Mentre Tel Aviv e Beirut raggiungono un rinnovo del cessate il fuoco in attesa di un ciclo più ampio di colloqui, in un raid su Gaza muoiono nove persone. Trump annuncia di voler incontrare Khamenei
Israele e Libano hanno concordato un rinnovo del cessate il fuoco e l'istituzione di zone di sicurezza controllate dall'esercito libanese, che escluderanno Hezbollah.
La tregua sarà subordinata alla «cessazione completa del fuoco di Hezbollah e all'evacuazione di tutti i suoi membri dal settore del Litani meridionale». Si tratta del primo passo verso un nuovo ciclo di colloqui in programma dal 22 giugno per raggiungere un "accordo globale".
Tuttavia, in una dichiarazione, la milizia sciita ha respinto l’accordo di cessate il fuoco. Sostiene che “qualsiasi accordo accettabile debba iniziare con il ritiro completo di Israele da tutto il territorio libanese” e dice poi di considerare "il ritorno degli sfollati, gli sforzi di ricostruzione e il rilascio dei prigionieri libanesi come condizioni essenziali per qualsiasi futuro accordo".
Nel frattempo continuano a cadere bombe israeliane su Gaza City, dove è stato colpito un condominio: l’attacco ha provocato nove morti di cui 4 bambini.
Per quanto riguarda il fronte iraniano, invece, negli Usa la Camera approva una risoluzione che ordina il ritiro delle truppe americane dalla guerra in Iran, un duro colpo politico per il presidente Donald Trump. La risoluzione, adottata con quattro sì Repubblicani, è in gran parte simbolica, perché il presidente può porre il veto. Intanto Trump ha annunciato anche di voler incontrare Khamenei e che i colloqui con l'Iran potrebbero chiudersi in settimana.
C’è però un elemento da tenere d’occhio: secondo il Wall Street Journal, infatti, il tycoon porrebbe decidere di porre fine al cessate il fuoco se venissero uccise truppe americane.
La tregua nei raid aerei, effettivamente in atto da settimane, rimane in vigore nonostante il susseguirsi costante di violenti scontri. La riluttanza del presidente a riaccendere la guerra suggerisce che potrebbe essere disposto a sopportare piccoli focolai di violenza per settimane, o addirittura mesi, pur di evitare un conflitto più ampio in Medio Oriente.
I ripetuti attacchi hanno però aumentato la pressione su Trump e messo in dubbio la sostenibilità a lungo termine del cessate il fuoco.
PUNTI CHIAVE
11:20
Hezbollah respinge l'accordo di cessate il fuoco
11:10
Casco blu Unifil ucciso, Belgrado: "Era serbo". Cordoglio del governo italiano
10:08
Afp: "Ucciso un casco blu nel sud del Libano". Due feriti
Hezbollah: "Abbattuto un carro armato israeliano vicino al castello di Beaufort"
Hezbollah afferma di aver colpito e distrutto un carro armato israeliano Merkava nei pressi del castello di Beaufort, in Libano, con un missile. Lo riporta Al Jazeera.
Idf, abbattuti bersagli aerei nell'area dove operano truppe nel sud del Libano
In seguito agli allarmi scattati in diverse comunità della Galilea occidentale, il portavoce dell'Idf ha dichiarato che "sono stati abbattuti bersagli aerei sospetti nell'area in cui operano le forze israeliane nel Libano meridionale. Non ci sono state vittime". Ha inoltre precisato che gli allarmi relativi al lancio di razzi e missili sono scattati in seguito a tentativi di intercettazione. Per quanto riguarda gli allarmi attivati a Metula, ha affermato che si trattava di falsi allarmi.
Kallas, "morte casco blu mostra la fragilità della tregua in Libano"
"L'ultimo cessate il fuoco tra Israele e Libano offre l'opportunità di evitare un ritorno a ostilità su vasta scala. Ma la morte di un casco blu dell'Unifil e il protrarsi di scontri e incidenti dimostrano quanto fragile sia l'accordo raggiunto". Lo scrive su X l'Alta rappresentante dell'Ue, Kaja Kallas. "Il modo migliore per ridurre la minaccia rappresentata da Hezbollah è rafforzare lo Stato libanese, consolidarne le istituzioni e ristabilire il monopolio dell'uso della forza da parte delle autorità statali", aggiunge Kallas, ricordando la decisione annunciata in mattinata dall'Ue di fornire ulteriori 100 milioni di euro alle Forze armate libanesi.
Aiea, preoccupati per la mancanza di accesso ai siti nucleari in Iran
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha affermato, in un rapporto riservato visionato dall'Afp, che la mancanza di accesso per verificare il materiale nucleare in Iran rappresenta una "preoccupazione per la proliferazione", invitando la Repubblica islamica a "collaborare in modo costruttivo con l'agenzia". "Pur riconoscendo che gli attacchi militari contro le strutture e i siti nucleari iraniani hanno creato una situazione senza precedenti, è fondamentale che l'agenzia conduca attività di verifica in Iran senza indugio", ha dichiarato l'Aiea nel rapporto.
Leader Hezbollah, l'accordo è una capitolazione e una sconfitta
L'accordo di Washington tra Libano e Israele è "una capitolazione e una sconfitta": lo afferma il leader di Hezbollah Naim Qassem invitando il Libano a "porre fine alla farsa e all'umiliazione dei negoziati" con Israele. "L'esito di questi negoziati diretti, assurdi, umilianti e vergognosi, per il Libano viene respinto senza riserve da gran parte della popolazione libanese", ha dichiarato il capo del partito-milizia che ha descritto, come riporta L'Orient Le Jour, l'accordo di cessate il fuoco tra Libano e Israele come "una dichiarazione d'intenti volta a sabotare il Libano, destabilizzarlo e fomentare la discordia tra i libanesi".
"La dichiarazione di Washington definisce i principi fondamentali che gli Stati Uniti e Israele prevedono per la sottomissione del Libano al progetto del Grande Israele. Fare del disarmo della resistenza (di Hezbollah) il punto di partenza di qualsiasi accordo equivale a distruggere il potere del Libano e costituisce una minaccia esistenziale per il popolo che resiste", ha aggiunto ribadendo che serve un cessate il fuoco globale e il ritiro di Israele dal Libano.
L'accusa di Israele. Idf: i colpi di mortaio verso l'avamposto Unifil sono stati sparati da Hezbollah
Le milizie israeliane, come riporta la rete Ynet, sostengono che l'uccisione del peacemaker serbo della missione Unifil sia responsabilità di Hezbollah: "Hanno sparato loro i colpi di mortaio che hanno colpito un avamposto dell'Unifil, uccidendo un membro delle Nazioni Unite e ferendone altri due. Un esame della traiettoria dei proiettili indica chiaramente che l'attacco è stato effettuato dall'organizzazione terroristica".
Presidente Libano: "L'accordo di cessate il fuoco è l'ultima opportunità"
Dopo l'indisponibilità dichiarata da Hezbollah, ad accettare l'accordo di fine ostilità, il presidente libanese Joseph Aoun ha detto che ha affermato che l'accordo di cessate il fuoco in fase di discussione rappresenta "l'ultima opportunità". Dopo i "difficili" colloqui di ieri a Washington tra Israele e Libano, Aoun ha detto: "Attendiamo le risposte di tutte le parti interessate e le garanzie di conformità, e l'attuazione potrebbe iniziare entro 24 ore dall'approvazione definitiva".
Hezbollah respinge l'accordo di cessate il fuoco
Come riporta Sky News, Hezbollah ha respinto il cessate il fuoco tra Libano e Israele, mediato dagli Stati Uniti. Il gruppo militante avrebbe informato il presidente libanese Joseph Aoun del proprio rifiuto dell'accordo, insistendo sul fatto che qualsiasi accordo accettabile debba iniziare con il ritiro completo di Israele da tutto il territorio libanese. Hezbollah dice poi di considerare "il ritorno degli sfollati, gli sforzi di ricostruzione e il rilascio dei prigionieri libanesi come condizioni essenziali per qualsiasi futuro accordo".
Casco blu Unifil ucciso, Belgrado: "Era serbo". Cordoglio del governo italiano
il Ministero della Difesa di Belgrado ha precisato che il peacekeeper Unifil ucciso era serbo: nello specifico si tratta del sergente maggiore Milovan Jovanovic, 37 anni, morto "a causa delle ferite riportate in seguito all'impatto di un missile contro la base Onu". Dopo la notizia, la Difesa italiana e il ministro Guido Crosetto su X hanno espresso "cordoglio alle Forze armate serbe e al ministro della Difesa Bratislav Gai". Il soldato ha perso la vita in seguito di un colpo di mortaio caduto questa notte in una postazione Unifil nel Settore Est del Libano, dove non opera il contingente italiano.
Afp: "Ucciso un casco blu nel sud del Libano". Due feriti
Secondo l'agenzia internazionale, un Casco Blu è stato ucciso nel sud del Libano. La conferma arriva su X da Unifil: "E' avvenuto questa mattina presto, a causa di ferite gravi riportate quando colpi di mortaio hanno colpito la sua posizione vicino Marjayoun, nel Libano sudorientale. Due altri caschi blu, che hanno riportato anch'essi ferite, stanno ricevendo cure in un centro medico presso la base Unifil".
L'Idf raccomanda di evitare il territorio a sud del fiume Zahrani
L'esercito israeliano ha lanciato un avvertimento urgente ai residenti del Libano meridionale, esortandoli a non spostarsi a sud del fiume Zahrani fino a nuovo ordine. Secondo quanto riferito su X dalle Forze di difesa israeliane (Idf), i combattimenti nel sud del Libano sono ancora in corso e le operazioni militari continuano a prendere di mira infrastrutture e strutture attribuite a Hezbollah, situate all'interno o nelle vicinanze dei villaggi della zona. L'esercito ha inoltre sottolineato che chiunque si rechi a sud del fiume "mette a rischio la propria vita". Il fiume Zahrani si trova circa a metà strada tra il confine con Israele e la città libanese di Sidone.
Katz: "Abbiamo mantenuto la promessa di sicurezza nel nord"
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha salutato con favore il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti in Libano, chiedendo ai "membri dell'opposizione di scusarsi e riconoscere questo grande risultato in Libano, sia sul campo che a livello diplomatico". L'accordo, ha detto secondo il Times of Israel, è "l'espressione della realtà che abbiamo creato in Libano fino a ora. Una realtà che può portare a un accordo di pace con lo Stato libanese". "Abbiamo promesso sicurezza agli abitanti del nord e l'abbiamo mantenuta", ha dichiarato "inclusa una dichiarazione inequivocabile sul disarmo di Hezbollah, l'allontanamento dei terroristi dall'area a sud del fiume Litani, la continua presenza delle Forze di Difesa Israeliane nella zona di sicurezza e la libertà d'azione per Israele".
Attacchi israeliani in Libano dopo il cessate il fuoco
Diverse persone sono rimaste ferite in un attacco sferrato da un drone israeliano che ha preso di mira un veicolo sulla strada Zefta-Kfarwa, nel sud del Libano, secondo quanto riferisce la National News Agency. Non è ancora chiaro se Hezbollah, che ha condannato i colloqui di pace, accetterà di ritirarsi dalla regione a sud del fiume Litani come richiesto da Israele.
Ben-Gvir: "Il cessate il fuoco è un errore"
Il Ministro della Sicurezza Nazionale israeliana Itamar Ben-Gvir ha dichiarato che "il cessate il fuoco con il Libano è un grave errore e un'illusione dei consiglieri che stanno trascinando il primo ministro verso decisioni sbagliate. Lo Stato libanese è un partner di Hezbollah. Ci sono ministri nel suo governo nominati da Hezbollah e parenti di membri di Hezbollah prestano servizio nell'esercito libanese. Ci sono momenti in cui bisogna saper dire 'no' anche al presidente degli Stati Uniti, e se non lo facciamo, ci troveremo ad affrontare Hezbollah la prossima volta, quando sarà molto più forte e pericoloso. Chiedo che si tenga una discussione in gabinetto e si voti sulla decisione di cessare il fuoco".
Un nuovo ciclo di colloqui Israele-Libano nella settimana del 22 giugno
Israele e Libano hanno concordato di partecipare a un nuovo ciclo di colloqui nella settimana del 22 giugno con l'obiettivo di raggiungere un "accordo globale", si legge in una dichiarazione congiunta rilasciata al termine dei colloqui condotti sotto l'egida degli Stati Uniti a Washington.
Hezbollah prende di mira l'Idf nel sud del Paese
Hezbollah ha affermato di aver lanciato razzi contro l'esercito israeliano ad al Qantara, nel Libano meridionale, e di aver poi colpito con due droni un posto di comando israeliano vicino allo storico castello di Sheqif, sempre nel Libano meridionale. Il movimento filo-iraniano aveva già annunciato ieri di aver preso di mira personale militare nel nord di Israele.
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