Una petroliera emiratina è stata colpita nello Stretto, mentre un raid israeliano nel sud del Libano ha provocato sette morti
La tensione resta alta nello Stretto di Hormuz. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha risposto a Donald Trump dopo che il presidente americano ha detto di voler dichiarare lo Stretto territorio statunitense: «Hormuz non può essere conquistato con un tweet, né con una portaerei».
Trump intanto difende la guerra con l’Iran anche di fronte all’aumento del prezzo della benzina negli Stati Uniti: «Non mi scuserò mai, ho fatto la cosa giusta». Nello Stretto una petroliera della compagnia emiratina Adnoc è stata attaccata, senza feriti. In Libano, un raid israeliano nel sud del paese ha provocato sette morti e tre feriti, secondo l’agenzia di stampa statale libanese.
PUNTI CHIAVE
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Iran a Trump, Hormuz non può essere conquistato con un tweet
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Trump, dichiarerò lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti
Portavoce del ministero degli Esteri iraniano cita Dostoevskij
"Colui che mente a se stesso e presta ascolto alla propria menzogna, giunge al punto di non essere in grado di distinguere alcuna verità né in se stesso, né attorno a sé, e dunque si ritrova a non provare rispetto né per sé né per gli altri". Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei in un post su 'X' cita I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij per criticare la politica degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran e della regione più in generale. "Questo passaggio da 'I fratelli Karamazov' di Dostoevskij descrive in modo calzante la situazione in cui si trova il sistema di governo statunitense e la politica estera riguardo all'Iran e alla regione, a causa della sua estrema dipendenza dalle 'menzogne'", scrive Baghaei.
Idf: colpite infrastrutture di Hezbollah
L'esercito israeliano ha confermato di aver effettuato attacchi aerei nel sud del Libano durante la notte, affermando di aver colpito infrastrutture di Hezbollah in risposta a un attacco del gruppo libanese filoiraniano contro le proprie truppe. Un attacco ad Ansar, a nord di Tiro, ha provocato sette morti e tre feriti, secondo quanto riferito dai media libanesi. Sono stati inoltre segnalati una serie di attacchi a Nabatieh, compresi pesanti bombardamenti sulla cresta di Ali Taher, sotto la quale Hezbollah dispone di una vasta struttura sotterranea. L'Idf, riferisce 'The Times of Israel', ha dichiarato di aver colpito infrastrutture di Hezbollah sia nell'area di Nabatieh sia ad Ansar, località distanti circa 15 chilometri l'una dall'altra.
"Gli attacchi sono stati effettuati in seguito a un'azione dell'organizzazione terroristica Hezbollah contro le nostre forze nell'area della cresta di Ali Taher, che si trova all'interno della zona di sicurezza in cui operano le truppe dell'Idf", ha sottolineato l'esercito israeliano, senza fornire nell'immediato ulteriori dettagli sull'attacco di Hezbollah.
Teheran, la politica estera Usa verso l'Iran è basata sull'autoinganno
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato che la politica estera statunitense nei confronti dell'Iran e della regione in generale è "profondamente basata sull'autoinganno e su false narrazioni". In un post su X, Baghaei ha anche citato una famosa frase del romanzo di Fëdor Dostoevskij "I fratelli Karamazov", dicendo:
"L'uomo che mente a se stesso e dà ascolto alla propria menzogna, giunge a un punto tale da non riuscire più a distinguere la verità dentro di sé o intorno a sé, e quindi perde ogni rispetto per se stesso e per gli altri". "L'eccessivo ricorso alla disinformazione ha accecato i politici americani, impedendo loro di vedere le realtà regionali", ha aggiunto.
Iran: petroliera degli Emirati Arabi Uniti attaccata a Hormuz
Una petroliera della compagnia degli Emirati Arabi Uniti Adnoc e' stata attaccata nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia emiratina WAM. Secondo quanto riportato da WAM, la compagnia petrolifera statale ha dichiarato che non sono stati segnalati feriti e che la situazione e' ora sotto controllo.
Libano: media, sette morti in raid Israele nel Sud
I media statali libanesi riferiscono che un attacco israeliano nel Sud del Paese, avvenuto questa mattina presto, ha ucciso sette persone, il bilancio piu' grave da quando gli accordi di giugno hanno portato a una tregua nelle ostilita' tra Israele e Hezbollah. L'Agenzia nazionale di stampa ha dichiarato che "un attacco lanciato da aerei da guerra nemici contro un'abitazione" alla periferia del villaggio di Ansar "ha ucciso sette persone e ne ha ferite altre tre" e ha distrutto la casa. Le squadre di soccorso continuano a cercare tra le macerie e a trasportare i morti e i feriti negli ospedali di Nabatieh
Iran: capo Pasdaran, abbiamo messo in ginocchio esercito Usa
n un messaggio di ringraziamento ai "combattenti islamici per sei mesi di jihad", come definisce la guerra contro Usa e Israele, il capo dei Guardiani della Rivoluzione, anche noti come Pasdran, ha elogiato le Forze iraniane per essere riuscite a "mettere in ginocchio l'esercito piu' armato della storia".
"Attraverso operazioni offensive e difensive di successo, sotto il fuoco nemico, avete messo in ginocchio l'esercito piu' pesantemente armato della storia", si legge nel messaggio del generale Ahmad Vahidi, rilanciato dalle agenzie di Stato. "La magnificenza che avete dimostrato con i vostri sei mesi di jihad senza precedenti contro i piu' sanguinari nemici dell'umanita' ha abbagliato il mondo e ha riacceso la speranza della vittoria finale sui dominatori nei cuori degli oppressi", sottolinea il messaggio
Trump, "non mi scuserò mai su caro-carburanti, su Iran fatto cosa giusta"
"Non mi scuserò mai": Donald Trump liquida la questione del rincaro della benzina dovuto alla guerra con l'Iran, minimizzando i timori dei consumatori americani costretti a pagare di più per il carburante a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz dopo la sua decisione di attaccare l'Iran.
"Se pagate un pochino di più per la benzina, ricordate che lo fate per impedire a un Paese davvero malvagio, un Paese che è, di fatto, il principale stato sostenitore del terrorismo al mondo, di ottenere un'arma nucleare: non vogliamo che ne entrino in possesso", ha detto Trump in un discorso presso l'Accademia di polizia della Contea di Nassau, nello Stato di New York.
"Siete sui quattro dollari. Va bene così... Non mi scuserò mai. Ho fatto la cosa giusta", ha aggiunto, quando prima della guerra erano sotto i 3 dollari.
A luglio l'inflazione americana è leggermente calata grazie alla diminuzione dei costi del carburante e dei generi alimentari: tuttavia, i prezzi continuano a salire più rapidamente rispetto a prima dell'inizio della guerra con l'Iran, creando difficoltà per la Casa Bianca in vista delle elezioni di metà mandato, a novembre
Iran a Trump, Hormuz non può essere conquistato con un tweet
"Lo Stretto di Hormuz non può essere conquistato con un tweet". Così il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi risponde, con un post su X, all'affermazione del presidente Usa Trump che ha detto che dichiarerà lo Stretto di Hormuz territorio statunitense dopo la sconfitta dell'Iran. Lo riporta al Jazeera.
«Lo Stretto di Hormuz non può essere conquistato con un tweet, né con una portaerei, né emanando un ordine, né con un discorso elettorale. L'Iran non teme le minacce né si intimorisce di fronte alle dimostrazioni di forza», ha affermato Kazem Gharibabadi.
Trump, dichiarerò lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato nuove minacce all'Iran, sostenendo l'ipotesi di poter annettere lo Stretto di Hormuz, il canale da cui, prima della guerra, passava fino a un quinto del traffico commerciale globale di petrolio e gas. "Molto presto dichiarerò lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti", ha annunciato durante un comizio elettorale a Nassau County, nello Stato di New York, senza però aggiungere dettagli. Secca la replica di Teheran: "Hormuz è stato, è, e sarà sempre iraniano, non si conquista con un tweet".
Trump ha, inoltre, ribadito che l'Iran ha subito gravi perdite, ma rispetto alle dichiarazioni definitive e celebrative lanciate nei mesi scorsi, stavolta il presidente ha detto che gli iraniani "hanno ancora missili ma non molti" e "ancora droni ma solo una frazione rispetto a quelli che avevano prima". Fino al mese scorso aveva parlato di "arsenale distrutto". Trump ha poi ribadito che il "blocco americano di Hormuz andrà avanti", anche se in realtà gli Stati Uniti si trovano in una situazione di stallo, mentre Teheran continua a sostenere di avere chiuso lo Stretto e di averlo ancora sotto il suo controllo. Ma al di là delle dichiarazioni sul conflitto, a segnare una novità è stato proprio il comizio.
Presentato ufficialmente come un evento sulla sicurezza, in realtà quello organizzato a Long Island, feudo Maga a maggioranza italoamericana, è stato un comizio elettorale a favore del candidato repubblicano a governatore di New York Bruce Blakeman. Decine di poliziotti e agenti dell'ufficio dello sceriffo della contea hanno fatto da sfondo al comizio, applaudendo Trump in ogni suo passaggio, anche quando il presidente ha attaccato i democratici, la governatrice Kathy Hochul e la procuratrice generale dello Stato di New York, Letitia James, definita dal tycoon "corrotta, la più disonesta e sporca".
Qualcuno tra gli analisti ha fatto notare come la partecipazione della polizia a un evento del genere e con questi toni violenti non abbia deposto a favore dell'imparzialità e terzietà delle forze dell'ordine che, tra l'altro, si potrebbero trovare tecnicamente a dover lavorare con la procuratrice generale. E ulteriori dubbi sull'opportunità sono emersi con la partecipazione al comizio di due altre figure istituzionali che in teoria dovrebbero garantire imparzialità: il procuratore generale Todd Blanche e il direttore dell'Fbi Kash Patel. Il primo è salito sul palco a un evento politico a sostegno di un repubblicano amico del presidente. Il secondo ha detto candidamente di "lavorare per Trump da dieci anni". Per tutti, applausi e ovazione, anche quando Trump ha toccato il tema caldo dell'inflazione. Ma riguardo all'aumento dei prezzi legato alla guerra in Medio Oriente, il presidente ha chiarito: "Non mi scuserò mai se il carburante costa un po' più di quattro dollari al gallone, perchè ho fatto la cosa giusta".
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