Mosca ha preso posizione sull’attacco degli Usa a Caracas. Dall’Ue appello alla de-escalation, prudenza dalle cancellerie europee. Ma Le Pen attacca: «La sovranità degli Stati non è mai negoziabile». La Colombia schiera l’esercito ai confini con il Venezuela, il presidente cileno condanno
La Russia si è detta «estremamente allarmata» della «rimozione di Maduro» In Venezuela. Il ministero degli Esteri, citato dall’agenzia Ria Novosti, ha reso nota la posizione di Mosca sull’operazione condotta dagli Stati Uniti a Caracas. Parole che non hanno scalfito l’amministrazione Trump. «Maduro non è il presidente legittimo», ha ribadito il segretario di stato, Marco Rubio.
Parole di condanna anche dai paesi alleati del Venezuela, come Cuba e il Brasile. La Turchia di Recep Tayyip Erdogan ha sostenuto di essere vicina a Maduro.
Dure le parole della leader dell’estrema destra francese, Marine Le Pen: «La sovranità degli Stati non è mai negoziabile, qualunque sia la loro dimensione, qualunque sia la loro potenza, qualunque sia il loro continente. È inviolabile e sacra».
Tra i primi ad applaudire all’intervento di Washington, è stato invece il presidente argentino, Javier Milei: «La libertà avanza», ha commentato.
La reazione in Europa
La rappresentante dell’Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha spiegato di aver «parlato con il segretario di Stato Rubio e con il nostro ambasciatore a Caracas». L’Unione europea «sta monitorando da vicino la situazione in Venezuela», ricordando che l’Ue «ha più volte affermato che Maduro non ha legittimità e ha sostenuto una transizione pacifica». Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, sui profili social ha chiesto una «de-escalation».
Un appello alla cautela è arrivato dal premier spagnolo, Pedro Sanchez, chiedendo «distensione e responsabilità», il primo leader a intervenire tra i paesi europei. «È necessario rispettare il diritto internazionale e i principi della Carta delle Nazioni Unite», ha aggiunto Sanchez.
La Colombia schiera l’esercito
Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha annunciato misure straordinarie dopo l’operazione militare degli Stati Uniti. È stato infatti disposto il dispiegamento dell'esercito alla frontiera con il Venezuela. «Se si dispiega la forza pubblica alla frontiera, si dispiega anche tutta la forza assistenziale di cui disponiamo nel caso di un ingresso massiccio di rifugiati», ha detto Petro.
Il presidente del Cile, Gabriel Boric, ha espresso «preoccupazione e condanna». Da Israele, invece, l’operazione viene vista come un monito anche per la Repubblica Islamica. «Il regime iraniano dovrebbe prestare attenzione a ciò che sta accadendo in Venezuela», ha osservato Yair Lapid, il leader dell’opposizione al governo Nethanyahu.
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