Giorgia Meloni si schiera con Donald Trump, giustificando le motiviazione dell’attacco degli Stati Uniti ai centri di potere del Venezuela. «Coerentemente con la storica posizione dell’Italia, il Governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico», si legge in una nota di palazzo Chigi.

«L’Italia ha sempre sostenuto l’aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica nel Venezuela, condannando gli atti di repressione del regime di Maduro, la cui auto-proclamata vittoria elettorale l’Italia, assieme ai principali partner internazionali, non ha mai riconosciuto», ha aggiunto la nota della presidenza del Consiglio.

Intanto, la Farnesina ha seguito, fin dalle prime ore del mattino, l'evoluzione della situazione con particolare attenzione per la comunità italiana. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aveva già anticipato che «la presidente del Consiglio Meloni è costantemente informata» su quanto sta accadendo in Venezuela, dopo l’attacco degli Stati Uniti per catturare il presidente Nicolas Maduro. Già poco prima palazzo Chigi aveva diffuso una nota per riferire dell’attenzione della premier sul caso.

Nella mattinata anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha sentito Tajani per gli aggiornamenti, manifestando «apprensione» per quanto sta accadendo. La responsabile Esteri di Forza Italia, Debora Bergamini, ha tenuto un profilo basso, limitandosi a osservazioni istituzionali: «L’escalation della crisi in Venezuela chiama tutti noi alla massima attenzione per l’incolumità e la sicurezza dei cittadini italiani presenti sul territorio».

Opposizioni contro l’attacco di Trump

Le opposizioni hanno invece attaccato l’operazione ordinata da Washington, chiedendo la condanna del governo all’operazione contro il governo di Maduro. I leader di Alleanza verdi-sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, hanno definito l’attacco «gravissimo e inaccettabile».

«Occorre – hanno sottolineato i due deputati – che la comunità internazionale e il nostro Paese condannino immediatamente quanto accaduto e si attivino per fermare questa aggressione. Le accuse legate al narcotraffico non rappresentano in nessun modo una giustificazione per quanto sta accadendo, gli Usa attaccheranno la Cina per il fentanyl, o l'Olanda per l'ectasy?».

Parole critiche anche da Pd: «Trump diceva che avrebbe messo fine ai conflitti e portato pace, invece sgancia bombe su Caracas e pensa di riproporre la Dottrina Monroe». «L'aggressione di uno Stato sovrano è una grave violazione del diritto internazionale», ha dichiarato il responsabile Esteri e deputato, Giuseppe Provenzano.

Concetto rilanciato anche dall’altra parlamentare dem, Lia Quartapelle: «L’attacco di Trump contro il Venezuela è un precedente pericoloso e deplorevole. Oggi il sistema di regole internazionali che ha finora evitato guerre su scala globale è ancora più fragile». Nel pomeriggio Schlein ha firmato una nota: «L'azione militare di Trump in Venezuela configura un'aggressione a uno Stato sovrano che viola palesemente il diritto internazionale». Quindi, ha aggiunto la leader dem, «esprimiamo grande preoccupazione per quello che sta accadendo in violazione della Carta Onu, per il futuro del popolo venezuelano che ha diritto a una transizione pacifica verso la democrazia».

Per il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, «l’attacco non ha alcuna base giuridica», perciò il «governo Meloni condanni questi attacchi e tuteli i nostri connazionali. E spero che l’intera comunità internazionale si faccia sentire e che tutti comprendano che se le regole valgono solo per i nemici e non per gli amici, nessuno potrà sentirsi più al sicuro». Il M5s ha quindi chiesto un’informativa urgente in parlamento al ministro Tajani.

Preoccupazione geopolitica

Diversa la posizione del leader di Azione, Carlo Calenda: «Il rovesciamento di Maduro è una buona notizia per il popolo venezuelano afflitto da una feroce dittatura». Ma, ha evidenziato il senatore, «il modo in cui è stato fatto desta molta preoccupazione». Da +Europa la preoccupazione riguarda l’intero contesto geopolitico. «L’attacco con le forze armate nel cuore di Caracas rischia di scardinare ulteriormente i già fragili equilibri internazionali e di far scivolare il mondo verso una ancor più pericolosa china», ha detto il deputato Riccardo Magi.

Polemiche da Vannacci e FdI

Il vicesegretario della Lega, Roberto Vannacci, ha invece aumentato il livello di polemica: «Ora Von der Leyen congelerà gli assetti finanziari Usa in Europa e farà un debito comune da 90 miliardi per mandare armi al Venezuela?», ha chiesto retoricamente. E ancora, ha rilanciato l’eurodeputato leghista, «Merz, Macron e Starmer si riuniranno in un gruppo di volenterosi per mandare truppe a Caracas?».

Fratelli d'Italia ha polemizzato invece con il centrosinistra: «I rosso-verdi non hanno mai condannato Maduro», ha detto l’eurodeputato, Carlo Fidanza, aggiungendo: «Fa sorridere che a chiedere il rispetto del diritto internazionale in Venezuela, insieme non a caso a Russia, Iran e Cuba, siano i rappresentanti di quella sinistra rosso-verde che da 4 anni strizzano l'occhio a Putin, che vanno a braccetto con gli Hannoun e i filo-Hamas».

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