Il presidente russo è stato accolto a Pechino per i colloqui bilaterali. I due leader hanno concordato all’unanimità di estendere il Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione. Xi: «È della massima urgenza, riprendere le ostilità è ancora più sconsigliabile e mantenere i negoziati è particolarmente importante»
Il presidente russo Vladimir Putin è stato accolto dal presidente cinese Xi Jinping di fronte alla grande Sala del Popolo di Pechino per i colloqui bilaterali. L’arrivo è stato mostrato in diretta dalle tv di Stato. «È grazie alla fedeltà incrollabile e al coraggio dimostrato in tempi difficili che la Cina e la Russia sono riuscite a raggiungere un livello così elevato nelle loro relazioni», ha detto Xi, citato dalla Tass, durante il discorso di apertura.
«Sullo sfondo della crisi in Medio Oriente, la Russia continua a mantenere il ruolo di fornitore affidabile di risorse, mentre la Cina quello di consumatore responsabile di tali risorse», ha detto poi Putin, citando un proverbio cinese: «Non ci vediamo da un giorno, eppure sembra siano passati tre autunni». Il capo del Cremlino ha invitato l’omologo a «recarsi in visita nella Fondazione russa» il prossimo anno.
Putin è arrivato in Cina, riporta Interfax, con una delegazione composta da cinque vice primi ministri, otto ministri, rappresentanti dell’amministrazione presidenziale, capi di diverse regioni, direttori di società statali, presidenti dei consigli di amministrazione delle principali banche russe e rappresentanti di importanti aziende. È presente anche la governatrice della Banca Centrale, Elvira Nabiullina, e l’amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti, Kirill Dmitriev.
In apertura del bilaterale, ha sottolineato che il volume degli scambi commerciali tra i due paesi ha superato la soglia dei 200 miliardi di dollari, crescendo di trenta volte. Quest’anno ricorre il secondo anniversario dell’accordo di buon vicinato, amicizia e cooperazione con la Cina e, ha aggiunto, è «la base per lo sviluppo della cooperazione in tutti i settori». I due leader hanno concordato all’unanimità di estendere il Trattato. Un livello di relazioni, quello tra Pechino e Mosca, che per Xi è elevato, grazie al «rafforzamento della fiducia politica», sulla base del «rispetto e del mutuo vantaggio».
I due leader hanno poi avuto un colloquio privato di un’ora e mezza, riporta l’agenzia Ria Novosti, secondo cui l’incontro è stato seguito da un vertice in formato allargato con la partecipazione di delegazioni di entrambi i paesi.
La situazione internazionale
Al centro dei colloqui anche la situazione internazionale, prima tra tutti la guerra in Iran. Si osservano egemonia e divisioni, ha detto il presidente cinese, ma «il desiderio di pace, sviluppo e cooperazione rimane l'aspirazione del popolo e lo spirito dei tempi». Ulteriori ostilità in Medio Oriente sono «sconsigliabili», ha proseguito Xi, che è tornato a chiedere un cessate il fuoco «completo»: «È della massima urgenza, riprendere le ostilità è ancora più sconsigliabile e mantenere i negoziati è particolarmente importante».
Draghi e Merkel intermediari
Sul fronte ucraino, il Financial Times ha rivelato che l’Unione europea starebbe valutando la possibilità di nominare Angela Merkel o Mario Draghi come intermediari con il presidente russo. Cresce il consenso, scrive ancora il quotidiano economico, affinché l'Europa nomini un proprio rappresentante, mentre i colloqui sull’Ucraina guidati dagli Stati Uniti sono in stallo.
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