J.D. Vance sospende la partenza per il Pakistan. Il presidente Usa proroga il cessate il fuoco. Attesa per oggi la risposta di Khamenei all’ultima proposta di Washington
Salvo soprese dell’ultimo minuto, la tregua tra Stati Uniti e Iran sarà prorogata nuovamente. Lo ha annunciato Donald Trump che ha deciso così di accogliere la proposta del Pakistan, paese mediatore principale tra le delegazioni di Washington e Teheran. Ma al momento le trattative risultano complicate.
Il secondo round di colloqui previsto per il 21 aprile a Islamabad è di fatto congelato. Il vicepresidente Usa, J. D. Vance non è più partito per raggiungere la capitale pakistana perché gli ayatollah non hanno più inviato i loro uomini. Pesano le accuse rivolte agli Usa di aver violato la tregua con l’abbordaggio di una sua nave al largo dell’Oman. Per questo motivo Teheran ha denunciato gli Usa all’Onu per pirateria.
Il capo negoziatore e presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha accolto con favore l’estensione del cessate il fuoco, smentendo un suo consigliere che aveva criticato la decisione. «Il signor Ghalibaf si avvale della consulenza di stimati esperti in ambito culturale, economico, sociale, politico e in altri settori, dalle cui opinioni trae sempre beneficio. Tuttavia, le opinioni espresse da questi consulenti, che è loro naturale diritto, non rappresentano necessariamente la posizione ufficiale del signor Ghalibaf», ha detto un alto funzionario del parlamento all’agenzia Tasnim.
Al momento, quindi, la tregua verrà estesa ma il blocco navale Usa rimarrà in vigore. In un post su Truth, il presidente Usa ha affermato che l’Iran «è a corto di soldi» e che «sta collassando finanziariamente. Vogliono che lo Stretto di Hormuz venga aperto immediatamente». Secondo il tycoon il paese sta perdendo 500 milioni di dollari al giorno e «l’esercito e la polizia si lamentano di non essere pagati». Nel frattempo al largo dell’Oman un’altra nave sarebbe stata colpita dalle guardie rivoluzionarie.
PUNTI CHIAVE
10:27
Tajani sente il suo omologo iraniano
07:45
I Pasdaran avrebbero sparato contro una nave cargo al largo dell'Oman
07:21
Trump: "L'Iran sta collassando finanziariamente"
Libano, un morto a seguito di un attacco di droni
Lo ha riferito l'agenzia stampa libanese National News Agency (Nna). L'attacco è avvenuto a Jabbour, nell'est del paese. L'esercito israeliano nega di aver condotto attacchi in quell'area.
Idf: "Pronti a tornare a combattere su tutti i fronti"
Durante la cerimonia della festa dell'Indipendenza, il capo di Stato Maggiore dell'Idf, Eyal Zamir ha dichiarato che l'esercito israeliano è pronto a tornare a combattere. "In questo momento, le forze armate mantengono un elevato livello di allerta e prontezza operativa, pronte a tornare immediatamente e con forza in combattimento in tutti i settori", ha affermato.
Tajani sente il suo omologo iraniano
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha riferito di aver avuto una conversazione telefonica con il titolare della Farnesina, Antonio Tajani. Secondo quanto riportato sul canale Telegram del capo della diplomazia di Teheran, c'e' stato uno "scambio di opinioni sugli sviluppi ultimi regionali e sulle questioni relative al cessate il fuoco e ai negoziati".
Iran: Marina Militare, pronti a sminamento Hormuz a conflitto finito
"Abbiamo una capacità di smminamento elevata, siamo una nazione di riferimento in questo campo" e "abbiamo dei mezzi che sono tecnologicamente avanzati". Per questo "la Marina è pronta" a un eventuale intervento di smminamento dello Stretto di Hormuz. Così il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, in Commissione Difesa alla Camera.L'intervento sarà possibile solo "quando la conflittualità sarà cessata", ha spiegato Berutti Bergotto.
Grossi (Aiea), qualsiasi accordo che escluda supervisione agenzia sarà illusorio
Qualsiasi accordo tra Iran e Stati Uniti che non include una supervisione dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea) sarà illusorio e non potrà essere sostenibile. Lo ha dichiarato il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, in un briefing con i giornalisti, citato dall'emittente panaraba "Al Jazeera". Secondo Grossi, un accordo che i punti da definire devono includere un ruolo dell'Aiea nel monitoraggio del programma nucleare iraniano. In caso contrario, ha affermato, "si tratterebbe dell'illusione di un accordo". Grossi ha evidenziato che gli sforzi per la fine del conflitto sono "un processo complesso" e che, affinché abbiano successo, sono necessari tempo e continuità. "Penso che sia molto importante fornire un'opportunità per raggiungere la pace", ha dichiarato.
Iran: a Londra riunione militare su missione riapertura Hormuz
Il Regno Unito ospiterà oggi e domani militari provenienti da una trentina di Paesi per discutere la creazione di una missione guidata da Londra e Parigi con l'obiettivo di proteggere la navigazione nello Stretto di Hormuz. La conferenza servirà a "far avanzare la pianificazione dettagliata" per la riapertura del passaggio marittimo non appena le condizioni lo permetteranno, sulla scia dei "progressi" registrati nei colloqui svoltisi la scorsa settimana a Parigi, ha indicato il ministero britannico della Difesa. "L'obiettivo di oggi e domani è tradurre il consenso diplomatico in un piano comune per garantire la libertà di navigazione nello stretto e sostenere un cessate il fuoco duraturo", ha dichiarato il ministro della Difesa John Healey, dicendosi fiducioso nella possibilità di "progressi concreti". Le discussioni seguono i colloqui tenuti venerdì a Parigi, che si sono riuniti oltre 40 Paesi sotto la guida del primo ministro britannico Keir Starmer e del presidente francese Emmanuel Macron. Starmer ha indicato che Francia e Regno Unito guideranno una missione multinazionale per garantire la libertà di navigazione nello stretto "non appena le condizioni lo permetteranno".
Iran: nuovo round negoziati non appena sarà revocato blocco Usa
"Non appena verrà revocato il blocco, il prossimo round di negoziati si terrà a Islamabad". Lo ha dichiarato l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite Amir-Saeid Iravani al media iraniano Shargh, riferendosi al blocco navale imposto dagli Stati Uniti. "Gli Stati Uniti devono cessare la loro 'violazione del cessate il fuoco' prima di qualsiasi nuovo ciclo di negoziati", ha aggiunto, precisando che "l' Iran è preparato a qualsiasi scenario". "Non siamo stati noi a iniziare l'aggressione militare. Se cerchiamo una soluzione politica, siamo pronti. Se cerchiamo la guerra, l' Iran è pronto anche a quella", ha concluso.
Pasdaran: "Se nuova aggressione, pronti a confronto decisivo"
In occasione dell'anniversario della sua creazione, il Corpo dei Guardiani della rivoluzione hanno ribadito di essere pronti ad affrontare "qualsiasi nuova aggressione", sostenendo che dopo i risultati ottenuti nel conflitto con Stati Uniti e Israele si creerà presto "un nuovo ordine regionale in Asia occidentale". Nel comunicato riportato dai media iraniani, i pasdaran hanno rivendicato "i colpi mortali e devastanti" inflitti a "infrastrutture, centri strategici e capacità di supporto del nemico" nel corso dei conflitti, sottolineando di essere "pronti a un confronto decisivo, definitivo e immediato contro qualsiasi minaccia e qualsiasi aggressione ripetuta da parte degli avversari", assicurando di poter "infliggere colpi devastanti e inimmaginabili alle rimanenti risorse nemiche nella regione". E ancora: "Oggi, con il crollo dell'egemonia militare degli Stati Uniti e del regime sionista, siamo sul punto di entrare in un nuovo ordine regionale in Asia occidentale, senza la presenza di potenze straniere e arroganti, in particolare gli Stati Uniti, e di creare un ambiente stabile e sicuro".
Iran: Axios, Usa si aspettano oggi replica Khamenei a proposta
Uno dei motivi che hanno spinto Donald Trump a prorogare il cessate il fuoco con l'Iran e' che Stati Uniti e il mediatore Pakistan si aspettano che il leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei , risponda oggi all'ultima proposta di Washington. Lo scrive Axios citando una fonte regionale. "I negoziatori iraniani hanno detto che stanno aspettando il semaforo verde dal leader supremo", ha detto la fonte, e direttive su quale dovrebbe essere l'esito dei negoziati.
Iraq, Usa sospendono spedizioni dollari verso Baghdad
Iraq, Usa sospendono spedizioni dollari verso Baghdad Iraq, Usa sospendono spedizioni dollari verso Baghdad Wsj: una leva per costringerlo a smantellare milizie filo-Teheran Roma, 22 apr. (askanews) - L'amministrazione del presidente Usa Donald Trump ha sospeso l'invio di dollari verso l'Iraq e congelato alcuni programmi di cooperazione per la sicurezza con le forze armate irachene, aumentando la pressione su Baghdad perché smantelli le potenti milizie sciite filo-iraniane. Lo scrive oggi il Wall Street Journal. Secondo funzionari iracheni e statunitensi, una consegna aerea di quasi 500 milioni di dollari in banconote Usa, proventi delle vendite di petrolio iracheno custoditi presso i conti della Federal Reserve Bank di New York, è stata bloccata recentemente da funzionari del dipartimento del Tesoro per timori legati alle milizie. Si tratta, sempre secondo le stesse fonti, del secondo invio programmato di dollari alla Banca centrale irachena rinviato dagli Stati uniti dall'inizio della guerra con l' Iran alla fine di febbraio.
Trump: "L'Iran sta collassando finanziariamente"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che l' Iran "e' a corto di soldi" e che "sta collassando finanziariamente". Lo ha fatto in un messaggio pubblicato sul suo social Truth. "Vogliono che lo Stretto di Hormuz venga aperto immediatamente", ha scritto il presidente, secondo cui l' Iran "sta perdendo 500 milioni di dollari al giorno". "L'esercito e la polizia si lamentano di non essere pagati. SOS!!!", ha concluso.
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