L’emittente televisiva araba, Al Arabiya, ha reso noto che sarebbe in corso «la fase di finalizzazione del testo di un accordo tra Stati Uniti e Iran». La notizia arriva dopo scambi reciproci di avvertimenti e ha preceduto la dichiarazione del presidente Usa, Donald Trump: «Siamo nelle fasi finali del negoziato». Secondo la tv di Riad, inoltre, «il capo dell'esercito pakistano potrebbe recarsi domani in Iran per annunciare che la bozza finale dell'accordo è stata completata» e «il prossimo ciclo di negoziati si terrà a Islamabad dopo la stagione dell’Hajj».

Il presidente Usa Donald Trump era tornato a minacciare l’Iran con un nuovo ultimatum di due o tre giorni: «Concluderemo presto il lavoro», ha affermato, sostenendo che Teheran non avrà un’arma nucleare. Intanto, il Senato Usa ha approvato una risoluzione sui poteri di guerra che porrebbe fine al conflitto con l’Iran a meno che il presidente Donald Trump non ottenga l’autorizzazione del Congresso. Il via libera è arrivato anche con i voti di alcuni repubblicani. 

Il tycoon è poi intervenuto per chiarire gli equilibri di potere nell’asse con Tel Aviv. Sulla guerra in Iran, «Netanyahu farà quello che voglio io», ha detto ai cronisti appostati fuori dall’aereo presidenziale.  

Secondo il New York Times, Israele e Stati Uniti avrebbero designato l’ex presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad come successore del presidente in carica Masoud Pezeshkian dopo la fine della guerra. Il quotidiano Usa cita fonti statunitensi secondo cui Israele avrebbe elaborato un ambizioso piano, poi naufragato.

PUNTI CHIAVE

18:27

Trump: "Siamo nelle fasi finali del negoziato con l'Iran"

17:24

Media arabi, spiragli di pace: "In fase finale testo di un accordo Usa-Iran"

16:08

Trump: "Netanyahu farà quello che voglio io"

18:27

Trump: "Siamo nelle fasi finali del negoziato con l'Iran"

"Siamo nelle fasi finali dei negoziati con l'Iran. Vedremo cosa accadrà", ha fatto sapere Donald Trump, sottolineando che o si raggiungerà un accordo oppure "dovremo intraprendere azioni un po' spiacevoli. Speriamo, tuttavia, che ciò non accada". 

17:24

Media arabi, spiragli di pace: "In fase finale testo di un accordo Usa-Iran"

L'emittente araba Al Arabiya ha reso noto che sarebbero in corso le fasi di perfezionamento di un accordo di pace tra Usa e Iran, citando fonti informate. Prosegue la tv di Riad: "Il capo dell'esercito pakistano potrebbe recarsi domani in Iran per annunciare che la bozza finale dell'accordo è stata completata. Il prossimo ciclo di negoziati si terrà a Islamabad dopo la stagione dell'Hajj".

16:50

Arabia Saudita: "Iran colga gli sforzi per i negoziati ed eviti una nuova escalation"

Dopo aver lodato le aperture diplomatiche di Trump, il ministro degli Esteri dell'Arabia Saudita, Faisal bin Farhan, ha scritto su X: "Speriamo che l'Iran colga l'opportunità per evitare le pericolose conseguenze di un'escalation e risponda con urgenza agli sforzi per far progredire negoziati che portino a una pace duratura nella regione e nel mondo"

16:22

Scambio di avvertimenti Usa-Iran. Trump: "Accordo o provvedimenti drastici", Ghalibaf: "Rafforziamo i preparativi per una risposta energetica in caso di attacchi"

Dopo aver tagliato corto sul premier israeliano, il presidente Usa Trump ha affermato: "Siamo alle fasi finali della questione iraniana. Vedremo cosa succederà. O si raggiungerà un accordo, oppure dovremo prendere provvedimenti un po' drastici, ma speriamo che non accada". Poco prima, il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato in una nota audio: "Gli Usa vogliono iniziare una nuova guerra. Dobbiamo rafforzare i nostri preparativi per una risposta efficace ed energica a qualsiasi potenziale attacco".

16:08

Trump: "Netanyahu farà quello che voglio io"

"Un brava persona", così il presidente Usa Donald Trump ha definito il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu, parlando con i cronisti prima di salire sull'Air Force One. Ha poi lodato la sua leadership, ma accanto è arrivata la presa di posizione: riguardo alla guerra in Iran, "farà quello che voglio io".

15:25

Abu Dhabi: oleodotto alternativo a Hormuz pronto al 50%

L'amministratore delegato della compagnia petrolifera statale di Abu Dhabi (Adnoc), Sultan Al Jaber, ha evidenziato i progressi del paese del Golfo per attrezzarsi di fronte al blocco di Teheran: il progetto del nuovo oleodotto, che dovrebbe fornire un'alternativa al passaggio presso lo Stretto di Hormuz è pronto al 50 per cento. A metà, dunque. Secondo le stime, dovrebbe trasportare circa 3,6 milioni di barili di petrolio greggio al giorno, entro il 2027.

15:01

La richiesta degli Emirati: "Iraq impedisca gli attacchi iraniani dal suo territorio"

Gli Emirati Arabi Uniti bussano alle porte di Baghdad: "L'Iraq impedisca urgentemente e senza condizioni tutti gli atti ostili provenienti dal suo territorio", ha scritto in una dichiarazione il ministro degli Esteri emiratino, Abdullah bin Zayed Al Nahyan. Nei giorni passati, un drone iraniano proveniente da territorio iracheno aveva attaccato una centrale nucleare del paese del Golfo.

14:52

ll ministro degli Esteri israeliano attacca Ben Gvir: "Spettacolo vergognoso, tu non sei il volto di Israele"

Sul video denigratorio pubblicato sui social dal ministro della Sicurezza Ben-Gvir, il governo israeliano si spacca. Arrivano accuse dal ministero degli Esteri, firmate da Gideon Sa'ar: "Hai causato  un danno allo Stato in questo spettacolo vergognoso, e non è la prima volta. Hai gettato alle ortiche sforzi enormi compiuti da molti, molti altri, dai soldati delle forze armate fino ai dipendenti del ministero degli Esteri", ha scritto  su X, per poi aggiungere: "No, tu non sei il volto di Israele". Ben-Gvir replica duramente: "Alcuni nel governo non hanno ancora capito come comportarsi con i sostenitori del terrorismo". E aggiunge: "Chiunque venga sul nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas prenderà una sberla e non porgeremo l'altra guancia".

14:48

G7, Trump andrà al vertice in Francia dal 15 al 17 giugno

Il presidente Usa Donald Trump parteciperà al vertice del G7 a Evian, tra il 15 e il 17 giugno. Lo ha detto all'Afp una fonte della Casa Bianca. Il summit è organizzato dal presidente francese Emmanuel Macron, che aveva rinviato il vertice di un giorno, per non farlo coincidere con il compleanno di Trump, il 14 giugno. 

14:36

L'ira dell'Italia per il video di Ben Gvir: attivisti legati e bendati tra violenza e derisione

Sugli account ufficiale del ministro israeliano Itamar Ben Gvir, è comparso un video sulla sua visita al porto di Ashdod, dove sono detenuti gli attivisti della flottiglia fermati dalla marina militare dello Stato ebraico. Si intitola "Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo" e mostra gli attivisti legati con delle fascette, bendati, in ginocchio mentre le guardie li strattonano e il ministro li deride, al grido di "Benvenuti in Israele, qui siamo i padroni di casa. 
Arriva immediata la condanna di vari esponenti del governo e delle opposizioni italiane. "Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona", hanno detto la premier Meloni e il ministro degli Esteri Tajani, chiedendo formalmente delle scuse da Israele. Intanto, la Farnesina ha convocato l'ambasciatore israeliano.

14:25

Iran, Araghchi invitato dalla Cina a una riunione Onu a New York

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sta valutando un viaggio a New York per partecipare a una riunione alle Nazioni Unite sotto la presidenza della Cina. Lo ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri all'agenzia Isna.

Rispondendo a una domanda sulla possibilità di un viaggio del ministro degli Esteri negli Stati Uniti nei prossimi giorni, il portavoce ha confermato che Araghchi è stato invitato dalla presidenza di turno cinese. Pechino intende organizzare una riunione speciale dei ministri degli Esteri su questioni relative alla pace e alla sicurezza internazionale.

12:58

Cina e Russia condannano gli attacchi all'Iran e il rapimento di Maduro

In una dichiarazione congiunta al termine del vertice tra Xi Jinping e Vladimir Putin, Cina e Russia condannano l'attacco all'Iran e il sequestro del presidente venezuelano Nicolas Maduro.

Pechino e Mosca denunciano "attacchi militari traditori contro altri Paesi, l'uso ipocrita dei negoziati come copertura per preparare tali attacchi, l'assassinio di leader di Stati sovrani, la destabilizzazione della situazione politica interna di questi Stati e la provocazione di un cambio di regime".

Per quanto riguarda il Venezuela si stigmatizza "il rapimento sfacciato di leader nazionali per processarli". Tutto questo, si sottolinea, provoca "danni irreparabili alle fondamenta dell'ordine mondiale".

12:10

Trump e Netanyahu hanno avuto "una prolungata e drammatica conversazione telefonica"

Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno avuto una conversazione telefonica descritta come ''prolungata e drammatica''. Lo riporta Channel 12.

12:08

Ministro degli Interni pachistano oggi a Teheran

Mohsin Naqvi, ministro degli Interni del Pakistan, incontrerà alcuni funzionari oggi a Teheran. Lo riporta Tasnim, agenzia di stampa iraniana. Per Naqvi si tratterà del secondo viaggio a Teheran in una settimana, mentre Islamabad continua a guidare gli sforzi di mediazione tra Washington e Teheran.

11:35

Libano, 15 persone uccise da Israele nelle ultime 24 ore, anche bambini

Israele continua a bombardare il sud del Libano e la valle orientale della Bekaa nonostante il cessate il fuoco del 17 aprile, prorogato nei giorni scorsi per altri 45 giorni, mentre Hezbollah rivendica nuovi attacchi con droni e razzi contro postazioni e mezzi militari israeliani. Lo riferiscono media libanesi secondo cui nelle ultime 24 ore almeno 15 persone sono state uccise oggi nei raid israeliani nel sud del paese.

Tra le vittime, anche quattro bambini morti in un bombardamento contro una casa a Deir Qanun an Nahr, nella regione di Tiro.

Altre vittime sono state segnalate a Kfarsir, Haruf, Nabatiye e Froun.

L'esercito israeliano ha ordinato lo sfollamento forzato e immediato di 12 località nel sud del Libano e nella Bekaa, tra cui aree di Nabatiye, Tiro e Jezzine.

Secondo Haaretz, un drone proveniente dal Libano è esploso nel nord di Israele causando due feriti.

10:00

Araghchi: «Un eventuale ritorno in guerra porterebbe molte sorprese»

Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha avvertito che un eventuale ritorno alla guerra con l'Iran porterebbe "molte altre sorprese", affermando che le forze armate iraniane hanno acquisito nuove esperienze e capacità durante l'ultima aggressione statunitense-israeliana. Lo riporta l'agenzia Irna. Scrivendo su X Araghchi ha affermato che, mesi dopo l'inizio della guerra contro l'Iran, il Congresso degli Stati Uniti ha riconosciuto che decine di aerei, per un valore di miliardi di dollari, erano stati distrutti. "Le nostre potenti Forze Armate sono state le prime ad abbattere un F-35", ha dichiarato il ministro degli Esteri. "Grazie alle lezioni apprese e alle conoscenze acquisite, il ritorno alla guerra ci riserverà molte altre sorprese", ha aggiunto.

09:59

Pasdaran: «Se gli Usa attaccano, la guerra si estenderà oltre la regione»

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane minacciano di "estendere la guerra oltre la regione" qualora gli Stati Uniti attaccassero nuovamente l'Iran. "Non abbiamo ancora impiegato tutte le capacità della Rivoluzione Islamica contro di loro - affermano - Ma ora, se l'aggressione contro l'Iran si ripeterà, la guerra regionale promessa si estenderà questa volta oltre la regione, e i nostri colpi devastanti in luoghi inaspettati vi porteranno alla rovina totale". 

"Il nemico sionista-americano, che non ha tratto alcun insegnamento dai suoi ripetuti e gravi fallimenti strategici subiti durante la Rivoluzione Islamica dell'Iran, ha ricominciato a minacciare il Paese", si legge nella dichiarazione.

"Siamo uomini di guerra e vedrete la nostra potenza sul campo di battaglia, non nelle dichiarazioni vuote e sui social network" si legge, secondo quanto riportato da Tasnim.

08:34

Il Senato approva la risoluzione per limitare poteri di Trump in guerra con l'Iran

Il Senato degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione sui poteri di guerra che porrebbe fine alla guerra con l'Iran a meno che il presidente Donald Trump non ottenga l'autorizzazione del Congresso, un raro rimprovero al leader repubblicano 80 giorni dopo l'inizio degli attacchi delle forze statunitensi e israeliane contro l'Iran. Lo riporta la Reuters.

La votazione sulla misura procedurale per far avanzare la risoluzione si è conclusa con 50 voti a favore e 47 contrari, con quattro repubblicani, colleghi di Trump, che hanno votato insieme a tutti i democratici. Tre repubblicani erano assenti al voto. Sebbene il voto abbia poco significato pratico, dato che si è tenuto oltre i 60 giorni previsti dall'inizio della guerra, rappresenta comunque una simbolica condanna da parte dei Democratici della gestione del conflitto da parte di Trump. 

08:09

Mosca: «Pronti ad aiutare il negoziato tra Iran e Stati Uniti»

La Russia è pronta a dare una mano nei negoziati tra Iran e Stati Uniti, se necessario, ma non intende imporre i propri servizi, ha dichiarato il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov in un'intervista alla Tass. Trump auspica una rapida risoluzione del conflitto con l'Iran.

"La Russia è pronta a fornire tutta l'assistenza possibile per risolvere questo conflitto, come ben sanno le parti. Non abbiamo mai imposto i nostri servizi, né intendiamo farlo, ma se richiesto, offriremo il nostro aiuto", ha affermato. Ryabkov ha sottolineato che Mosca è sempre stata e rimane "impegnata a cercare soluzioni esclusivamente sul piano politico e diplomatico", accoglie con favore i tentativi di Washington e Teheran di riprendere il processo negoziale e rileva "il ruolo attivo della parte pakistana nella stabilizzazione della situazione e nella creazione delle condizioni per un progresso verso una pace duratura". 

08:00

Trump parteciperà al vertice G7 dei leader di giugno in Francia

Il presidente americano Donald Trump parteciperà al vertice dei leader del G7 in Francia a giugno per discutere di intelligenza artificiale, commercio e lotta alla criminalità: lo afferma Axios, in base a quanto detto da un funzionario della Casa Bianca. La presenza del tycoon era in dubbio, malgrado sia consuetudine che i leader Usa prendano parte ai vertici annuali, a causa della sua crescente irritazione nei confronti di Paesi del G7 - tra cui Regno Unito, Francia, Germania e Italia - per non essersi allineati al suo sforzo bellico in Iran, arrivando anche a minacciare ritorsioni. 

07:50

Teheran: «La Russia pronta a contribuire ai colloqui, le parti lo sanno»

La Russia è pronta a contribuire ai colloqui tra Stati Uniti e Iran sul conflitto militare in corso. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Tass. "La Russia è pronta a fornire tutta l'assistenza possibile per la risoluzione di questo conflitto, e le parti coinvolte ne sono ben consapevoli", ha affermato Ryabkov.

07:40

Trump: «Concluderemo presto il lavoro, l'Iran non avrà armi nucleari»

"Faremo un piccolo viaggio in un posto chiamato Iran. Dobbiamo impedire loro di pensare al nucleare e non permetteremo loro di avere un'arma nucleare". Lo ha detto il presidente Donald Trump, parlando alla Casa Bianca in occasione del Congressional Picnic. "Abbiamo fatto un lavoro eccezionale e penso che lo concluderemo molto rapidamente e non avranno un'arma nucleare: spero che lo faremo in modo molto piacevole". 

07:30

Missione Onu iraniana, tentativo Usa di insabbiare i propri crimini

L'Iran accusa gli Stati Uniti di tentare di "insabbiare" i propri crimini all'Onu. La missione iraniana presso le Nazioni Unite ha accusato Washington di "diffondere menzogne, false accuse e disinformazione contro l'Iran e il suo programma nucleare pacifico" in seno al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Gli Stati Uniti "continuano a violare il diritto internazionale attraverso blocchi marittimi illegali e un sostegno incondizionato ai crimini e alle atrocita' del regime israeliano in tutta la regione", ha affermato la missione iraniana all'Onu in un post su X.

"Di fatto, il colpevole e il ladro ora si atteggiano a pubblico ministero e giudice, cercando di insabbiare i propri crimini", ha ancora denunciato la missione. Le critiche di Teheran giungono mentre una risoluzione elaborata dagli Stati Uniti e dai Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo sullo Stretto di Hormuz avrebbe ottenuto il sostegno di circa due terzi degli Stati membri dell'Onu, in vista di una possibile votazione. 

07:15

Grossi (Aiea) preoccupato per centrale nucleare emiratina Barakah

Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha espresso preoccupazione per la situazione presso la centrale nucleare di Barakah negli Emirati Arabi Uniti, a seguito dell'attacco con droni di domenica. "Sebbene i livelli di radiazione rimangano nella norma e l'alimentazione elettrica esterna sia stata ripristinata, la situazione è motivo di grave preoccupazione", ha scritto Grossi su X dopo il briefing con il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Grossi ha affermato di aver comunicato al Consiglio di sicurezza che "gli attacchi contro impianti nucleari destinati a scopi pacifici sono inaccettabili e comportano rischi innegabili per le persone e l'ambiente".

In contatto con i leader della regione del Golfo, ha confermato che l'Aiea continuerà a fare tutto ciò che rientra nel suo mandato per contribuire a garantire la sicurezza nucleare e sostenere gli sforzi per una soluzione diplomatica. Grossi ha annunciato, infine, che si recherà presto nella regione del Golfo.

07:00

Cbs, localizzate dieci mine nello Stretto di Hormuz

Una nuova valutazione dell'intelligence statunitense indica che sono state individuate circa dieci mine nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Cbs News, citando funzionari americani coinvolti nel dossier. Secondo Cbs, la precedente valutazione parlava di circa 12 mine, ma non è noto il tipo di mine collocate. Secondo precedenti rapporti, le mine posizionate dall'Iran rappresentano un ostacolo alla piena riapertura dello stretto. La difficolta' a localizzarle e' doppia: da un lato Teheran non e' certa del luogo preciso in cui le ha collocate, dall'altro alcune di queste mine vengono trascinate dalle correnti marine e cambiano posizione. 

06:30

Wsj, secondo i mediatori scarsi progressi nei colloqui con gli Usa

Secondo i mediatori, i negoziati tra Stati Uniti e Iran hanno registrato scarsi progressi. Lo riferisce il Wall Street Journal, sottolineando che l'Iran continua a chiedere la fine delle ostilità, aiuti finanziari, riparazioni di guerra e un ruolo nella supervisione dello Stretto di Hormuz. Al contempo Teheran rimane in disaccordo con le richieste statunitensi sul programma nucleare.

Il Wsj ha riportato che, secondo quanto affermato da mediatori regionali e funzionari statunitensi a conoscenza dei termini, la posizione dell'Iran nei colloqui con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra non è cambiata molto rispetto ai precedenti tentativi, che finora non hanno portato a progressi verso un accordo. Tale valutazione solleva dubbi sulla possibilità di trovare una via d'uscita dal conflitto. Queste dichiarazioni sono giunte dopo che il presidente Trump ha affermato di aver annullato gli attacchi militari previsti per ieri, alla luce di quelli che ha definito "sviluppi positivi al tavolo delle trattative", e dietro richiesta dei Paesi del Golfo. 

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