«Credo che vinceremo molto presto la guerra con l’Iran». Il presidente Usa Donald Trump lo ha ribadito per l’ennesima volta, intervistato da Fox News, a margine della President's Cup presso il Medinah Country Club, alle porte di Chicago. Con l’obiettivo di rilanciare i colloqui sul cessate il fuoco, i mediatori tra Washington e Teheran stanno facendo pressione sull’Iran perché faccia concessioni sul suo programma nucleare. 

Sono poi state pubblicate altre rivelazioni sulle informazioni arrivate al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima dell’attacco di Hamas il 7 ottobre 2023. Secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, che cita funzionari egiziani, il Cairo ha avvertito per tre volte le autorità israeliane dell’imminenza di un attacco da parte di Hamas. Abbas Kamel, all’epoca a capo del Servizio generale d’intelligence egiziano, avrebbe telefonato al premier israeliano per trasmettergli un terzo avvertimento, dopo i primi due rimasti inascoltati. 

PUNTI CHIAVE

09:15

Media iraniani, non sono previsti nuovi colloqui con gli Usa

07:00

Wsj: "7 ottobre, i servizi egiziani chiamarono Netanyahu dopo due avvisi inascoltati"

11:13

Iran: «Malgrado la retorica del nemico, Hormuz è sotto il nostro completo controllo»

«Malgrado la retorica del nemico, il fatto è che lo Stretto di Hormuz è sotto il nostro completo controllo», ha dichiarato l'ammiraglio Habibollah Sayyari, capo di stato maggiore dell'esercito della repubblica islamica. «Agiamo con decisione nella parte settentrionale del Mar dell'Oman e a est dello Stretto di Hormuz e non permettiamo a nessuno di attraversarlo. A ovest dello Stretto di Hormuz, lo stretto stesso e il Golfo Persico sono sotto il pieno controllo della Marina del corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica. A est dello Stretto di Hormuz e nella parte settentrionale dell'Oceano Indiano il controllo è interamente affidato alla Marina», ha aggiunto Sayyari.

09:15

Media iraniani, non sono previsti nuovi colloqui con gli Usa

L'Iran non ha in programma nuovi colloqui con gli Stati Uniti. È quanto ha riferito l'agenzia di stampa governativa Irna. Il presidente Usa Donald Trump ha lasciato intendere di aspettarsi a breve nuovi negoziati indiretti tra Teheran e Washington dopo aver rifiutato sanato il piano proposto dalla Repubblica islamica volto alla riapertura dello Stretto di Hormuz entro sette giorni. "La delegazione iraniana presente a New York non prevede negoziati con gli Stati Uniti", ha scritto l'Irna, citando una fonte vicina alla delegazione.

08:38

Il premier israeliano Netanyahu incontra il presidente degli Emirati Arabi

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha incontrato il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, domenica mattina. La notizia è stata diffusa inizialmente dall'emittente N12. Una fonte diplomatica ha successivamente confermato l'informazione al Jerusalem Post. Il primo ministro si è recato negli Emirati a bordo di un volo privato per incontrare bin Zayed ma il suo ufficio non ha voluto rilasciare commenti sui dettagli dell'incontro.

Netanyahu è volato ad Abu Dhabi su un jet privato — lo stesso utilizzato per visitare gli Emirati durante il conflitto con l'Iran all'inizio di quest'anno — come appreso dal Post.Netanyahu è decollato dall'aeroporto Ben-Gurion poco dopo le 12:00 ed è atterrato ad Abu Dhabi alle 15:10. Dopo aver trascorso quattro ore negli Emirati, l'aereo è ripartito alla volta di Israele alle 19:10, secondo quanto riportato dal Post.

08:30

Wsj, mediatori di pace in pressing su Teheran per concessioni sul nucleare

I mediatori della pace tra Usa e Iran stanno facendo pressione su Teheran perché faccia concessioni sul suo programma nucleare allo scopo di rilanciare i colloqui sul cessate il fuoco, dopo che il presidente Donald Trump ha respinto la proposta di tregua, in una corsa contro il tempo per impedire che il conflitto degeneri di nuovo in una guerra totale.

Le persone coinvolte, ha riferito il Wall Street Journal, hanno affermato che si tratta di un tentativo con scarse probabilità di successo per placare Trump sulla questione che gli sta più a cuore. Il tycoon ha cercato di ridefinire il conflitto attorno al suo obiettivo bellico originario, ovvero impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare, e di deviare i negoziati dalla questione dello Stretto di Hormuz, attualmente sotto il controllo iraniano.

In un discorso alle Nazioni Unite della scorsa settimana, Trump ha detto di valutare allo stato la possibilità di "annientare" il governo iraniano per impedirgli di ottenere la bomba atomica. Tuttavia, l'Iran ha dato ai mediatori pochi segnali di essere pronto a discutere del suo programma nucleare. Secondo funzionari governativi mediorientali che intrattengono contatti regolari con Teheran, i leader iraniani sono fiduciosi di resistere a un blocco americano di lunga durata o a una rinnovata campagna di bombardamenti Usa. Gli stessi funzionari hanno affermato che il potere in Iran è ora concentrato nelle mani del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, forza paramilitare ed economica che da tempo adotta una linea dura contro ogni compromesso con l'Occidente. 

07:34

Il ministro degli Esteri saudita è arrivato a Washington per i colloqui con Rubio

Il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, è arrivato a Washington per colloqui con il Segretario di Stato Usa Marco Rubio - come riferito dall'agenzia di stampa statale saudita - sullo sfondo di un'escalation delle ostilità tra Riad e gli Houthi yemeniti. Lo riporta Reuters online, secondo cui i due discuteranno dei rapporti bilaterali e dei principali sviluppi a livello regionale e internazionale.

Questo mese, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha richiesto assistenza militare agli Stati Uniti per contrastare gli Houthi, sostenuti dall'Iran. Washington ha tuttavia rifiutato di lanciare attacchi, pur accettando di fornire supporto di intelligence e assistenza nell'individuazione degli obiettivi. 

07:00

Wsj: "7 ottobre, i servizi egiziani chiamarono Netanyahu dopo due avvisi inascoltati"

Il capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel ha telefonato al primo ministro Benjamin Netanyahu pochi giorni prima dell'offensiva di Hamas del 7 ottobre 2023 per trasmettere un ulteriore avvertimento e comunicare segnali di un attacco imminente da Gaza, dopo che due precedenti avvisi egiziani erano stati ignorati. La notizia, che arriva dal Wall Street Journal, trova ampio risalto sulla stampa israeliana.

L'ultimo avvertimento è arrivato all'inizio di ottobre, quando Kamel ha chiamato direttamente l'ufficio di Netanyahu. Una fonte ha riferito che l'Egitto ha continuato a lanciare avvertimenti fino a quasi 48 ore prima dell'attacco. 

06:30

Media iraniani, potente esplosione nel nord della Giordania

Fonti di informazione hanno riferito che una potente esplosione ha scosso il nord della Giordania. Lo scrive l'agenzia iraniana Irna.

06:00

Trump: "Credo che vinceremo la guerra in Iran molto presto"

"Credo che vinceremo la guerra molto presto", ha dichiarato il presidente americano Donald Trump, intervistato da Fox News, a margine della President's Cup presso il Medinah Country Club, alle porte di Chicago. Trump ha previsto inoltre un calo dei prezzi del petrolio una volta terminata la guerra e ha affermato di ritenere che gli Stati Uniti la stiano vincendo "grazie sia alla pressione economica che all'azione militare". 

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