto internazionale".

11:09

Il ministro dell'Economia israeliano: "Stati Uniti e Israele stanno conducendo i colloqui congiuntamente"

In questo alternarsi di conferme e smentite, in mattinata è arrivata la dichiarazione del ministro dell'Economia israeliano Nir Barkat che - intervenendo all'emittente pubblica israeliana Kan News - ha detto che: "Trump sta negoziando con loro da un lato, ma dall'altro sta spostando forze nel Golfo". Per Tel Aviv risulta comunque fondamentale siglare un accordo con Teheran solo in caso in cui il regime dovesse risultare privo di capacità operative residue, come riporta Al Jazeera. 

11:02

L'ambasciatore iraniano in Pakistan: "Non ci sono colloqui"

"Abbiamo sentito anche noi notizie simili dai media, ma secondo le mie informazioni, e contrariamente a quanto affermato da Trump, finora non si sono svolti negoziati, né diretti né indiretti, tra i due Paesi", ha dichiarato l'ambasciatore iraniano in Pakistan Reza Amiri Moghadam, citato da al Jazeera. 

10:13

Iran: Sanchez, guerra è immenso errore e non siamo disposti a pagarlo

"La verità è che questa guerra è un immenso errore il cui costo umanitario, morale, economico e di sicurezza non accettiamo né siamo disposti a pagare", "la Spagna non sarà complice né di aggressioni illegali né di bugie travestite da libertà, non questa volta, non mentre sarò premier". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in un'informativa al Congresso dei deputati sulla posizione del governo rispetto alla guerra in Iran.

09:44

Scende il prezzo del petrolio: il brent a 98,5 dollari

Quotazioni del petrolio e del gas in discesa mentre si guarda al piano di un accordo tra Usa e Iran e alla riapertura dello stretto di Hormuz. Il Brent scende sotto i 100 dollari a 98,5 (-5,6%). Il Wti cala del 5% a 87,7 dollari barile. Il prezzo del gas cede il 7,6% sotto i 50 euro (49,95) al megawattora.

09:19

Iran: funzionari Pakistan, Teheran ha ricevuto proposta Usa in 15 punti

L'Iran ha ricevuto dagli Stati Uniti una proposta in 15 punti per raggiungere un cessate il fuoco nella guerra. Lo hanno dichiarato due funzionari pakistani parlando in forma anonima all'Associated Press descrivendo la proposta in termini generali come riguardante l'allentamento delle sanzioni, la cooperazione nucleare civile, una riduzione del programma nucleare iraniano, il monitoraggio da parte dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, i limiti ai missili e l'accesso per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. L'Iran ha insistito sul fatto di non essere impegnato in negoziati con gli Stati Uniti e un portavoce militare ha deriso gli sforzi diplomatici americani.

08:50

Teheran smentisce ancora: "Non ci sono colloqui in corso con gli Usa"

Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha affermato a India Today che "non ci sono colloqui o negoziati tra Iran e Stati Uniti" in corso. "Abbiamo avuto un'esperienza davvero catastrofica, direi, con la diplomazia statunitense. Siamo stati attaccati due volte nell'arco di nove mesi, mentre eravamo nel bel mezzo di un processo negoziale per risolvere la questione nucleare. Quindi questo è stato un tradimento della diplomazia", ha aggiunto.

08:11

Le richieste iraniane per porre fine alla guerra

Un funzionario americano ha dichiarato al Wall Street Journal che le richieste dell'Iran per un accordo che ponga fine alla guerra sono "ridicole e irrealistiche". Secondo il giornale, le richieste sarebbero state dettate dalle Guardie Rivoluzionarie e includono: la chiusura di tutte le basi americane in Medioriente; il pagamento di un risarcimento per i danni causati dagli attacchi in Iran; un "nuovo regime" nello Stretto di Hormuz, dove l'Iran potrebbe riscuotere pedaggi dalle navi che transitano attraverso la strategica via navigabile, "come fa l'Egitto nel Canale di Suez"; garanzie che la guerra non riprenderà; la revoca di tutte le sanzioni contro l'Iran; e il rifiuto di accettare restrizioni al programma missilistico iraniano, opponendosi del tutto a qualsiasi negoziato su questa possibilità.

07:54

Iran: Teheran, almeno 243 fra studenti e insegnanti uccisi da inizio guerra

Almeno 243 fra studenti e insegnanti sono stati uccisi in Iran dallo scoppio della guerra lo scorso 28 febbraio. Lo ha reso noto il ministero dell'Educazione di Teheran citato dai media locali.

07:39

Il portavoce iraniano a Trump: "Siete così nei guai che negoziate con voi stessi"

Un portavoce militare iraniano ha deriso i tentativi Usa di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco. La notizia è riportata dai media internazionali. "Chi si autoproclama superpotenza globale si sarebbe già tirato fuori da questo pasticcio se avesse potuto. Non mascherate la vostra sconfitta come un accordo. La vostra era di vuote promesse è giunta al termine. I vostri conflitti interni sono arrivati al punto in cui state negoziando con voi stessi?. La nostra prima e ultima parola è stata la stessa fin dal primo giorno, e tale rimarrà: qualcuno come noi non scenderà mai a compromessi con qualcuno come voi. Né ora, né mai".

07:11

Il Pentagono invia duemila paracadutisti in Medio Oriente

Due funzionari del Pentagono hanno dichiarato al New York Times che il Dipartimento della Difesa statunitense ha ordinato l'invio di circa 2mila paracadutisti dell'82esima Divisione Aviotrasportata in Medio Oriente. Una decisione per fornire al presidente Donald Trump "ulteriori opzioni militari", per una possibile un'invasione di terra dell'Iran o dei suoi alleati, mentre al contempo sta portando avanti i negoziati per porre fine alla guerra.

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