Il governo ha approvato la tregua ma Netanyahu avvisa che «se la fase due dell’accordo fallisce e Hamas non accetta le richieste di sicurezza, l'Idf tornerà a combattere intensamente a Gaza»
(in aggiornamento)
Il cessate il fuoco a Gaza «entrerà in vigore domenica 19 gennaio alle 08.30», le 7.30 in Italia. L'esercito d'Israele (Idf), conferma in una nota quanto già annunciato dal Qatar. «L'Idf si è preparato a ricevere gli ostaggi dopo il loro rilascio dalla prigionia di Hamas e sta operando per fornire un adeguato supporto fisico e psicologico, con la massima attenzione a ogni dettaglio», si legge. Intanto continuano i raid israeliani sulla Striscia: l'agenzia di stampa palestinese Wafa riporta che nella notte cinque membri di una famiglia, inclusi tre bambini, sono stati uccisi in un bombardamento che ha preso di mira una tenda che ospitava gli sfollati nell'area di Mawasi.
Ieri dopo una lunghissima giornata di trattative, il governo israeliano ha approvato l'accordo siglato a Doha nella notte tra giovedì e venerdì da Israele e Hamas sul cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi. In precedenza aveva deciso positivamente il gabinetto di sicurezza, con i soli voti contrari dei due ministri di ultradestra Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich, oltre a David Amsalem del Likud, lo stesso partito del premier.
Israele rilascerà 737 prigionieri nella prima fase dell'accordo di tregua con Hamas in cambio della liberazione dei primi ostaggi israeliani. Mentre l'unità governativa per gli ostaggi ha notificato alle famiglie interessate che i loro cari fanno parte dei 33 rapiti che dovrebbero essere liberati nella prima fase dell'accordo. Gerusalemme, secondo l'accordo, riceverà un rapporto completo sullo stato di tutti coloro che sono sulla lista sette giorni dopo l'inizio del cessate il fuoco. L'ordine di rilascio non è ancora noto. Le identità di coloro che sono destinati a tornare dovrebbero essere fornite 24 ore prima di ogni rilascio.
Il primo ministro Benyamin Netanyahu dopo la ratifica dell’accordo ha detto che Israele «ha ricevuto garanzie inequivocabili da entrambi i presidenti Usa, sia Joe Biden che Donald Trump, che se i negoziati sulla fase due dell'accordo falliscono e Hamas non accetta le richieste di sicurezza, l'Idf tornerà a combattere intensamente a Gaza con il sostegno degli Stati Uniti».
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