Un patto con Mosca per aumentare la fornitura di gasolio agli Usa e ai mercati globali. È l’annuncio su Truth del presidente americano Donald Trump, che punta a frenare l’impennata dei prezzi del carburante.

«La Russia fornirà immediatamente 300mila tonnellate di gasolio al mercato americano e globale, altre 500mila tonnellate a novembre e un milione di tonnellate subito dopo. Inoltre, consegnerà entro breve tempo tre milioni di tonnellate di gasolio», ha scritto Trump dopo la telefonata con il leader russo Vladimir Putin.

Il dipartimento del Tesoro Usa ha poi confermato di aver sospeso le sanzioni al diesel russo rilasciando una licenza temporanea per consentirne la fornitura al mercato globale. La sospensione delle sanzioni resterà in vigore fino al 7 aprile 2027.

La decisione arriva a poche settimane dalle elezioni di midterm negli Stati Uniti. Una dimensione elettorale confermata dallo stesso Trump: «Prezzi più bassi per gli americani, soprattutto per i nostri agricoltori, allevatori e autotrasportatori sono la mia priorità».

Ingiusta e disonesta

Citando un funzionario Usa, Axios ha riportato che la decisione di procedere con l’accordo sarebbe stata presa dopo che Volodymyr Zelensky ha «ignorato le nostre richieste» di cessare gli attacchi contro le raffinerie russe.

A intesa fatta, durissima è stata la reazione del presidente ucraino: «La pace non si raggiunge mai con la debolezza. Fare regali a Putin non porterà la pace né alcun beneficio al mondo civilizzato. È una decisione ingiusta e disonesta che sembra un regalo di compleanno per Putin». Parole che difficilmente piaceranno all’inquilino della Casa Bianca.

Ai tavoli e sul campo

La notizia dell’intesa è arrivata durante l’incontro a Miami tra i negoziatori Usa Steve Witkoff e Jared Kushner e i funzionari ucraini ed europei. Un vertice per presentare «nuove idee e proposte» per la pace durante il quale gli Usa hanno discusso la possibilità di risolvere il conflitto «prima dell’inizio dell’inverno». L’accordo Trump-Putin ha però spinto la delegazione di Kiev a lasciare in anticipo la Florida: la seconda giornata di negoziati, prevista per oggi, non avrà quindi luogo.

Nel frattempo la guerra sul campo non conosce tregua. Dopo che giovedì 35 persone sono state uccise dagli attacchi russi nella regione di Donetsk, nella notte tra venerdì e sabato il Cremlino ha colpito un edificio residenziale a Zaporizhzhia causando almeno 11 morti morti e 11 feriti.

In risposta, Zelensky ha annunciato che le forze ucraine hanno colpito una raffineria petrolifera russa a Omsk. L’Ucraina ha anche messo parzialmente fuori uso il secondo data center più importante della Russia, gestito dalla società tecnologica Yandex.

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