Il presidente Usa ha parlato per la prima volta alla nazione da quando è scoppiata la guerra in Iran. Nuova ondata di attacchi dell’Idf su Teheran. Le ong iraniane stimano oltre 1600 civili uccisi dal 28 febbraio scorso
Dalla Casa Bianca Donald Trump ha parlato alla nazione e ha fatto il punto sulla guerra in Iran, affermando che il conflitto potrebbe persistere per altre due o tre settimane. Poi è intervenuto anche sullo stretto di Hormuz: «Daremo il nostro contributo, ma dovrebbero essere loro ad assumere la guida nella protezione del petrolio da cui dipendono così disperatamente», ha affermato Trump riferendosi alle altre nazioni.
«Fatevi un po' di coraggio, seppur tardivo. Avreste dovuto farlo prima. Avreste dovuto farlo insieme a noi, come vi avevamo chiesto: andate allo stretto e prendetevelo, proteggetelo, usatelo per voi stessi. L’Iran è stato essenzialmente decimato. La parte difficile è fatta».
Di fronte alla reticenza a dare il loro contributo per riaprire la vitale rotta marittima, Trump aveva espresso ieri il suo “disgusto” nei confronti degli alleati, dichiarando in un’intervista al Telegraph che tale questione ha reso la permanenza di Washington nella Nato «al di là di ogni riconsiderazione».
Ma nel discorso alla nazione non ne ha più parlato, mentre è arrivata la notizia che il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Mark Rutte, sarà nella capitale americana la prossima settimana proprio per riunirsi con Trump e scongiurare il possibile abbandono americano della Nato.
PUNTI CHIAVE
13:01
Macron: "Operazione militare a Hormuz irrealistica"
09:41
Teheran: "Mojtaba è in perfetta salute, in tempo di guerra non si appare in pubblico"
09:06
Oggi la videoconferenza di 35 paesi per Hormuz
Iran, attacchi a impianti siderurgici nel Golfo
Teheran fa sapere di aver condotto una serie di attacchi agli impianti siderurgici nel Golfo come forma di "avvertimento". Lo riporta SkyNews. "Se le industrie iraniane venissero colpite di nuovo, la prossima risposta di Teheran sarebbe più dura".
Conferenza per Hormuz, la Spagna non ci sarà
Tra i 35 paesi che parteciperanno oggi alla videoconferenza per Hormuz, convocata dal primo ministro inglese Keir Starmer, non ci sarà la Spagna. Alcune fonti del ministero degli esteri spagnolo hanno riferito a LaPresse circa la posizione del paese: "La posizione della Spagna di non voler fare nulla che contribuisca alla guerra in corso rimane invariata".
Macron: "Operazione militare a Hormuz irrealistica"
In visita a Seul, il presidente francese Emmanuel Macron ha commentato le affermazioni recenti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump: "Non si può contraddire ogni giorno, non può dire ogni giorno il contrario di ciò che ha detto il giorno prima". Poi è tornato sul tema dell'intervento sullo Stretto di Hormuz, definendolo irrealistico: "Richiederebbe un tempo eccessivo ed esporrebbe chiunque attraversasse lo stretto alle minacce costiere delle Guardie Rivoluzionarie, che dispongono di risorse considerevoli, nonché di missili balistici e di una serie di altri rischi".
Il primo ministro libanese: "La situazione è molto critica"
Continua ad aggravarsi la crisi nel sud del Libano, dove, a seguito dell'invasione dell'esercito israeliano - iniziata lo scorso 2 marzo - gli sfollati ammontano a oltre un milione. Lo ha sottolineato il primo ministro Nawaf Salam in un discorso nella capitale Beirut, che ha definito la situazione "molto critica" e, parlando degli sfollati, ha dichiarato che sono "le principali vittime di una guerra con cui non hanno nulla a che fare". Poi ha rivolto il pensiero sulle famiglie rimaste nel sud del paese dei cedri, affermando che il governo provvederà a fornire loro sostegno.
Cremlino: incontro tra Putin e il ministro degli esteri egiziano
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha reso noto che nella giornata di oggi il presidente Vladimir Putin incontrerà il ministro degli esteri dell'Egitto, Badr Abdelatty. Al centro del colloquio la guerra in Iran e la situazione generale in Medio oriente.
Siria, proteste in varie città contro Israele
"Netanyahu il tuo destino è segnato, farai la fine di Bashar", è uno degli slogano delle proteste siriane delle ultime 24 ore. Sit-in e cortei sono scattati ad Aleppo, Damasco, Latakia e - soprattutto - nelle regioni di Daraa e Quneitra, dove la presenza israeliana è più vicina. Le proteste sono legate all'approvazione da parte dello Stato ebraico della legge che prevede la pena di morte per i prigionieri palestinesi.
Ong, oltre 1.600 civili morti in Iran da inizio raid Israele-Usa
Almeno 1.606 civili sono stati uccisi in Iran dall'inizio dei raid aerei statunitensi e israeliani sul Paese, il 28 febbraio, tra cui almeno 244 bambini, secondo i dati registrati e verificati dall'Agenzia di stampa per i diritti umani Hrana ( Human rights), organizzazione non governativa dedicata alla difesa dei diritti umani nel Paese. Hrana afferma che le cifre si basano sugli episodi registrati e verificati nel suo database, utilizzando il numero minimo di vittime confermate laddove le segnalazioni indicano totali superiori.
Iran: Teheran, gravemente danneggiato storico centro medico
Il portavoce del ministero della Salute iraniano, Hossein Kermanpour, ha dichiarato che l'Istituto Pasteur dell'Iran, un centro di ricerca medica fondato nel 1920, è stato gravemente danneggiato da un attacco. In un post su X, Kermanpour ha definito l'attacco al "pilastro centenario della salute globale" di Teheran un "attacco diretto alla sicurezza sanitaria internazionale". Il ministro pubblicato immagini dal luogo dell'attacco che mostrano l'edificio gravemente danneggiato, con parti della struttura ridotte in macerie
Attacchi dell'Idf su vasta scala contro Pasdaran a Teheran
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver condotto una serie di attacchi "su vasta scala" a Teheran. Le forze israeliane, riporta Al Jazeera, hanno effettuato ieri una serie di attacchi contro le infrastrutture i Guardiani della Rivoluzione nella capitale iraniana, secondo quanto dichiarato dall'esercito. Tra gli obiettivi figurava una base delle forze di terra dei Pasdaran, ha scritto l'esercito in un comunicato su Telegram. Le forze hanno anche attaccato un quartier generale mobile con i comandanti al suo interno e un deposito di missili balistici a Tabriz. Dall'inizio della guerra, Israele ha preso di mira "centinaia" di siti dei Guardiani della Rivoluzione in tutto l'Iran, afferma il comunicato.
Iran: media, almeno tre morti in attacchi nel sud del Libano
L'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nan) ha riferito che un "attacco aereo nemico" ha colpito un edificio nella città di Kfar Sir, nel sud del Libano, uccidendo almeno tre persone. L'agenzia ha anche segnalato raid aerei nelle città di Yatar, Harouf e Zibdine. Secondo Al Jazeera, le forze israeliane hanno intensificato gli attacchi in Libano nel contesto della guerra in Iran, portando avanti un'invasione di terra in alcune zone del Libano meridionale.
Teheran: "Mojtaba è in perfetta salute, in tempo di guerra non si appare in pubblico"
Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei è rimasta illesa in seguito agli attacchi aerei statunitensi e israeliani, aggiungendo che non apparire in pubblico è una prassi comune in tempo di guerra. Il figlio del defunto Ali Khamenei, ucciso in un attacco all'inizio della guerra, è "in perfetta salute", secondo quanto affermato dal portavoce Esmaeil Baghaei, ripreso da Iran International.
Cina: entrambe le parti cessino azioni militari
Il ministero degli Esteri cinese ha esortato le parti a ridurre le tensioni relative all'Iran, affermando che i mezzi militari non possono risolvere la crisi e ha invitato tutte le parti a interrompere le operazioni militari e ad evitare ulteriori danni all'economia globale e alla sicurezza energetica, in seguito alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump.
Oggi la videoconferenza di 35 paesi per Hormuz
Circa 35 Paesi si riuniscono oggi su iniziativa del Regno Unito per affrontare la paralisi dello stretto di Hormuz scatenata dalla guerra in Iran, che secondo il presidente Donald Trump continuerà ancora alcune settimane. A convocare il vertice virtuale è stato il primo ministro britannico Keir Starmer, che ha affidato la guida dei lavori al ministro degli Esteri Yvette Cooper, quindi si tratta di consultazioni a livello di capi delle diplomazie e per l'Italia si collegherà il ministro Antonio Tajani. La riunione è prevista alle 13. L'obiettivo dichiarato è ambizioso: ristabilire la libertà di navigazione in un'area attraverso cui, in condizioni normali, transita circa un quinto del petrolio mondiale e una quota significativa di gas naturale liquefatto. Dalla fine di febbraio, quando sono scattati gli attacchi congiunti israelo-americani, Teheran ha di fatto bloccato il passaggio, provocando un'impennata dei prezzi energetici e gravi ripercussioni sulle catene di approvvigionamento. Alla riunione partecipano, tra gli altri, Francia, Germania, Italia, Giappone e Paesi Bassi, firmatari di una dichiarazione congiunta già a metà marzo. Nel frattempo, altri Paesi si sono aggiunti e i 'volentori di Hormuz a consulto oggi dovrebbero essere almeno 35 . Il vertice servirà a valutare strumenti diplomatici e politici per garantire la sicurezza delle navi e degli equipaggi ancora bloccati, oltre a favorire la ripresa dei traffici commerciali essenziali.(Segue) Orm 20260402T085938Z
Quattro droni "intercettati e distrutti" in Arabia Saudita
Il ministero della Difesa saudita sulla piattaforma social X ha annunciato "l'intercettazione e la distruzione di quattro droni nel corso delle ultime ore".
Iran: "Non sopporteremo circolo vizioso guerra-negoziati-cessate il fuoco"
"Siamo determinati a continuare la nostra difesa contro l'aggressione statunitense-israeliana, finché questa guerra illegale continuerà", ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, citato dall'Irna, sottolineando: "L'Iran non sopporterà il circolo vizioso di guerra-negoziati-cessate il fuoco, per poi ripetere lo stesso schema. Questo è catastrofico non solo per l'Iran, ma per l'intera regione e oltre".
Iran: Teheran risponde a Trump, si aspetti attacchi devastanti a Usa e Israele
L'esercito iraniano promette attacchi "devastanti" contro Stati Uniti e Israele dopo le minacce di Donald Trump. "Con fiducia in Dio onnipotente, questa guerra continuerà fino alla vostra umiliazione, disgrazia, rammarico certo e permanente e resa - ha dichiarato il comandante operativo militare iraniano Khatam Al-Anbiya in un comunicato diffuso dalla televisione di stato.
Attacchi missilistici su Israele
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver respinto un altro attacco missilistico iraniano, il quarto in sei ore. Le forze israeliane "hanno identificato missili lanciati dall'Iran verso lo Stato di Israele" e "i sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia", secondo un comunicato militare diffuso mentre le sirene antiaeree risuonavano in diverse zone del nord di Israele. Non si segnalano vittime, secondo i servizi di emergenza israeliani.
Trump: "Chi riceve petrolio da Hormuz, vada allo stretto e se lo prenda"
Non importiamo petrolio tramite lo Stretto di Hormuz, non ne abbiamo i bisogni. I paesi che lo ricevono da Hormuz vadano allo Stretto e se lo prendano". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, ribadendo che una volta che la guerra finirà Hormuz "riaprirà naturalmente".
Wall Street, future in calo dopo il discorso di Trump
I future a Wall Street viaggiano in forte calo dopo dopo che il presidente Donald Trump, in un discorso alla nazione, ha avvertito che Washington avrebbe "colpito" l'Iran "con estrema durezza" entro due o tre settimane.
Tuttavia, Trump ha osservato che gli obiettivi principali del conflitto sono ormai prossimi al raggiungimento, esortando gli alleati a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz e sottolineando che gli Stati Uniti non ne hanno piu' "bisogno".
Oggi sara' l'ultimo giorno di contrattazioni settimanali in vista della chiusura del Venerdi' Santo, e l'attenzione sara' rivolta alle richieste di sussidi di disoccupazione che precede il rapporto sui salari di marzo.
I future sul Nasdaq 100 cedono l'1,57%, quelli sull'S&P 500 registrano una flessione dell'1,27% e quelli sul Dow Jones arretrano dell'1,06%.
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