Donald Trump ha respinto la risposta dell’Iran alla proposta statunitense di porre fine alla guerra, definendola «totalmente inaccettabile». «Ho appena letto la risposta dei cosiddetti "rappresentanti” dell’Iran. Non mi piace, è totalmente inaccettabile!», ha scritto il presidente Usa su Truth Social.

Da parte sua Teheran ha fatto sapere che accettare in toto l’accordo della Casa Bianca avrebbe «significato la sottomissione di Teheran alle eccessive richieste di Trump». «Il piano iraniano sottolinea la necessità che gli Stati Uniti paghino riparazioni di guerra e riafferma la sovranità dell'Iran sullo Stretto di Hormuz. L’Iran ha ribadito la necessità della fine delle sanzioni e del rilascio dei beni e delle proprietà sequestrate al paese», hanno detto i media statali del regime.

Di fronte all’ennesimo vicolo cieco nelle trattative, in un’intervista a Fox News, Donald Trump ha annunciato il possibile rilancio della missione Project Freedom, volta a riaprire lo stretto conteso: “Ma questa volta con un ambito più ampio che non si limiti solo a scortare delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz". L’inquilino della Casa Bianca ha poi precisato che una “decisione definitiva” non è ancora stata presa. Resta da capire se si tratti del ciclico bluff trumpiano, oppure se l’ambiziosa operazione non stia per entrare nella fase due. Una cosa è certa: “Continueremo a fare pressione fino a quando non raggiungeremo un accordo”, ha affermato il tycoon.

PUNTI CHIAVE

17:58

Trump: "Il cessate il fuoco ha l'1% di possibilità di sopravvivere"

16:50

Trump da Fox News: "Stiamo valutando il rilancio di Project Freedom"

15:06

Libano, almeno 2.869 persone uccise da Israele dal 2 marzo

17:58

Trump: "Il cessate il fuoco ha l'1% di possibilità di sopravvivere"

Nello studio ovale, rispondendo alle domande dei cronisti, il presidente Usa Donald Trump ha affermato: "Il cessate il fuoco è in terapia intensiva, con una possibilità di sopravvivere dell'1%". 

17:50

Trump: "L'Iran mi ha detto che la sua polvere nucleare è sepolta sotto gli impianti bombardati"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto a Fox News che gli interlocutori iraniani gli avrebbero riferito che gli Stati Uniti dovranno estrarre la polvere nucleare dai suoi impianti, perché essa è sepolta troppo in profondità per le tecnologie di Teheran, che non riesce a raggiungerla dopo gli attacchi di giugno.

16:50

Trump da Fox News: "Stiamo valutando il rilancio di Project Freedom"

Ai microfoni di Fox New, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che l'amministrazione sta valutando "il rilancio dell'operazione Project Freedom", con novità in arrivo: "Un ambito più ampio che non si limiti solo a scortare delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz". Tuttavia, Trump ha poi chiarito che "una decisione definitiva" non è ancora stata presa. Inoltre, ha aggiunto che, in ogni caso, "continueremo la pressione fino all'accordo" e ha concluso che sta per incontrare i generali del Pentagono per discutere sul da farsi in Iran.

16:48

Ambasciatore iraniano a Pechino: "Sosteniamo il piano di pace di Xi Jinping"

Abdolreza Rahmani Fazli, ambasciatore iraniano in Cina, ha scritto su X che "la Repubblica Islamica dell'Iran è disponibile a sostenere il piano in quattro punti del presidente della Repubblica popolare cinese, volto a stabilire una sicurezza stabile e uno sviluppo condiviso nella regione del Golfo Persico". Il tweet del diplomatico arriva a pochi giorni dal vertice tra il presidente Usa Donald Trump e l'omologo cinese.

16:13

Due chiamate in una sola giornata tra i ministri degli Esteri iraniano e saudita

ll capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, e il suo omologo saudita, Faisal bin Farhan, sono stati in linea telefonica per la seconda volta in 24 ore, come riportato dalla Cnn. Al centro delle chiamate ci sarebbe lo sviluppo dei negoziati tra Washington e Teheran, ma è verosimile che abbiano trattato anche dei recenti raid iraniani indirizzati ai paesi del Golfo.

15:12

Israele: "Sanzioni Ue arbitrarie in quanto mosse da idee politiche: inaccettabili"

Dopo la luce verde sulle sanzioni ai coloni israeliani in Consiglio Affari esteri dell'Unione europea, arriva puntuale la reazione dello Stato ebraico. "Israele respinge fermamente la decisione di imporre sanzioni a cittadini e organizzazioni israeliane. L'Ue ha scelto in modo arbitrario a causa delle sue opinioni politiche e senza alcun fondamento", ha scritto su X il ministro degli Esteri di Israele, Gideon Sa'ar.

15:06

Libano, almeno 2.869 persone uccise da Israele dal 2 marzo

Il ministro della Salute del Libano ha riferito che, dalla riapertura delle ostilità del 2 marzo, sono stati uccisi almeno 2.869 cittadini libanesi sotto il fuoco israeliano. Inoltre, i feriti sarebbero 8.730.

14:59

Sanzioni ai coloni israeliani violenti: via libera dei ministri europei

Dopo il dietrofront dell'Ungheria sul veto, i 27 ministri del Consiglio Affari esteri hanno trovato un accordo politico sulle sanzioni da applicare ai coloni israeliani in Cisgiordania, colpevoli di condotte violente. Nella stessa intesa sono presenti anche nuove sanzioni contro Hamas, mentre la proposta di imporre dazi ai prodotti degli insediamenti israeliani non ha raggiunto il quorum richiesto. 

13:52

Ministro degli Esteri turco atteso domani a Doha (Qatar)

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan è atteso domani nella capitale del Qatar, Doha, per una serie di colloqui che dovrebbero preparare il terreno a un incontro strategico tra i rappresentanti dei due paesi. I temi caldi sul piatto saranno Gaza e l'Iran: da una parte "la condotta genocida" di Israele e dall'altra la "sicurezza regionale". Il vertice che verrà discusso sarà la dodicesima riunione dell'Alto comitato strategico Turchia-Qatar, prevista a Istanbul entro la fine dell'anno sotto la presidenza del presidente turco Recep Tayyip Erdogan e dell'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani

12:26

Ministro del petrolio iraniano: “Il nemico è pieno di illusioni, siamo preparati alle conseguenze del blocco Usa”

Il blocco navale statunitense continua a erodere il settore petrolifero iraniano, ma dal ministero del Petrolio d arrivano rassicurazioni: "Nei giorni successivi al blocco statunitense), abbiamo affrontato delle sfide, ma sono state prese delle misure e questo processo continua. Il nemico è pieno di illusioni”. ha detto Mohsen Pakneja.

11:30

Hormuz e Mar Rosso, Tajani e Crosetto: prima priorità alla tregua

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando al Consiglio Affari esteri a Bruxelles, ha parlato della missione Aspedis, che mira dal 2024 a tutelare il commercio globale, contro la minaccia degli Houthi nel Mar Rosso: "Se si rafforza l'iniziativa noi siamo favorevoli a che partecipino anche altri paesi". Ha però specificato che si tratta di misure da adottare dopo il cessate in fuoco in Medio Oriente: "Vediamo cosa succede, è una delle ipotesi per il dopo-fine-guerra, ma intanto facciamo finire la guerra". Intanto, il ministro della Difesa Guido Crosetto, a margine del "Mediterranean and Middle East Special Group" della Nato, ha detto in merito alla liberazione dello Stretto di Hormuz: "Se l'Onu non potrà perché è bloccato da qualcuno che non vuole la pace, andranno quelle nazioni. Questo se c'è la tregua, senza tregua non può andare nessuno. Noi non andremo mai".

10:45

Teheran: "Negoziati possibili. Se l'accordo sarà giusto lo rispetteremo"

Tiepida apertura di Teheran, dopo l'ennesimo scambio di proposte e controproposte con Washington, ritenute via via inaccettabili dall'una o dall'altra parte. L'agenzia Mehr riporta che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un incontro con il comandante e gli alti ufficiali delle forze dell'ordine dell'Iran, avrebbe detto che, "pur mantenendo la diffidenza nei confronti del nemico, ritiene possibili i negoziati, da una posizione di dignità, saggezza e opportunità". Avrebbe poi aggiunto: "Se si raggiungerà un accordo che tenga conto delle preoccupazioni della Guida Suprema della Rivoluzione e degli interessi del popolo iraniano, saremo fedeli ai nostri impegni".

10:16

Libano: premier, prima Israele accetti nostre richieste poi pace

Nei colloqui in corso a Washington mediati dagli Stati Uniti, Israele dovrebbe prima accettare le richieste del Libano e solo dopo si potranno avviare trattative per arrivare a un accordo di pace. Lo ha affermato il premier libanese, Nawaf Salam, in un'intervista al quotidiano saudita Al Arabiya, nel rispondere alla domanda se i negoziati con Israele mirassero a un cessate il fuoco o a un accordo di pace. "Sosteniamo la pace, ma questa pace ha delle condizioni. È una questione che affronteremo in una fase successiva", ha dichiarato Salam, sottolineando che quelli in corso a Washington sono colloqui preliminari, in vista di negoziati più sostanziali. Il premier ha precisato che le richieste del Libano sono un cessate il fuoco, il ritiro completo di Israele dal territorio libanese e il rilascio dei prigionieri libanesi detenuti nelle carceri israeliane. "Una volta soddisfatte le richieste libanesi, siamo aperti a discutere le condizioni per la pace in un quadro arabo più ampio, perché ciò ha implicazioni per gli Stati arabi", ha sottolineato Salam. Nell'intervista, il premier libanese ha riconosciuto che il gruppo terroristico Hezbollah, sostenuto dall'Iran, si oppone ai negoziati con Israele, e ha ricordato che il Libano aveva già avviato negoziati con Israele nel 1983, ma furono infruttuosi. Hezbollah ha iniziato a combattere contro Israele il 2 marzo, pochi giorni dopo lo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran, provocando pesanti raid aerei israeliani e un'intensificazione della presenza terrestre delle Forze di difesa israeliane (Idf) in Libano. Il cessate il fuoco, in vigore da metà aprile, è stato violato quasi ogni giorno da entrambe le parti.

09:39

Iran: Teheran, da noi proposta ragionevole. Da Usa ingiusta

L'Iran ha difeso la decisione di respingere la bozza di memorandum di intesa in 14 punti con gli Stati Uniti. "Tutto ciòche abbiamo proposto nel testo era ragionevole e generoso. Non solo per gli interessi nazionali dell'Iran, ma per il bene e il progresso della regione e del mondo. Le parti americane continuano a insistere sulle loro richieste ingiuste", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani. "Non abbiamo rivendicato alcun vantaggio, l'unica cosa che abbiamo rivendicato sono i diritti legittimi dell'Iran", ha assicurato.

09:26

Iran, media: 3 petroliere passano Hormuz usando rotta indicata da Teheran

Secondo quanto riportato da Reuters, citando i dati di navigazione di Kpler e LSEG, tre petroliere cariche di greggio hanno attraversato lo Stretto di Hormuz con i sistemi di tracciamento disattivati ​​per evitare attacchi iraniani. Due superpetroliere (VLCC), la Agios Fanourios I e la Kiara M, ciascuna con un carico di 2 milioni di barili di greggio iracheno, hanno lasciato lo stretto domenica. La Agios Fanourios, diretta in Vietnam, non era riuscita ad attraversare lo stretto in almeno due precedenti tentativi, dopo aver caricato greggio medio di Basrah il 17 aprile. La destinazione della Kiara M non è chiara, ha riferito Reuters. Una terza VLCC, la Basrah Energy, ha caricato 2 milioni di barili di greggio di Zakum superiore dal terminale di Zirku della Abu Dhabi National Oil Co. il 1° maggio e ha lasciato lo stretto mercoledì, secondo i dati di Kpler.

08:38

Iran, Kallas: Sosteniamo soluzione diplomatica, fondamentale riapertura Hormuz

In Medio oriente la prima cosa "è fermare la guerra, aprire lo Stretto di Hormuz e lì, ovviamente, gli americani e l'Iran stanno negoziando tra loro, e lì possiamo solo sostenerli, ma non possiamo davvero raggiungere un accordo per loro conto". Così l'Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas arrivando al Consiglio Affari esteri Ue. "Come ho detto, sosteniamo la soluzione diplomatica e siamo in contatto anche con i Paesi che mediano tra le due parti. - ha proseguito Kallas - Siamo inoltre in contatto con i Paesi del Golfo, perché condividiamo le stesse preoccupazioni".

08:05

Iran: prezzo petrolio sale dopo risposta Trump, Brent sopra 105 dollari

Schizza il prezzo del petrolio dopo il mancato accordo tra Usa ed Iran per porre fine alla guerra e il rifiuto del presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla risposta arrivata da Teheran in seguito alla proposta inviata da Washington. Il Brent è salito del 4,53% superando il prezzo di 105 dollari al barile.

07:57

Usa: Hegseth nega che le forze armate scontino una carenza di missili e bombe

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha replicato alle affermazioni del senatore democratico Mark Kelly secondo cui le scorte di missili e bombe di precisione a disposizione delle forze armate Usa sarebbero state fortemente ridimensionate a causa del conflitto contro l'Iran. In un messaggio pubblicato sulla piattaforma sociale X, Hegseth ha accusato Kelly di parlare "in modo falso e stupido" di un "briefing riservato" che il senatore, ex capitano della Marina, ha ricevuto dal Pentagono. Le dichiarazioni arrivano dopo un'intervista di Kelly all'emittente televisiva "Cbs News", durante la quale il senatore aveva sostenuto che gli Stati Uniti abbiano "consumato molte munizioni" durante il conflitto con la Repubblica islamica, diventando così "meno sicuri". Kelly ha inoltre affermato che serviranno "anni" per ricostituire le scorte e che la situazione potrebbe compromettere la capacità degli Stati Uniti di affrontare un eventuale conflitto con la Cina.

07:34

Libano: Netanyahu esclude tregua con Hezbollah, fine conflitto solo col crollo dell'Iran

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele non accetterà un cessate il fuoco con il partito militante libanese Hezbollah al solo fine di agevolare una tregua con l'Iran, definendo i due fronti - quello iraniano e quello libanese - conflitti separati. In un'intervista all'emittente televisiva "Cbs News", Netanyahu ha accusato Teheran di voler mantenere Hezbollah armato e operativo in Libano: "Vogliono che Hezbollah resti lì, continui a tormentare il Libano e a tenere in ostaggio la sua popolazione", ha detto il premier israeliano. Alla domanda se accetterebbe pressioni del presidente Usa Donald Trump per fermare le operazioni militari in Libano, Netanyahu ha risposto che Israele deve eliminare "la minaccia" rappresentata dai razzi lanciati contro le proprie città, e che Trump ne è consapevole. Il premier ha inoltre sostenuto che un indebolimento o un eventuale crollo del regime iraniano porterebbe "alla fine di Hezbollah, Hamas e probabilmente anche degli Houthi", poiché l'intera rete regionale sostenuta da Teheran "crollerebbe insieme al regime". Alla domanda sulla possibilita' di un rovesciamento del governo iraniano, Netanyahu ha parlato di uno scenario possibile ma incerto, e ha negato di aver convinto Trump ad attaccare la Repubblica Islamica promettendogli il rovesciamento degli ayatollah, come sostenuto da indiscrezioni di alcuni media statunitensi.

07:20

Netanyahu: "La guerra non è finita, c'è ancora lavoro da fare"

"Abbiamo ottenuto molto" ma la guerra con l'Iran "non è finita". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una intervista rilasciata a '60 Minutes' sulla Cbs. "C'è ancora materiale nucleare che deve essere portato fuori dall'Iran, ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati, ci sono ancora gruppi armati che l'Iran sostiene e missili balistici che vogliono ancora produrre - ha proseguito - Tutto ciò è ancora lì, c'è del lavoro da fare".

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