Alle ore 2:00 italiane scade l’ultimatum di Donald Trump al regime di Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz. In caso contrario, il presidente Usa ha promesso di riportare il paese «all’età della pietra» e di attaccare centrale elettriche e ponti. È un bluff per mettere pressione al regime? Oppure è veramente l’ultimatum definitivo? Quel che è certo è che il tycoon non è insolito a lanciare scadenze di questo tipo.

Lo ha già fatto a inizio anno con il Venezuela, e ancora prima anche con Hamas a Gaza per il rilascio degli ostaggi israeliani o sull’introduzione di dazi nei confronti dei paesi europei se non avessero esaudito le sue volontà. Finora è stato un presidente che in politica estera ha comandato a suon di ultimatum non è chiaro se sia una strategia comunicativa collaudata oppure sia soltanto sintomo di disorganizzazione. Per ora, resta da capire se questo sarà quello definitivo contro l’Iran. Nelle ultime ore il tycoon ha rilanciato dicendo: «Questa notte un’intera civiltà morirà. Non vorrei che accadesse, ma probabilmente succederà. Tuttavia, ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, in cui prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse può accadere qualcosa di rivoluzionario e meraviglioso».

Il primo di tanti

Il primo risale allo scorso 21 marzo. Sul suo social network Truth ha minacciato di distruggere «le centrale elettriche, a partire dalla più grande!» se Teheran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz «entro 48 ore». Alla scadenza ha detto che erano in corso negoziati «produttivi» con la leadership iraniana, che erano vicini a trovare un accordo e che quindi l’ultimatum era rimandato di cinque giorni.

Si arriva così al 26 marzo, con i mercati in fibrillazione e nessun accordo ancora all’orizzonte. Il Pakistan, l’Egitto e la Turchia avevano iniziato a cercare di far partire i negoziati indiretti tra le parti e stavano lavorando a una bozza di proposta. A quel punto la Casa Bianca ha esteso nuovamente l’ultimatum al 6 aprile alle ore 20 di Washington, giorno in cui più volte ha affermato che sarebbe conclusa la guerra.

Nel fine settimana pasquale, però, i negoziati non hanno prodotto risultati degni di nota e così è arrivata l’ennesima scadenza tra messaggi aggressivi e nuove minacce: «Aprite quel cazzo di stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno», ha detto Trump. Questa volta il termine ultimo è fissato per il 7 aprile.

In ogni caso, nonostante gli ultimatum lanciati nelle ultime settimane, i bombardamenti aerei di Stati Uniti e Israele contro gli obiettivi iraniani sono proseguiti. E il Pentagono sta anche riflettendo se portare avanti anche un’operazione militare via terra con un migliaio di Marines. Un’opzione che – nonostante le critiche di diversi analisti ed esperti – al momento è ancora sul tavolo.

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