Una mappa del Golfo persico con i nomi cambiati e con lo stretto di Hormuz ribattezzato «stretto di Trump». È l’ultima uscita del presidente americano sulla piattaforma Truth, nelle stesse ore in cui l’amministrazione Usa respingeva la proposta dell’Iran per un cessate il fuoco di sette giorni. Come riporta il Wall Street Journal, che cita funzionari statunitensi, il tycoon ha anche riferito di voler riprendere i bombardamenti sulla Repubblica islamica dopo le elezioni di midterm.

La proposta di Teheran, rigettata dalla Casa Bianca, avrebbe portato alla riapertura dello stretto di Hormuz e alla ripresa dei negoziati sul nucleare, in cambio della revoca da parte degli Usa del blocco dei porti iraniani. La mossa di Trump offre così un argomento retorico al regime di Teheran, che potrà rivendicare disponibilità al dialogo e sostenere che per la terza volta è stata Washington a far saltare il banco.

Intanto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un’intervista alla Cbs, ha confermato che consentirà di nuovo l’ingresso nel Paese agli ispettori nucleari dell’Onu: se vorranno entrare e condurre ispezioni «possiamo raggiungere accordi e intese su questo specifico tema nell’ambito dei negoziati», ha detto Pezeshkian, secondo cui Teheran non sta cercando di costruire un’arma nucleare.

Tra Pechino e Riad

Nel frattempo qualcosa si sta muovendo tra i partner dell’Iran. Axios scrive che durante il vertice di giovedì con il presidente cinese Xi Jinping, Trump avrebbe chiesto a Pechino di interrompere qualsiasi forma di assistenza all’Iran. E l’ambasciatore statunitense nel Paese, David Perdue, ha riferito che la Cina avrebbe già ridotto alcune forme di assistenza a Teheran.

Intanto non si fermano gli attacchi degli Houthi verso l’Arabia Saudita: nella notte le difese aere di Riad hanno intercettato e distrutto due droni lanciati dai ribelli. Già venerdì i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Pakistan e Turchia si erano riuniti per discutere come sostenere il Paese nell’ambito del patto di difesa siglato ad agosto. Ma una mossa diplomatica l’ha fatta anche il gruppo yemenita tramite un messaggio all’Ue: una lettera in cui rassicurano che non prenderanno di mira le navi europee nel mar Rosso.

© Riproduzione riservata