Non è ancora certa la provenienza, ma la cosa sicura è che nel pomeriggio un razzo ha colpito la base di Shama, nel sud del Libano. È il quartier generale del contingente italiano impegnato con Unifil, la forza d’interposizione Onu. Non ci sono militari italiani feriti ma solo lievi danni alle infrastrutture, ha fatto sapere la stessa Unifil. La situazione rimane in divenire, tanto che il ministro della Difesa Guido Crosetto continua a ricevere aggiornamenti dal capo di Stato maggiore della Difesa ed è in contatto con il comandante del contingente italiano di stanza a Shama. Anche perché un episodio simile era capitato un paio di settimane fa.

I precedenti

Non è infatti la prima volta che il contingente italiano, in qualche modo, viene messo nel mirino. A metà marzo i detriti di un razzo lanciato da Hezbollah e intercettato dalle difese israeliane avevano colpito sempre Shama, anche in quell’occasione non erano stati coinvolti soldati italiani – ce ne sono 1.300 in Libano – con l’allerta che per tempo aveva fatto scendere nei bunker le unità. Erano però stati distrutti mezzi militari. 

Nel novembre 2024 altro caso, in quell’occasione invece quattro membri dell’esercito italiano erano stati feriti. Ma non serve andare troppo indietro nel tempo per registrare le ultime vittime. Tre giorni fa, infatti, tre peacekeepers indonesiani sono rimasti uccisi nel fuoco incrociato tra Israele e milizie armate, sempre nel sud del Libano.

Razzi continui

Il generale Diodato Abagnara, capo missione e comandante Unifil, in un’intervista all’Ansa solo due giorni fa aveva avvertito del clima teso e complicato: «Qui a Sud la situazione nell’ultimo periodo non è mai stata così intensa negli ultimi anni. Nell’ultima settimana ci sono stati molti combattimenti tra le milizie Hezbollah e le forze israeliane, il personale per ragioni di sicurezza raggiunge quotidianamente i bunker ove necessario per evitare effetti collaterali dovuti ad attacchi aerei, artiglieria e lanci di razzi tra Hezbollah e le Idf».

«Ma abbiamo la capacità di adattarci in sicurezza alla situazione riducendo ogni rischio per il personale. Nell’ultima settimana sono stati superati i cento lanci quotidiani di razzi da parte di Hezbollah e i 300 dell'Idf, secondo i dati riportati e lo scontro rimane limitato tra loro senza nessun coinvolgimento. Sono inoltre innumerevoli invece le traiettorie aeree ogni giorno, che comprendono passaggi di aerei, elicotteri, razzi e droni che sorvolano l’area» ha aggiunto.

Missione in balìa

La missione, che viene prorogata annualmente, allo stato attuale scade a fine 2026. E, a scanso di sorprese, sarà smantellata nel corso del 2027. Dall’Italia negli ultimi anni, con la riaccensione del conflitto in Medio Oriente, non sono mancate le perplessità riguardo il ruolo di Unifil nel contesto regionale. I soldati internazionali si sono infatti trovati tra due fuochi, senza poter attuare particolari manovre. Crosetto ha in più di un’occasione ricordato come il problema siano, da sempre, le regole d’ingaggio imposte.

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