Il Memorandum of understanding, che include il fronte libanese, è stato firmato da Donald Trump, in visita in Francia. Salta la cerimonia a Lucerna, in Svizzera. Le prime navi iraniane si muovono dopo la rimozione del blocco navale Usa. Una prima nave italiana ha attraversato lo Stretto di Hormuz
I presidenti statunitense e iraniano, Donald Trump e Massoud Pezeshkian, hanno firmato a distanza il protocollo d'intesa in cui Teheran si impegna a diluire il proprio uranio arricchito nell'ambito di futuri negoziati, in cambio della revoca delle sanzioni da parte di Washington. Il protocollo d'intesa, che include il fronte libanese, è stato firmato da Trump, in visita in Francia a Versailles. Per il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si tratta di un «accordo storico».
Nei giorni scorsi un funzionario americano aveva riferito che sia Trump che JD Vance avevano firmato virtualmente l'accordo, e lo stesso aveva fatto il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Ora invece dall'amministrazione si fa sapere che il tycoon non aveva firmato digitalmente ma che aveva solo assistito alla firma da parte di Vance. Domani 19 giugno, invece, in Svizzera si terrà la cerimonia ufficiale delle firme. Sarà ospitata dal Pakistan, con il sostegno del co-mediatore Qatar.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif afferma che l'Iran riaprirà «immediatamente» lo Stretto di Hormuz e che gli Stati Uniti revocheranno «subito» il blocco.
PUNTI CHIAVE
17:35
Libano, 28 cittadini uccisi da Israele nelle ultime 24 ore
17:31
Pakistan: “Annullata la cerimonia in Svizzera per firmare il memorandum”
14:43
Rutte: non prevista la partecipazione Nato a missione Hormuz
"Iran accederà a 6 miliardi di fondi congelati per comprare beni Made in Usa"
L'amministrazione Trump consentirà all'Iran di accedere a 6 miliardi di fondi congelati in Qatar per acquistare beni umanitari e non sottoposti a sanzioni americani nell'ambito dell'accordo siglato. Lo riporta il Financial Times, sottolineando che i fondi potranno essere usati solo per comprare beni Made in Usa.
Vance, "i 60 giorni per il negoziato con l'Iran iniziano oggi"
I 60 giorni per il negoziato con l'Iran sono iniziati oggi. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca.
Libano, 28 cittadini uccisi da Israele nelle ultime 24 ore
Sono proseguiti nelle ultime ore i combattimenti nel sud del Libano tra l'esercito israeliano e Hezbollah, nonostante il cessate il fuoco dovrebbe estendersi anche al fronte libanese. Secondo l'ultimo bilancio del ministero della Sanità di Beirut, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 28 morti e 17 feriti in seguito ai raid israeliani. Sale così ad almeno 3.912 morti e 11.873 feriti il numero delle vittime dall'inizio della nuova fase della guerra in Libano, il 2 marzo scorso.
Nelle ultime ore nuovi scambi di colpi sono stati segnalati a Kfartebnit, alla periferia meridionale di Nabatiye, dove l'artiglieria israeliana ha colpito più volte il villaggio. Hezbollah ha affermato di aver preso di mira un carro armato Merkava israeliano nei pressi della località, mentre il mezzo tentava di avanzare nell'area.
A Nabatiye al Fawqa, un drone israeliano ha sganciato una granata assordante contro una famiglia appena arrivata davanti alla propria casa. Dopo essersi rifugiati dentro, sono stati evacuati dai soccorritori. Una camionetta è stata colpita da un drone israeliano anche ad Ain el Tine, nella Bekaa occidentale, mentre nel distretto di Bint Jbeil l'esercito libanese, soccorritori e abitanti sono stati presi di mira a Haddatha mentre cercavano corpi sotto le macerie e ispezionavano le abitazioni. Un veicolo teleguidato israeliano si è diretto verso il gruppo e ha preso di mira una ruspa impegnata nelle operazioni di rimozione delle macerie.
Pakistan: “Annullata la cerimonia in Svizzera per firmare il memorandum”
Intervistato dalla Bbc, il ministero degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar, ha spiegato che la cerimonia di firma prevista per domani a Ginevra è stata annullata dato che il testo è già stato firmato a distanza
Netanyahu: “Salvaguardare la relazione vitale con gli Usa”
"Ci attendono ulteriori sfide, che richiedono sangue freddo, una posizione ferma sui nostri interessi di sicurezza e, al tempo stesso, la salvaguardia della relazione vitale con i nostri amici americani che ci hanno sostenuto fianco a fianco in questa lotta, una partnership che apprezziamo profondamente". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, all'indomani della firma dell'accordo tra Usa e Iran e le critiche ricevute dal presidente americano Donald Trump per le operazioni militari in Libano. "Ripristineremo la sicurezza nel nord: ciò richiede il mantenimento della zona di sicurezza nel Libano meridionale e la nostra permanenza lì finché le esigenze di sicurezza di Israele lo richiederanno", ha aggiunto, in contrasto con le controparti.
Trump: "Molto probabilmente sosterrò Netanyahu alle prossime elezioni"
Al canale israeliano Channel 12, il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che "molto probabilmente sosterrà il primo ministro Benjamin Netanyahu alle prossime elezioni'', ma la valutazione dipenderebbe da quale sarà la lista di candidati. ''Ho un buon rapporto con Bibi, ma deve essere più razionale. Sono disposto a incontrarlo'', ha aggiunto.
Rutte: non prevista la partecipazione Nato a missione Hormuz
"Non è prevista una partecipazione della Nato" alla missione per garantire la sicurezza della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz una volta riaperto”, ha affermato il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella conferenza stampa che ha tenuto dopo la riunione dei ministri della Difesa alleati, precisando che il corridoio marittimo "non è in area Nato". "Ma se la Nato potrà essere di aiuto in qualunque modo, siamo qui", ha aggiunto, riconoscendo all'Europa grande capacità nello sminamento. "Abbiamo constatato che molti Paesi europei stanno pre posizionando asset vicino al teatro", ha aggiunto
Teheran: riaprire Hormuz spetta a noi. No a interventi stranieri
"La riapertura dello Stretto è esplicitamente di competenza dell'Iran, secondo il memorandum d'intesa" con gli Stati Uniti, ha chiarito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, citato dalla televisione di Stato. "Non vi è assolutamente alcun bisogno di un intervento di soggetti stranieri", ha avvertito, "qualsiasi operazione di questo tipo non farebbe altro che complicare la situazione". Ieri al G7 di Evian il presidente francese, Emmanuel Macron, ha confermato la disponibilità di una ventina di paesi a partecipare a una missione per garantire la libertà di navigazione nello Stretto
Pezeshkian: “Accordo storico. La pace sarà all’ombra del rispetto reciproco”
Il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, ha commentato con evidente soddisfazione la firma del memorandum d'intesa con il suo omologo americano Donald Trump. "Questo è un documento storico e un messaggio potente dall'Iran: la pace si realizzerà all'ombra del rispetto reciproco", ha scritto su X a commento della foto del documento. " La Repubblica Islamica dell'Iran è sempre impegnata e fedele alla pace globale che preservi la dignità e l'indipendenza, il progresso e la cooperazione regionale", ha aggiunto
Esperti, per smaltire traffico arretrato ad Hormuz ci vorranno settimane
Ci vorranno settimane per smaltire l'arretrato di navi nello Stretto di Hormuz dopo che quattro mesi di guerra hanno causato un ingorgo marittimo di navi impossibilitate o non disposte ad attraversarlo. L'avvertimento, da dirigenti del settore ed esperti di navigazione, è stato raccolto dal Cnbc. Al tempo stesso nelle MarineTraffic mostra meno di una decina tra petroliere e navi cisterna in transito o all'ancora nella zona. Restano infatti aperti importanti interrogativi, come se le navi avranno bisogno di un'autorizzazione preventiva o se l'Iran imporrà tariffe di servizio, senza considerare il rischio della presenza di mine.
Operatori, autorità portuali e compagnie energetiche in tutto il Golfo rimangono quindi in una situazione di stallo, con questioni logistiche e di sicurezza cruciali ancora irrisolte. "Lo scenario più probabile è una ripresa graduale, con una qualche forma di meccanismo di gestione del traffico che coinvolga Iran e Oman", ha dichiarato Adam Sharpe, vicepresidente editoriale di Lloyd's List Intelligence. Per la società di analisi economica QuantCube Technology i dati sulle spedizioni non hanno ancora evidenziato un aumento significativo delle esportazioni di petrolio da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti o Iraq. Kpler ha stimato che 118 petroliere siano bloccate nel Golfo Persico, stimando che potrebbero essere necessari dai 10 ai 15 giorni per smaltire l'arretrato.
Svizzera: “A Bürgenstock i primi negoziati sull’attuazione dell’accordo”
"Allo stato attuale, è ancora previsto che domani gli Stati Uniti e l'Iran, insieme ai mediatori Pakistan e Qatar, si incontrino al Bürgenstock", in Svizzera, "per i primi negoziati sull'attuazione dell'accordo". Lo riferisce il ministero degli Esteri svizzero in una dichiarazione inviata a LaPresse. "Al momento non è possibile fornire ulteriori informazioni sullo svolgimento e sui dettagli di questo incontro", precisa il ministero, aggiungendo che "la Svizzera accoglie con favore la firma, avvenuta ieri, del Memorandum of Understanding tra gli Stati Uniti e l'Iran da parte di entrambi i Paesi". "La firma rappresenta un passo importante verso l'allentamento delle tensioni nella regione", si legge ancora nella dichiarazione.", in Svizzera, "per i primi negoziati sull'attuazione dell'accordo". Lo riferisce il ministero degli Esteri svizzero in una dichiarazione inviata a LaPresse. "Al momento non è possibile fornire ulteriori informazioni sullo svolgimento e sui dettagli di questo incontro", precisa il ministero, aggiungendo che "la Svizzera accoglie con favore la firma, avvenuta ieri, del Memorandum of Understanding tra gli Stati Uniti e l'Iran da parte di entrambi i Paesi". "La firma rappresenta un passo importante verso l'allentamento delle tensioni nella regione", si legge ancora nella dichiarazione.
Islamabad, "premier pachistano ha firmato come mediatore l'intesa Usa-Iran"
"Il primo ministro del Pakistan Muhammad Shehbaz Sharif ha firmato il memorandum d'intesa di Islamabad come mediatore": lo scrive su X il ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar.
Axios, Hormuz e pressioni politiche hanno accelerato firma su carta Usa-Iran
La firma fisica dell'accordo tra Usa e Iran era stata annunciata inizialmente per domani, in un incontro a Lucerna in Svizzera, nel Burgenstock Resort, ma la scorsa notte il documento è stato fisicamente firmato da Donald Trump - mentre era a Versailles - e dal presidente iraniano - a Teheran. A gettare luce sull'improvvisa accelerazione della firma fisica è Axios, secondo cui la necessità di riaprire rapidamente lo Stretto di Hormuz e le pressioni politiche sulla Casa Bianca affinché rendesse noti i termini dell'accordo hanno giocato un ruolo determinante. Axios cita un diplomatico di un Paese mediatore e una seconda fonte a conoscenza dei fatti, che già da mercoledì avevano riferito di discussioni in corso rispetto alla possibilità di firmare e attuare l'accordo in anticipo. Secondo le fonti, l'incontro tra le delegazioni statunitense e iraniana, guidate rispettivamente dal vicepresidente JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, dovrebbe svolgersi come previsto domani in Svizzera, dove si prevede che discuteranno dell'avvio dei negoziati sul programma nucleare iraniano.
Wadephul, Marina tedesca pronta allo sminamento nello Stretto di Hormuz
Secondo quanto affermato dal ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, la Germania è pronta a procedere allo sminamento delle mine marine nello Stretto di Hormuz, ma solo a determinate condizioni. In primo luogo, tutte le operazioni belliche dovrebbero cessare e tutte le parti in conflitto dovrebbero concordare sul fatto che lo stretto tra l'Iran e l'Oman debba tornare ad essere liberamente navigabile, ha dichiarato il politico della Cdu al quotidiano Rheinische Post. Inoltre, la Germania dovrebbe ricevere un incarico per lo sminamento. "Se così fosse, siamo pronti - a condizione che il Bundestag dia il proprio consenso". Secondo il ministro degli Esteri, la base giuridica internazionale potrebbe essere una risoluzione dell'Onu. "Ma ribadisco: deve essere chiaro che né l'Iran né l'Oman si oppongano all'impiego delle nostre navi nelle loro acque territoriali. Non possiamo né vogliamo esporre le nostre forze armate a rischi inutili".
Colloquio teso tra Trump e Netanyahu: "Smetti di bombardare"
Dopo le indiscrezioni di Axios dei giorni scorsi, ora arriva anche la conferma dal Wall Street Journal: i rapporti tra Trump e Netanyahu è sempre più teso a causa degli attacchi dello stato ebraico sul Libano. Durante le trattative per la firma del Mou, il presidente Usa ha chiamato il premier israeliano e lo ha incalzato: "Perché fai saltare in aria edifici?", ha detto, "smettila". In un'altra telefonata, Trump si sarebbe lamentato che una recessione globale scatenata dalla guerra potrebbe alimentare un parallelo tra lui ed Herbert Hoover, il presidente della Grande Depressione degli anni '30. E ai suoi consiglieri avrebbe detto che nessuno può gestire Netanyahu, intenzionato a "bombardare tutti". Per risolvere l'impasse, Trump ha convocato nello studio Ovale i funzionari israeliani e libanesi impegnati in trattative e ha cercato di mediare lui stesso un accordo.
Petrolio ancora in calo: Brent a 77,65 dollari a barile
Prosegue la discesa dei prezzi del petrolio alla vigilia della ratifica definitiva dell'accordo Usa-Iran in programma. Il Brent viaggia sui 77,65 dollari al barile (-2,39 per cento), mentre il Greggio statunitense Wti è a 74,60 dollari al barile (-2,85 per cento).
Iran war cost tracker: la guerra è costata agli Usa 113,3 miliardi
Le spese sostenute dagli Stati uniti nella guerra contro l'Iran hanno raggiunto 113,3 miliardi di dollari, secondo il sito Iran War Cost Tracker, che calcola i costi del conflitto per i contribuenti americani. Secondo il portale, la guerra del presidente Usa Donald Trump contro l'Iran, durata 108 giorni, è costata ai contribuenti statunitensi 113,3 miliardi di dollari. La Casa bianca non ha fornito cifre ufficiali sul costo complessivo della guerra. Trump ha però affermato che negli ultimi attacchi contro l'Iran sono stati spesi 250 milioni di dollari solo in munizioni. Il portale Iran War Cost Tracker calcola i costi necessari per mantenere il personale, le navi dispiegate nella regione e altre spese legate al conflitto. La metodologia si basa su un rapporto del Pentagono al Congresso, che ha stimato in 11,3 miliardi di dollari il costo dei primi sei giorni dell'operazione militare, con spese aggiuntive previste di circa un miliardo di dollari al giorno.
Il segretario della Naro Mark Rutte: "Trump ha firmato un buon accordo"
Il presidente Usa Donald Trump ha firmato un "buon accordo". Lo ha detto oggi il segretario generale della Nato Mark Rutte arrivando alla riunione dei ministri della Difesa della Nato a Bruxelles e facendo riferimento alla firma del memorandum d'intesa per porre termine alle ostilità con l'Iran. "Trump ha concluso un buon accordo. È importante perché ciò che questo accordo fa è degradare la capacità nucleare. È ciò che gli Stati uniti hanno fatto attraverso questa intesa, sostanzialmente dalla fine di febbraio, assicurandosi che la capacità nucleare dell'Iran fosse degradata", ha detto Rutte.
La Cina accoglie con favore l'accordo, Pechino pronta a contribuire alla pace
La Cina accoglie con favore il memorandum d'intesa raggiunto da Iran e Stati Uniti e continuerà a contribuire alla pace e alla stabilità regionali. Così il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, al termine di una telefonata intercorsa ieri con l'omologo iraniano, Seyyed Abbas Araghchi. A quanto riferito dall'emittente statale "Cctv", Wang ha affermato che "i fatti dimostrano che la forza e la politica di potenza non possono risolvere i problemi, e che il dialogo e i negoziati sono la scelta giusta". "La Cina sostiene i legittimi diritti dell'Iran e i suoi sforzi per salvaguardare la sovranità e la sicurezza, così come gli sforzi di mediazione del Pakistan e della comunita' internazionale", ha sottolineato. Wang ha inoltre invocato una "gestione appropriata" della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz per rispondere alle "diffuse preoccupazioni internazionali" ed espresso "sostegno agli sforzi dell'Iran per migliorare i rapporti con i Paesi della regione ed esplorare la possibilita' di istituire un relativo quadro di sicurezza". Da parte sua, Araghchi ha informato Wang sull'accordo tra Teheran e Washington, ringraziando Pechino "per il suo ruolo costruttivo nel promuovere i negoziati e facilitare l'intesa". "L'Iran ha sempre considerato le relazioni con la Cina da una prospettiva strategica e auspica di rafforzare la fiducia reciproca e approfondire la cooperazione in vari settori per promuovere il partenariato strategico onnicomprensivo tra i due Paesi", ha affermato Araghchi.
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