I presidenti statunitense e iraniano, Donald Trump e Massoud Pezeshkian, hanno firmato a distanza il protocollo d'intesa in cui Teheran si impegna a diluire il proprio uranio arricchito nell'ambito di futuri negoziati, in cambio della revoca delle sanzioni da parte di Washington. Il protocollo d'intesa, che include il fronte libanese, è stato firmato da Trump, in visita in Francia a Versailles. 

Nei giorni scorsi un funzionario americano aveva riferito che sia Trump che JD Vance avevano firmato virtualmente l'accordo, e lo stesso aveva fatto il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Ora invece dall'amministrazione si fa sapere che il tycoon non aveva firmato digitalmente ma che aveva solo assistito alla firma da parte di Vance. Domani 19 giugno, invece, in Svizzera si terrà la cerimonia ufficiale delle firme e sarà ospitata dal Pakistan, con il sostegno del co-mediatore Qatar. 

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif afferma che l'Iran riaprirà «immediatamente» lo Stretto di Hormuz e che gli Stati Uniti revocheranno «subito» il blocco.

PUNTI CHIAVE

10:33

Islamabad, "premier pachistano ha firmato come mediatore l'intesa Usa-Iran"

08:04

Petrolio ancora in calo: Brent a 77,65 dollari a barile

07:11

Undici navi iraniane superano il blocco Usa

12:19

Esperti, per smaltire traffico arretrato ad Hormuz ci vorranno settimane

Ci vorranno settimane per smaltire l'arretrato di navi nello Stretto di Hormuz dopo che quattro mesi di guerra hanno causato un ingorgo marittimo di navi impossibilitate o non disposte ad attraversarlo. L'avvertimento, da dirigenti del settore ed esperti di navigazione, è stato raccolto dal Cnbc. Al tempo stesso nelle MarineTraffic mostra meno di una decina tra petroliere e navi cisterna in transito o all'ancora nella zona. Restano infatti aperti importanti interrogativi, come se le navi avranno bisogno di un'autorizzazione preventiva o se l'Iran imporrà tariffe di servizio, senza considerare il rischio della presenza di mine.

Operatori, autorità portuali e compagnie energetiche in tutto il Golfo rimangono quindi in una situazione di stallo, con questioni logistiche e di sicurezza cruciali ancora irrisolte. "Lo scenario più probabile è una ripresa graduale, con una qualche forma di meccanismo di gestione del traffico che coinvolga Iran e Oman", ha dichiarato Adam Sharpe, vicepresidente editoriale di Lloyd's List Intelligence. Per la società di analisi economica QuantCube Technology i dati sulle spedizioni non hanno ancora evidenziato un aumento significativo delle esportazioni di petrolio da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti o Iraq. Kpler ha stimato che 118 petroliere siano bloccate nel Golfo Persico, stimando che potrebbero essere necessari dai 10 ai 15 giorni per smaltire l'arretrato.

10:33

Islamabad, "premier pachistano ha firmato come mediatore l'intesa Usa-Iran"

"Il primo ministro del Pakistan Muhammad Shehbaz Sharif ha firmato il memorandum d'intesa di Islamabad come mediatore": lo scrive su X il ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar.

10:17

Axios, Hormuz e pressioni politiche hanno accelerato firma su carta Usa-Iran

La firma fisica dell'accordo tra Usa e Iran era stata annunciata inizialmente per domani, in un incontro a Lucerna in Svizzera, nel Burgenstock Resort, ma la scorsa notte il documento è stato fisicamente firmato da Donald Trump - mentre era a Versailles - e dal presidente iraniano - a Teheran. A gettare luce sull'improvvisa accelerazione della firma fisica è Axios, secondo cui la necessità di riaprire rapidamente lo Stretto di Hormuz e le pressioni politiche sulla Casa Bianca affinché rendesse noti i termini dell'accordo hanno giocato un ruolo determinante. Axios cita un diplomatico di un Paese mediatore e una seconda fonte a conoscenza dei fatti, che già da mercoledì avevano riferito di discussioni in corso rispetto alla possibilità di firmare e attuare l'accordo in anticipo. Secondo le fonti, l'incontro tra le delegazioni statunitense e iraniana, guidate rispettivamente dal vicepresidente JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, dovrebbe svolgersi come previsto domani in Svizzera, dove si prevede che discuteranno dell'avvio dei negoziati sul programma nucleare iraniano.

09:34

Wadephul, Marina tedesca pronta allo sminamento nello Stretto di Hormuz

Secondo quanto affermato dal ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, la Germania è pronta a procedere allo sminamento delle mine marine nello Stretto di Hormuz, ma solo a determinate condizioni. In primo luogo, tutte le operazioni belliche dovrebbero cessare e tutte le parti in conflitto dovrebbero concordare sul fatto che lo stretto tra l'Iran e l'Oman debba tornare ad essere liberamente navigabile, ha dichiarato il politico della Cdu al quotidiano Rheinische Post. Inoltre, la Germania dovrebbe ricevere un incarico per lo sminamento. "Se così fosse, siamo pronti - a condizione che il Bundestag dia il proprio consenso". Secondo il ministro degli Esteri, la base giuridica internazionale potrebbe essere una risoluzione dell'Onu. "Ma ribadisco: deve essere chiaro che né l'Iran né l'Oman si oppongano all'impiego delle nostre navi nelle loro acque territoriali. Non possiamo né vogliamo esporre le nostre forze armate a rischi inutili".

08:32

Colloquio teso tra Trump e Netanyahu: "Smetti di bombardare"

Dopo le indiscrezioni di Axios dei giorni scorsi, ora arriva anche la conferma dal Wall Street Journal: i rapporti tra Trump e Netanyahu è sempre più teso a causa degli attacchi dello stato ebraico sul Libano. Durante le trattative per la firma del Mou, il presidente Usa ha chiamato il premier israeliano e lo ha incalzato: "Perché fai saltare in aria edifici?", ha detto, "smettila". In un'altra telefonata, Trump si sarebbe lamentato che una recessione globale scatenata dalla guerra potrebbe alimentare un parallelo tra lui ed Herbert Hoover, il presidente della Grande Depressione degli anni '30. E ai suoi consiglieri avrebbe detto che nessuno può gestire Netanyahu, intenzionato a "bombardare tutti". Per risolvere l'impasse, Trump ha convocato nello studio Ovale i funzionari israeliani e libanesi impegnati in trattative e ha cercato di mediare lui stesso un accordo.

08:04

Petrolio ancora in calo: Brent a 77,65 dollari a barile

Prosegue la discesa dei prezzi del petrolio alla vigilia della ratifica definitiva dell'accordo Usa-Iran in programma. Il Brent viaggia sui 77,65 dollari al barile (-2,39 per cento), mentre il Greggio statunitense Wti è a 74,60 dollari al barile (-2,85 per cento).

07:54

Iran war cost tracker: la guerra è costata agli Usa 113,3 miliardi

Le spese sostenute dagli Stati uniti nella guerra contro l'Iran hanno raggiunto 113,3 miliardi di dollari, secondo il sito Iran War Cost Tracker, che calcola i costi del conflitto per i contribuenti americani. Secondo il portale, la guerra del presidente Usa Donald Trump contro l'Iran, durata 108 giorni, è costata ai contribuenti statunitensi 113,3 miliardi di dollari. La Casa bianca non ha fornito cifre ufficiali sul costo complessivo della guerra. Trump ha però affermato che negli ultimi attacchi contro l'Iran sono stati spesi 250 milioni di dollari solo in munizioni. Il portale Iran War Cost Tracker calcola i costi necessari per mantenere il personale, le navi dispiegate nella regione e altre spese legate al conflitto. La metodologia si basa su un rapporto del Pentagono al Congresso, che ha stimato in 11,3 miliardi di dollari il costo dei primi sei giorni dell'operazione militare, con spese aggiuntive previste di circa un miliardo di dollari al giorno.

07:30

Il segretario della Naro Mark Rutte: "Trump ha firmato un buon accordo"

Il presidente Usa Donald Trump ha firmato un "buon accordo". Lo ha detto oggi il segretario generale della Nato Mark Rutte arrivando alla riunione dei ministri della Difesa della Nato a Bruxelles e facendo riferimento alla firma del memorandum d'intesa per porre termine alle ostilità con l'Iran. "Trump ha concluso un buon accordo. È importante perché ciò che questo accordo fa è degradare la capacità nucleare. È ciò che gli Stati uniti hanno fatto attraverso questa intesa, sostanzialmente dalla fine di febbraio, assicurandosi che la capacità nucleare dell'Iran fosse degradata", ha detto Rutte. 

07:23

La Cina accoglie con favore l'accordo, Pechino pronta a contribuire alla pace

La Cina accoglie con favore il memorandum d'intesa raggiunto da Iran e Stati Uniti e continuerà a contribuire alla pace e alla stabilità regionali. Così il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, al termine di una telefonata intercorsa ieri con l'omologo iraniano, Seyyed Abbas Araghchi. A quanto riferito dall'emittente statale "Cctv", Wang ha affermato che "i fatti dimostrano che la forza e la politica di potenza non possono risolvere i problemi, e che il dialogo e i negoziati sono la scelta giusta". "La Cina sostiene i legittimi diritti dell'Iran e i suoi sforzi per salvaguardare la sovranità e la sicurezza, così come gli sforzi di mediazione del Pakistan e della comunita' internazionale", ha sottolineato. Wang ha inoltre invocato una "gestione appropriata" della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz per rispondere alle "diffuse preoccupazioni internazionali" ed espresso "sostegno agli sforzi dell'Iran per migliorare i rapporti con i Paesi della regione ed esplorare la possibilita' di istituire un relativo quadro di sicurezza". Da parte sua, Araghchi ha informato Wang sull'accordo tra Teheran e Washington, ringraziando Pechino "per il suo ruolo costruttivo nel promuovere i negoziati e facilitare l'intesa". "L'Iran ha sempre considerato le relazioni con la Cina da una prospettiva strategica e auspica di rafforzare la fiducia reciproca e approfondire la cooperazione in vari settori per promuovere il partenariato strategico onnicomprensivo tra i due Paesi", ha affermato Araghchi.

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