È il giorno dei colloqui a Islamabad tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran. Si tratta del secondo round intentato dai mediatori del Pakistan dopo la prima giornata fallimentare di due settimane fa. Questo secondo round avviene allo scadere della tregua annunciata dal presidente Donald Trump, che in vista dei colloqui è tornato a parlare. Sui suoi profili social il tycoon ha attaccato i media statunitensi come il New York Times e il Wall Street Journal per le notizie pubblicate riguardanti il conflitto e ha ribadito che gli Usa «stanno vincendo, il blocco sta distruggendo l’Iran». Intervenendo al programma radiofonico conservatore The John Fredericks Show, Trump ha detto che Teheran è costretta a trattare altrimenti «affronterà problemi mai visti prima» e ha lanciato ancora una volta la minaccia di proseguire i bombardamenti prendendo di mira le infrastrutture energetiche del paese.

A presidiare le trattative ci sarà il vicepresidente J. D. Vance accompagnato dai due emissari di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner.

Intanto cresce il malcontento interno nei confronti della guerra contro il regime iraniano. Decine di veterani e familiari di militari sono stati arrestati a Washington per aver occupato un edificio del complesso del Campidoglio in segno di protesta. Secondo le autorità, i fermati sono almeno 62. La manifestazione, organizzata da diverse associazioni pacifiste di ex militari, si è svolta all'interno del Cannon House Office Building, dove i partecipanti hanno esposto striscioni contro il conflitto e tenuto una cerimonia simbolica in memoria delle vittime.

10:58

Kallas, "sia prolungata la tregua in Iran fino a soluzione diplomatica"

Kaja Kallas, vicepresidente della Commissione europea, ha sottolineato che l'Ue sta collaborando attivamente con i partner regionali. "Loro conoscono l'Iran meglio di chiunque altro. E questo per rafforzare la posizione dei negoziatori al tavolo delle trattative. Certo, il cessate il fuoco è molto fragile ma la diplomazia deve avere una possibilità". L'auspicio, ha spiegato, è che il cessate il fuoco venga prorogato fino a quando non si troverà una soluzione diplomatica. "È evidente che la libertà di navigazione non può essere sostituita da sistemi di pagamento per il transito. Sosteniamo soluzioni diplomatiche, ma è altrettanto chiaro che occorre affrontare le preoccupazioni che vanno oltre la questione nucleare, per quanto riguarda i programmi missilistici, le minacce ibride e informatiche, nonché il sostegno ai gruppi proxy e alla Russia", ha aggiunto.

10:46

Iran, "nessuna nostra delegazione è ancora partita per Islamabad"

La televisione di Stato iraniana ha dichiarato oggi che nessuna delegazione iraniana è ancora partita per colloqui con gli Stati Uniti in Pakistan. "Nessuna delegazione iraniana è ancora partita per Islamabad, in Pakistan; né la delegazione principale né quella sussidiaria; né primaria né secondaria", ha affermato la tv di stato, smentendo le notizie che suggerivano il contrario.

09:18

Iran: giustiziato un uomo accusato di collaborare con il Mossad

L'Iran ha giustiziato un uomo accusato di collaborare con l'intelligence israeliana Mossad. Lo ha riferito l'agenzia di stampa del sistema giudiziario iraniano, "Mizan". L'uomo, identificato come Amirali Mirjafari, era stato condannato a morte "per aver attentato alla sicurezza dell'Iran e per aver appiccato un incendio nella moschea di Qolhak a Teheran" durante le proteste di massa antigovernative dello scorso gennaio.

08:33

Iran, danni fino a 58 miliardi di dollari per forniture di petrolio e gas

Come riporta Il Sole 24 Ore, ci vorranno fino a 58 miliardi di dollari e anni di lavoro per riportare alla normalità le forniture dal Golfo Persico. E più a lungo durerà la guerra, più il conto è destinato a salire, in termini di denaro e di tempo. Le valutazioni degli esperti di Oil & Gas, per quanto ancora preliminari, placano l’entusiasmo che si accende sui mercati ad ogni spiraglio di pace in Medio Oriente e che altrettanto in fretta si spegne al riemergere di timori di escalation. Il quotidiano di Confindustria spiega che al di là delle oscillazioni del mercato, su un punto non ci sono dubbi: anche quando il passaggio da Hormuz sarà di nuovo sicuro, tornare ai traffici di un tempo sarà un processo graduale. Ci saranno infatti da smaltire le code, visto che oltre 2mila navi sono rimaste intrappolate nel Golfo Persico. E navi vuote dovranno raggiungere i porti della regione, per caricare. In tutto potrebbero volerci un paio di mesi per rivedere traffici regolari.

08:03

Ghalibaf: "Non accettiamo negoziati all'ombra della minaccia"

"Trump, con l'imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare, a suo avviso, questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all'ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per rivelare nuove carte sul campo di battaglia". Così il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Ghalibaf.

07:40

Medioriente: Netanyahu, già eliminata minaccia esistenziale ma non è finita

"Abbiamo già eliminato una minaccia esistenziale. Abbiamo restituito tutti gli ostaggi, preparato a fondo i nostri nemici e reso Israele uno Stato più forte che mai". Lo ha affermato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in una dichiarazione rivolta alle famiglie delle vittime in occasione del Giorno della Memoria per i soldati caduti in guerra e le vittime del terrorismo. Netanyahu ha poi precisato che la guerra contro l'Iran e i suoi 'proxy' non è finita. "Ricordiamo ogni soldato caduto la cui vita è stata spezzata prematuramente, ma nel Giorno della Memoria li ricordiamo con una prospettiva più ampia, una prospettiva nazionale", ha aggiunto. Secondo Netanyahu "la memoria collettiva tocca le fondamenta della nostra esistenza, come Paese che lotta costantemente per la propria sicurezza".

07:31

Trump attacca la stampa Usa e ribadisce: "Stiamo distruggendo l'Iran"

"Sto vincendo una guerra, e di gran lunga, le cose vanno benissimo, il nostro esercito è stato fantastico e, se leggeste le notizie false, come il fallimentare New York Times, l'assolutamente orrendo e disgustoso Wall Street Journal, o il quasi defunto, fortunatamente, Washington Post, pensereste davvero che stiamo perdendo la guerra. Il nemico è confuso, perché riceve questi stessi 'resoconti' dai media, eppure si rende conto che la sua Marina è stata completamente annientata, la sua Aeronautica è finita su piste di atterraggio buie, non ha equipaggiamento antimissile o antiaereo, i suoi ex leader sono per lo più spariti e forse, cosa più importante di tutte, il blocco, che non toglieremo finché non ci sarà un 'accordo', sta letteralmente distruggendo l'Iran". Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump

07:07

Trump: Iran negozierà, altrimenti avrà "problemi mai visti prima"

Il presidente americano Donald Trump si è detto fiducioso che l'Iran negozierà, aggiungendo che altrimenti "si troverà ad affrontare dei problemi mai visti prima". "Beh, negozieranno, e se non lo faranno, si troveranno ad affrontare problemi mai visti prima", ha detto in una telefonata al programma radiofonico conservatore 'The John Fredericks Show'. 

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