La sospensione di Schengen con la Spagna è stata prorogata di altri sette giorni. L’obiettivo – fanno sapere fonti di Palazzo Chigi – è allineare la scadenza dei controlli temporanei alle frontiere alle misure spagnole. In settimana i rispettivi ministri dell’Interno lavoreranno insieme per valutare misure di cooperazione. Questo fa pensare che probabilmente questa sia l’ultima proroga da quando Schengen è stato sospeso in seguito alla crisi di Ceuta del 31 luglio scorso. 

L’ultima proroga risale allo scorso 30 settembre e il ministero dell’Interno l’aveva annunciato dopo aver sentito il Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere. La decisione ha scatenato uno scontro diplomatico molto acceso tra il governo italiano e quello socialista del premier Pedro Sanchez che ha tenuto banco per tutta l’estate. Lo scorso 15 settembre, il ministro degli Esteri Josè Manuel Albares aveva definito il caso come «assurdo» e «inutile». «Una vergogna perché mina lo spirito, la filosofia di ciò che significa essere partner europei». A suo avviso la decisione era stata presa per motivi propagandistici e di «politica interna». Sia la premier che il ministro Tajani non si sono comportati come «leader europei all’altezza della situazione», aveva aggiunto.

Anche le opposizioni hanno criticato la decisione del Viminale guidato da Matteo Piantedosi, facendo notare che non esiste una frontiera terrestre con la Spagna, e accusando il governo di fare propaganda sulla pelle dei migranti. Oltretutto Ceuta è un’exclave spagnola in Marocco e solo qualche centinaio di persone arrivate a fine luglio sono state trasferite sulla Penisola dalle autorità di Madrid.

A fine settembre il ministro Piantedosi aveva rilasciato una dichiarazione ai giornalisti spiegando che la reintroduzione dei controlli alla frontiera ha prodotto «una cinquantina di respingimenti e otto arresti», senza specificare però il loro paese d’origine. I dati del Viminale rilasciati a fine agosto, avevano riportato che non tutte le persone respinte provenivano dal Marocco.

© Riproduzione riservata